Sopraluogo al Marinelli

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DSCF5431Bruna ed io finiamo di fare la spesa. Siamo arrivati ieri dopo dieci ore di macchina ed il piano era di starsene quieti. “Hey Bru, hai visto che sole? Ti va di andare a vedere le frazioni e magari dare una sbirciata al Coglians?” Le annuisce contenta, così aggiungo: ”Magari metti gli scarponi, non si sa mai: magari ci viene voglia di fare due passi…”.

Il mio piano, man mano saliamo di quota, si trasforma e si evolve: una passeggiata per Collina, un panino da Canobbio, una birra al rifugio Tolazzi, due passi fino a Morareto. Bruna, ormai sconsolata, aveva già intuito come sarebbe poi davvero andata a finire: destinazione Rifugio Giovanni e Olinto Marinelli, quota 2.120m

“Sei un imbroglione!” Continuava a ripetermi ma, visto che il panorama le piaceva, non era intenzionata a protestare troppo duramente. Lungo la salita le mostro un paio di marmotte che corrono sulla neve. Sono le prime che abbia mai visto e ride come una bambina mentre le fotografo con lo zoom.

La faccio scarpinare un paio d’ore sotto il sole pomeridiano e finalmente raggiungiamo il rifugio. Il Marinelli è gestito dalla Famiglia Tamussin fin da quando io ricordi. Quando ero bambino il rifugio era più piccolo, bianco ed azzurro aveva il tetto con un solo spiovente, ora invece è molto più grande, ha 50 posti letto ed è uno dei più belli in cui pernottare.

Il Marinelli era ancora formalmente chiuso e solo da pochi giorni la strada era stata liberata dalle neve. Oltre la soglia troviamo però la mitica Caterina indaffarata con le pulizie stagionali per l’imminente apertura: “Sei ancora qui a rompere le balle!?” mi accoglie ridendo in dialetto carnico.

Insieme beviamo un paio di birre e facciamo fuori un tagliere di prosciutto affettato: è un’occasione rara e preziosa poter chiacchierare un po’ con lei prima che inizi il trambusto della stagione turistica! Mentre ci godiamo il sole mio padre chiama al telefono ed io le passo direttamente Caterina: “Hey Comasco! Guarda che io gestisco un rifugio alpino, non un ricovero per ubriaconi! Quel rimbambito di tuo figlio e della sua morosa son qui già sverzi!! Cosa faccio: li butto giù verso Timau o verso Collina?” Mio padre e Caterina si conoscono da anni e si prendono in giro da sempre, nonostante le distanze scherziamo allegramente tutti insieme.

Dopo aver fatto un po’ di “sagra” Caterina e Marco tornano alle pulizie, Bruna si sdraia al sole ed io salgo in cima ad un promontorio per fare un po’ di foto. Davanti a me lo spettacolo del Coglians (2780) e della Chianevate (2769), un meraviglioso trionfo di roccia che cattura le fantasie più ardite!!!

Davide “Birillo” Valsecchi

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