BirilloIQ: nella fossa del leone

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Il mio attuale lavoro mi procura sorprendenti soddisfazioni ma anche terribili incazzature. L’altro giorno un gruppo di psicologi, visto che non ero in accordo con le loro idee, mi ha definito “una persona arrogante e prepotente che non possiede neppure l’umiltà di imparare da chi sa più di me”.

Ho riso: mi è stato insegnato come sia necessaria una certa dose di arroganza per scatenare un cambiamento, per spezzare un equilibrio e dare inizio ad una rivoluzione. Quindi sì, io sono fondamentalmente ed orgogliosamente arrogante.

Quanto all’umiltà io credo sia necessario conoscere la grandezza per apprezzare il vero valore dell’umiltà, diversamente diventa una meschina scusa per mascherare la propria debolezza. Insomma, non è certo a chiacchiere che si ferma uno come me quando si mette in mente un obbiettivo.

Tuttavia alcuni risultati, sebbene non alpinisticamente rilevanti, ottenuti con il mio gruppo di montagna-terapia mi rincuorano molto. Inoltre più apprendo su Milton Erickson, padre della metodologia resilente, più mi convinco che, sebbene ancora imprecisa, la mia sia la strada giusta.

Dopo questo, che è per lo più uno sfogo al furore che mi ha tenuto lontano dalla tastiera per un po’, voglio invece “ciacolare” su qualcosa di più frivolo.

Qualche settimana addietro mi sono prestato come cavia per il Test di WAIS, un test che permette di valutare le capacità cognitive ed il quoziente di intelligenza (QI). Il test è stato davvero divertente e condotto da una giovane ed affascinante dottoressa.  Attraverso prove di tipo diverso si acquisiscono diversi valori che, in un conteggio finale, danno il valore del QI.

Onestamente non sono né sorpreso né soddisfatto: il mio punteggio è risultato 133 QI. Tenendo presente che la media italiana si “situa” tra il 90 ed il 110 io sono sopra la media di due scostamenti (due intervalli da 10 punti). Tuttavia io non credo che la media italiana, visto il popolo bue che siamo, sia particolarmente brillante e mi scoccia parecchio essere tanto distante dal Generale Norman Schwarzkopf (QI 160) che guidò nel 1991 la prima tempesta nel deserto: ahimè non ho i requisiti per invadere l’Irak!

« Non ci vuole un eroe per guidare gli uomini in battaglia. Gli eroi sono quegli uomini che in battaglia ci vanno» (Norman Schwarzkopf)

Superato però lo scoglio del QI sto invece approfondendo le teorie sull’Intelligenza Emotiva di Goleman. Secondo alcuni studi le reali capacità di un individuo non dipendono solo dal quoziente intellettivo ma anche dalla capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed le altrui emozioni.

Sebbene le mie capacità cognitive siano buone credo che il mio lato emotivo, fatto spesso anche di passione e rabbia, sia la mia vera forza. Nello specifico: l’emozione primaria “rabbia”, per esempio, è preceduta da uno stato di irritazione che, se non ben gestito cognitivamente, può arrivare a generare un’emozione ancora più intensa della rabbia, la furia. Il famoso ed inarrestabile “Birillo Furioso”.

Tutto questo per dirvi che sto studiando e che quindi se non mi vedete “scrivere” è perché sto “leggendo”. Vi tengo aggiornato sui miei studi da strizzacervelli!

Davide Valsecchi

«Credo che questo sia un momento perfetto per arrabbiarsi.»
«È quello il mio segreto Cap: io sono sempre arrabbiato»

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