La Bigiata

“A vent’anni hai fatto le vacanze in autostop, un anno di studio all’estero, hai cambiato più ragazze che scarpe. Ora ne hai quaranta: comprati una poltrona!” La pubblicità alla radio mi lascia spiazzato. Una volta cercavano di intortati con le tette della Ferilli, ora invece ci vanno diretti: “Hai quarant’anni? Rassegnati, mettiti comodo…” Fanculo al Sofà …e a chi se lo fà!! Il suono del citofono arriva come la campanella sul ring: “Fuori i secondi!!!”

In strada mi aspetta Josef: un anno fa aprivamo vie dietro casa, eravamo in gran forma. Ora sembriamo due profughi sfuggiti a stento dalla centrifuga della lavatrice. Le mie ginocchia sono a pezzi, sbuffo e mi trascino. “Ahhh… Povero me!” Così, quasi per consolarci della nostra cattiva forma, ci siamo presi la giornata per andare semplicemente a zonzo.

Da GianVacca a Sambrosera passando dalle rocce degli elfi e dal granito delle “Colonne”. Poi su, sul crinale che dall’uscita della Ferrata porta alla cima del Corno Orientale, poi giù alle moregge e su in cresta fino alla cima del Moregallo. Girovaghiamo agganciando ogni masso che ci capita sotto mano, uno strano incrocio tra trekking e bouldering. Andiamo a zonzo senza meta: “Sembriamo due ragazzini che hanno bigiato scuola per arrampicare dietro casa”. Beh, l’idea era esattamente quella!

Sulla cima del Moregallo ci siamo seduti a sbalzo nel vuoto per osservare le linee sullo scoglio dei Tassi e sull’antecima, i diedri e le fessure, i segni del fuoco e della pioggia sugli zoccoli d’accesso. “Il fuoco ha distrutto ogni cosa, ma l’erba e le piante stanno ricrescendo verdi coma mai prima. La natura è un susseguirsi di drammi e trionfi.”.

Quasi senza volerlo scivolano nella mia testa le parole del Maestro Vedovati. Roberto, era allievo del Maestro Fassi e del Maestro Shirai, 7° Dan o giù di lì… Io, Dario, Iceman, avevamo l’aspetto di tipacci da strada, orgogliosi e poco raccomandabili, Roberto invece aveva il classico aspetto del vecchietto gentile, assolutamente inoffensivo …almeno finchè non avevi imparato a riconoscere la temibile “scintilla” che albergava in quegli occhi quieti.

Una volta mi disse: “Invecchiando ogni anno il mio corpo cambia, ogni anno devo insegnargli nuovamente karate, ogni anno devo ricominciare con pazienza dalle basi ed imparare nuovamente ogni cosa. ” – Poi aveva sorriso felice – “Fortunatamente ogni anno ci sono nuove cinture bianche, fortunatamente ogni anno posso ricominciare insieme con loro”.

Roberto non è più con noi, quindi tocca mettersi nuovamente in forma: alzarsi di nuovo in piedi con l’orgoglio di un guerriero ed l’umiltà di un saggio. Sdraiato sull’erba del Moregallo, guradando il cielo, ero di nuovo consapevole: “Bigiare fa un gran bene!”

Per chiudere la giornata abbiamo radunato la banda per ingollare birra all’Amarillo Brillo: TeoBrex, Bruna, Gaetano ed Astrid, Mav, Andrea e Daniela. “Well, I was born To have adventure, So I just followed up the steps Right past her fuming incense stencher To where she hung her castanets…” (Camarillo Brillo – Frank Zappa)

Davide “Birillo” Valsecchi
Nostromo dei Tassi del Moregallo

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