La collina dei ciliegi

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E se davvero tu vuoi vivere una vita luminosa e più fragrante, cancella col coraggio quella supplica dagli occhi: troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante, e quasi sempre dietro la collina è il sole. Ma perché tu non ti vuoi azzurra e lucente? Ma perché tu non vuoi spaziare con me, volando intorno la tradizione come un colombo intorno a un pallone? E con un colpo di becco, bene aggiustato, forarlo e lui giù, giù, giù… e noi ancora, ancor più su! Planando sopra boschi di braccia tese. Un sorriso che non ha né più un volto, né più un’età.

E respirando brezze che dilagano su terre senza limiti e confini, ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini. E più in alto e più in là, se chiudi gli occhi un istante: ora figli dell’immensità.

Se segui la mia mente, se segui la mia mente, abbandoni facilmente le antiche gelosie. Ma non ti accorgi che è solo la paura che inquina e uccide i sentimenti? Le anime non hanno sesso, né sono mie. No, non temere, tu non sarai preda dei venti. Ma perché non mi dai la tua mano, perché? Potremmo correre sulla collina e fra i ciliegi veder la mattina (e il giorno). E dando un calcio ad un sasso, residuo d’inferno, farlo rotolar giù, giù, giù… e noi ancora, ancor più su! Planando sopra boschi di braccia tese. Un sorriso che non ha né più un volto, né più un’età.

E respirando brezze che dilagano su terre senza limiti e confini, ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini. E più in alto e più in là, se chiudi gli occhi un istante: ora figli dell’immensità.

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