À la fin d’un jour

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“Ora è la mia volontà contro la tua e quindi tu hai già perso!” Mi avvicino alla piccola peste squadrandola negli occhi. Sono ormai due ore che io e lei combattimo danzando sulla stessa musica: io armato di biscotti ed omogenizzato, lei colma di una rabbia che sembra inesauribile.

Padre Hugo l’ha portata nella “premier chambre” questa mattina: “Dovrebbe avere un anno d’età, è stata abbandonata ieri sera dalla madre che l’ha portata fin qui. Lei è denutrita e sieropositiva, non vuole mangiare e per questo non può stare in neonatoloogia”. La nostra stanza si è infatti riempita di cuccioli denutriti che richiedono di essere sfamati nonostante le loro proteste. Padre Hugo,  ridendo, si è avvicinato alla porta e guardandomi mi ha detto: “Non aveva un nome, l’ho chiamata Bruna. Prenditene cura!”.

Così ho infilato i guanti, le ho dato una ripulita ed ho dato inizio ad una lotta impari. Credo che risenta molto della mancanza della madre e tutta la rabbia ed il malessere le impediscano di accettare il cibo e le attenzioni. Ogni volta che provo ad infilarle un cucchiaio in bocca si agita, prende a schiaffi me ed il cucchiaio strillando con quel poco di voce che le resta. Poi, senza alcun motivo, si allunga ed addenta il cucchiaio. Se provo ad allungarne un altro riparte il cinema tra mille proteste. Stessa cosa per i biscotti: quando provo a darglieli li tira lontano mentre se li lascio distrattamente sul lettino lei si sporge per afferrarli. Se si prova a forzarla si indigna furiosa: Padre Hugo voleva prendermi in giro ma il nome è decisamente azzeccato!!

“Comincio a capire perchè ti hanno piantato in asso: sei una rompiscatole incazzosa! Il destino però ci ha messo sulla stessa strada e per te io sono il guaio peggiore! Io ti spezzo: mangerai, puoi starne certa! Non mollo di certo!”. Lei di sicuro non capisce l’italiano ed il tono appare più una supplica che una minaccia e così, armato di pazienza e di un certo imbarazzo tutto maschile, ho ripreso a darle da mangiare tra gli strilli e gli schizzi di omogenizzato: avventura difficile i bambini!!

Mentre io litigo con la Petit Brùnà mi raggiunge nella stanza anche la nostra Bruna bergamasca in compagnia di altri due piccoli ospiti della nostra stanzetta: Adam e Patrizia. Questi due fessacchiotti erano poco più che scheletri la scorsa settimana e nostante i loro 7 e 9 mesi di vita pesavano meno di un nostro neonato. Fortunatamente, con una massiccia dose di pazienza sopratutto di Bruna, ora hanno messo su peso e cominciano a ridersela un po’ di più. I due nanerottoli hanno una forma di tubercolosi infantile e superato il problema della denutrizione ne avranno per parecchi mesi ancora.

Salvo il piccolo Winner la nostra stanzetta, la Premier Chambre, naviga decisamente bene ed i nostri piccoli pazienti, nonostante qualche difficoltà, reggono bene proseguendo verso la guarigione. C’è da essere contenti per i nostri piccoli ma non si deve dimenticare che qui ogni mattina si celebra un piccolo funerale e ci sono giornate in cui il vento soffia forte e le piccole bare arrivano ad essere cinque alla volta.  Il mondo circostante è di una bellezza abbagliante ma c’è tanto da fare: mi piace distrarmi e raccontarvi le parti belle ma spero non dimentichiate le difficoltà che qui ancora attendono di essere sanate.

Un saluto dall’Africa

Davide e Bruna

5 thoughts on “À la fin d’un jour

  1. Ciao Davide, intanto complimenti per il vostro lavoro.
    La piccola Patrizia è la bimba che stava in neonatologia?

  2. Bravi ragazzi, vi seguo con molto interesse e affascinato. bravi, davvero! un abbraccio a Kimbondo. marcello

  3. Siete dei GRANDI, avete tutta la mia stima ed il mio sostegno…
    Povero Birillo, adesso nei hai due da tenere a bada!
    Tieni duro; le donne, anche quelle piccole, hanno la testa dura, ma noi maschietti sappiamo come gestirle (il famoso bastone e la carota).
    Naturalmente sto scherzando…

  4. Forza Davide e Bruna e forza a tutti i bimbi della pediatria! caspita, ci fossero i piatti delle zie di Asso, magari petit Bruna sarebbe piu’ ingolosita… 😉

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