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Asso chiama Zanzibar #04

Asso chiama Zanzibar #04

African Voices
African Voices

[In collaborazione con il laboratorio di giornalismo della Scuola Media di Asso coordinato dalla Professoressa Giulia  Caminada ecco i nostri racconti di viaggio dedicati ai giovani giornalisti]

Buongiorno ragazzi

In Madagascar ieri si è abbattuto Bingiza, una tempesta tropicale. Noi siamo a qualche migliaio di chilometri più a nord sull’Oceano Indiano ma anche qui si è visto il cielo oscurarsi durante il pomeriggio ed oggi era colmo di nuvole,  su ogni cosa pesava una terribile cappa. I fenomeni atmosferici qui sono molto più violenti ed estesi di quanto siamo abituati in Europa.

Il nostro cancello prosegue bene e presto vi mostrerò alcune foto in anteprima: promesso!!

Nelle passate settimane avete fatto un ottimo lavoro di ricerca dimostrando curiosità ed interesse per la vita e la realtà Africana. Per questo motivo oggi voglio presentarvi qualcuno di molto più esperto di me a cui potrete porre domande ancora più difficili: Marco Pugliese.

Io ho conosciuto Marco lo scorso anno al mio rientro dalla Tanzania attraveso Internet: Marco era rimasto colpito dai nostri racconti di viaggio e voleva proporli ai lettori del suo portale interamente dedicato all’Africa. Fui molto contento di come le nostre storie furono accolte ed insieme a Marco realizzammo anche una piccola intervista/conferenza dove raccontai la nostra esperienza interagendo con gli utenti del portale.

“African Voices”, il portale di Marco, si avvale della piattaforma Facebook e conta oltre 12.000 iscritti: tutti appassionati che vivono, lavorano o semplicemente amano l’Africa. E’ uno dei punti di riferimento italiani, uno strumento di condivisione sull’Africa e punto di riferimento “live” per chi vuole conoscerla nei suoi vari aspetti storici, sociali, culturali, di vita vissuta. Uno spazio dedicato agli africani nel mondo e per chi vive o lavora in Africa o per l’Africa.

Qualche giorno fa ho contattato Marco raccontandogli che ci sono dei giovani giornalisti affamati di conoscenza in cerca di qualcuno da intervistare e a cui porre domande. Marco è rimasto molto colpito dalla nostra iniziativa che unisce  viaggio e scuola. Per questo, dopo esserci confrontati con la professoressa Caminda, abbiamo deciso di tentare un nuovo esperimento.

Il piano è questo: il vostro laboratorio di Blogiornalismo comporrà una lettera indirizzata ad “African Voices” proponendo una decina di domande che Marco provvedrà a presenterà ai suoi utenti ponendole al centro di un piccolo dibattito. Dopo una settimana raccoglieremo le varie risposte ricevute fornendo al vostro laboratorio il materiale necessario per continuare la vostra ricerca. Se tutto va come speriamo avrete la possibilità di realizzare un’intervista a 12.000 persone scoprendo un intero continente spaziando dalle coste del Mediterraneo fino alla punta estrema del Sud Africa!!

Per cui, sempre insieme alla Professoressa Giulia Caminada, cominciace ad ingegniarvi su cosa domandare in questa vostra nuova inconsueta intervista. Io, Marco ed altre dodicimila persone attenderemo i vostri quesiti pronti a fornirvi il meglio della nostra esperieza e delle nostre conoscenze.

Forza ragazzi: all’opera!!

Davide “Birillo” Valsecchi

Asso chiama Zanzibar #03

Asso chiama Zanzibar #03

Mkuyu, l'albero sacro di Stone Town - Ricordate di scattarvi una foto con i nostri cedri per Santa Appollonia!!
Mkuyu, l'albero sacro di Stone Town - Ricordate di scattarvi una foto con i nostri Cedri per Santa Appollonia!!

[In collaborazione con il laboratorio di giornalismo della Scuola Media di Asso coordinato dalla Professoressa Giulia  Caminada ecco i nostri racconti di viaggio dedicati ai giovani giornalisti]

Ciao ragazzi

come sapete Enzo è un’artista, in particolare uno scultore del ferro oltre che un fotografo e la sua abilità fa sì che spesso venga invitato per le sue doti artistiche nei posti più insoliti.

Io e lui facciamo squadra da quasi tre anni e così, in queste occasioni, mi tocca vestire “i panni dell’aiutante artista” e seguirlo in queste inconsuete avventure.

Per questo motivo ora ci troviamo a Zanzibar collaborando ancora una volta con un’altra artista originaria del comasco: Vivide Mantero.

Vivide vive qui sull’isola ormai da anni, parla benissimo il swahili ed è una profonda conoscitrice della cultura locale: lei è la prima fonte da cui attingo per rispondere alle vostre domande.

I due artisti lavorando il ferro mescolano soggetti e forme indigene con elementi artistici tipici del vecchio continente: oggi, ad esempio, hanno realizzato delle figure ispirate alla “donna blu” di Matisse che si integrano nel contesto di una rappresentazione africana con cui decorare un cancello.

Normalmente a me ed Enzo tocca dormire in tenda o in qualche sgangherata stamberga, spesso è capitato persino di dormire “all’addiaccio” sulle rive di un fiume o in mezzo ai campi. Questa volta, con un certo imbarazzo vista la mia natura piuttosto selvatica, siamo invece in un resort a cinque stelle tra i più lussuosi, costosi ed esclusivi dell’isola e di questa parte d’Africa.

L’unica particolarità è che questa stupenda struttura non è ancora completata ed è in buona parte ancora un cantiere. Proprio per questo Enzo è stato invitato per partecipare alla realizzazione di alcuni elemnti d’arredo in ferro. Quindi passeggiamo liberamente nella costruzione in Makuti più alta dell’isola, tra piscine, bungalow ed un’incredibile giardino. Un opera che riprende le linee e l’aspetto femminile del mare concepita dall’architetto italiano che fu allievo del famoso Carlo Scarpa.

Tra qualche mese i vialetti che percorro ogni mattina saranno calcati da alcuni tra le persone più facoltose e potenti del pianeta ma, per ora, ci siamo solo io, Enzo, altri otto europei e quasi ottanta operai zanzibarini. Quella che diverrà un oasi di quiete e lusso ora è un brulicante cantiere dove si mischiano lingue, culture e competenze diverse.

La particolarità degli interventi di Enzo fa sì che un giorno si collabori con la squadra dei muratori, il giorno successivo con i pittori, poi gli idraulici,  gli elettricisti, ecccetera. E’ divertente per noi cambiare lavoro ogni giorno ed inoltre, trovandosi gomito a gomito a faticare insieme sotto il sole,  è possibile conoscere la realtà locale e comprenderela al di là di quanto si legge sui libri o nelle riviste patinate.

La prima cosa che si impara è quanto sia diverso il nostro modo di vivere e le cose che conosciamo: stesso mondo, visioni spesso opposte.A volte sono solo dettagli ma che messi tutti insieme aiutano a comprendere le ragioni di tale diversità. Facciamo un esempio:

Ho visto sul vostro blog che state realizzando una bellissima ricerca geografica sui continenti corredando i vostri testi con imamgini satellitari e splendide cartine digitali. Quando avevo la vostra età anche noi facevamo qualcosa di simile ma avevamo a disposizione solo le grandi cartine appese alle pareti ed i mappa-mondo chiusi dentro l’armadio.

Lo scorso anno, in un paesino sperduto in mezzo alla Tanzania, ho fatto una scoperta interessante che mi ha fatto capire quanto sia importate la scuola che oggi state frequentando: quasi per scherzo, decisamente incredulo, ho mostrato il mondo intero ad un villaggio disegnandolo con un sasso nella polvere di un piazzale. La storia di quel curioso pomeriggio la trovate in quest’articolo che scrissi un anno fa e che per certi versi è tanto divertente quanto istruttivo: Lezioni di geografia

In quell’articolo si scopre quanto ci siano conoscenze che noi diamo per scontato e chi qui invece mancano. Allo stesso modo potrei portarvi un numero incredibile di nozioni importanti (sulla natura, sugli animali, ecc) che i locali possiedono e noi nemmeno sfioriamo. Ricordate: nelle differenze c’è sempre una conoscenza nascosta da esplorare.

Passiamo alle domande. La scorsa settimana mi avete chiesto delle spezie e per questo vedrò di infilarmi nella “shamba”, la campagna dell’entroterra, per scattare qualche foto alle piante da frutto locali ed alle piccole coltivazioni. Mi mangeranno vivo le zanzare ma vedremo di riuscirci lo stesso.

Mi avete chiesto anche dei grandi animali del mare e possi dirvi che qualche settimana fa è stata avvistata una coppia di balene proprio davanti alla nostra scogliera. Se volete leggere qualche racconto di mare  io ed Enzo abbiamo “scroccato” un giro su di una barca d’altura ed abbiamo avuto la fortuna di vedere molti pesci tra cui anche un numero incredibile di delfini: In alto mare con Dusko

Per ora vi lascio, devo correre ad aiutare Enzo che traffica con il saldatore e gli altri atrezzi da fabbro/scultore. Scrivetemi le vostre domande che qui ho un numero sempre crescente di persone pronta ad aiutarmi nel rispondervi: siete diventati abbastanza famosi da queste parti =)

Ricordatevi di cercare le foto del leone di Scarenna!!
Ciao

Davide “Birillo” Valsecchi & Enzo Santambrogio

L’albero nella foto sorge poco distante dalla House of Wonders ed è “molto” vecchio. La targa era in inglese e credo che la specie sia Ficus Religiosa (Mkuyu in Swahili) ed è una meta di pellegrinaggio per buddisti ed induisti ed ovviamente i locali gli attribuiscono poteri magici. E’ un monumento nazionale, testimone della storia di Stone Town. Se avete tempo per Santa Appolonia scattevi una foto con i Cedri di Asso per celebrare le nostre piante ma anche gli abitanti di Asso. Se i cedri avranno la forza di resistere altri 120 anni quelle foto diverranno un magnifico ricordo per coloro che verranno dopo di noi. Chissà, forse i bambini di oggi mostreranno la loro foto con le piante  nel giorno di festa ai nipotini di domani.

Asso chiama Zanzibar #02

Asso chiama Zanzibar #02

Raccoglitrici di alghe
Raccoglitrici di alghe

[In collaborazione con il laboratorio di giornalismo della Scuola Media di Asso coordinato dalla Professoressa Giulia  Caminada ecco i nostri racconti di viaggio dedicati ai giovani giornalisti]

Cari Davide e Enzo

inutile dire che abbiamo aspettato con impazienza la vostra  prima lettera, che abbiamo letto in classe. Del resto abbiamo deciso di studiare il continente africano in questo momento proprio per accompagnarvi in questo viaggio virtuale. Ora che tocca noi scrivere ci risulta però molto difficile scegliere gli argomenti di cui parlare o su cui fare le domande.

Siete arrivati a Zanzibar e sappiamo che l’isola è uno dei luoghi più rappresentativi della cultura Swahili. Ci avete detto che siete attraccati al porto di Stone Town e noi sappiamo che lì ci sono gli antichi palazzi dei sultani e che la cucina è rinomata per i suoi insoliti abbinamenti di sapori. Inutile dire che ci piacerebbe visitare il Beit El-Sahel e il Palazzo delle meraviglie.

Per quanto riguarda la cucina immaginiamo che nella preparazione dei piatti gli abitanti del luogo utilizzino molte spezie. Come sono le coltivazioni delle spezie? Sono estese piantagioni oppure, come da noi, piccoli campi? E quali sono le spezie che si coltivano? Questi campi quanto paesaggio occupano?

Ci avete scritto che siete nell’isola di Unguja che si affaccia sull’Oceano Indiano ed è circondata dalla barriera corallina. Che cosa vi ha colpito di questo ambiente? E’ veramente così stupenda come la vediamo nei documentari? Ci sono squali e balene nell’Oceano Indiano?

Zanzibar è un arcipelago dove si vive in pace? Sappiamo che la maggior parte delle guerre che si combattono nel mondo si svolgono in Africa anche se la TV ne parla poco. In questi giorni ci hanno molto colpito le forti tensioni che stanno scoppiando in Egitto…

Abbiamo molto discusso sulla formula di saluto e non siamo giunti concordi a un saluto condiviso.
Però è certo che il vostro viaggio è anche il nostro e che quindi, perchè salutarci se siamo con voi?

Vi auguriamo le cose più belle e alla prossima lettera
Noi di bloggiornalismo.scuoleasso.it



Mambo, u hali gani? Come va?

Scuste il ritardo nel rispondervi ma l’Humeme, l’energia elettrica, in questi giorni va e viene ed abbiamo avuto qualche difficolà a raggiungere Internet. Vi ringraziamo per la vostra lettera e per le vostre domande: ci vorrà del tempo per trovare tutte le risposte!!

Purtroppo sì, l’Africa è un continente funestato dai conflitti. La guerra è terribile ed ha origine solo e sempre per due motivi: ignoranza ed avidità. Per questo, fintanto che siete giovani, nutrite la vostra mente di conoscenza perchè è l’unica soluzione per evitare la guerra o, nel caso peggiore, non per perderla.

Asante sana (molte grazie!)

Davide “Birillo” Valsecchi & Enzo Santambrogio

Asso chiama Zanzibar #01

Asso chiama Zanzibar #01

Milano, Cairo, Dar es Salaam
Milano, Cairo, Dar es Salaam

[In collaborazione con il laboratorio di giornalismo della Scuola Media di Asso coordinato dalla Professoressa Giulia  Caminada ecco i nostri racconti di viaggio dedicati ai giovani giornalisti]

Buongiorno giovani giornalisti, chi vi scrive è Davide Valsecchi ed Enzo Santambrogio.

Visto il buon lavoro e l’ottima ricerca che abbiamo fatto insieme l’ultima volta si è deciso, in collaborazione con la vostra insegnante, di portarvi in viaggio con noi: ogni settimana vi manderemo una lettera aspettando di ricevere le vostre domande, la settimana successiva vi risponderemo raccontandovi qualcosa di nuovo.

Settimana dopo settimana, lettera dopo lettera, realizzeremo insieme un’avventura condividendo quello che si scoprirà durante il viaggio.

La nostra destinazione questa volta è la {it:Tanzania}, uno stato africano a sud dell’{it:equatore}. Per chi non lo ricordasse l’equatore è la linea immaginaria che sulle carte geografiche divide in due il globo terreste: l’Italia è sopra e noi siamo sotto di cinque gradi per l’esattezza. Questo vuol dire che mentre da voi ancora nevica ed è inverno da noi è piena estate e, come se non bastasse, siamo in una zona tropicale: quindi fa un caldo terribile!!

Lascio a voi il compito di cercare sulla wikipedia cosa sia l’equatore e cosa siano i {it:tropici}: sono sicuro che senza difficoltà, studiando anche il moto terrestre e la rivoluzione attorno al Sole, capirete perchè le stagioni sono invertite. Sì, serve conoscere un sacco di cose per andare in giro per il mondo!

Vediamo un po’ i dettagli del viaggio che abbiamo fatto fino ad adesso:

Siamo partiti dall’Aereoporto di {it:Malpensa} Giovedì 20 Dicembre alle ore 14:00 alla volta dell’aereoporto internzionale del {it:Cairo} dove abbiamo fatto scalo, ossia abbiamo cambiato aereo. Per arrivare al Cairo, la capitale dell’{it:Egitto}, abbiamo impiegato più o meno 3 ore di volo ma dall’aereoplano è stato possibile non solo vedere tutta l’Italia ma anche il {it:Mediterraneo} ed il {it:deserto}. Atterrando si sorvola anche tutta la città e si riesce a vedere dall’alto anche le {it:piramidi} più vicine.

Dopo un paio di ore di attesa ci siamo imbarcati sul volo in partenza per {it:Dar Es Salaam}, la città più importante della Tanzania. Abbiamo volato di notte e quindi questa volta non è stato possibile vedere il {it:Kilimangiaro}, la montagna più alta dell’Africa, che si erge abbastanza vicino a questa rotta.

Alle 5 del mattino di Venerdì 21 siamo finalmente atterrati dopo quasi sette ore di volo. In totale abbiamo trascorso in aereo quasi dieci ore percorrendo oltre 7000 km ad una velocità media di 700 km orari ad un altezza di 10.000 metri.

La Tanzania si trova più ad ovest dell’Italia e per questo ha un {it:fusorario} differente. Questo perchè il Sole, per effetto della rotazione della Terra, sorge prima qui che in Italia da voi. Quando da noi sono le 9:00 del mattino da voi sono solamente le 7:00 perchè qui il giorno inizia due ore prima.

Dar Es Salaam è una città molto grossa ma anche molto differente dalle metropoli europee: in questi grandi aglomerati africani si deve sempre fare molta attenzione perchè tutto è molto più caotico e disordinato che da noi. In pratica hanno il nostro stesso livello tecnologico ma lo sviluppo urbanistico e culturale è stato molto più disorganizzato e questo fa sì che vi sia una situazione densa di contrasti e di contraddizioni per il nostro modo di intendere una città.

Qui tutti hanno la pelle scura e parlano il {it:Swahili}, la lingua nazionale, tuttavia se consocete l’inglese dovreste essere in grado di farvi comprendere dalla maggior parte delle persone che incontrate. Nelle strada si guida alla maniera anglosassone e quindi le corsie di marcia sono inverite: si deve fare attenzione attraversando!!

Dall’aeroporto abbiamo raggiunto il porto della città imbarcandoci su di una piccola motonave ed attraversando il mare verso l’isola principale dell’arcipelago di {it:Zanzibar}: {it:Unguja}. Ci sono volute due ore perchè la distanza tra l’isola e la terra ferma è molta ma, fortunatamente, solo Enzo soffre di mal di mare e quindi io mi sono goduto l’attraversata. L’isola si affaccia sull’{it:Oceano Indiano}ed circondata dalla {it:barriera corallina}.

Sull’isola abbiamo attraccato al porto di {it:Stone Town}, una città molto antica e carica di storia che non molti anni fa è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’{it:Unesco}, l’organizazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura. Vi parlerò ancora di Stone Town perchè è una città ricca di curiosità e misteri che sicuramente sapranno affascinarvi. Da Stone Town abbiamo attraversato l’isola fino a Nungwi, un villaggio di pescatori che si trova all’estremo nord dell’isola e dove un piccolo faro avvisa le imbarcazioni della presenza degli scogli.

Cosa siamo venuti a fare qui? Enzo deve realizzare degli scatti fotografici per un libro sull’isola e, in virtù dello scambio artistico dello scorso anno, realizzare due imporanti cancelli ornati in ferro. Io come al solito gli darò una mano curiosando come è fatto il mondo.

Bene, credo che ora abbiate un po’ di informazioni per cominciare a curiosare su come è fatta questa parte di Africa e su come organizzare i vostri articoli preparando le vostre domande per noi. Aspetto con impazienza le vostre curiosità ed i vostri quesiti!!

Vi lascio con un saluto locale: Karibu Zanzibar, che significa benvenuti a Zanzibar

Davide “Birillo” Valsecchi & Enzo Santambrogio

“Cima” incontra i giovani giornalisti delle scuole di Asso

“Cima” incontra i giovani giornalisti delle scuole di Asso

Giovani Giornalisti Assesi
Giovani Giornalisti Assesi

La Scuola Media G.Segantini di Asso promuove da alcuni anni un laboratorio didattico dedicato al giornalismo ed alla comunicazione web. Al progetto partecipano ragazzi d’età compresa tra gli 11 ed i 13 anni che, appartenendo a classi e sezioni diverse, muovono insieme i primi passi nel mondo dei computer e della comunicazione.

Il Giorno, storico giornale di Milano con edizioni dedicate a tutte le città lombarde, supporta questo progetto coinvolgendo 100 scuole in una vera e propria competizione di giornalismo (vedi articolo de Il Giorno)

I piccoli alievi/giornalisti di Asso in passato hanno già  vinto il Secondo Premio nell’edizione 2008/2009 ed il Terzo Premio nell’edizione 2009/2010.

Lo scorso anno si sono distinti per attualità e presenza sul territorio:“Al terzo posto si sono classificati i ragazzi della scuola media Segantini di Asso che quest’anno con i loro articoli hanno sostenuto la battaglia del paese del Triangolo Lariano a difesa di una cascata minacciata dal cemento.” (leggi l’articolo pubblicato su Il Giorno)

Nell’anno scolastico 2010/2011 il laboratorio punta sulle nuove tecnologie introducendo un elemento nuovo nei propri articoli: le interviste.

E’ stato con grande piacere, e con un certo orgoglio, che la prima intervista realizzata dai giovani giornalisti di Asso sia stata ai «Due di Asso»: Davide “Birillo” Valsecchi (io) ed  Enzo Santambrogio (l’altro).

La professoressa Giulia Caminada ci ha infatti invitato a raccontare dei nostri viaggi e di come, grazie alle nuove tecnologie di comunicazione, sia possibile rendere visibile, grazie ad Internet, storie ed articoli raccontati dai posti più disparati.

I ragazzi non avevano esperienza nel porre domande a degli ospiti e quindi la nostra era un’esperienza didattica oltre ad una vera e propria intervista. Ho infatti cercato di raccontare le nostre avventure ma anche di offrire loro la mia esperienza nella gestione di un blog e nella creazione di un articolo ( …ormai “Cima-Asso” si avvia verso il suo terzo anni di vita!)

Come creare gli appunti, come formulare le domande e come usare la Wikipedia e GoogleMaps per dare spessore e profondità d’informazione a quanto si scrive. Utilizzando la sala computer della scuola abbiamo fatto un lungo viaggio per immagini che ci ha portato in Ladakh, in Tibet ma anche in Africa ed infine anche in un tour virtuale attraverso Asso e la valle del Lambro.

Se la sono spassata ma quando poi li ho puntigliosamente interrogati verificando i loro appunti hanno dimostrato di essere giovani ma anche di possedere già acume, spirito di osservazione e metodo: bravi!!!

I piccoli giornalisti riversano tutte le loro esperienze sul blog scolastico, http://bloggiornalismo.scuoleasso.it, trasformandolo in un BrainStroming collettivo da cui poi trarrano gli articoli da sottoporre a Il Giorno.

Le potenzialità di questo laboratorio sono enormi e si spingono ben oltre i limiti del classico giornalino scolastico proprio per la potenza intrinseca che i mezzi di comunicazione e collaborazione moderni offrono alle nuove generazioni. Il Giorno, comprendendo tutto questo, sta compiendo un meritevole sforzo insegnando a questi ragazzi come “emanciparsi” nel mondo dell’informazione.

Buon lavoro ragazzi!!

Davide “Birillo” Valsecchi

Premio 2008/2009
Premio 2008/2009

Premio vinto 2009/2010
Premio vinto 2009/2010
Iscrizioni alla scuola d’infazia di Asso

Iscrizioni alla scuola d’infazia di Asso

AssoOggi passeggiavo dalle parti delle scuole andando verso il cimitero. Passando vicino al nuovo Asilo ho letto un cartello che ho ritenuto interessante pubblicare:

Le iscrizioni alla scuola dell’infanzia per l’anno scolastico 2009/10 si ricevono dal 12 Gennaio 2009 al 16 Gennaio 2009 dalle ore 9.30 alle 11.30 presso la sede della scuola in via Rimembrenze, 14. Per informazioni telefonare alla scuola 031-670251

Dopo aver aperto “la via delle mamme” mi divertiva l’idea de “la gazzetta delle mamme”. Spero possa essere utile.

Sempre in quella zona, complice il bel tempo di oggi, ho scattato una foto carina di quel punto di vista su Asso. Si vede il monumento al centro della rotonda davanti alla scuola media Segantini di asso, si vede il nuovo asilo, la torre di Asso ed uno dei due Campanili che sovrastano la città. Alle spalle si ha un innevato fondale offerto da piazza dorella e dal palanzone.

Ho provato anche a catturare il parco giochi, che si trova li affianco, ed il viale alberato ma il muro del cimitero non voleva saperne di lasciarmi arretrare oltre!!

Quello che mi ha colpito di questa foto sono i colori. Qualche tempo fa vi era stata  una grossa discussione sulle scelte cromatiche dei palazzi scolastici fatte dall’Architetto Gagliardi. Qualcuno diceva che erano troppo forti, altri che non erano nella tradizione del paese altri semplicemente che erano brutti e stavano male.

Io stesso non ero molto convinto all’epoca e oggi mi sono fermato apposta a fotografare per farmi un idea. Devo ammettere che non stanno affatto male e, sebbene siano colori intensi,  una volta visti d’insieme trovo che diano un senso di profondità alla struttura fondendosi però all’interno del paesaggio.  E’ una cosa curiosa, riescono a “staccare” senza “sparare”, creando anzi una buona armonia con quello che sta intorno. La vecchia scuola bianca era un pugno in un occhio al confronto.

I colori, mi hanno spiegato, hanno una tinta ed una saturazione scelta in modo da rendere una parete meno riflettente e quindi maggiormente in grado di assorbire il calore del sole durante i mesi freddi. E’ importante anche la posizione per la scelta dei colori, rivolti a nord sono infatti quelli con una maggiore saturazione. Questi piccoli accorgimenti sembrano funzionare in modo concreto per il risparmio energetico.

Quando ad Asso si esprime un paere comunque vada si sbaglia, siamo dei brontoloni alle volte, ma se qualcuno chidesse a Birillo, che poi sarei io, cosa ne pensa di quei colori risponderei: “Bhe, sai che alla fine mi piacciono, non sono male.” Ipse dixit…

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