TPR – Crucifx in Lecco

In questo periodo vorrei essere invisibile. Invisibile e muto, soprattutto per quanto riguarda la montagna, l’alpinismo o l’arrampicata. Sono fuori forma, demotivato, stravolto dalle delusioni, dalle liti e dai lutti. Vorrei essere un “osservatore”, esterno ed ininfluente, ma ahimè la mia natura mi impedisce di stare a guardare. Acciacchi ed ammaccature dell’anima sono lì a testimoniarlo. Ma è difficile essere malinconico quando hai sposato una bergamasca: ho cercato di accampare scuse, di declinare, ma è stata irremovibile: “Fuori di casa! Vai a vedere qualcosa di bello!”. A Lecco, per le celebrazioni dei 40 anni del Gruppo Gamma, c’è una serata con Tom Randall al Cinema Teatro Palladium. In effetti non ho ben chiaro chi sia, l’unico riferimento a mia disposizione è un commento del Guerra – “Ma neanche Randall!!!” – pronunciato fuori campo nel leggendario filmato manifesto “Asino affamato non teme bastone” degli AsenPark. Certo, può sembrare una referenza da poco, ma non lo è: quella clip è un capolavoro! Così sono salito fino alla frazione di Castello, da solo, perchè la maggior parte degli Tassi era presa in chissà cosa. Solo, demotivato, in mezzo agli scalatori lecchesi: il bello di questi eventi è la possibilità di incontrare gente, di condividere, ma come viverli questi eventi quando non hai voglia di parlare con nessuno? Ma ho i capelli corti, sono senza barba, vestito in modo anonimo. Cambio postura, mi faccio silenzioso, morbido ma rapido, sgattaiolo “un-social” dentro il teatro scivolando tra una moltitudine di facce note. Chissà, forse sono davvero diventato invisibile perchè nessuno mi riconosce, neppure gli amici. In parte mi sento in colpa, quasi sleale, ma in effetti è quasi divertente essere serenamente una nullità in incognito …anziché quello fastidioso del blog ignorante che bozza con tutti. Solo la ragazza alla cassa mi riconosce e saluta. Biglietto alla mano mi dileguo tra le tende dell’ingresso e tra le file di poltroncine scelgo quella meno probabile, in un angolo tra il muro e la balaustra. Mi siedo a testa bassa aspettando che le luci si spengano: forse ce l’ho fatta! Poi volto lo sguardo e, accanto a me appoggiato al muro, c’è un ragazzo con una bella faccia ed i capelli corti. Sorrido, mi sono piazzato proprio accanto a Tom Randall: il destino non mi lascia in pace. Lo saluto con un cenno della mano, un sorriso reciproco, ma nulla più. Quando mi giro nuovamente al suo fianco c’è anche Luca Calvi, il “traduttor cortese”. Io e lui non ci siamo mai incontrati di persona, ma da tempo mi riprometto di andare in città a conoscerlo. Quando ho saputo che avrebbe condotto la serata volevo scrivergli, ma poi avevo desistito: immaginavo che accompagnando Randall non ci sarebbe stata la giusta occasione di trovarsi. Invece era lì, a mezzo metro da me aspettando che la gente entrasse in sala. Così non ho potuto fare altro che raddrizzare le spalle, sfilarmi il “mantello dell’invisibilità” ed alzarmi in piedi: “Ciao Luca!”. Così, neanche a farlo apposta, mi sono ritrovato a chiacchierare con Luca Calvi e Tom Randall. Pasticcio con il “diesel” del mio inglese agitando le mani mentre Luca rattoppa le parole che mi sfuggono. Luca mi presenta come “uno dei più esperti delle piccole montagne al di là del lago”. Io vorrei protestare tanto per “esperto” quanto per “piccole” ma Luca conclude la sua frase con “soprattutto grande appassionato di roccia di merda”: rido, arrendendomi alla verità. Racconto loro che sono diventato papà da poco, che per questo sono praticamente “fermo” da mesi e che ho messo su quasi 15kg. Curiosamente Tom ci racconta che qualcosa di simile è accaduto anche a lui con i suoi due figli. “Ma si riesce a tornare in forma?” Lui sorride rincuorandomi “Sì, con un po’ di impegno ma ci si riesce!”. La sala comincia a riempirsi, non voglio correre il rischio di monopolizzarli: così regalo loro un adesivo dei Tassi e li saluto. Torno a sedere indossando nuovamente i panni dell’osservatore. Mi aspettavo una processione ma solo un “grande vecchio” si fa avanti accompagnato dal prevosto: ”Questo è Rusconi, dei Cinque di Valmadrera…”. Mi godo lo spettacolo di questo incontro storico. Poi passa il presidente dei Gamma ed il Panz… vorrei salutarlo, fargli complimenti per il Cerro Torre… ma non riesco: lo conosco troppo poco e sono troppo debole per affrontare la parte “difficile” di quella storia. Lascio che il tempo scorra, perchè a volte quando non si sa cosa fare conviene semplicemente non fare niente …forse. I Protagonisti salgono sul palco e partono gli applausi. Poi una nota di servizio “C’è una panda bianca, i primi numeri di targa sono N5, che deve essere assolutamente spostata” Nella sala tutti si guardano ma nessuno si muove. Poi un noto gigante biondo con gli occhiali si alza con le spalle curve e penitente si avvia verso l’ingresso mentre parte un applauso divertito. Quel ragazzone mi è sempre simpatico. L’attenzione torna sul palco dove il Presidente dei Gamma, con un gesto semplice ma carico di significato, consegna a Luca Calvi una targa come ringraziamento per l’aiuto e la competenza offerta ai Gamma in tutti questi anni. Luca, sorpreso ma onorato, ringrazia i presenti rimarcando come consideri il territorio lecchese una delle principali “Università d’alpinismo” al mondo. Sono davvero contento per Luca ed il suo discorso mi strappa un pensiero buffo. “Bene Birillo, con un’Università intera a disposizione tu ti sei iscritto per un dottorato alla facoltà ‘Rovi, Zecche e Roccia di Merda’. Come sempre ottima scelta! Bravo!”. Le luci si spengono e parte un racconto a due voci e due lingue che spazia dalla claustrofobica cantina di Tom alle incredibile architetture rocciose dello Utah. Osservo la bellezza di quel deserto: “Utah era il nomignolo dispregiativo con cui i surfisti prendeva in giro Keanu Reeves in Point Break… c’è una certa ironia in tutto questo”. Tom racconta di un episodio in cui, per necessità, è stato costretto a slegarsi per uscire dal tiro. Racconta questo aspetto, e lo rimarca, perché suggerisce a tutti di “sperimentare” il Free Solo soprattutto per padroneggiare il giusto allenamento mentale quando questa “strategia” diventa l’unica possibile per tirarsi fuori dai guai. Rimarca poi come questo suo “progetto” sia il coronamento di dieci anni di intensi allenamenti chiuso “in cantina”, di come ci stia “lavorando” da tre anni e che, se mai sarà possibile concluderlo, richiederà probabilmente altri tre anni. Lo ascolto apprezzando il valore che riesce ad attribuire al tempo, alla dedizione, alla pazienza ed alla rinuncia. Poi mi sorprende e per un secondo mi spiazza “Racconto tutto questo sopratutto perchè questa mia storia possa ispirarvi, possa aiutarvi nella vostra ricerca di qualcosa egualmente importante per la vostra vita”. Mi sfugge un sorriso consolante che risuona armonico con l’eco di qualcosa che avevo scritto tempo fa “Tu devi pensare a coloro che si infileranno tra i rovi, in qualche merdoso angolo sperduto dell’Isola Senza Nome, solo per tentare un tuo vecchio monotiro trad.… Tra vent’anni, trovandoti qui al bar, verranno speranzosi e titubanti a raccontarti di averla ripetuta, ringraziandoti emozionati per l’esempio e l’ispirazione che hai saputo regalare loro.“ . Forse sono uno stupido, ma le mie idee non sono poi tanto insensate. Chissà, forse se sapessi arrampicare anziché appendermi ai ciuffi d’erba tutto sarebbe diverso… o forse no. Le luci si accendono, i ranghi si sciolgono. Nessuno fa domande pubbliche a Tom, ma a piccoli gruppetti tutti iniziano ad avvicinarsi ansiosi di chiedere e sapere. Ora per tutti è tempo di festa, per me il momento di sparire. Conto i passi nell’atrio e sono tra le ombre dei vicoli: “Birillo? Birillo non è mai stato qui: non è mai esistito. E’ una bugia!”. Traffico con i cavi ed i fusibili, accendendo la mia Subaru scassata. Apparteneva a mia madre e a fine mese saranno dieci o undici anni che lei non è più qui. Io, Clark Kent e Bruce Wayne non siamo poi tanto bravi nel gestire i traumi emotivi: forse dovrei sbarazzarmi di questo rottame… o forse dovrei restaurarlo una volta per tutte. A volte sono presente, aggrappato nel tessuto stesso della realtà. Altre volte sono sospeso, aleggio in un vuoto confuso… Chissà, speriamo sia l’età. Lo stereo si anima mentre il solito cd, incastrato da circa cinque anni, inizia a suonare: “Life won’t wait”. No, la vita non aspetta. Forse anche per questo Andrea è nata prima del tempo: si era stancata di vedere suo padre aspettare? Silenziosamente ringrazio mia Moglie ed i Gamma per avermi spinto fuori casa. “Non c’è limite all’efficienza di un uomo con la giusta dedizione” curiosamente, attraverso cammini diametralmente opposti, siamo arrivati alla stessa conclusioneGrazie Tom: sì, sei stato di grande ispirazione. Sul Calcare dell’Isola non abbiamo fessure come le tue, i friend camminano ed i nut spaccano la roccia: ma non è questa la grande ispirazione che hai saputo regalare. Grazie Gamma: queste serate sono gioielli preziosi.

Davide “Birillo” Valsecchi

Tom Randall, Luca Calvi, Giovanni Spada (Presidente Gruppo Gamma)

Per chi comprende l’inglese questo è un bel video di Randall

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