ManoBong e I Fessuriani

[Giacomo Perucchini] La scintilla nella mia mente questa volta la accende un post del 2009 sul forum di Planet Mountain, scovato durante un pomeriggio di pioggia. “Manobong e Fessuriani sono due vie meravigliose, ma cosa dico, straordinarie. L’ultima volta che le avevo percorse era intorno al ’90 o ’91 … poi due anni fa, invece che andare al Lariosauro, ho avuto la bella idea di andare a farci un giro e per quel che ricordo, le ho ritrovate come allora … Le soste a posto, quel che c’era c’è ancora ed è affidabile, basta avere friend. Fatte al pomeriggio mentre sei nella fessura dei Fessuriani con la luce rossa del tramonto, è una delle più belle godurie che si possa sognare”.

Con una descrizione così, e per di più di un super alpinista lecchese (andate a cercare su Google …), come si fa a non indagare di più? Ecco così che dopo qualche ricerca trovo la relazione e gli schizzi delle vie. Il dubbio sul se esistano ancora e siano percorribili però aleggia sempre, ma ci pensa il Cenda, Claudio Cendali, a rimuoverlo: infatti intorno ad Aprile ecco apparire alcune sue foto sui social delle due vie ripetute e ripulite con la morosa.

Ok, allora la mia idea non era proprio balorda; cerchiamo il socio e vediamo se qualcuno risponde al mio appello. “Andre cosa ne dici di queste due vie? Andiamo là una sera dopo lavoro, ho già pronta la frase per la foto in Fessuriani” Andrea Corti è giovanissimo, ma è alto e forte e si tiene di bestia come si dice in gergo “va bene Peru, attirano anche me. Andiamo!”. Ovviamente non si pongono dubbi su chi sarà il primo di cordata: certi numeri disegnati sugli schizzi non mi fan neanche saltare l’idea in mente, ed anzi mi preparo a soffrire pure da secondo … ma va bene così.

E così eccoci il 16 Maggio in Via Stelvio, prendiamo il sentiero per la falesia del Lariosauro e subito giriamo a destra in un canalino per arrivare all’attacco delle due vie nel settore chiamato “Sipario Ocra”. Selezioniamo i rinvii e soprattutto i friend: raddoppiamo praticamente tutte le misure dal 3 in giù, non sappiamo bene cosa ci aspetta, meglio avere tutto a disposizione.

Iniziamo a salire Manobong: 2 tiri con protezioni da integrare, il primo tiro un po’ così ma il secondo tiro decisamente bello, dove il chiave è all’inizio del secondo tiro proprio sopra la sosta: una pancia strapiombante valutata 7- da superare sfruttando la fessura che la chiude a destra. Dall’albero che sorge al termine del diedro, due doppie su cordoni e maillon riportano alla base.

Un sorso d’acqua e via per la seconda via, poco distante: I Fessuriani. Il primo tiro, come nel caso di Manobong, permette di accedere alle meraviglie della seconda lunghezza. Qui l’arrampicata è decisamente più sostenuta, la fessura è valutata 7+ ed è interamente da proteggere a friend. L’Andre sale meticoloso, piazzando friend nel fessurone a distanza regolare; io in sosta faccio sicura e scatto giusto due foto quando si può. Siamo esattamente nella condizione del famoso post su Planet Mountain “Fatte al pomeriggio mentre sei nella fessura dei Fessuriani con la luce rossa del tramonto, è una delle più belle godurie che si possa sognare”. Che bello. Arriva poi il mio turno di salire e con qualche fatica ed una bella sudata arrivo in cima.

Un abbraccio ed un grazie sincero, poi accendiamo la frontale (oramai è buio) e giù alla base con una lunga doppia nel vuoto. Un’altra avventura portata a casa, da aggiungere al sacchetto dei sogni!

Giacomo Perucchini

Nota Storica: …ricordando che nel comprensorio lariano Guerini ha aperto in tutto circa novecento vie “di palestra”, delle quali si sente spesso parlare come se fossero degli autentici fantasmi, dei centotrenta itinerari sulla Costiera dell’Avorio, a picco sul lago di Lecco, citiamo L’uomo verso la scimmia (130 m, VII, 2 ancoraggi intermedi, 1979), Dacrongenesi (120 m, VIII+, 8 ancoraggi, 1981), Apotema del crollo (55 m, IX+, 7 ancoraggi, 1982), Meraviglie da non toccare (80 m, VIII, 9 ancoraggi, 1986) e La fine del potere (50 m, IX+, 14 ancoraggi, 1988). Passando alle cinquanta vie sul Sipario Ocra, sulla Torre Striata e sulle Pareti di Pradello, poco distanti dalla Costiera dell’Avorio, risalgono al 1980 Mano Bong (100 m, VII, 4 ancoraggi) e I Fessuriani (110 m, VII+, 5 ancoraggi), le uniche celebri della nutrita schiera (Alessandro Gogna le incluse nel suo Cento nuovi mattini). Del 1981 sono invece Terra, vento e fuoco (60 m, VIII-, 5 ancoraggi) e Avvertimento lenticolare (25 m, IX-, 4 ancoraggi). […] Ivan titola la lista Le ascensioni significative e, un po’ a sorpresa, precisa che sono state «percorse senza studi a distanza, prove, cadute, sostegno d’integratori e farmaci ed elettrostimolazione». –Tratto da “Meraviglie da non toccare” di Carlo Caccia

 

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