Day: November 29, 2011

Che sia la Verità a parlare

Che sia la Verità a parlare

Domani Consiglio Comunale straordinario ad Asso: il Comune compra il terreno sotto la Vallategna. Forse l’epilogo di una storia durata due anni o forse solo un nuovo capitolo. Il Sindaco Manzeni si erge a paladina del nostro territorio ad un anno dalle elezioni. Gli ambientalisti ed i cittadini che in questi due anni sono stati da Lei pubblicamente bistrattati osservano sospettosi.

Onestamente anche io osservo incuriosito la vicenda. Io spero, per il bene di tutti noi, che l’avventura politica di Giovanni Conti sia finalmente giunta al termine mentre per Giulia, nonostante alcune spigolature del suo carattere, sono invece disposto a spendere fiducia. Certo, entrambi non si sono risparmiati nel darmi addosso ma, visto che sia io che i cedri che la Vallategna siamo simpaticamente illesi, sono disposto a non dare troppo peso a quei fatti.

L’ultima volta che ho avuto occasione di parlare con serenità insieme al Sindaco era il 5 Febbraio 2010. C’era in ballo il Supermercato, la rotonda ed un sacco di voci poco chiare che giravano per la valle. Le dissi che doveva spiegare alla gente quello che intendeva fare, che Asso aveva bisogno di un cambiamento ma che doveva essere condiviso da tutti se si voleva avesse effetto.

Le dissi “Se sei convinta di quello che vuoi fare scrivi una lettera, la gente capirà e ti dirà cosa ne pensa. Ascoltare i cittadini è la soluzione più semplice. Lascia decidere a loro.” Giovanni Conti, seduto al suo fianco, disse queste esatte parole: “Io te lo sconsiglio, in questo modo ti esponi solo alle critiche”. All’epoca, probabilmente, non conoscevo Conti come lo conosco oggi e rimasi stupito da quel suo consiglio.

Il Sindaco, forse inorgoglita dal Vice, disse allora qualcosa che ancora oggi ricordo indelebilmente: “Io ho il consenso, io ho vinto le elezioni, io prendo le decisioni senza spiegare niente a nessuno”. Questa fu la mia chiamata alle armi, l’inaccettabile che non poteva essere accettato. Fu semplicemente l’inizio.

Probabilmente se quel giorno il Sindaco non avesse seguito il consiglio sbagliato le cose sarebbero andate diversamente, forse già oggi avremmo una rotonda placidamente all’ombra dei Cedri ed un bellissimo parco sotto la famosa cascata. Il paese sarebbe migliore e probabilmente persino il suo ruolo di paladina dell’ambiente apparirebbe  credibile: ora, purtroppo, è tutto ancora da dimostrare con grande buona volontà.

Io però sono convinto che l’esperienza insegni, che ingoiare rospi e tornare sui propri passi sia degno di rispetto quando fatto in modo onesto. Sono anche pronto a credere che tutto il caos sia stato solo il frutto di un fraintendimento, di una sfortunata serie di circostanze avverse. Sono pronto a credere, non certamente a cedere, ma spero onestamente che sia davvero un nuovo inizio.

Per questo auguro al Sindaco la migliore fortuna, le auguro davvero sentitamente di essere la fautrice del cambiamento di cui Asso ha tanto bisogno. Le ricordo ancora che l’unico modo perchè ci sia un cambiamento è che sia il frutto di una condivisione, di un sentire comune che in primo luogo unisca ciò che in questo paese è diviso.

Per far questo serve pazienza, molta umiltà e grande comprensione per coloro che dissentono o che dubitano. Io, dal canto mio, osserverò con la stessa pazienza, umiltà e comprensione ma anche con grande e scrupolosa attenzione.

Nel saluto del Kung-fu la mano destra avvolge la sinistra chiusa a pugno all’altezza del naso senza però abbassare lo sguardo su chi sta di fronte. La mano sinistra chiusa rappresenta il sole (Yang), mentre la destra che avvolge rappresenta la luna (Yin). Significa che si è pronti alla guerra ma che si viene in pace: un modo molto profondo e positivo di rapportarsi con gli altri.

Non ripetiamo gli errori del passato ma gettiamo le basi per un futuro migliore. Buona fortuna a tutti noi.

Davide Valsecchi

La parola al Sindaco di Asso:

Pakistan: Cima Asso 5100metri

Pakistan: Cima Asso 5100metri

Questa foto è emersa dagli scatoloni come un gioiello perduto, è uno scatto sulla parete che porta alla sommità di Cima Asso, la vetta conquistata e battezzata nel lontano 1999 in Pakistan da cui prende il nome questo sito.

Eravamo in Hindu Kush, sulla catena montuosa che separa la piana dell’Afganistan, dai territori tribali del nord del Pakistan. Eravamo in uno degli ultimi “spazi bianchi” sulle cartine del mondo e che, nel giro di pochi anni, sarebbe diventato uno dei punti caldi dello scacchiere internazionale.

La salita verso la cima era una prima assoluta e la squadra, composta da cinque alpinisti, si era divisa in due cordate per cercare la via migliore per salire. Nella foto si vede Angelo Rusconi, con il casco blue, seguito da Cristian Cattivelli, con il casco rosso. Io ero legato in fondo a questa cordata da tre. La foto l’ha invece scattata Simone Rossetti o Luciano Giampà che, legati nella seconda cordata, sondavano la parete più a sinistra.

Era il 5 Agosto 1999, il giorno del mio 23° compleanno per la precisione. Io ero il più giovane della squadra e non ero mai andato così lontano da casa in vita mia. Quanti ricordi! Che mondo spettacolare e selvaggio ci circondava!

All’epoca non c’erano ancora le macchine fotografiche digitali e tutte le immgini di quell’avventura sono conservate in diapositive. Dopo dodici anni trovarne una stampata è stata una piacevole sorpresa: prima o poi dovrò decidermi a digitalizzare anche quelle storia così analogia e nostalgica.

Qui sotto invece un’immagine più nota: la foto di foto di gruppo a 5100 metri  sulla vetta di CIMA ASSO. In senso orario dal centro: Angelo Rusconi, Cristian Cattivelli, Luciano Gimpà, Simone Rossetti e Davide Valsecchi.

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