Etna: la zona gialla

L’Etna ha una prominenza di 3.329 metri ed un altitudine di 3.350metri. Il nostro Grignone, per intenderci, ha un altitudine di 2.410 metri ed una prominenza di 1.687 metri. Questo solo per ribadire come l’Etna, con i suoi 45km di diametro, sia davvero una “bella bestia”!

La montagna, oltre ad essere bella massiccia ed ampia, è caratterizzata da diverse tipologie di scenario a seconda della quota. Al di sotto dei 1000 metri ci si imbatte nella vegetazione ti pica della macchia mediterranea, mentre  tra i 1000 e 1500 abbiamo boschi caratterizzati soprattutto da querce e castani. Fino a 2000 metri ancora boschi di faggio, mentre da 2450 metri fino a 3000 metri sono davvero poche e minute le piante che riescono a sopravvivere per via della quota e delle difficili condizioni ambientali.

Al di sopra dei 3000 è “deserto vulcanico” in quanto la continua attività eruttiva del vulcano impedisce ogni forma di vita vegetale. La parola “deserto” è solitamente già abbastanza inquietante, l’aggiunta di “vulcanico” rende il tutto ancora più sfizioso…

Già, perché oltre alle difficoltà tipiche che possono caratterizzare un lungo trek su una montagna di queste dimensioni non va dimenticato che saremo sopra un vulcano, uno tra i meno tranquilli!

Quindi la mia domanda è semplice: fin dove posso pascolare lassù? La risposta è emersa limpida in un comunicato ufficiale della Prefettura: “…è consentita la visita e/o escursione libera, nel rispetto delle regole del Parco, fuori dalla zona gialla, cioè al di sotto dei limiti delineati dalla pista di servizio sud-nord e comunque NON OLTRE la quota di 2.920m s.l.m. (versante sud– Torre del Filosofo), la quota di 2.800m s.l.m (versante nord – Piano Concazze) e al di sotto dell’area ricadente nella Valle del Bove che si estende fino ai Monti Centenari (versante est)”.

Perché questo limite? Perché anche in condizione di “Criticità Ordinaria” i fenomeni  che  più  frequentemente  caratterizzano  o  sono  legati  all’attività  vulcanica etnea all’interno della zona gialla possono essere:

  • emissioni di gas;
  • effusioni laviche;
  • esplosioni con lancio di prodotti piroclastici (cenere, lapilli, bombe, blocchi) nell’area craterica;
  • fontane di lava;
  • ricaduta di materiale piroclastico (cenere, lapilli, bombe, blocchi)  anche  a distanza dai centri d’emissione;
  • esplosioni idromagmatiche dovute al contatto lava-neve;
  • lahars per l’improvviso scioglimento di coltri di neve;
  • frane e/o crolli; sismi

Insomma, del campionario non ci si fa mai mancare nulla… Se la criticità salisse ai livelli di PREALLARME o ALLARME la soluzione migliore sarà “darsela a gambe” con veemente solerzia.

Quindi le mie principali preoccupazioni saranno due: trovare acqua e tenere d’occhio l’umore di Mungibeddu!! “…scappa che la lava scotta!!”

Davide “Birillo” Valsecchi

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