Traversata del Monte Bianco

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Da subito voglio essere chiaro ed onesto con voi: al Monte Bianco c’è davvero molta più neve che ai Corni di Canzo! Inoltre c’è una gran quantità di granito, di guglie e di pareti arrampicabili. Davvero, se si non fa caso ai turisti e si trascura che per metà è francese, il Bianco potrebbe quasi distogliere la mia attenzione dalle montagne di casa!

Il Cai di Valmadrera ha organizzato l’annuale traversata sciistica del monte Bianco dalla punta HelBronner a Chamonix. La comodità del pullman e l’ottima compagnia sono state l’occasione per andare a curiosare ad Occidente: questa infatti è stata la mia “prima volta” al Bianco.

Per anni avevo snobbato quella zona: troppo lontana, troppo frequentata, troppo famosa. In realtà il giorno prima della partenza era segretamente inquieto ed emozionato. Quando la sveglia ha iniziato a suonare, alle quattro del mattino, guardavo il soffitto ormai da parecchio: “Dai che andiamo al Bianco!”.

Nonostante le previsioni il tempo si è rivelato ottimo: sole e cielo straordinariamente sereno. Inoltre ho avuto la fortuna di avere due accompagnatori d’eccezione: Gian Maria Mandelli e Giorgio Tessari. Un accademico ed una guida alpina emerita (…nonchè uno dei “Cinque di Valmadrera”), entrambi grandi conoscitori del Bianco, entrambi autori della prima guida alpinistica ai Corni ed al Moregallo. Sono stati loro ad indicarmi la via sulle montagne di casa, è stato davvero speciale fossero ancora loro a guidarmi nella mia prima avventura attraverso i segreti del Tetto delle Alpi!!

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Attraversare il Bianco significa immergersi nella storia alpinistica: in un universo di nomi, luoghi, salite e vicende umane. Quest’anno il Cai, forse non a caso, celebra i 230 anni dalla prima salita compiuta l’ 8 Agosto del 1786 da Paccard e Balmat: una salita che sancisce la nascita dell’alpinismo.

La nostra discesa è stata strepitosa, una gioia per gli occhi attraverso la neve fresca! Siamo arrivati alla alla punta HelBronner verso le 10:30. Relax ed acclimatamento fino alle 11:00. Poi, scesi sulla neve, siamo partiti dividendoci in tre gruppi. Traccia e pericoli erano ben visibili, nessun passaggio troppo critico.  Verso l’una ci siamo fermati sul pianone sotto Salla à Manger per pranzare al sacco. Si discende tutta la valle facendo attenzione ai buchi finali del ghiacciaio e poi, sci in spalla, si risale per 50 metri un sentiero ben segnato fino alla casetta di legno. Da qui, per una stradina innevata e sciabile, si raggiunge la pista che porta in paese. Più o meno alle 14:30 eravamo tutti a Chamonix.

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I “Duri della Valle” sono una straordinaria ed efficiente macchina da guerra in montagna: la conduzione dell’uscita è stata impeccabile e, una volta a Chamonix, sul piazzare è apparso un tavolino pieghevole imbandito di affettati, formaggi, torte e bottiglie di vino. Quella che doveva essere una piccola merenda si è trasformata in un’allegra festa!

Non posso che ringraziare e complimentarmi con la sezione di Valmadrera per la bellissima escursione: grazie!

Davide “Birillo” Valsecchi

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