Oltre il tramonto

«Incurante delle critiche, o meglio, abbastanza forte da saperle affrontare, sceglie il Sasso d’Introbio per sperimentare qualcosa di nuovo. Si cala dall’alto, buca la roccia martellando con un perforatore manuale e piazza i primi spit da 8 mm. del territorio lecchese realizzando “Oltre il tramonto”» – Pietro Buzzoni.

Giorni fa, senza che lo sapessi, il mio articolo sul Congresso TTT è stato ripubblicato sul GognaBlog. Non è il primo dei miei articolo che viene diffuso attraverso la “quasi-rivista della montagna” digitale più nota in Italia. La prima volta che accadde ero emozionato ed onorato, ora per lo più mi aspetto fuoco di rappresaglia nella casella di posta. Ad informarmi sono stati i ragazzi di Vicenza, dispiaciuti che questo fosse accaduto senza chiedermi alcunchè. «Quando scrivi un messaggio in una bottiglia – li avevo rassicurati – non puoi scegliere dove andrà o chi lo leggerà. Non c’è nessun problema, va bene così. Anzi.» In realtà erano preoccupati perchè il primo commento, in quel dedalo di iperconnessioni che è il megafono “social”, era poco amichevole: «Prima di parlare scala pirillo». Storpiare nome e sminuire l’interlocutore è una pratica quasi infantile, così mi ero premurato di rassicurare nuovamente i miei giovani amici dalle Alpi Orientali: «Se questo è il massimo dell’acume che ci si contrappone direi che siamo apposto… non fateci troppo caso».

Tuttavia io sono Leone ascendente Leone nato nell’anno cinese del Drago e, nonostante avessi detto loro di non preoccuparmi, avevo già attivato i miei sistemi di “intelligence” per sapere di più sul mio misterioso “ammiratore”. Ciò che mi aveva colpito dei ragazzi del TTT era come molti di loro fossero stati colti di sorpresa dalle piccole intimidazioni e/o aggressioni nate come ruvida risposta ai loro scritti o alle loro iniziative. «Birillo, io voglio arrampicare, non essere circondato da gente che vuole farmi la spunta». Io invece sono abituato ad avere “tutti contro”, è la mia natura essere costantemente “accerchiato”. Per questo le loro incertezze, più che comprensibili ai miei occhi, rimarcano il grande coraggio con cui hanno preso posizione. Io, d’altro canto, per aiutarli posso solo fare quello che mi riesce meglio: “trovare una rotta attraverso il centro della tempesta”.

Cercando il mio “ammiratore” emerge lo spezzone di una pubblicazione di Pietro Buzzoni: L’era dei “Chiodatori”. Il titolo, decisamente emblematico, si conclude con una lista di nomi tra cui compare anche quello che sto cercando: “Ciusse”. Il mio ammiratore è quindi uno tra gli storici “senatori” dell’arrampicata con il trapano del lecchese. Anche il soprannome, in effetti, non è mi nuovo. Così faccio un piccolo “probe”, lancio un messaggio ed attendo una risposta: «…credo tu sia quello che chiamano “Ciusse”. Interessante. Mi è ben chiaro perchè non posso esserti simpatico». La replica, puntuale, è arrivata carica di informazioni nuove: «Ricordati la scalata va avanti tu come Guerini andate in dietro». E’ affascinante come il mio nome sia sempre associato a quello di Ivan, come non capiscano quanto, nonostante la reciproca amicizia, siamo diversi io ed lui. Peggio per loro in effetti. Per bloccare la discussione, evitando che degeneri in baruffa, droppo una frase sibillina lasciando che ognuno, secondo la propria attitudine, ne tragga il senso che più preferisce. Aggiungo “Ciusse” alla mia lista e quasi mi dimentico per un po’ della faccenda.

Il giorno dopo, camminando sul Moregallo con un paio di Tassi, uno di loro mi chiede: «Però ciò che non capisco è come non si possa essere completamente d’accordo con il tuo articolo? Non c’era nulla di negativo, anzi: perché contestarti comunque?» Le domande raccontano spesso molto più delle risposte sulla persona che le formula: mi piaceva l’approccio mentale che sottintendeva il quesito. In realtà, con una certa dose di esperienza e disillusione, è possibile trovare la risposta direttamente nella parafasi delle parole di Ciusse: “noi siamo il futuro, voi siete il passato”. Qualcosa che trae ragione direttamente dalla spinta rivoluzionaria con cui, in origine, l’arrampicata sportiva è emersa da “attività di nicchia” raggiungendo lo “status quo” di attività predominante, ufficiale e riconosciuta, olimpionica persino. La storia insegna, anche quella recente, che non esiste peggior tiranno di un contestatore che, giunto al potere, viene contestato. Specie quando il prestigio personale è ingabbiato e manipolato dagli interessi economici.

«Vedi – ho provato a rispondere – se uno potesse salire senza bucare la roccia lo farebbe di certo, anche solo per fare lo sbruffone. Certo, ci sono anche molte altre ragioni, ma per ora semplifichiamo così: è un compromesso. Io non sono certo contrario ai compromessi, ma è necessario che sia ben chiaro cosa si vuole ottenere e cosa, invece, andrà perduto e sacrificato. Bisogna anche essere consapevoli che l’equilibrio di un compromesso può cambiare nel tempo e che la natura stessa di un compromesso è tutt’altro che assoluta. Inoltre ogni compresso sbilancia equilibri e compromessi più grandi. Piantare il primo spit, come raccontava l’articolo che ho trovato, può essere un compromesso accettabile in quel preciso momento storico. Ma l’effetto che quello spit può aver generato, nello scorrere dei successivi venti o trent’anni, può avere dato vita ad un compromesso più ampio assolutamente inaccettabile. Se queste persone fossero in grado di comprendere la realtà del proprio compromesso,  fossero in grado di accettarne la responsabilità e discuterne il futuro allora ill TTT non esisterebbe nemmeno, non ce ne sarebbe il bisogno. Purtroppo si sono spinti troppo oltre nel compromesso, si sono identificati in quel compromesso a tal punto che cambiare l’equilibrio del compromesso significherebbe cambiare se stessi, il ruolo acquisito e conquistato. Per poter parlare con loro, per esempio, devi “fare il loro grado”, ma il loro grado dipende dall’artificio su cui hanno basato il loro compromesso: forare la roccia. Mettere in dubbio l’artificio significa riportare gli dei sulla terra, tra gli uomini. Per alcuni di loro, anche solo inconsapevolmente, sarebbe inaccettabile: bruci il mondo ma non metteranno mai in dubbio ciò che li ha elevati al di sopra della massa. “Noi siamo il futuro, voi il passato”. Accadde lo stesso con i chiodi ad espansione e le scalette: è umano, prima o poi succede. Questa è sempre l’essenza del problema, l’ostacolo al cambiamento o alla nascita di un nuovo e più moderno compromesso. Fortunatamente non sono però tutti così, e questo mi dà ancora speranza in un’equilibrio morbido».

Ciusse, di cui ignoravo completamente l’esistenza, si è sentito in dovere di azzittirmi. Bravo, ottima idea. Comunque credo abbia fatto bene se questo è il suo punto di vista. Anzi, dovrei essergli grato visto lo spunto che ha saputo darmi.

«Il trapano a batteria sostituirà il perforatore a mano e a Marco Ballerini si affiancheranno molti altri “chiodatori” tra cui non possiamo dimenticare Alessandro Ronchi, Paolo Vitali, Pietro Buzzoni, Stefano Alippi, Lele Dinoia, “Ciusse” Bonfanti, Norberto Riva, Valerio Casari e, soprattutto, Delfino Formenti. Quella dell’arrampicata sportiva è una storia così ricca e complessa di risvolti sportivi, economici e di possibilità di sviluppo sostenibile del territorio, che, per essere raccontata, ha bisogno di un libro tutto suo».

Ora, sempre grazie al prezioso contributo di Ciusse, mi aspetto che siano i “Senatori dell’epoca dei chiodatori” a raccontarci, dopo vent’anni, quale credono sia il frutto del compromesso fatto allora, cosa ritengono sia emerso di positivo e cosa invece è stato sacrificato o frainteso: l’eredità della loro epoca. A voi la parola: vi arroccherete sulle risposte come chi vi ha preceduto o darete voce anche alle vostre domande? 

Grazie ancora Ciusse, come ti ho già scritto: “…sarà il tempo a deciderlo. Il mio augurio è che il tempo abbia un buon ricordo di te.”

Davide “Birillo” Valsecchi
(o pirillo se preferite…)

Riferimenti: 
http://larioclimb.paolo-sonja.net/falesie_lecco/introbio/introbio.pdf
http://wiki.valsassina.it/lera-dei-chiodatori/

Alpinismi…

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