Category: Arte

CIMA-ASSO.it > Arte
Andrea Greco: istantanee d’arte

Andrea Greco: istantanee d’arte

Andrea Greco in Mostra a Como
Andrea Greco in Mostra a Como

“Papà perché non possiamo vedere subito le fotografie che facciamo?” A questa domanda ingenua della figlia l’ingegner Edwin H. Land rispose inventando una pellicola che si sviluppasse immediatamente: la Polaroid.

Ed è così che oggi la Polaroid, la piccola fotografia quadrata incorniciata in un frame di tre pollici per tre, è diventata nell’immaginario collettivo il simbolo di un’immagine istantanea, il frammento di realtà catturato su pellicola.

Enzo Santambrogio, con cui mi trovo spesso in curiosi viaggi in giro per il mondo, è un grandissimo appassionato di questo approccio un po’ vintage alla fotografia: istantanea, analogica, inalterabile.

Ho visto Enzo fotografare le cose più strane con la sua SX-70, dai templi tibetani alle pitture rupestri africane, dalle risse tra i pacifici monaci buddisti ai gioviali pittori nelle piazze di Como. Il tutto con il consueto e particolarissimo tocco artistico che lo contraddistingue.

E’ probabilmente da questa passione per gli “attimi rubati” e dall’amicizia tra i due che nasce la nuova mostra d’arte al Touring Caffè di Como dedicata appunto alle opere di Andrea Greco.

Enzo, curatore dello spazio espositivo, e Davide De Ascentis, proprietario e gestore del Touring Caffè, hanno voluto dare vita ad un’esposizione che offrisse l’immediatezza dello scatto istantaneo e la profondità astratta del pittura. Le opere di Andrea, realizzate sul frame di una pellicola Polaroid, hanno il sapore dell’action painting: il desiderio di cristallizzare un’idea così come la fotografia riesce a catturare un’immagine.

La Polaroid è stata durante gli anni ’60/’70 la macchina fotografica prediletta dai viaggiatori, il simbolo stesso dei turisti stranieri in Italia. E’ nell’ottica del viaggio vissuto attraveso immagini istantanee che nasce la nuova mostra e, come spesso avviene, le opere esposte al Touring Caffè sono il pretesto ed il punto di partenza per viaggi introspettivi e personali alla scoperta di ciò che è capace di emozionarci.

Cio’ che mi ha colpito nella biografia di Andrea è lo studio effettuato sulle ricerche di Bruno Munari, quel suo essere insegnate d’arte per bambini dai tre agli undici anni. Sono curioso di vedere le sue opere, conosco i bambini ed anche io ho insegnato altri tipi d’arte proprio in quella fascia d’età. Hanno la capacità di vedere oltre le maschere e le facciate con cui gli adulti si confrontano: se non hai “qualcosa di importante” da dire è impossibile ti diano retta.

Tra le tante ed importanti recensioni che accompagnano i lavori di Andrea quella dei bambini mi è apparsa come la più semplice da capire, la più istantanea da comprendere. Credo sarà interessante vedere cosa proporrà una collaborazione tra Enzo ed Andrea in una nuova mostra al Touring.

L’appuntamento è Giovedì 27 Maggio alle ore 19:30 come sempre al Touring Caffè di Como in piazza Cavour 29 sul lungo Lago.

Davide “Birillo” Valsecchi

«Contrabbandieri» in mostra

«Contrabbandieri» in mostra

Davide ed Enzo
Davide ed Enzo

Ieri sera presentazione ufficiale di «Contrabbandieri del Nirvana» durante la mostra “Souvenir di Viaggio” allo Spazio Espositivo Touring Caffè. Durante la serata, organizzata da Enzo Santambrogio e promossa da Davide De Ascentis, sono state esposte le opere realizzate durante i viaggi del 2009 e le stoffe ed i gioielli collezionati nei paesi visitati dal “Duo”.

Graditissimo ospite della serata anche il grande Massimo Baraldi che ha realizzato la prefazione del nostro libro. La prefazione del libro di Massimo, «One for the road», è di Jack Hirschman, suo grande amico ed estimatore.

Hirschman è un poeta ed insegnate universitario americano che tra  i suoi allievi annovera gente come Jim Morrison e  fu incoraggiato a scrivere niente meno che da  Hemingway.  Quando Massimo “Bax” Baraldi mi fa i complimenti per le cose che scrivo io divento rosso di vergogna, BAX è un grande!! Tra un brindisi e l’altro abbiamo potuto autografare i libri con tutte e tre le firme. Un libro firmato è sempre speciale.

E’ stato particolarmente bello incontrare le persone che avevano seguito i nostri viaggi solo via Internet e con cui si è potuto finalmente presentarsi dal vivo. Una serata all’insegna dell’arte, del tessuto e dei gioielli poveri del Ladakh e dell’India vissuta tra le opere realizzate da Enzo.

Un sentito grazie a tutti coloro che sono intervenuti alla serata!!

Davide ed Enzo

Suicidio di Natale

Suicidio di Natale

Cap. Benjamin L. Willard
Cap. Benjamin L. Willard

Nevica. Dicono che con la neve i pazzi si agitino più del solito. La neve toglie loro la possibilità di muoversi, l’illusione di poter andarsene. Forse è per questo che anche io sono inquieto questa mattina. Ma non è la neve a sottrarmi le mie illusioni.

A Natale la gente si ammazza: chi si imbottisce di pastiglie, chi si taglia le vene, qualcuno si impicca mentre altri si comportano semplicemente da stupidi. Un compleanno diventa il pretesto per suicidarsi tra le luci colorate ed il biancore sporco della neve.

Mi sono fatto la barba, rasato a pelle. Primo campanello d’allarme. Ma in fondo è tanto che la mia mente balla in questo cerchio, non me ne andrò nemmeno questa volta perchè, infondo, non c’è alcun posto dove andare.

Forse è il freddo, il freddo pungente che blocca ogni cosa. “Beato te che non fai nulla”. Divertente che a dirmelo siano sempre i poveri cassaintegrati. Se ne stanno a sputtanare i loro soldi al bar, pagati per oziare senza produrre nulla, trasudando rancore. “Beato te”. Avessi il loro budget a fondo perso darei inizio ad una rivoluzione, ed invece tocca barcamenarsi, tenersi a galla con due soldi recuperati di contrabbando e continuare a credere nelle proprie illusioni. Tocca persino avere pietà per loro mentre non ne hai per te.

Kilimangiaro, Maori, paesi lontani. Studio carteggi in lingue diverse, spulcio libri e vecchie riviste fino a quando gli occhi non si chiudono. La musica a tutto volume è l’unico lusso che mi concedo in questa stanza fredda. Hai mangiato? No, ma non importa, se fossi un tossico o un alcolizzato la “comunità” mi pagherebbe vitto e alloggio, ma non c’e’ nulla per me. Non c’è pietà per la forza in questo mondo. Nessuno ti aiuterà perchè a te tocca farcela da solo.

Mi sembra che non vi sia differenza: India, Africa, Himalaya, Alpi, Asso, Inferno. Rido perchè da qualche parte c’e’ una signorina bloccata dalla neve preoccupata per un gatto rimasto chiuso a casa, e per me. Musica, musica in questa stanza mentre la neve fa agitare i pazzi. Sbatto contro questi muri e penso alla gente, penso alle loro idee, ai loro giorni che passano insensibili.

Mi chiedo se sono diventato una bestia o un dio ed urlo di rabbia perchè tutto ciò che avrei voluto essere era semplicemente un uomo. Gli dei e le bestie non si suicidano, si fanno uccidere dando la caccia alla morte.

Davide “Birillo” Valsecchi

Kurtz muore pronunciando la frase «Che orrore! Che orrore!» Apocalypse Now è un grande tributo in chiave moderna a Cuore di Tenebra di Joseph Conrad. Ma questo gli stupidi al bar non lo sanno. “beati loro” che non possono morire non sapendo di vivere.

«Contrabbandieri del Nirvana»

«Contrabbandieri del Nirvana»

Contrabbandieri del Nirvana

[ESAURITO] I due “brutti ceffi” di Asso paiono averla combinata ancora, si erano messi in mente di fare un libro e ce l’hanno fatta!! Vi scrivo rimirando, ancora incredulo, una copia di «Contrabbandieri del Nirvana», una piccola ma grande soddisfazione!!

Il libro raccoglie oltre ottanta fotografie bianco e nero di Enzo Santambrogio stampate in quadricromia in formato A4. Il meglio per la miglior resa di stampa possibile. Tutte foto inedite che conservavamo gelosamente e che non abbiamo mai pubblicato sul Web.

La prefazione del grandissimo Massimo Baraldi a compendio di sette racconti scritti da me, Davide “Birillo” Valsecchi, ed estratti dal nostro diario di viaggio per raccontarvi tre mesi di India, dalle montagne del Piccolo Tibet all’Eclissi di Varanasi.

Il tocco e lo scatto artistico di Santambrogio uniti alla visionaria scrittura da montanaro di Birillo per un libro misterioso dalle atmosfere ruvidamente surreali realizzato grazie al supporto dello Studio Grafico Lumiére e alla Editrice Monti di Saronno.

Il libro sarà distribuito nelle librerie lombarde a partire dal 2010, noi però abbiamo chiesto ed ottenuto dalla Casa Editrice cinquanta copie a disposizione per il Natale ad un prezzo di favore di soli 20 euro.

Per tutti voi che ci avete seguito in questi mesi attraverso Internet, che avete vissuto giorno per giorno le nostre curiose avventure, potervi proporre una copia scontata ed autografata era il minimo che potessimo fare!!

Come al solito, se ci cercate e non siamo a zonzo, potete trovarci a pranzo dalle Zie, la mitica Trattoria al Lambro! Un grosso grazie a tutti!!

Enzo Santambrogio e Davide “Birillo” Valsecchi

«Contrabbandieri del Nirvana»

Un giro dell’India in 80 pagine, dai “6000” delle montagne Himalayane al caldo opprimente di Varanasi: monaci buddsiti, profughi tibetani, stregoni sufi, moschee, templi Hindu, eclissi solari e “freddo becco” per i due assesi in giro tre mesi per l’Oriente.

Queste sono le premesse per il libro Fotografico «Contrabbandieri del Nirvana»: gli scatti in bianco e nero di Enzo Santambrogio, i diari di Davide “Birillo” Valsecchi e la prefazione del nostro grande amico Massimo Baraldi.

Grazie all’aiuto di Matteo Zanardi e dello Studio Lumière abbiamo allestito ed impaginato un delicato e misterioso libro di fotografie e testi ora è in stampa presso la tipografia dell’Istituto Padre Monti di Varese.

Accidenti abbiamo fatto un libro!! Il nostro viaggio raccontato dal vivo proprio qui su Cima-Asso.it ora anche stampato su carta patinata in un’ elegante livrea, quadricromia in bianco e nero.

Ecco la prefazione che ha scritto per noi Massimo Baraldi, scrittore, giornalista e grande amico:

Si fanno strani incontri nelle terre di frontiera… soggetti all’apparenza come tutti gli altri, ma che si portano dentro l’idea del confine e l’istinto di attraversarlo. Enzo Santambrogio lo conobbi in una lunga notte che avrebbe potuto essere buia e tempestosa, benché fosse in realtà come tutte le altre, e posso dire che è uno di questi. In altri tempi sarebbe forse diventato un vero spallone… ma tutto cambia, i confini si spostano e, benché siano sempre lì ad aspettarti, devi anche volerli scovare.

Io che non sapevo dove stare, lui in cerca solo di un buon pretesto per andare e, chissà, forse fu proprio il senso della strada a creare un legame tra di noi.

Comunque sia, quello che all’epoca era una sorta di istinto latente si direbbe che negli anni abbia preso il sopravvento sul suo lato più “domestico” e, semplicemente, ora ogni tanto scompare. Lo incontri un giorno e lo rivedi dopo mesi, le briccolle stracolme di storie e immagini di steppe, giungle, volti e deserti. In una parola, di emozioni.

A fargli compagnia stavolta c’era Davide “Birillo” Valsecchi, curioso esemplare di alpinista tecnologico, e senza di lui certo non se la sarebbe cavata. D’altra parte mica puoi prendere uno scultore assese e sbalzarlo nel cuore della catena himalayana a 5.000 e rotti metri di quota così, come niente fosse.

Ma “Birillo” è uno che in montagna sa il fatto suo, oltre a essere sufficientemente sconsiderato per decidere di affrontare un’avventura del genere solo per inseguire un sogno o, come in questo caso, per affidare al vento una preghiera di stoffa.

“I contrabbandieri del Nirvana” è un lungo viaggio in una terra aspra e ostile documentato da parole e immagini in cui, insieme a un profondo rispetto per il popolo che l’ha eletta a propria dimora, sono impressi il sudore, la fatica, la paura e anche la gioia di due piccoli uomini che hanno avuto abbastanza coraggio da provare a superare i propri limiti. E che l’hanno spuntata.

Noi partiamo di nuovo per il Kashmir ma al nostro ritorno i libri saranno pronti e sarà un grande piacere poterveli finalmente mostrare! Grazie a tutti!!

Davide “Birillo” Valsecchi

Marco Brenna: Architetture su Carta

Marco Brenna: Architetture su Carta

Architetture su Carta
Architetture su Carta

Marco Brenna, artista ed amico comasco, mi ha gentilmente chiesto di scrivere per lui una breve presentazione per la sua prossima mostra. Con grande piacere vi presento un amico e la sua arte:

«L’architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi nella luce» – Le Corbusier, 1923

Marco Brenna artista comasco, pittore ed esploratore di volti, rende omaggio con un ciclo di opere da lui realizzate alla profonda tradizione della sua città per l’architettura.

Una sperimentazione nuova che sposta l’attenzione dal volto umano, suo soggetto prediletto, ai monumenti e agli edifici progettati da GiuseppeTerragni, uno dei sette famosi architetti italiani che nel 1927 diedero vita al Razionalismo italiano, la corrente neoclassica che raccoglieva l’eredità del futurismo.

«L’architettura è la più antica professione sulla terra, l’arte del costruire, ma anche l’arte di rappresentare le cose.»Renzo Piano, 2007

Ed è così che l’arte reinterpreta l’arte esplorando spazi comunicativi nuovi in una collezione speciale di disegni realizzati da Marco ed esposti nello spazio artistico del Touring Caffè. La Casa del Fascio, l’asilo Sant’Elia, il monumento ai Caduti di Como e la scalinata che ad Erba porta al Teatro Licinum, tutti frutto del tratto di Terragni che, morendo improvvisamente a soli 39 anni, ammantò di mistero e di domande irrisolte la sua incredibile carriera artistica.

Nel 1949, durante la mostra commemorativa che Como gli dedica, Le Corbusier lo esalta come un compagno di lotta per un’arte pura: “Une art tout à fait attaché à l’esprit”.

Nello spazio espositivo del Touring Caffè un’allestimento di un giovane ma consolidato artista che esplora con i propri delicati disegni il mondo affascinante dell’architettura comasca offrendoci un omaggio alla città ed un esperienza visiva che unisce arti e linguaggi diversi.

Marco Brenna Architetture su Carta
dal 18 Dicembre al Touring Caffè piazza Cavour Como
Inaugurazione Venerdì 18 Dicembre alle ore 18:30, inedito rinfresco a base di CAZZUOLA E CHAMPAGNE
www.marcobrenna.com

«L’architettura è troppo importante per essere lasciata agli architetti.» – Giancarlo De Carlo, 1969

Davide “Birillo” Valsecchi

Sindoni Tibetane in mostra fino al 15 Dicembre

Sindoni Tibetane in mostra fino al 15 Dicembre

Sindoni dellAnima Tibetana
Sindoni dell'Anima Tibetana

La mostra di Enzo Santambrogio,«Sindoni dell’Anima Tibetana», resta in esposizione al Touring Caffè di Como fino al 15 Dicembre.

Ieri, in un’articolo pubblicato su “La Provincia di Como” di Stefania Briccola, la Mostra di Enzo veniva così descritta:
Dal Kashmir preghiere fatte di carta (St. Br.) Nel corso di un recente viaggio in Kashmir Enzo Santambrogio ha realizzato sulle montagne himalayane la serie di Sindoni dell’anima tibetana ora esposte al Touring Caffè di Como. Sono fogli in carta di riso che recano le tracce delle pietre “Mani” incontrate sugli altipiani del Tibet e presentano iscrizioni di mantra e diverse figure del Buddha. Le sindoni dell’artista comasco nascono dall’incanto per queste preghiere di pietra che ha meticolosamente riportato sui fogli ricalcandole a mano con la grafite. In ossequio ai dettami tipici della religione tibetana si è assicurato che gli scritti fossero leggibili e privi di errori. In questo compito è stato aiutato dal compagno di viaggio Davide Valsecchi e da Tzering, conduttore di poni incontrato sulla via e capo spirituale di una piccola comunità di profughi tibetani. A prima vista il poliedrico artista viaggiatore ha avuto la tentazione di prendere una delle pietre “Mani” finemente incise come souvenir del luogo, ma poi ha prevalso il rispetto e il desiderio profondo di condividerne la bellezza.

«Sindoni dell’anima tibetana» Spazio espositivo del Touring Caffè, in piazza Cavour, a Como. Aperta fino al 15 dicembre 2009. Per ulteriori informazioni: www.cima-asso.it

Sarei di parte se vi dessi un giudizio su queste opere, ho aiutato Enzo a realizzarle durante il nostro viaggio in Ladakh e non posso che condividerne sia il senso spirtuale che quello artistico. La mostra ha riscosso un buon successo di pubblico e l’estensione del periodo di esposizione presso il Touring Caffè è un ottima opportunità per chi ancora non avesse avuto occasione di visitarla.

Davide “Birillo” Valsecchi

Quello che una donna sa…

Quello che una donna sa…

Miyamoto Musashi
Miyamoto Musashi

In questi giorni mi sto dedicando a qualcosa di diverso. Ho sempre avuto un buon rapporto con il mio corpo ed ho istruito la mia mente negli ambiti più strani. Sono sempre stato un ricercatore, uno sperimentatore.

Uno delle storie che più hanno affascinato è quella di Miyamoto Musashi, un generale giapponese diventato uno degli spadaccini leggendari del Sol Levante. Musashi è l’autore de Il Libro dei Cinque Anelli, un opera che spazia dalla filosofia alla letteratura trattando di strategia militare. Un libro che descrivendo l’arte della spada inanella citazioni e spunti su cui riflettere: “Lo spirito con il quale si sconfigge un uomo è lo stesso con il quale si sconfiggono dieci milioni di uomini.”

Musashi è diventato parte del folklore e la sua vita è racconata in uno dei più famosi romanzi a puntate giapponesi del ‘900. Era uno giovane scapestrato la cui famiglia era stata sconfitta durante le lotte tra i clan. In disgrazia la sua storia lo vede prima reietto e fuorilegge e poi, grazie ai mestri che incontra durante il suo viaggio, sempre più maturo, famoso e saggio fino al leggendario duello di spade contro Kojirō “Ganryu” Sasaki.

Il suo addestramento non sempre fu leggero, il famoso monaco Zen Takuan infatti lo bastonò per bene e lo rinchiuse in una torre un anno intero affinchè leggesse tutti i libri conservati nel monastero. Questo per insegnare a Musashi quanto la conoscenza sia la prima arma di un guerriero.

Così, visto che la spada spesso si confonde con la penna, mi sono lasciato trascinare da un amica in un dojo dove insegnano Katori Shinto Ryu e si imapra l’uso della spada giapponese. Birillo armato di spada di legno è particolarmente ridicolo!!

Una delle prime cose che ho imparato è il concetto di “centro” e cosa significhi prendere o perdere il “centro”. Vediamo se riesco a spiegare quella che è una piccola magia che trascende nella filosofia.

Il centro lo scopri quando i due contendenti si trovano di fronte e le due spade sono affiancate fino ad incorciarsi per le punte. In questa posizione i due sono in equilibrio paritetico puntadosi contro l’un l’altro le proprie spade. Poi uno dei due semplicemente ruota la propria spada e rivolge il filo verso l’altra spada e, con un semplice gesto, spezza l’equilibrio, prende il centro.

Le spade sono curve ed ora, se entrambi portassero un affondo diretto, solo la spada di colui che ha il centro raggiungerebbe il bersaglio mentre l’altra, seppure di poco, finirebbe inevitabilmente deviata fuori sagoma. Se perdi il centro puoi sono ritirarti in difesa o tentare un attacco suicida il cui esito può essere deciso solo dagli dei.

Puo sembrare un dettaglio sottile ma non lo è affatto. Qualche giorno fa ne ho visto l’applicazione comprendendo la differenza tra una donna ed una ragazza. Una differenza sottile ma abissale: ad una donna, che ti si para davanti con i suoi profondi occhi nocciola, il centro non lo puoi rubare.

Con i tuoi occhi azzurri come il cielo di montagna puoi aver giostrato facili duelli con giovani ragazze ma questa volta i trucchi non ti salveranno. Di fronte agli occhi di una donna lei ha il centro, puoi solo ritirarti o portare il tuo attacco, consapevole di poter non arrivare a bersaglio ed essere trafitto a morte.

Questa volta ho paura che sanguinerò parecchio, più del solito!!

Davide “Birillo” Valsecchi

Ich bin ein Berliner!

Ich bin ein Berliner!

Il muro di Berlino in costruzione
Il muro di Berlino in costruzione

In fondo non mi aspettavo di trovarlo ma nella mia mente quel quadro c’era. In una mostra d’arte per il 20° anno della caduta del muro di Berlino un quadro simile avrebbe dovuto esserci.

Perchè in fondo quando è caduto il muro, più che altro per noia, non successo nulla di speciale, nulla di nuovo. Onestamente vi sembra che dopo quel giorno sia sbocciata la pace? Io credo di no e forse quel muro era una bugia più garbata di quelle che ci hanno raccontato dopo.

Quel muro ci stava bene, era bello visibile a tutti. Grande e mastodontico aveva le sue fondamenta sul cuore marcio della germania nazista, sepelliva e divideva il male nero che le due grandi metà, ora in lotta, avevano sconfitto. Non era questa la teoria iniziale?

Quel muro ti faceva capire subito dove stava il confine ed una scelta di parte dovevi per forza farla o, se vuoi, subirla. Guardati in torno ora, ora che il muro sta a terra, cosa vedi? Io vedo solo altri muri, muri nuovi o costruiti con materiale di recupero. Il mondo sembrava un elegante campo da tennis mentre ora, che appare più come un labirinto, non c’e’ nessuno per cui tifare ed ognuno si limita a cercare come può un’uscita per conto proprio.

Ieri tutti a commemorare, a compiangere le vittime del muro, quelle anime eroiche che spinte della disperazione trovavano la morte superando la barriera tra i due mondi. Il solito abbuffarsi di carogne degli sciacalli. Sembrava di stare sul Gange a guardare i cani mangiare i cadaveri che nessuno ha voluto sepellire.

No, il mio quadro non c’era. Come avrei voluto vederlo, vedere il demonio in forma di uomo, infagottato in un cappotto lungo, che passeggia sopra la sommità del muro, sereno e quasi compiaciuto. Di spalle, lungo quella linea tra due mondi, con in mano una COLT M1911 nella destra ed una TOKAREV TT-33 nella sinistra. Perchè il muro in fondo era uno spazio a se’ stante ed in quello spazio ideale danzavano demoni ed uomini fuori dal comune, uomini che si spingono al di là degli schieramenti e che superano il limite. Chissà dove sono ora quei demonii? Chissà che fine ha fatto John Running?

Anche Santambrogio aveva in esposizione un suo pezzo nella kermesse milanese che ieri aveva invaso la città. Un pezzo acuto e delicato come spesso il “Buon Pirata” realizza. L’ennesima conferma che tra noi due, anche se non si direbbe, è irrimediabilmente lui “il buono“.

Questa volta ha realizzato un mattone in cemento. A guardarlo in effetti non sembra nulla di più di un mattone, un semplice mattone. In realtà, se andiamo a studiare la lastra ai raggi X che Enzo ha fatto realizzare, si scopre che in quel mattone sono stati immersi durante la colata un martello ed uno scalpello incrociati. Cosa significa? Semplice: La libertà è dentro. Gli strumenti per abbattere il muro sono sempre stati nel muro stesso. E’ nel limite, è in noi, che possiamo trovare quello che ci serve per superalo, per spingerci oltre.

La mia cinica logica zen si scontra con il suo animo romantico e, come sempre, ne resta stupita. Bravo Enzo!

John Fitzgerald Kennedy, in visita a Berlino nel ’63, ebbe a dire in un famoso discorso: « Ci sono molte persone al mondo che non comprendono, o non sanno, quale sia il grande problema tra il mondo libero e il mondo comunista. Fateli venire a Berlino! Ci sono alcuni che dicono che il comunismo è l’onda del futuro. Fateli venire a Berlino! Ci sono alcuni che dicono che, in Europa e da altre parti, possiamo lavorare con i comunisti. Fateli venire a Berlino! E ci sono anche quei pochi che dicono che è vero che il comunismo è un sistema maligno, ma ci permette di fare progressi economici. Lasst sie nach Berlin kommen! Fateli venire a Berlino! Tutti gli uomini liberi, ovunque essi vivano, sono cittadini di Berlino, e quindi, come uomo libero, sono orgoglioso di dire: Ich bin ein Berliner! (sono un Berlinese). »

Mi spiace che ti abbiano sparato John, ma non sarò mai un berlinese, finchè ne avrò l’opportunità sarò uno di quelli che passeggiano sul muro. Sex Pistols – Holiday in the Sun

Davide “Birillo” Valsecchi

Theme: Overlay by Kaira