Day: November 29, 2012

Denis Urubko: come cavallo e scimmia

Denis Urubko: come cavallo e scimmia

Mercoledì sera sono sceso nella bassa insieme a Franco, allo Sport Specialist di Sirtori era ospite una figura d’eccezione: Denis Urubko. Io non sono un grande fan dei “Super Pro” dell’alpinismo moderno ma confesso di essere stato davvero fortunato nell’assistere alla serata di Denis.

Prima di tutto è giusto spiegarvi chi sia questo “ragazzo” di 40 anni (classe ’73): nato in Kazakhistan ha raggiunto senza ossigeno la vetta di tutti e 14 gli ottomila del pianeta, grazie alle sue salite in stile alpino, alle nuove vie ed alle invernali Himalayane è considerato dai grandi come il più forte alpinista della storia ad 8000 metri di quota.

Ero seduto a pochi metri da un “gigante” sorridente, tuttavia a colpirmi non sono state solo le sue imprese ma soprattutto le sue parole, pronunciate con entusiasmo e difficoltà in italiano.

L’alpinismo estremo spesso è un fatto di marketing: “scimmie spaziali” caricate a molla pronte a ballare ad alta quota a favor di sponsor.

Denis, invece, nella sua straordinaria semplicità è un concentrato di umanità autentica e coraggio alpinistico, un brillante esempio dello spirito originale ed onesto: era un piacere ed un’emozione lasciarsi coinvolgere nei suoi racconti.

Con grandissima umiltà ha raccontato la sua infanzia, la sua vita nell’esercito, le grandi amicizie e di come queste lo abbiano aiutato spingersi sempre oltre saziando il suo bisogno di confrontarsi con i grandi alpinisti, del passato e del presente,  lasciando un riferimento ed un insegnamento a coloro che lo seguiranno.

Le parole d’amicizia che ha rivolto a Simone Moro erano semplici ed intense.  Simone ha infatti aiutato molto Denis a trovare i mezzi e le risorse con cui poter organizzare le sue spedizioni ed insieme hanno condiviso grandi salite, grandi tentativi e grandi successi. Diversamente dallo stile “russo”, spesso rigido, competitivo e freddo, Denis ha imparato quale grande risorsa nelle difficoltà sia l’amicizia: ”Quando tu hai vicino amico su cui confidare tu puoi salire montagna come pirata, mettendo tutti tuoi muscoli e tutta tua testa in salita. Lui è vicino, pronto ad aiutarti: non devi pensare ad altro”.

Parlando del suo allenamento ha cercato, nel suo italiano volenteroso ma ancora approssimativo, di portare un esempio importante che, ascoltandolo, sulle prime  può sembrare buffo ma invece racchiude in sé una grande verità e la saggezza di un grande alpinista: ”Alpinista è come Cavallo, deve correre, essere forte e resistere a lungo. Alpinista è anche come Scimmia, deve arrampicare su alberi e su roccia. Problema che cavallo non arrampica e scimmia non corre. Per essere buon alpinista devi allenarti come Cavallo e come Scimmia.”

Questo lo raccontava mostrando le immagini delle numerose gare di corsa in montagna e delle gare di arrampicata a cui ha partecipato e vinto confrontandosi con gli specialisti delle rispettive discipline. (Un grande!)

Alla serata erano presenti i grandi gruppi alpinistici del nostro territorio, i nomi importanti e le piccole “Crew” di giovani arrampicatori. C’erano tutti ad ascoltarlo.

Mentre Danis parlava delle grandi montagne di casa sua io avevo fisso in testa una roccia trovata sui Corni, un grosso masso di una decina di metri con una fessura obliqua che lo taglia dall’alto in basso.  Questo mi ha fatto sorridere: nonostante l’abisso che ci divide l’emozione a cui diamo la caccia è probabilmente la stessa.

Grazie per la bellissima serata e per i piccoli grandi insegnamenti!

Davide Valsecchi

Ancora tra le nuvole d’Africa

Ancora tra le nuvole d’Africa

Piove. Dicono che nevichi sopra i 1500 metri ma non riesco a vedere se oltre le nuvole abbia già cominciato a cadere la “bianca”. Il mio piano è quello di portare il “siciliano”, il nostro buon Fabrizio, al Brioschi sul Grignone questo Sabato. Il dubbio, se viene giù troppa neve, è che non sia ancora pronto ed equipaggiato a dovere.

Così, assorto nei miei pensieri, varco la soglia della trattoria. Non è nemmeno mezzogiorno ed il locale è vuoto. Saluto la “nonna”, che traffica in cucina, ed entro in sala.  Tutti i tavoli sono ancora vuoti, solo una persona è già seduta: Mr Enzo Santambrogio.

In due anni è la prima volta che ci troviamo faccia a faccia senza che nessuno possa disturbare o intromettersi.  Afferro la sedia davanti a lui e mi siedo di rimpetto. Rido: “Dai, ora siamo qui da soli, possiamo anche lasciar perdere il nostro teatrino per una volta: nessuno può vederci, dimmi un po’ come ti va?” Lui fa l’evasivo, traffica con il cellulare a testa bassa con aria distratta ma poi, più insisto, più inizia a ghignare sotto i baffi.

Gli riempio il bicchiere di rosso e picchio il mio sul suo in un brindisi: ”Alla salute!” Finalmente ride, afferra il bicchiere, ed è come se entrambi si ringiovanisse di tre o quattro anni. Mi racconta di essere in partenza per la Romania e poi di nuovo per la Tanzania: probabilmente quello era l’ultima occasione buona per trovarsi prima di chissà quando.

Il destino è spesso curioso. Due anime tanto diverse e volitive hanno saputo coesistere tanto a lungo attraverso mille difficoltà. Forse era inevitabile che fosse terribilmente romboante lo schianto con cui si sono divise ed altrettanto lento e silenzioso fosse il loro timido riavvicinarsi: “Alla salute, in bocca al lupo!”

Strade diverse ci attendono ma, oggi, i ricordi sono nuovamente preziosi come un tempo. Tra le nuvole d’Africa avevo scritto: “Un amico è qualcuno che ti conosce ma che, nonostante questo, ti vuole bene lo stesso”. Oggi quella mi sembra ancora una buona verità…

Davide Valsecchi

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