Palanzone: panorami invernali 2011

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Complice la mancanza di neve continua l’allenamento di “Miss Bruna” sulle montagne del Lario. Le inconsuete giornate di sole sono un ottima opportunità per “sgranchirsi” prima della partenza per il Congo con qualche facile camminata sulle cime che ci circondano. Questa volta abbiamo puntato verso la cima del Palanzone.

Dalla colma di Sormano il Palanzone è una semplice e facile passeggiata che offre tuttavia un panorama davvero ampisissimo e magnifico.

Ad est, al di là del Moregallo ed oltre il Coltignone, si può scorgere il Pizzo Arera. Alto 2.512 m, è una montagna delle Prealpi Bergamasche situato lungo il crinale che separa la Val Brembana dalla Val Seriana in provincia di Bergamo.

Sempre ad Est, guardando oltre il ramo di lecco del Lario, possiamo ammirare il Gruppo delle Grigne. A destra la Grignetta, 2177 m, e a sinistra il Grignone, 2410.
La Grignetta, montagna di fama alpinistica celeberrima e internazionale, ha visto i suoi  innumerevoli torrioni, monoliti, guglie e pinnacoli diventare negli anni palestra d’arrampicata preferita di grandi nomi dell’alpinismo mondiale come Emilio Comici, Riccardo Cassin, Walter Bonatti, i quali tracciarono vie di roccia ritenute oggi “classiche”.

A Nord Est, a sinistra delle Grigne, si innalza il Legnone. Con i suoi 2.609 m è la cima più alta della provincia di Lecco e del settore più occidentale delle Alpi Orobie. Di bella forma piramidale con linee regolari, rappresenta il poderoso pilastro d’angolo tra il bacino del Lago di Como e la Valtellina, separando quest’ultima dalla Val Varrone, solco vallivo adiacente alla Valsassina.

Più a Sud Est invece appare, alle spalle dei Corni di Canzo, il Resegone. Con i suoi 1875 metri a volti è chiamato anche Monte Serrada anche se mi è capitato di rado di sentire tale nome. « La costiera, formata dal deposito di tre grossi torrenti, scende appoggiata a due monti contigui, l’uno detto di san Martino, l’altro, con voce lombarda, il Resegone, dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega: talché non è chi, al primo vederlo, purché sia di fronte, come per esempio di su le mura di Milano che guardano a settentrione, non lo discerna tosto, a un tal contrassegno, in quella lunga e vasta giogaia, dagli altri monti di nome più oscuro e di forma più comune. » (I Promessi Sposi, Alessandro Manzoni)

Ad occidente invece si apre un mondo a parte, popolato di giganti e di nevi perenni. Lo sguardo si perde tra le cime note e sconosciute che brillano all’orizzonte. Le chiamano Alpi, sono la catena montuosa più importante d’Europa e forse le montagne più belle del mondo.

Sua Maestà il Monte Rosa con le sue cime, da sinistra a destra, Piramide Vincent (4215 metri), Corno Nero (4322 metri), Ludwigshohe (4342 metri), Punta Parrot (4436 metri), Lyskamm (orientale – 4527 metri), Punta Gnifetti (4559 metri), Zumsteinspitze (4563 metri), Punta Dufour (4634 metri) e Nordend (4609 metri). Sempre a destra spunta la cima del Cervino con i suoi 4.478.

A Sud-Ovest, confuso nella foschia, appare distante ed affascinante anche il Monviso, il Re di Pietra con i suoi 3841 metri di quota.

Questo è il mondo che ci circonda, la parte di mondo in cui siamo nati. Cullati dal lago possiamo osservare montagne che appartengono ad un mondo fatto di leggenda e di avventura. Siamo fortunati, nati su di una penisola tra l’acqua e le vette.

Davide Valsecchi

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