San Vittore o Regismondo?

Oggi volevo curiosare in qualche angolo sperduto, ma la pioggia del passato fine settimana e la luce cupa non sono state capaci di ispirarmi. Ho fantasticato sull’idea di andare comunque, poi però ho desistito seguendo più miti consigli ed approfittandone per studiare meglio la cartografia dell’ennesimo guaio in cui intendo infilarmi. Scartabellando tra le varie mappe ho trovato su MapQuest, un servizio simile a Gmaps, molti dei nomi che ero interessato a scoprire. Inoltre è riemerso un problema di cui già in passato avevo discusso con Ivan Guerini: il Corno Regismondo non è il Corno Regismondo!”.

Ivan infatti mi raccontava che quello che comunemente viene chiamato “Regismondo” in realtà sia il “San Vittore”. Io, come al solito, gli ho dato retta ma con il beneficio del dubbio: “Guero, ma i Beck che hanno sistemato i sentieri della zona sapranno ben loro i nomi?! Non è che arrivi tu da Milano e mi riscrivi la geografia…”. In una giornata di sole, durante l’inverno, mi ero messo a curiosare da quelle parti seguendo le scritte e le indicazioni per il Regismondo: ho evitato la prima ferratina interdetta, superato il successivo passaggio di catene, raggiunto il tavolino in legno, la madonnina che guarda verso la croce del San Martino e del Medale. Nel libro di cima, conservato in una cassetta con il logo dei Beck, ho lasciato anche un adesivo dei Badgers (non appiccicato ma lasciato come regalo tra le pagine del libro di vetta). Ho scritto un articolo su quella gita, “Corno Regismondo”, e nessuno di coloro che lo hanno letto ha contestato l’idea che quel Regismondo sia il Regismondo.

Sul sito “vie Normali” ho poi trovato una relazione, Normale al Regismondo (Beck), che sembra confermare in tutto e per tutto la mia salita alla teca con la madonnina: 
https://www.vienormali.it/montagna/cima_scheda.asp?cod=1474

“Ivan si sarà sbagliato: succede, in fondo è un vecchiaccio con milioni di salite alle spalle…” ho pensato. Con il senno di poi però credo di aver dubitato del mio vecchiaccio con troppa leggerezza. Forse invece ha ragione lui, forse mi è sfuggito qualcosa o forse l’abbaglio è più ampio e diffuso di quanto io possa credere. Sulle mappe, anche quelle satellitari, la forma inconfondibile del “presunto Regismondo” è segnata invece come Vetta San Vittore (…e questo fa tornare un sacco di altri conti fino ad oggi sballati!)

-click per ingrandire-

Risulta estremamente facile osservare come la sequenza da sud sia: San Vittore, Regismondo, Coltignoncino, Torre Diaz. Quindi la voce di Ivan trova forza in una cartografia che, per quando da verificare, conferma decisamente la sua idea. Tra l’altro è un contrappasso divertente che sia proprio una cartografia online a sostenerlo: tempo fa Ivan, come sempre a modo suo, scrisse a Google un’accesa email per gli errori topografici di GoogleEarth in val di Mello, contestando un modo approssimativo, impreciso e potenzialmente pericoloso di gestire le informazioni geografiche delle mappe on line… Ed io anche quella volta “…Ivan, nella teoria delle informazioni l’approssimazione e la gestione dell’errore sono parte integrante della conoscenza stessa. Il sapere digitale è complesso: è come il gelato, devi saperlo spalmare senza lasciare che si sciolga…”.

Nonostante questo mie divagazioni il problema resta: il tavolo dei Beck si trova sul San Vittore o sul Regismondo? Alla luce dei fatti io credo sia il San Vittore. Ora proverò a vedere se è possibile ottenere qualche informazione in più prima di andare a curiosare ciò che davvero mi interessa: la Parete Nord del San Vittore.

Davide “Birillo” Valsecchi

Aggiornamento:

Dopo l’articolo mi hanno scritto in molti e, in men che non si dica, il mistero è stato presto risolto.  Quello che per me era una domanda ingenua e funzionale pare invece aver centrato un argomento che nella zona di Lecco pare essere annoso ed ancora irrisolto. La cartografia infatti si scontra con la tradizione dei “vecchi” di Laorca, la frazione di Lecco. Il “Redesmund”, così come viene chiamato in dialetto, è da tutti considerato il Regismondo. Giancarlo Maver, uno dei fondatori dei Beck, mi ha scritto raccontandomi la storia della madonnina, di come sia stata posizionata oltre vent’anni fa da un “vecchio” di Laorca e di come sia stata proprio questa la spinta per risistemare il sentiero verso il “Redesmund”, oggi chiamato anche “Corno Beck”. Mi ha scritto poi anche Matteo Ratti offrendomi un ulteriore ed approfondita spiegazione: “Vetta San Vittore e Corno Regismondo, un quesito che fa discutere molti qua a Lecco. C’è stato un errore nella mappatura delle carte gpm che, a suo malgrado, ha cambiato l’ubicazione di alcune vette. Il primo esempio è il Crocione che è posto sul monte Crocione (nome originario) ma che é stato tramutato in monte San Martino. Infatti se si va a guardare l’altitudine si noterà che è sfalzata di 100 metri. Il San Vittore è un complesso che racchiude vetta San Vittore (dove comincia la ferratina Silvia) e Corno Regismondo (Redesmund per i locali, dove vi sono posti il tavolo e la madonnina). Andando verso il Coltignone abbiamo per ordine il Dente del Coltignone, il torrione Diaz e il Coltignoncino. Ho potuto appurare ciò, oltre che dalla mia famiglia che è cresciuta su quel monte, dalla guida del Saglio. La mappa è sbagliata ma la spiegazione è eccellente.” Ad ulteriore conferma mi ha scritto anche Ivo Ferrari confermandomi che i due nomi indicano la stessa montagna.

Io sono nato ad Asso e da qualche tempo vivo a Valmadrera: ogni volta che esco di casa le grandi e misteriosi pareti che si innalzano dal lago colpiscono il mio sguardo e la mia fantasia. Una zona affascinante, selvatica e complessa in cui avventurarsi solo il giusto atteggiamento: per questo, per riuscire ad orientarmi correttamente, avevo bisogno di comprendere con chiarezza la questione del Regismondo e del San Vittore. Grazie a tutti per l’aiuto!

Qui sotto trovata “embeddata” la mappa interattiva della zona. In alternativa potete visualizzarla direttamente sul sito di MapQuest usando questo link:
http://mapq.st/2dypPbv

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