Author: Davide Valsecchi

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Gianni Lucini in mostra al Touring

Gianni Lucini in mostra al Touring

Figure e spazi celati nel dettaglio di una tela
Figure e spazi celati nel dettaglio di una tela

Io ed Enzo Santambrogio facciamo squadra da qualche anno ed ormai abbiamo imparato a conoscerci, a rispettarci e ad esaltare i rispettivi talenti. Enzo è anche il curatore artistico dello Spazio Espositivo del Touring caffè di Como e proprio in questi giorni sta allestendo la prossima mostra che sarà inaugurata Giovedì 1 Luglio alle ore 19:30.

Ricordati di scrivere qualcosa per l’inaugurazione!” Mi dice Enzo ridendo al telefono nel cuore della notte. Tutto quello che mi ha mandato è il nome dell’artista, un paio di foto ed il commento di un critico. Ormai sono convinto che si diverta a vedere come ricostruisco i pezzi del puzzle andando alla scoperta della persona e dell’artista che si cela dietro quelle poche informazioni.

Così cominincio: il suo nome è Giovanni Lucini. Provo a cercare su Google ma mi appaiono i soliti link un po’ sterili di ExibArt e diversi link delle passate mostre l’ultima delle quali si intitolava “Io non ci sono”. Cominciamo bene penso.

Cerco su Facebook ma non trovo nulla. Faccio qualche tentativo ed alla fine trovo “Gianni Lucini“. E’ un amico di Enzo, di Fabrizio Musa e di molti altri artisti comaschi che conosco. Guardo tra le sue foto e trovo le opere che mi ha inviato Enzo via email. E’ lui, ora so che faccia ha: ciao Gianni!!

Pittore, fotografo ed incisore. E’ nato a Johannesburg ed ora vive a Blevio. Il Sudafrica è un posto magnifico il cui fascino si spinge ben oltre il mondiale, poi  mi torna alla mente Matteo Galvano che mi racconta che a Blevio, si dice, viva il nonno di Silvester Stallone. Divago, forse è l’ora tarda.

Scopro che si  è diplomato in Pittura e Restauro presso l’Accademia di Belle Arti ‘Aldo Galli’ di Como. Restauro ed incisione. La professione di chi ripristina ciò che è andato perso che si frappone alla passione del togliere cio’ che è in eccesso. Sì, perchè osservando le sue opere sono principlamente incisioni su strati di colore sovrapposti. La tecnica mi piace, si incide per mettere a nudo, si affonda per far emergere.

Ecco che trovo la frase, ogni artista ha la sua frase, quella che riportano fedelmente i critici e gli articoli di giornale per sbrogliarsi dal dubbio di spingersi oltre nella ricerca: “La mia indagine pittorica riflette l’indagine e il lavoro che faccio su me stesso, la mia ricerca della libertà e della comprensione della verità – spiega Lucini – Per capire ciò che è vero, nella sua totalità, deve esserci libertà: dalle paure, dalle illusioni continue del pensiero, dagli attaccamenti, dalla nostra sofferenza, dalle barriere che crea la mente, dai pregiudizi, dagli ideali, dai condizionamenti, dal conformismo e dall’insensibilità”

C’è una parte dell’enigma che ancora non capisco. Indagine interiore, illusione, barriere della mente e su tutto “io non ci sono”, quella mostra dove l’artista vuole non apparire nelle proprie opere ma bensì fondersi con il tutto che lo circonda.

Non ci arrivo ma poi BAAMM, eccolo il dettaglio: è da anni istruttore di arti marziali orientali ed insegnante di Ninjutsu. E’ un “poeta guerriero“, ecco il senso, ecco il bisogno da cui scaturiva la ricerca interiore, la profondità del segno, l’introspezione e l’elevazione.

Ho conosciuto alcuni praticanti di Ninjutsu, una delle discipline orientali più ammantate di mistero, di magia e allo stesso tempo pasticciate ed imbrattate dal superficiale consumismo occidentale. “io non ci sono” potrebbe benissimo essere il Nindo di un ninja, il credo di chi, osservando silenzioso il mondo, si  mescola tra i suoi colori restando consapevole del proprio compito. Un dovere che spesso lo spinge ben oltre il bene ed il male su cammini solitari illuminati solo dalla Luna.

Sarà interessante incontrarlo Giovedì. Vi aspettiamo numerosi Giovedì alle ore 19:30 al Touring Caffè di piazza Cavour a Como.

Davide “Birillo” Valsecchi

IO Meg@loman_e

IO Meg@loman_e

Megaloman
Megaloman

Quanto influisce sulla percezione di noi stessi il giudizio degli altri? Siamo come ci vedono o ci lasciamo condizionare?

“Cima” è un’esperimento che condivido con voi giorno per giorno e non ho assolutamente idea di dove ci condurrà. Scivo perchè questo è il modo per me più congeniale di comunicare. Se avessi più esperienza nell’audio o nel video “Cima” sarebbe una radio o una web-tv.

Un sito web non è in broadcasting, non tramette via etere a tutti. Per sapere cosa scrivo devi “venirmi a cercare”, devi compiere il primo passo. “Se scrivo sciocchezze semplicemente non verrà nessuno a leggerle” ho sempre creduto ma, con il tempo, ho scoperto che “essere pubblico” ha dei risvolti a cui non avevo assolutamente pensato.

Quando ho aperto “Cima” mi sentivo come il ragazzo indiano che,nel telefilm “Un medico tra gli orsi”, gestiva la radio di un paese sperduto sulla costa dell’Alaska: mi piaceva pensare che ognuno di noi potesse diventare un personaggio nella grande commedia di un piccolo borgo.  Mi divertiva e mi diverte ancora questo progetto.

Ma più Cima diventava conosciuta più avvertivo un malumore serpeggiante tra coloro che non volevano essere disturbati. Quando poi ho preso posizione in alcune scelte di Asso  si è letteralmente aperto il cielo. Rispetto alle 2700 persone che hanno firmato io ho solo un megafono più grande per farmi ascoltare ma, in ultima analisi,  si deve sempre e comunque accenderlo per ascoltare cosa ho da dire. Poi le idee, se sono buone, vanno da sole…

L’altro giorno ha avuto uno scambio di email con “il Direttore” di TVServa. Candidamente mi ha confidato che il servizio sulla Festa del Libro era stato commissionato dal Comune e che quindi, a suo dire, non c’era nulla di male. Peccato che in pratica abbiano trasformato un evento storico di Asso in una merchetta politica. Mi ha invitato a   starmene zitto e, come se non bastasse, ha attaccato una tirata infinita accusandomi di voler diventare famoso, di essere presuntuoso e di essere un megalomane, bla bla bla…

Ovviamente l’ho mandato a quel paese all’istante ma sta di fatto che qualche dubbio mi è venuto e così ho telefonato ad Ivan: “Hey Ciccione, senti un po’, uno mi ha detto che sono un megalomane. Tu che dici, ha ragione?” Ivan, che è uno dei miei più preziosi amici, ha cominciato a rispondermi: “Birillo, diciamo si e no, non credo di potertelo spiegare a parole ma se vuoi posso usare un suono. Tu sei così: YAAAAAAAAARRRRRGGHHH!!”

Sono scoppiato a ridere quando si è messo a scimmiottare il grido di un Diavolo della Tasmania lanciato a folle velocità contro gli avversari. “Non sei propriamente megalomane ma sei uno che quando parte si lancia come un pazzo contro l’ostacolo totalmente incurante di quanto male potrai farti. Quando poi hai messo tutto sotto sopra ti fai venire i dubbi camminando sui detriti.” Fino alla questione dubbi l’idea di essere un megalomane cominciava a piacermi. “Ma è bene o male?” Gli ho chiesto.  “E’ quello che sei: ogni tanto fai dei disastri ogni tanto fai delle cose buone. Approposito, lo hai mandato a quel paese il tipo?”.

Lezione: se decidi di comunicare, di dare vita a qualcosa che ti permetta di superare i limiti in cui ognuno di noi è chiuso salterà su qualcuno che ti dirà che vuoi diventare famoso, che sei un esibizionista e che lo fai per turbi secondi fini. Prima che tu te ne renda conto queste critiche legheranno le tue braccia, le tue gambe e cercheranno di tapparti la bocca allontandoti dai tuoi propositi iniziali. Io sono Leone ascendente Leone, grazie Ivan per avermi tolto, ancora una volta, la spina che mi impediva di camminare.

TVServa ha perso TUTTA la sua autorevolezza il giorno in cui è stato ritrovato “Gigio” ed ha toccato il massimo del servilismo e dell’ipocrisia. E’ inoltre vergognoso che una TV commerciale abbia ricevuto dei soldi a titolo di benemerenza da un fondo pubblico: il Premio alla Bontà (premio a Cittadino o Cittadina Assese che si sia distinto per atti di bontà, di onestà, di coraggio, di retta condotta) istituito dai miei bis-nonni è stato trasformato in una marchetta dell’Amministrazione. SEICENTO EURO sottratte ai volontari per farcire la cronaca di Asso di spot pubblicitari a pagamento mentre indorano la pillola per l’Amministrazione. E’ inutile che oggi, incastrati tra il servilismo e gli sponsor, cerchino di rimediare strizzando l’occhio ad entrembe le parti .

Per “il Direttore” di TVServa: “Sei come un treno, puoi muoverti solo sui binari che altri hanno tracciato per te ed il massimo a cui puoi aspirare è di non arrivare troppo in ritardo.”

Ti è chiaro il mio pensiero ora? Buona giornata…

Davide “Birillo” Valsecchi

Ecco dai ruggenti anni settanta: [Megaloman il supereroe fiammeggiante]
E che ne dite del “Groove” anni ’70 di [I-Zenborg]

Ora tocca al Castello

Ora tocca al Castello

La Rocca di Asso
La Rocca di Asso

Ieri mi trovavo a Dervio in visita ad una scuola di vela per ragazzi. Il sole splendeva ed il lago era magnifico. Il clima estivo riempiva l’aria di entusiasmo e positività mentre i locali sulla spiaggia erano tappezzati di volantini e depliant per pubblicizzare concerti, incontri e feste.

Ero solo dall’altro lato del lago ma lontano milioni di chilometri dall’opprimente cappa di sfiducia e rassegnazione che spesso aleggia come un’impalpabile nebbia sopra Asso. Lontano dai campanilismi tra associazioni, da vecchi arcigni ancorati alle poltrone del potere, dai sorrisi viscidi che scintillano osceni negli spot politici di TVServa.

Ieri respiravo aria nuova sul Lago e, per un attimo, ho accarezzato l’idea di scomparire e ricomparire in un altro luogo. Un nuovo inizio in un paese privo dei miasmi, della bruttura, dell’ipocrisia che molesta Asso.

Poi ho ricevuto una lettera. In realtà non proprio indirizzata a me (per fortuna!! sarebbe da nascondersi sotto i sassi!!) ma che di sicuro ci riguarda tutti. Una missiva firmata dal Ministro della Cultura Sandro Bondi all’attenzione del Comune di Asso: (testo integrale)

Con riferimento all’interrogazione indicata in oggetto relativa alla realizzazione di un supermercato in prossimità della cascata della Vallategna, si osserva quanto segue. Ad avviso dei competenti Uffici di questo Ministero, la zona interessata dall’intervento è estremamente vulnerabile dal punto di vista paesaggistico; pertanto la competente Soprintendenza è in attesa di visionare la documentazione relativa al progetto richiesta al Comune di Asso per poter esprimere le proprie valutazioni. Tale documentazione al momento non è ancora pervenuta; pertanto la Soprintendenza di Milano il 4 marzo 2010 ha reiterato la richiesta di trasmissione della documentazione progettuale evidenziando che dal 10 gennaio 2010, ai sensi dell’articolo 146 d.lgs. n. 42 del 2004 qualsiasi progetto che si voglia intraprendere sulle aree sottoposte a vincolo paesaggistico deve ottenere il parere preventivo e vincolante da parte della Soprintendenza non essendo più sufficiente l’esame dell’Ufficio basato sul mero controllo della legittimità degli atti relativi alle autorizzazioni paesaggistiche.

In pratica il Ministro rimarca il valore paesaggistico della cascata e ricorda al Comune che, contrariamente a quanto da loro fatto fino ad oggi, qualsiasi intervento in quell’area va preventivamente approvato dalla Sopraintendenza. Se dovessi parafrasarla in dialetto potrei usare una strofa di una poesia che Riccardo Borzatta scrisse per i nostri cedri: “Sìndich e amiis del sìndich: metii cò!”

A Gennaio sembrava che la storia del paese fosse già scritta: giù i cedri entro marzo, inizio dei lavori della rotonda ed inizio dei lavori del supermercato. Chiunque dubitasse veniva azzittito ed additato in malo modo. Oggi la Sovraintendenza ha intimato la salvaguardia dei Cedri e da Roma il Ministro alla Cultura ha  richiamato tutti alla tutela della Cascata della Vallategna. Un’inversione totale ed assoluta del destino, due autorevolissimi schiaffi ad un sistema che perdura da anni.

Il cambiamento in atto ad Asso è così radicale ed epocale che nemmeno l’enorme quantità di screzi ed ipocrisie che ancora mi irritano potrebbe allontanarmi da questo momento e da questo paese. Io sono un semplice cronista di una storia che diviene giorno dopo giorno sempre più affascinante, una storia che vede tutti protagonisti nella Valle e che sono felicissimo di raccontare. Cercare di screditare me o “Cima” significa solo azzittire una voce in un coro sempre più ampio.

I Cedri centenari, la Cascata di Stendhal: due momuenti di Asso che sembravano persi, due risultati insperati, due salvataggi in extremis da consegnare al futuro del nostro paese. Io dico che funziona, io dico che stiamo imparando, io dico: “non c’è due senza tre”. C’è ancora un importantissimo pezzo di storia cittadina da salvare: Il Castello di Asso.

Il Castello fu eretto nel XII secolo sulle fondamenta di un Castrum dell’Esercito Romano. La sua storia è intimamente legata a quella di Asso e degli assesi e del loro borgo medioevale. E’ uno degli ultimi castelli nella Vallassina ma oggi il suo futuro è ancora incerto. Quanti di Voi hanno mai avuto il privilegio di ammirare Asso dall’alto della sua torre? Quanti paesi hanno un castello con una storia quasi millenaria? Quanti hanno abbandonato alla decadenza un simile patrimonio?

Il Castello in larga misura appartiene oggi ad una società edile di Como. Il 15 Aprile del 2009 veniva pubblicato su La Provincia questa dichiarazione: «Da circa una settimana sono partiti i lavori per un restauro conservativo della struttura – spiega il geometra Mario Tavecchio dell’Ufficio tecnico di Asso – Il progetto è stato valutato dalla sovrintendenza e ha superato l’iter usuale attivato in questi casi per dare avvio ai lavori. L’intervento per ora riguarda solo la parte strutturale ed è conservativo, sarà quindi rifatto il tetto, verranno messe in sicurezza e sistemate le mura. Il borgo tornerà insomma allo stato originario con l’utilizzo dei materiali e delle soluzioni già presenti». Ecco l’articolo integrale.

Oggi è passato più di un anno, i lavori proseguono ma è quasi impossibile sapere cosa succeda sotto il bozzolo di ponteggi che avvolge di bianco il borgo del Castello.  Dopo i radicali e repentini STOP inflitti a progetti ormai approvati come la Rotonda ed il Supermercato vi è più di un motivo per dubitare e cercare chiarezza. Io a a priori non metto mai in dubbio  la buona fede ma sono anche convinto che chi non ha nulla da nascondere non tema alcuna domanda: spiegateci gentilmente cosa accadrà al nostro Castello Medioevale.

I cedri e la rotonda dimostrano che, “con le buone o le cattive”, abbiamo imparato a trovare le nostre risposte e a farci ascoltare fin dalle massime autorità dello Stato. Riusciremo ad avere sul Castello un confronto e non il consueto scontro?

Davide “Birillo” Valsecchi

Solstizio d’Estate

Solstizio d’Estate

Stonehenge
Stonehenge

Oggi è una bella giornata di Sole, esco e mi godo il magnifico verde che adorna il Cornizzolo ed i prati del San Primo. Prendo un caffè con mio fratello ed un altro a casa di Bruna ascoltando Jack Jhonson. Il mondo mi sembrava stupendo.

Passati cinque minuti ero nevrotico, cinque minuti dopo irascibile, cinque minuti ancora più tardi terribilemente depresso meditando di abbandonarmi allo sconforto di questa triste vita sconfitto da un driver malfunzionante che non permetteva al microfono del mio pc di funzionare.

Un attimo dopo ero alla finestra a guardare le nuvole come un bambino felice che fosse tornato il caldo. Insomma, normalmente sono strano ma oggi mi sento ancora più strano del solito e gli sbalzi di umore che mi assalgono sono quasi preoccupanti: “Che diamine mi succede oggi?

Poi il mio computer fa apparire un finestrella accompagnata da un “BIP“: 21 Giu 2010 – 11:28 – Solstizio d’Estate. Ecco la risposta!!

E’ assurdo pensare che un evento che coinvolge tutto il nostro pianeta possa influenzare costantemente il mio umore ogni volta che avviene? Perchè no? I moti che coinvolgono la Terra sono incredibili e contrariamente a quelli molto più ampi dell’Universo sono chiaramente percebili dall’uomo e modificano ogni aspetto della vita sul pianeta.

Oggi la terra si trova in uno dei due punti di maggior distanza dal Sole durante il suo percorso. L’inclinazione del pianeta sul proprio asse è tale da esporre il nostro emisfero alla luce dando inizio a quella che chiamiamo Estate. Oggi per noi, a nord dell’equatore, è anche il giorno più lungo dell’anno.

Normalmente equinozi e solstizi mi scombussolano sempre un po’ ma quest’anno l’effetto appare ancora più grave (ma anche divertente!!). Durante l’equinozio ero in Africa, a  Sud dell’equatore: praticamente in quell’emisfero ero al culmine finale dell’Estate a all’inizio dell’Autunno mentre ora sono nella fase successiva, il sostizio, ma nell’emisfero opposto. In sostanza nel giro di breve tempo ho attraversato la fine e l’inizio dell’Estate senza averne vissuta alcuna. Qualcosa di abbastanza innaturale: è come aver vissuto un intervallo inverso al ciclo delle stagioni.

In pratica ho incrociato i flussi e come direbbe il Dottor Egon Spengler: “Mai incorciare i flussi. Sarebbe male: immagina che la vita come tu la conosci si fermi istantaneamente e ogni molecola del tuo corpo esploda alla velocità della luce”. Più o meno come mi sento io oggi!!

Davide “Birillo” Valsecchi

ps. Dalla regia, nello specifico il buon Iceman dall’Inghilterra, mi fanno sapere che il solstizio, il punto di declinazione massima o minima del moto terrestre lungo l’eclittica, non coincide con il punto di massima distanza dal Sole come vi ho raccontato “approssimando” il già difficile diagramma del moto Terrestre. Tale punto è detto Afelio e cade il 6 luglio alle 11:00 UTC. Un cazzotto ed un abbraccio ICe!!

Ecco il diagramma dell’Ellittica Terrestre:

Ellittica Terrestre Wikipedia
Ellittica Terrestre Wikipedia
Cronache di Asso: dalla Cascata ai Cedri

Cronache di Asso: dalla Cascata ai Cedri

Un diaro-documentario su Asso
Un diaro-documentario su Asso di G.Cristiani e D.Valsecchi

Dopo «Due di Asso» ecco il secondo libro che presentiamo all’edizione 2010 della Festa del Libro di Asso: Cronache di Asso – Dalla Cascata ai Cedri.

Il titolo preannuncia quello che è il contenuto di questo nuovo libro incentrato sulle vicende che hanno coinvolto negli ultimi anni queste due aree del paese.

Per raccontare questo spaccato di storia ho chiesto aiuto a Giovanni Cristiani: anche lui vive ad Asso ed è un giornalista de La Provincia di Como che si dedica proprio al nostro territorio.

Utilizzando sopratutto i suoi articoli pubblicati nel corso degli anni abbiamo ricostruito un diario cronologico di ciò che è stato “detto e fatto” sui due argomenti più scottanti della nostra piccola Asso che, anche grazie all’attenzione dedicata dal quotidiano locale La Provincia, sono divenuti una battaglia sociale che ha coinvolto centinaia di persone.

Articoli di giornale e schegge dal Web, una visione analitica ed una passionale dei fatti: ragione e sentimento, ecco gli ingredienti che compongono Cronache di Asso.

Dopo la raccolta firme (oltre 2700) ed il recente pronunciamento a tutela dei Cedri da parte della Sovraintendenza provinciale è forse giunto il momento di riscoprire il passato e costruire una visione d’insieme di tutta questa vicenda proprio attraverso le dichiarazioni dei suoi protagonisti.

Nell’Aprile del 2003, ad esempio, si poteva leggere sul giornale dichiarazioni di questo genere:
«Di sicuro in quest‘area non sorgerà nessun supermercato – esordisce il sindaco Giovanni Conti, commentando alcune voci circolanti da diverso tempo – Nel caso qualcuno voglia costruire un ristorante dovrà lasciare a verde la fascia antistante la cascata. Questa zona resterà aperta al pubblico e l‘Amministrazione in carica deciderà come sfruttarla, mantenendola comunque verde».

Ipse dixit, ai posteri l’ardua sentenza. Lungi da noi fare “dietrologia” animata dal “senno di poi“, tuttavia crediamo sia importante capire, anche attraverso l’autorevolezza delle dichiarazioni rilasciate a suo tempo ai giornali, quale sia stata l’evoluzione della “questione assese“.

Cronache di Asso sarà presente alla Festa del Libro e disponibile anche via Internet grazie a Ilmiolibro.it: Cronache di Asso.

Una volta Giovanni Conti dichiarò a La Provincia: “quando scrive Valsecchi mi pare offensivo e privo di senso“. Mi fece riflettere quella frase ed è per questo che ho deciso di dare spazio alle dichirazioni di tutti i protagonisti cercando di coglierne il “senso“. Esplorare le parole disseminate nel tempo per capire perchè ad Asso negli ultimi 7 anni sia diventato prioritario, Amministrazione dopo Amministrazione, battersi per costruire due supermercati ed una rotonda.

A Voi lettori il piacere di dare la caccia e trovare  questo “senso” attraverso le pagine di questo diario-documentario dedicato ad Asso.

Davide “Birillo” Valsecchi

I’m the Highway

I’m the Highway

Audioslave - I'm the Highway
Audioslave - I'm the Highway

Perle ai porci. La mia strada è stata lunga e faticosa. Mi sono perso nelle città, solo nelle colline. Non provo  nessun dolore né pena per essere partito. Non sono le tue ruote, io sono l’autostrada. Non sono il tuo tappeto volante, io sono il cielo.

Amici e bugiardi non aspettatemi perchè io continuerò da solo. Ho messo milioni di chilometri sotto i miei talloni ed ancora troppo vicino a voi mi sento.

Non sono le tue ruote, io sono l’autostrada. Non sono il tuo tappeto volante, io sono il cielo. Non sono il vento che soffia, io sono il fulmine. Non sono la tua luna d’autunno, io sono la notte.

[I’m the Highway] è una canzone degli Audioslave, un gruppo composto da Criss Cornell, ex cantane dei Sound Garden, con Tim Commerford (basso), Brad Wilk (batteria) e Tom Morello (chitarra) dei Rage Against the Machine.

Mi è venuta in mente leggendo qualche brano via web del libro “The road“, la strada, di Cormac McCarthy. Questo romanzo post apocalittico ha vinto  il Premio Pulitzer per la narrativa nel 2007 e il James Tait Black Memorial Prize per la narrativa nel 2006.

Ne è stato recentemente realizzato anche un adattamento cinematografico che vede come protagonista Viggo Mortensen. Il film uscirà in Italia il 28 Maggio nonostante qualche tentennamento da parte dei distributori, negli USA  infatti è stato definito come una pellicola in grado di “deprimere seriamente” gli spettatori.

La storia  non è delle più leggere: padre e figlio vagano attraverso l’America sfuggendo all’inverno  dopo una non meglio precisata catastrofe che ha quasi estinto il genere umano riducendolo ad una condizione di vita quasi primitiva tra le macerie della civiltà.

Padre e figlio: due punti di vista assolutamente opposti. Il padre infatti sostiene ogni sforzo nel tentativo di salvare il figlio ma, consapevole di ciò che era il passato, è disperato ed affranto per il futuro che lo attende. Il figlio al contrario quasi non ricorda nulla del “mondo come era” e vive la propria vita con l’entusiasmo di un bambino nonostante tutta la devastazione e le difficoltà che li circondano.

Rassegnazione e speranza sulla stessa strada.

Esiste un età per “gettarsi oltre” ed un età “per resistere“. I trentenni sono coloro che si trovano in mezzo a queste due età, sono coloro che devono “gettarsi oltre per resistere”. E’ la consapevolezza che rende questo momento terribile e magnifico. E’ la maturità che brilla negli ultimi lampi di creatività adolescenziale la loro magia, la loro rassegnata speranza.

“A trent’anni ti spetta un giro in croce per imparare a vivere il resto della tua vita…”

Davide “Birillo” Valsecchi

«Due di Asso»: il nuovo libro di Cima-Asso.it

«Due di Asso»: il nuovo libro di Cima-Asso.it

Dall'Himalaya alla Tanzania passando per Piazza Mercato
Dall’Himalaya alla Tanzania passando per Piazza Mercato

[ESAURITO] Dopo “Contrabandieri del Nirvana”, il libro fotografico realizzato nel 2009, ecco il nuovo libro che prende vita da Cima-Asso.it: Due di Asso – Dall’Himalaya alla Tanzania passando per Piazza Mercato.

Siamo tornati dalla Tanzania da poco più di un  mese ma per festeggiare i due anni di “Cima” e omaggiare la storica Festa del Libro di Asso, inaugurata da Raffaello Bertieri nel 1927, abbiamo raccolto tutti i racconti di viaggio pubblicati durante le nostre esplorazioni  in Africa ed in India.

Finalmente gli articoli di “Cima”, scritti in diretta spesso dai posti più strani, arrivano sulla carta stampata. Poter rileggere le nostre storie sfogliando le pagine una dopo l’altra  ha un sapore differente: siamo abituati al blog, al “bollettino dal fronte” vissuto giorno per giorno, mentre il libro permette un’immersione più intensa, una riflessione più profonda e rilassata.

Per noi rileggere quelle storie “dall’esterno“, con il senno di poi, è molto emozionante, come rimontare un mosaico realizzando finalmente una visione d’insieme:  riviviamo gli umori di quei giorni consapevoli di cosa avevamo appena affrontato ma anche di cosa ancora ci aspettava.

Chi non ha mai letto le nostre storie credo le torverà quanto meno divertenti e curiose: spesso io ed Enzo ci siamo messi in guai molto buffi attraversando scenari magnifici che meritavano di essere raccontati. Pe rchi invece ha seguito i nostri viaggi “dal vivo” questo libro si rivelerà un’esperienza piacevole, una lettura leggera fatta di racconti brevi che, qua e là, pemettono un tuffo nel profondo di mondi lontani.

Per creare “Due di Asso” abbiamo deciso di sperimentare le nuove tecnologie offerte dal web, il nostro canale nativo, usufriendo del sistema Print on Demand di Ilmiolibro.it. In questo modo è possibile richiedere ed acquistare il libro direttamente dallo stampatore ricevendolo a casa propria. Verranno stampate solo le copie effettivamente richieste evitando inutili sprechi.

Per la Festa del Libro sono state stampate dieci copie speciali, questi dieci volumi infatti saranno numerati e firmati sia da me che da Enzo Santambrogio e saranno acquistabili solo alla Festa del Libro proprio per rendere omaggio alla storica inziativa culturale di Asso.

Per chi desiderasse acquistare una copia via Internet  è sufficiente visitare questo link: Ilmilibro.it – «Due di Asso». Se invece preferite i metodi tradizionali ci stiamo organizzando perchè sia possibile ordinarlo anche presso la Cartoleria La Sfera di Asso in via matteotti 11.

La Festa del Libro è una tra le più importanti tradizioni di Asso ed anche noi vogliamo contribuire alla sua diffusione: se visiterete la Festa portando una vostra copia di «Due di Asso» saremo ben felici di autografarla con tanto di dedica e numerazione speciale.

A Settembre la prima edizione di “Due di Asso” verrà interrotta, sarà pubblicata una seconda edizione distribuita presso tutte le librerie italiane della catena LaFeltrinelli. Fino ad allora vorrei che la prima edizione fosse qualcosa di speciale, di unico, qualcosa che possano avere e collezionare solo le persone che ci hanno seguito in questi due anni: il nostro modo di ringraziarli per l’affetto che ci hanno dato.

Ci vediamo alla Festa del Libro di Asso dal 19 al 27 Giugno nella Sala Consiliare del Comune di Asso, Via Matteotti numero 66, di fronte ai Due Centenari Cedri che  Cima-Asso.it ha contribuito a salvare. Un abbraccio!!

Davide “Birillo” Valsecchi

I was Wrong

I was Wrong

Social Distortion
Social Distortion

Questa mattina ho aperto gli occhi e mi è tornato alla mente un vecchio compagno delle scuole. Si sedeva di fronte a me tutte le mattine. L’ha fatto per quasi cinque anni ma questa mattina mi sono reso conto che non sapevo quasi nulla di lui.

La scuola era una prigione, il nostro personale purgatorio dove trascorrere la metà delle nostre giornate. Un dovere insoddisfacente ed allo stesso tempo la migliore opportunità di incontrare coetanei  in quel tritacarne sociale che è l’adolescenza.

Passavo il tempo a leggere libri sotto il banco e a fantasticare sul futuro. Quello di interessante che c’era da imparare non erano mai i professori ad insegnarlo.

Mi è tornato in mente quel ragazzo perchè ci appariva un tipo spesso insicuro, quasi effeminato e, contrariamente a noi, non aveva il giusto grado di aggressività nell’affrontare il mondo, non aveva lo stesso rude linguaggio da “scaricatori di porto mantenuti” che avevamo noi.

Teppisti a mezzo servizio” passavamo il tempo dandoci un tono e facendo a cornate con gli altri maschi per eleggere il maschio Alfa nel nostro branco scolastico. Lui era diverso e come tale passavamo il tempo a sfotterlo.

Questa mattina mi sono svegliato e lui mi è tornato in mente, nell’abisso della mia memoria mi sono ricordato. Suo padre era morto e lui viveva, figlio unico, con la madre. Suo padre era morto ed io in cinque anni non gli ho mai chiesto come o quando. Non gli ho mai chiesto come si sentisse, non gli ho mai chiesto se avesse bisogno d’aiuto.

Adolescenti: carichi di passioni, di filosofie, di ideali e moti rivoluzionari. Stupidi bastardi ipocriti senza esperienza, pieni di paura e caricati a colpi d’ormoni. Ci sono voluti vent’anni e tanta sofferenza per capire cosa poteva provare quel ragazzo seduto davanti a me, per capire che mentre noi giocavamo la sua era una vera battaglia.

Quanti errori in quegli anni. Quante liti e quanta furia per nascondere le verità troppo spaventose da affrontare, per non accettare i limiti della propria età. Anche mio padre ha perso il suo molto giovane e di questo me no sono reso conto solo oggi svegliandomi con gli “occhi aperti” una mattina qualunque.

Mi dispiace di non avervi mai chiesto nulla, di non aver mai cercato di capire cosa provaste: [I was Wrong].

Quando ero giovane ero così pieno di paura, mi nascondevo dietro la rabbia, trattenevo le lacrime.

Era “Io contro il mondo”, ero sicuro che avrei vinto ma il mondo mi ha sconfitto, mi ha punito per i miei peccati. Mi sono sentito così solo, così insicuro. Ho accusato te invece di me stesso. Provarono a mettermi in guardia dai miei modi sbagliati ma non potevo ascoltare quello che dovevano dirmi.

Ero sbagliato. L’autodistruzione mi prese di nuovo. Io ero sbagliato. Ho capito di essere stato sbagliato, Io ero sbagliato.

Sono cresciuto in fretta, sono cresciuto duro, qualcosa era sbagliato fin dall’inizio. Combattevo chiunque, combattevo qualsiasi cosa ma la sola cosa che mi feriva era me stesso.

Ora ripenso ai miei amori, a quei pochi che ho avuto. Mi dispiace di averli feriti, ho ferito anche te?
Ho preso tutto ciò che ho voluto, messo me stesso su un piedistallo. Come puoi amare quando non ami te stesso? Era “Io contro il mondo” ma il mondo ha vinto, mi ha punito per i miei peccati.

Ho il sangue della società che scorre sulla mia faccia, qualcuno mi aiuti ad uscire da questo posto. Come può la cattiva sorte di qualcuno durare così a lungo?  Fino a quando  ho capito che io ero sbagliato. La sola cosa che mi feriva era me stesso. [I was wrong – Social Distortion – 1996]

Davide “Birillo” Valsecchi

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