Serata interstellare

La sala è affollata e le facce che girano tra le poltroncine sono strepitose: mai vista una tale concentrazione di stelle dell’alpinismo! I “Maglioni Rossi” schierano, con meritata fierezza, i loro leggendari veterani accanto alle giovani leve, delle quali la più piccola ha solo sette anni. Ma anche dietro le prime file il livello è altissimo: Giuseppe Alippi, Benigno Balati e tanti altri anche tra i più giovani!

Io sono mio fratello Keko e NikyBoy. Incontriamo Stefano e via via una schiera di amici. La serata è soprattutto un occasione per incontrarsi e scambiarsi idee: seduto in circolo per terra mi ritrovo con quattro amici e Carlo Caccia a ciacolare di cascate e sci scassati.

Stanno per chiudere le porte ed il mio sguardo incrocia un altro volto conosciuto. ”Hey tu, chi sei?” Lui mi guarda sospettoso “Non lo so… Perché? Vuoi abbracciarmi?” Alzo un sopracciglio “Okay, mi piace abbracciare gli sconosciuti” Come due dementi ci abbracciamo “Beh, io comunque sono Gigi. Tu chi sei?” Rido “Io sono Birillo” Anche lui ride “Ma allora ti conosco!” Ghigno “Beh, quindi ora non ci abbracciamo più?!” Ci stringiamo la mano e ridendo ci salutiamo per prender posto. Ecco il leggendario incontro tra “Gigi CheSbatta” degli AsenPark e Birillo del BadgerTeam!

Le luci si spengono ed un emozionato Fabio Palma, Presidente dei Ragni, prende il microfono: le sue prime parole sono in ricordo di Guerino Cariboni e Marco Anghileri, due “stelle” che si sarebbero davvero divertite ad una serata dedicata alle Grigne.

Partono i filmati, scorrono le immagini. Il discorso di Matteo Piccardi fa breccia nel mio cuore. “Con pochi soldi non riesci ad andare in giro. Ti guardi intorno, ti avvicini alle montagne di casa ed all’improvviso ti accorgi che esiste un mondo intero da scoprire. Inizi a scegliere le vie per gli uomini che le hanno tracciate e per la storia che racchiudono”. Guardo il suo filmato e rido perché, coincidenza nella coincidenza, quando è stato girato io ero per caso in Grignetta insieme al mio socio Siciliano. Mentre loro erano sulla via dei  Ragni noi stavamo scendendo dal saltino del gatto lungo la Sinigalia: ci sedemmo su un sasso e restammo a lungo a guardare affascinati quel colorato trio sulla parete impossibile. “….non posso che pensare al Det e compagni con un misto di ammirazione e ‘invidia’,  per il coraggio e la capacità di vedere ciò che ai più era nascosto”.

Quando si riaccendono le luci tutti i Ragni salgono sul palco. Microfono alla mano Luigino Airoldi, il mio eroe, saluta tutti con il suo trascinante entusiasmo. Ma lo spettacolo non è ancora finito. Alla serata è presente anche Luca e due delle figlie del leggendario Eugenio Fasana.

L’incontro tra Colombina (figlia di Fasana e compagna di cordata di Vitale Bramani e Tita Piaz) e Luigino Airoldi è qualcosa di assolutamente straordinario. Li osservo completamente affascinato e commosso mentre Luigino, allievo di Cassin, racconta di come il maestro Riccardo si sentisse allievo del grande Eugenio. In istanti come questi ti accorgi di essere parte di qualcosa di assolutamente straordinario, qualcosa che come la roccia e le montagne attraversa il tempo, le anime ed i cuori. Unendoci tutti.
“Se per arrampicare hai bisogno di chiodi e roccia ancora non hai ancora capito cosa sia l’alpinismo” Forse qualcosa comincio ad intuire…

Colombina e Luigino hanno più o meno la stessa età, i capelli bianchi, uno sguardo ed un sorriso irresistibile. Colombina mi abbraccia e mi riempie di baci “Ciao Valsecchi, ricordati che hai promesso di portare Luca in Grignetta!”.

“Colombina ti è piaciuto il film?” Lei sorride raggiante “Si mi è piaciuto molto. Sono bravissimi questi ragazzi. Fanno cose incredibili e bellissime. Però hanno un sacco di aggeggi che non avevo mai visto. Papà usava solo i chiedi e pochissimi anche di quelli. Diceva che il chiodo ferisce la roccia, per questo saliva solo dove la roccia glielo permetteva”. La abbraccio e rido “Mi piacciono le vie di tuo papà: era un vero poeta delle montagne”.

La serata mi offre un ultimo grande incontro. Mi avvicino e lo distraggo mentre parla con il “Det” ed il “Ben”. “Scusatemi, c’è un ragazzo che voglio conoscere”. Dopo tanto tempo finalmente ci incontriamo: Claudio Mandressi.

Lui e suo fratello sono gli apritori dell’omonima via sul versante Sud del Corno Centrale. Trovando su internet i miei articoli decise di scrivermi e da allora siamo diventati amici. Sono tremendamente in debito con Claudio: è stato lui a farmi da mentore permettendomi di conoscere Gianni Mandelli ed Ivan Guerini.
Scattare una foto con lui è stata una grandissima soddisfazione!

Non posso che ringraziare i Ragni di Lecco per la magnifica serata che ci hanno permesso di vivere tutti insieme! MOS Bagai!

Davide “Birillo” Valsecchi

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