Surprise! Cima Mengol

Sabato 10 Dicembre 2016, di neve in giro veramente poca ed a meno di trasferte valdostane, sci e pelli stanno ancora ai box. Anche il ghiaccio scarseggia in questo strano inizio di inverno e così di cascate ancora per un po’ non se ne parla, tant’è che anche il corso TESA del Soccorso Alpino rimanda l’uscita prevista. Con così tanti “cavalli” liberi vuoi non approfittarne ed organizzare qualcosa insieme?

Dopo mille watsappate ed incertezze, si pesca il jolly: trasferta in Orobia, meta il gruppo del Camino-Concarena, dove i recenti report parlano di buone condizioni per il misto. Noi puntiamo ad un bel canale con uscita su crestina di misto non troppo difficile che dovrebbe accontentare tutti quanti: Via Surprise a Cima Mengol.

L’occasione è anche una scusa per esplorare e visitare la zona, un po’ fuori dalle mete abituali: la Concarena costituisce il gruppo montuoso più elevato della dorsale che separa la media Valle Camonica dalla Valle di Scalve. Tra le cime più importanti ricordiamo il Pizzo Camino, Cimon della Bagozza, Cima Bacchetta ed appunto Cima Mengol.

La telefonata al rifugista del rifugio Cimon de la Bagozza il giorno prima rincuora e carica gli animi: “pota sì, neve bella dura, tutto tracciato, cosa volete di più, vado a mettervi giù le bandierine?”. Ed allora si va! Ritrovo al Bione 4.45, squadrone formato dai cavalli da tiro Giovanni Giarletta e Stefano Sepriano con Luca Beduzzi, Simone Giordani ed io, il “pivello” del gruppo.

Da Lecco a Schilpario è una ricerca disperata di un bar aperto per la colazione; poi alle 7.00 la partenza dal rifugio: già una fila di altri alpinisti sfruttando la strada aperta fino in quota è in marcia verso i canali del gruppo: chi per la Via Surprise come noi, chi per la normale a Cima Mengol, chi per il Cimon della Bagozza, chi ancora per Cima Bacchetta. Il colpo d’occhio sul gruppo è impressionante e ricorda molto le Dolomiti. L’alba sorge e regala un po’ di luce: “guarda Peru, dentro quella fessura corre la Cassin al Cimon della Bagozza …” il Giovanni è subito tentatore.

La neve è poca, ma grazie anche alla piena esposizione Nord ricopre interamente le vie di salita garantendo condizioni divertenti e sicure. Ramponati ed imbragati ci infiliamo nel canale nevoso, da cui poi circa a metà usciamo a sinistra per andare a prendere la cresta di misto; qui procediamo in conserva e nei punti più difficili a tiri. Chiusi tra le pareti del canale quasi non si sente la verticalità, ma rivedendo le foto la sera si apprezza appieno l’ambiente grandioso dove ci stiamo infilando.

La via di salita è in buone condizioni; a parte un paio di passaggi su roccia instabile, supera saltini di neve compatta e roccia mai troppo difficili. Complice un poco di coda sui passaggi obbligati alle 11.30 siamo in cima, prendiamo il primo sole di giornata, ed ammiriamo il panorama che ci circonda: Cimon della Bagozza, Cima Bacchetta, Ferrante e Ferrantino mentre più lontani il gruppo dell’Adamello a destra ed il Bernina a sinistra. Un minimo di reset della nostra bussola è obbligatorio: solitamente siamo abituati a vedere queste catene montuose “al rovescio” e l’aver spostato il nostro punto di osservazione fa aprire nuovi orizzonti e punti di vista.

Un boccone, l’immancabile selfie di gruppo e subito giù per il ripido canale Ovest (che poi è la normale) per arrivare alle 14.00 alla macchina. Uno spuntino nel caratteristico rifugio Cimon della Bagozza ci permette di salutare il simpatico gestore e poi tutti a casa, con una nuova esperienza nello zaino.
Gran giornata e gran compagnia!

Giacomo Perucchini

Foto di Giacomo Perucchini, Giovanni Giarletta, Stefano Sepriano
Foto della traccia di salita presa da internet

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