Il risveglio del Drago

«Hanno richiamato alle armi i loro uomini di punta.» Mattia sghignazza mentre camminiamo insieme. «Pare di sì: la faccenda si fa sempre più divertente!» gli faccio eco io «Facciamo due rapidi conti: lo scorso anno e per tutto l’inverno eravamo solo tu ed io. Poi a Luglio sono arrivate due cordate “pesanti” degli AsenPark in trasferta da Lecco. Nelle ultime settimane si è finalmente scatenata Valmadrera mettendo in campo tre cordate spalmate su tutta la parete Fasana. Sette alpinisti, praticamente in casa, tra cui spiccano Accademici, Istruttori Nazionali e pezzi da novanta con un “grado” da farci impallidire. Direi che da queste parti si è riaccesa la musica e che le danze ai Corni sono nuovamente aperte!»

Mattia ed io avevamo appena assistito alla salita della cordata di Gianni Mandelli lungo la “ruchin” alla parete Fasana. Gianni, nonostante l’età, è ancora davvero forte!! A tirare da primo con lui c’era tale “Abi”, un “ragazzo” dall’età indefinibile tra i 40 e 50: una vera iena! «Accidenti se viaggia il primo! Anche Gianni tiene botta: ha fatto i primi due tiri senza tirare nulla» Dal basso lo osservavamo con il cannocchiale mentre percorreva il diedro aperto dal leggendario Ercolino “Ruchin” Esposito nel 1942: solo per poco non è riuscito a “liberare” completamente il tiro!! Fortissimo!

Quando sono usciti dalla parete siamo andati loro incontro per salutarli e fargli i nostri complimenti. Dopo la stretta di mano di rito ho chiesto a Gianni notizie delle due cordate che avevo visto in parete il giorno prima. Entrambe di Valmadrera avevano chiuso una la Longoni Corti e l’altra la “temibile” Attilio Piacco che Gianni, insieme a Marco, aveva già ripercorso la settimana prima.

Quella via era stata la nostra bestia nera ma sono felice che sia stata domata. Gianni, per una volta, si è sbilanciato ed ha ammesso che “In effetti non la ricordavo così fisica” e soppratutto che il nostro Fix, piazzato per recuperare il nostro materiale in parete, è stato messo al posto giusto.

Nella seconda cordata sulla Piacco pare vi fosse anche il nipote del fondatore della Scuola Attilio Piacco, a cui fu dedicata la via. Io ho ripetuto la Luigi Paredi, dedicata a mio nonno, e posso ben capire quale speciale soddisfazione possa aver provato: da parte mia un sincero abbraccio ed i nostri più sentiti complimenti! Sono davvero contento!

«… Però si sono fottuti il nostro nastrino!!» Sulla Piacco avevamo piazzato un nastrino bianco e rosso marcando il tratto che avevamo trovato pericoloso. Il nastrino aveva resistito all’inverno sventolando per oltre un anno sulla parete. «Naaaa…. In fondo era lassù perchè qualcuno provasse a prenderlo. Mi mancherà non vederlo più ma era un trofeo troppo ghiotto per non prenderlo!» 

Arrivati a Pianezzo Mattia ed Io ci siamo salutati: lui verso Oneda ed io verso la cresta di Cranno. Ci siamo stretti la mano consapevoli e felici di essere solo a metà strada. A modo nostro io e lui abbiamo vissuto praticamente soli questa nostra grande avventura, spesso osteggiati e silenziosamente criticati da chi non approvava le nostre salite. Solo Renzo, Pietro e Giorgio ci hanno sostenuto fin dall’inizio, ma sono stati i soli a farlo. (Ancora grazie!!)

Ora, dopo che al meglio delle nostre possibilità abbiamo ripetuto gran parte delle Classiche, osserviamo compiaciuti il fervore che sembra scuotere i Corni. «Mattia, c’è poco da dire: sono più numerosi di noi, più forti ed organizzati di noi. Hanno una tradizione lunghissima ed alcuni alle spalle una scuola intera fondata proprio su queste pareti. Io e te non abbiamo niente, siamo solo due contrabbandieri assesi, due fuorilegge che fanno casino oltre la frontiera. Però, a ben guardare, ce la stiamo comunque cavando alla grande!!» Mattia ride, l’idea degli incursori in territorio straniero lo diverte parecchio. «Amico mio, abbiamo alzato un polverone e ora non dobbiamo fare altro che soffiare sul fuoco. Quando Valmadrera pubblicherà la nuova guida tecnica i Corni diverranno un pandemonio! I più forti arriveranno da ogni parte per dare battaglia quassù: sarà uno spettacolo e noi saremo nel bel mezzo! Alla fine abbiamo risvegliato il Drago!! Il bello comincia ora!»

Davide “Birillo” Valsecchi

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