Corni Vs Grigne

Tramonto sulle Grigne e sui Corni di CanzoIl primo luglio è un giorno speciale: un anno fa Mattia ed io ripetevamo la via Fasana sulla Parete Fasana dei Corni di Canzo. Una delle primissime ed importanti tappe della nostra avventura tra le pareti di Corni.

Eugenio Fasana è davvero una figura leggendaria ed è di fatto il padre dell’Alpinismo ai Corni. Cercando di fare ordine nei miei appunti a proposito del “mito delle origini” mi sono ritrovato a compiere un parallelo davvero incredibile tra la storia dei Corni di Canzo e la storia delle Grigne. Ciò che ne è emerso mi ha lasciato davvero stupito perchè, per molti aspetti, i Corni sono stati precursori delle Grigne.

Ho sempre pensato che i “grandi” fossero giunti ai Corni per curiosità, spinti dal desiderio di trovare qualcosa di nuovo allontanandosi dalle Grigne. Tuttavia le date raccontano una storia davvero diversa!

L’alpinismo in Grigna ebbe inizio sopratutto per le contaminazioni dolomitiche che riuscivano a raggiungere il territorio lecchese. Sappiamo infatti che quando nel 1933 il leggendario Emilio Comici fece visita alle Grigne, incontrando Cassin, Boga e gli altri fortissimi locali, si ebbe una vera e propria rivoluzione epocale. Questi alpinisti, al tempo ancora giovanissimi, avevano tuttavia raccolto l’eredità della generazione che li aveva preceduto. Capostipiti di questo periodo furono Arturo Andreoletti e Carlo Prochownick che nel 1909 introdussero lo stile dolomitico sulle Grigne.

Queste due figure sono due “calibri pesanti”: Andreoletti era un capitano degli alpini e con il patrocinio delle autorità militari compieva esplorazioni alpinistiche sulla Marmolada, sul Catinaccio e sul Sella. Prochownick invece arrampicava in cordata niente meno che con Paul Preuss.

La cosa terribilmente curiosa è che il 20 Ottobre del 1908 Andreoletti e Procownick, dopo aver effettuato la prima ripetizione italiana della Bettega-Tomasson sulla sud della Marmolada, si avventurarono sui Corni di Canzo. La loro salita del versante Sud-Ovest del Corno Occidentale, il versante dove ora corre la ferrata, fu riportata persino sulla rivista mensile del Club Alpino Italiano. Un anno ed otto giorni dopo, il 28 Ottobre del 1909, fu Eugenio Fasana a compiere una nuova salita, in solitaria, sul Corno Occidentale.

Succesivamente Eugenio Fasana tornò altre volte sulle nostre montagne tracciando quattro vie fondamentali e che gli conferiscono il ruolo di padre fondatore. La cosa curiosa è che tale ruolo lo ricopre anche per le Grigne.Purtroppo non esiste una biografia di Fasana e così, stuzzicato dall’idea di elencare l’operato di Fasana in Grigna, ho cominciato a spulciare libri. Ecco cosa è emerso e l’elenco delle vie (probabilmente incompleto) che ha aperto nel nostro territorio:

  • Via Fasana Corno Occidentale, Corni di Canzo (28 Ottobre 1909)
  • Cresta D’ongadina, Zucco Pesciola (Fasana in solitaria inverno 1909-1910)
  • Via Fasana Corno Centrale, Parete Fasana, Corni di Canzo (30 Maggio 1910)
  • Via Fasana, parete Est secondo Maniaghi, Grignetta (18 Giugno 1911)
  • Direttissima, Grignetta (Ottobre 1911)
  • Canalino Albertini, primo Maniaghi, Grignetta (17 Maggio 1914)
  • Via Fasana (o Normale), la Torre, Grignetta (20 Settembre 1914)
  • Via Fasana (o Normale), la Lancia, Grignetta (20 Settembre 1914)
  • Via Fasana (o Normale), il Campaniletto, Grignetta (20 Settembre 1914)
  • Via normale al Fungo, Grignetta (11 Ottobre 1914)
  • Normale al Sigaro Dones, Grignetta (8 Agosto 1915)
  • Normale al Pilastro Maggiore, Corni di Canzo (1 Ottobre 1922)
  • Via Fasana, pizzo della Pieve Parte Fasana (21 Giugno 1925)
  • Bramani-Fasana, Terza Torre Zucco Pesciola (1925)
  • Via Fasana, Pizzo d’Eghen (25 Luglio 1926)
  • Camino Fasana Omio, Torre Desio, Corni di Canzo (Maggio 1931)
  • Bramani-Fasana, Pilastri dei Campelli (31 Luglio 1932)

Quello che davvero colpisce sono le date: pare infatti che “dai Corni sia andato in Grigna” e non viceversa. Questo rende ancora più affascinante alcuni eventi successivi. Ad esempio quando il 15 Settembre 1934 la celebre guida Alpina Giovanni Gandini (Il Gandin), all’epoca già famosa per la sua via sulla parete Sud del Torrione del Cinquantenario, venne sui Corni per tracciare un via nel camino centrale del Corno Occidentale (Il camino Gandin).

Allo stesso modo il 6 Settembre del 1942 un’altro “piccolo gigante” lascia la Grigna per tracciare una via sulla Parete Fasana: Ercolino “Ruchin” Esposito, un nome che sulle Grigne marca le vie più ardite ed impegnative dell’epoca.

Nel 1944 Augusto Corti, compagno di Riccardo Cassin sul Pizzo della Pieve nel 1934 e di Vittorio Panzeri in Medale (stesso anno), traccia un’altra via sulla Parete Fasana.

Ancora più difficile è comprendere il flusso contrario, ossia quello degli alpinisti che distintisi sui Corni davano l’assalto alle Grigne. Superati gli anni quaranta le figure importanti e gli scambi diventano tali e tanti che diventa un impresa riuscire raccordali tutti.

“E’ venuto prima l’uovo o la gallina?” Confesso che per quanto riguarda Grigna e Corni le mie certezze sono ora traballanti. Quello che so è che queste due montagne, che si osservano fiere dalle opposte rive, condividono la stessa incredibile storia e gli stessi straordinari protagonisti.

Credo di essere davvero fortunato ad essere cresciuto in un luogo tanto speciale: posso essere felice ed orgoglioso di avere speso tempo ed energie per “addantrarmi” in tutto questo. Davvero una meraviglia!

Davide “Birillo” Valsecchi

Ps: Complimenti a Giorgio Orsucci per la foto e per il suo sito: http://www.orsu.it

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