Monte Ombladet (2255m)

La sveglia suona amica questa mattina. Mi sono svegliato di buona lena, ho imbracciato lo zaino e sono sceso in paese. La mia destinazione odierna era il Monte Ombladet ed intendevo salire in corriera fino alla frazione di Sigilleto. Dovevo quindi darmi da fare per essere in orario con il pullman che risale da Tolmezzo e prosegue poi verso Collina, la più elevata delle frazioni di Forni Avoltri.

Acquistato il biglietto ero inevitabilmente in largo anticipo e così mi sono pacificamente seduto sotto la pensilina di legno aspettando che arrivasse il mio passaggio. Credevo di annoiarmi ed invece, nel giro di dieci minuti, si è formato un allegro gruppo di “fornetti” stupiti di rivedermi in paese: era strepitoso vedere le loro facce quando finalmente riconoscevano la mia!

Una volta in corriera il viaggio è stato breve, meno di dieci minuti, ma mi ha risparmiato un buon 300 metri di dislivello e qualche chilometro di sviluppo. Alla fermata di Sigilleto (1121m) si trova una comoda fontana ed una chiara segnaletica sui sentieri che possono essere percorsi.  Io ho preso il 169 ed ho cominciato a salire verso la Casera di Monte Buoi (1723m). La salita segue una vecchia mulattiera nel bosco ed è molto gradevole senza eccessivi strappi, una comoda passeggiata per tutti.

Dalla casera si gode un panorama incredibile sulle montagne del gruppo del Sierra. Nella foto qui sotto potete vedere in primo piano il Monte Tuglia (1931m), appena dietro sulla destra il Monte Geu (2109m). Sulla linea dell’orizzonte ci sono partendo da sinistra il Monte Pleros (2314m), la Creta della Fuina (2350m), il Monte Cimon (2422m) su cui sono salito ieri, Creta Forata (2462m) e per finire sulla destra il Piccolo Sierra (2430m) ed il Monte Sierra (2443m).

Alle spalle della casera svetta il Monte Vas (1964m) ed inizia la salita per il pratoso pendio che conduce prima al Passo Pizforchia (1555m) ed infine alla vetta del Monte Ombladet (2255m). Nei prati circostanti la casera a farla da padroni sono le marmotte che numerose e ben grassottelle giocano a guardia e ladri fischiando segnali d’allarme ad ogni passaggio.

La salita alla cima non è particolarmente faticosa anche se il dislivello si fa sentire, specie sotto il sole. Quando finalmente si raggiunge il crinale ogni sforzo viene però ripagato dalla bellezza e dall’ampiezza del panorama. Ci si imbatte nelle brillanti rocce del Monte Volaia (2470m) e del Gruppo del Coglians (Sasso Nero, Monte Canale, Monte Capolago e Coglians) mentre ad Ovest si gode dello spettacolo del Monte Avanza (2474), un’autentica cattedrale di roccia, e delle montagne che cingono la Valle Fleons (Monte Fleons, Edigon, Creta Verde, Chiastronat).

In questi giorni non ho quasi toccato cibo durante le altre escursioni ma oggi, immerso in quella pace ed in quella sconfinata bellezza, mi sono seduto ed appoggiato alla croce di vetta ho dato fondo al mio pranzo godendomi il sole e l’intensità del momento. Davvero una salita ed uno spettacolo appagante!

Ho provato a catturare l’attimo con qualche foto  ed ho filmato il panorama a 360 gradi. La telecamera balla un po’ (specie quando girandomi ho sbattuto contro la croce!) ma spero apprezziate questo mio tentativo di condividere con voi la vista di lassù.

Tutta la cresta rivolta verso il confine austriaco è percorsa da vecchi camminamenti e dai ruderi di vecchie trincee e cannoniere della prima guerra mondiale. Per me non erano una grossa novità ma nonostante questo mi sono imbattuto in qualcosa che ha saputo stupirmi. Su una lastra di cemento abbandonata in parte al camminamento era riporta la seguente scritta: «10° Battaglione Bersaglieri Ciclisti 1a Compagnia 1916». Incredibile! Con le biciclette del ’16 a pedalare da quelle parti!! Impensabile!

Per la discesa ho invece scelto un lungo itinerario che percorre la cresta che unisce le pendici di Ombladet al Sasso Nero per poi scendere lungo il vallone che declina fino al Rio Bordaglia per proseguire poi verso la Val Degano e quindi a Forni Avoltri (una lunga sgambata fortunatamente tutta in discesa!).

Nella discesa si può ammirare il Lago Bordaglia, la cima del Monte Navagiust e studiare il lungo cammino che attraverso Passo Giramondo porta in Austria. La Casera di Ombladet, ormai abbandonata, mostra ancora tutto l’ingegno dei vecchi nell’affrontare il pericolo della valanghe invernali.

Oggi è stata un’escursione davvero bella, mi è difficile raccontarvi il “benessere” che provavo standomene accovacciato sulla cima di Ombladet: davvero una giornata ben spesa!

Davide Valsecchi

Domani, se il tempo e le gambe reggono, si punta al Monte Avanza (2474m).

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d bloggers like this: