Paddling@PusianoLake

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Qualche anno prima che nascesse “cima-asso”, questo blog, ero stato arruolato al cantiere navale dell’Ammiraglio, Andrea Alessandrini, il famoso e pluripremiato costruttore di canoe “ASA”. All’epoca l’Ammiraglio aveva un laboratorio a Bosisio Parini, una specie di “discarica museo” sulle rive del lago di Pusiano. Il termine discarica non deve trarvi in inganno in senso negativo: l’ammiraglio viveva da solo, nel suo laboratorio ed nel giardino circostante era ammassato (e conservato) ogni genere di cosa. C’erano gli stampi delle canoe, pezzi di barca, cianfrusaglie ed oggetti di ogni tipo. Sembrava sempre di essere in un episodio dell’A-Team o di MacGyver: se dovevi costruire qualcosa lì, ammonticchiato da qualche parte, potevi trovare tutti i pezzi che ti servivano.

Io e l’ammiraglio, è stato lui a nominarmi Nostromo, passavamo spesso la giornata ascoltando musica, parlando di politica e filosofia mentre trafficavamo con colle e resine bicomponenti: letteralmente un vero sballo! In particolare passavamo molto tempo insieme durante l’inverno, quando le giornate erano fredde, buie e si rischiava di sentirsi soli più del dovuto. L’umidità sulle rive del lago era terribile, il laboratorio aveva sempre le finestre spalancate (per via dei vapori delle colle) ed ovviamente non c’era alcun tipo di riscaldamento. Ricordo vecchi e logori vestiti di lana, indossati uno sopra l’altro, costantemente impiastrati di resina ed inzuppati dall’acqua del lago: sembrava di stare in un film ambientato da qualche parte nella steppa.

Poi, quando eravamo stufi di lavorare (o di perder tempo discutendo dei massimi sistemi) prendevamo un kayak a testa e ci fiondavamo in acqua sul lago. Mi piaceva andare in canoa, credo che poche altre cose riescano a darti quella sensazione di “andare”. Con l’Ammiraglio avevo fatto la traversata delle Cinque Terre e successivamente, come capitano della spedizione, il periplo completo del Lario e la traversata Como-Venezia. Ma il vero spettacolo della canoa era pagaiare sul lago gelato, coperto di neve: “Basta non cadere in acqua!”. L’ammiraglio, con pezzi di risulta, aveva cucito delle muffole impermeabili con cui pagaiare sul filo dell’acqua gelata mentre il guscio in goretex che avevo usato dieci anni prima in Pakistan proteggeva il tronco. L’importante era non cadere in acqua e ogni volta che il muso della canoa si alzava sopra il ghiaccio ti preparavi al momento in cui il ghiaccio si sarebbe spezzato. Pagaiare nella neve, circondati dalla nebbia che nasconde le case, è davvero una gran cosa: un viaggio della mente nel laghetto dietro casa!

Il Nostromo

L’Ammiraglio ha poi dismesso il suo laboratorio ed ormai è parecchio tempo che non ci vediamo più. Negli anni ho cercato di “ritrovare” il lago d’inverno come accadeva in quei giorni. Quando la giornata sembrava promettente, con Fabrizio prendevo una canoa canadese della Giusy e ci infilavamo nel lago di Pusiano inseguendo l’inverno. Purtroppo sembra che qualcosa sia cambiato, che le temperature ed il clima non siano più quelle di allora, non ho più avuto la fortuna di pagaiare nell’ignoto bianco. Tuttavia in quelle occasioni ho realizzato dei piccoli filmati che, sebbene solo in parte, mostrano la magia del lago d’inverno.

Per concludere ecco alcune foto tratte dall’opera di Andrea Alessandrini: “Il libro della Canoa” edito nel 1986 da “Kaos Edizioni”. Ovviamente il libro è ora conservato nella Biblioteca Canova. In particolare due foto dell’Ammiraglio durante la sua discesa del Danubio.

Davide “Birillo” Valsecchi

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