Sopraluogo al Volaia

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Bruna sembra avere la meglio visto che in nessuna “spedizione” seria si potrebbe smontare dalla branda alle undici del mattino! Tuttavia, nonostante le difficoltà di fuso orario, sono riuscito a mettere la nostra piccola squadra in moto e a puntare verso il versante Ovest del Coglians ed il Passo Volaia.

L’inverno quest’anno è stato davvero eccezionale ed i segni del suo passaggio sono ancora ben visibili nella quantità di neve che ancora è ammassata e nella quantità di disastrii che si è lasciata alle spalle.

Per salire al passo abbiamo seguito la mulattiera che, sgombra dalla neve, ci ha permesso di raggiungere in fretta il confine con l’Austria. Il rifugio Lambertenghi, posto poco sotto il passo, ha preso parecchi “schiaffi” quest’anno. Ancora circondato dalla neve ha subito davvero parecchi danni. In alcuni punti lo spiovente del tetto è stato letteralmente piegato dalla neve mentre una parte della copertura è stata strappata e trascinata nella valle sottostante. Oltre a questo inconvenienti minori come pali o ringhiere completamente divelte.

Avevo promesso a Bruna l’azzurro del lago Volaia ma la neve ed il ghiaccio la facevano ancora da padroni stingendolo in una morsa bianca. Il lago è a 2470 metri di quota: immaginatevi una massa azzurra d’acqua posta all’altezza del Rifugio Brioschi sul Grignone e stretta tra due pareti rocciose che si innalzano per altri cinquecento metri. Ecco due foto a confronto: una scattata la scorsa estate ed una ora.

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Anche il rifugio Austriaco era chiuso e così, dove aver goduto dell’inconsueto sole di questi giorni, abbiamo fatto ritorno verso valle. Lingue di neve invadono in ogni dove il sentiero, la quantità di alberi spezzati e travolti è davvero impressionante. Credo che la neve qui abbia davvero passato i dieci metri senza alcuna difficoltà!

Le cime sono ancora imbiancate di neve e le vie di salita normali hanno ancora caratteristiche invernali: un vero spettacolo!

Davide “Birillo” Valsecchi