Aspettando Hans Gruber

“Le giornate migliori sono quelle peggiori!”. Alle volte, però, le giornate buone sono semplicemente buone. Così quando il Guero mi ha chiamato per andare a piedi al Palanzone con Paolo ho accettato ben volentieri: una volta tanto avremmo avuto la possibilità di chiacchierare senza per forza dover rischiare la pelle. Il “ragazzo edera” resta comunque un soggetto irrequieto ed esuberante. Gli amici che preferisco hanno l’innata capacità di dare vita a situazioni imbarazzanti: in questo il Guero è indubbiamente uno straordinario esemplare. Vista la quantità di anziani che percorreva il ciotolato di San Salvatore il “Nostro” ha iniziato a chiedere a tutti l’età: le risposte però rasentavano i confini della realtà! Non solo si aggiravano attorno ai 74-77 anni ma alla domanda, senza nessun motivo apparente, iniziavano spontaneamente a sciorinare curriculum alpinistici ragguardevoli quanto inaspettati! “Ne ho 77, ma tu quanti ne hai?” Ed il Nostro imitando se stesso nell’imitazione dei Vasco Taldo. “Io ne ho 65” e l’altro di nuovo “65? Io a 65 anni ho fatto lo Spigolo del Velo, in giornata! Ma bada bene: non dal canale che è pieno di chiodi, ma dalla variante Steger!” Io non sapevo nemmeno di quale “regione” stessero parlassero ma il Guero, conoscendo la zona, ha iniziato ad elencare “nomi” in un curioso ping-pong con lo sconosciuto vecchiardo classe ‘42. Per un istante mi sono sentito come uno di quei concorrenti che vengono scartati ai provini per i reality-show: “Ciao a tutti, mi chiamo Birillo, ho 43 anni e questa è la prima volta che vado alla capanna Mara da San Salvatore. Da grande vorrei fare l’alpinista… forse”.

Dopo una doverosa puntata alla cima del Pizzo dell’Asino abbiamo puntato alla piramide del Palanzone. Poi, di corsa, giù nuovamente ad Erba e diretti al DoppioMalto, l’unico locale erbese che garantisce birra a qualsiasi ora. Dopo un paio di pinte eravamo tutti intenti a discutere di come Ruchin, per sfida, svitasse a mano i bulloni delle locomotive. Oppure come Cassin riuscisse, usando indice e medio, a rompere un bicchiere di plastica semplicemente allargando le dita: che a pensarci bene è una cosa piuttosto mostruosa!!

Domenica mattina il sole era ancora caldo e così ho preso la moglie, incinta al settimo mese, e la nanerottola, 18 mesi, e siamo andati a camminare lungo le sponde del lago di Oggiono. Le montagne dell’Isola, riflesse nell’acqua immobile e sospese nel cielo invernale, erano… erano la vita vera, la realtà nelle tinte pastello dell’autunno. Niente di più, niente di meno. La nana si è rotolata nel fango e nelle foglie ma ha compiuto il suo primo chilometro a piedi tutto di fila. Poi, verso le tre del pomeriggio, siamo tornati al “Lago Grande”, al Rapanui, da Beppe e Carla, per pranzare al caldo del camino tra i sub infreddoliti. Uscendo uno sguardo complice alle pendici del Moregallo, un sorriso carico di ricordi e fantasie proibite.

Siamo qui, aspettando Hans Gruber, aspettando che le luci sulla Nakatomi diano inizio al Natale. Yippee Ki Yay…

Davide “Birillo” Valsecchi


When we finally kiss goodnight
How I’ll hate going out in the storm
But if you really grab me tight
All the way home I’ll be warm

And the fire is slowing dying
And my dear we’re still good-byeing
But as long as you’d love me so
Let it snow let it snow let it snow

Dean Martin

 

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