Qualcuno in Tanzania ancora mi ama…

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“Se guarderai a lungo nell’abisso, anche l’abisso vorrà guardare in te.” Spesso questa frase è attribuita ad Edgar Allan Poe ma in realtà è una frase di Friedrich Nietzsche tratta da “Al di là del bene e del male”: onestamente credo sia davvero azzeccata.

“Cima” è un piccolo blog dalle caratteristiche tecniche molto semplici, niente fronzoli, niente diavolerie animate ma solo ampio spazio ai contenuti, qualche foto ma sopratutto racconti e parole. Questo però non significa che vada sottuvalutato: come il suo creatore posside capacità spesso accuratamente celate.

Niente di particolarmente eclatante, beninteso. In questo caso si tratta del sistema per la raccolta statistica delle visite al sito. Cima usa un sistema gratuito prodotto da Google  e che si chiama Analytics. Uno strumento molto semplice e diffuso che “conta” i visitatori e raccoglie informazioni anonime come la regione geografica di provenienza o il sistema operativo piuttosto che il browser in uso.

Intendiamoci, non è possibile sapere se Tizio o Caio guardano il sito, ma è possibile scoprire, ad esempio, che Cima-Asso viene visitata in proporzione quasi più dagli abitanti della provincia di Milano che da quella di Como, oppure che ci sono degli utenti affezionati dalla Toscana piuttosto che dal Friuli.

In generale questi dati danno qualche indicazione di massima, niente di particolarmente significativo, ma comunque utile a darmi un’idea della “popolazione” di lettori del Blog. Tuttavia, come sempre accade in ambito statistico, evidenziano delle curiose eccezioni tutte da scoprire. In modo del tutto inaspettato si scopre infatti che in tutta la Tanzania negli ultimi 365 giorni abbiamo avuto un singolo visitatore che, tuttavia, ha visitato il sito con regolarità ogni giorno, anche più volte nell’arco della stessa giornata.

In pratica sull’isola di Zanziabar ho un lettore solo ma affezionatissimo!

Inizialmente pensavo fosse la mia amica Vivide ma lei è un orgogliosa utilizzatrice di Apple Mac Computer mentre il nostro sconosciuto fan usa Windows Explorer come browser, per di più in italiano.

Chi potrà mai essere questo nostro sconosciuto amico? Onestamente mi viene in mente solo una persona che, ad onor di cronaca, ha unilateralmente tagliato ogni contatto con me e di  cui, con un certo disappunto, non ho notizie ormai da quasi un anno. Una persona troppo orgogliosa del proprio nome perchè io lo usi ancora qui.

Se il misterioso lettore fosse lui ci si troverebbe quindi in una curiosa situazione: dopo essersi dato tanto da fare per nascondersi da me si terrebbe giornalmente aggioranto su quello che combino. Buffo, no? Neppure le mie ex-fidanzate hanno mai fatto tanto…

Come dicevamo: “Se guarderai a lungo nell’abisso, anche l’abisso vorrà guardare in te.”  Quindi, mio sconosciuto ed affezionato lettore, fatti avanti e lasciati conoscere. Se poi ti capitasse di incontrare sull’isola un mio vecchio amico digli che io non porto rancore, specie per gli stupidi…

Davide Valsecchi

6 thoughts on “Qualcuno in Tanzania ancora mi ama…

  1. Non so cosa sia successo tra voi due, ma per entrambi dovrebbe valere la citazione “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. Applicandola nella vita, si fa più bella figura 😉

  2. “Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido sto per vomitarti dalla mia bocca. Tu dici: «Sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla», ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. Io tutti quelli che amo li rimprovero e li castigo. Mostrati dunque zelante e ravvediti”

    Ora dobbiamo capire se è più autorevole la Divina Commedia o l’Apocalisse 😉

  3. Birillo, non dirmi che vuoi cominciare a seguire le orme di Celentano per tramutarti anche tu in un “falso profeta”… Non pensavo, conoscendo il tuo “credo”, che avresti scomodato addirittura il Nuovo Testamento! 🙂
    Trovo il passo dell’Apocalisse un tantino “esagerato”. Ti pongo un quesito: chi è in grado veramente di poter giudicare chi è “freddo”, chi è “caldo” o chi è “tiepido”? A mio modo di vedere, se uno ha la prosopopea di poter classificare il suo prossimo in questa maniera, rimproverando e castigando soprattutto i “tiepidi”, rischia di diventare automaticamente “freddo” (che equivale ad essere nello stato di colpa grave)… Forse, quindi, è meglio applicare il pensiero di Virgilio: si deve solo andare oltre, soprassedendo in silenzio 😉
    Un abbraccio e continua a deliziarci dei tuoi splendidi racconti e dei tuoi favolosi viaggi!!

  4. Naaa… figurati se posso fare il profeta o cantare azzurro!
    Quello che realmente non posso fare è restare indifferente, “tiepido”. Giusta o sbagliata è nella mia natura prendere una posizione, assurda o radicale possa essere.

    La realtà è che ho perso un buon’amico a causa della persona che ora è diventata e, onestamente, la cosa mi fa davvero incazzare perchè questo inquina i mei ricordi. Il mio rancore è un sincero tributo a ciò che è stato ed un chiaro monito a ciò che sarà.

  5. Ti capisco… fa sempre male “perdere” un amico, o meglio… essere traditi da un amico. Ma hai la pellaccia dura e soprattutto l’intelligenza per superare tutto questo 😉

  6. No Spino, qui non ci capiamo: ti ricordi una mattina di inverno cosa successe davanti al Politecnico quando la mia strada si incrociò con quella di un mio ex-amico?

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