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Una Coppia d’Assi (o di Assesi)

Una Coppia d’Assi (o di Assesi)

Ecco, con un po’ ritardo, l’estratto dell’intervista dei “Due Assesi” con Ariel ed Eleonora nella puntata del 2 Febbraio a Passengers, il programma del mattino di LifeGate Radio. Lunedì 22 il pulmino di Passengers arriva ad Asso!!

Davide “Birillo” Valsecchi

Asso2010: Santa Apollonia ed i Cedri

Asso2010: Santa Apollonia ed i Cedri

Le fotografie della gente di Asso
Le fotografie della gente di Asso

“Una foto per la memoria, una foto con i nostri cedri prima che li buttino per terra. Forza, questa è l’ultima Santa Apollonia! Fatevi una foto con le nostre piante!!” Sembravo uno strillone d’altri tempi oggi tra le bancarelle e la neve rada che cadeva su Asso.

La festa del paese, Santa Apollonia, è l’occasione giusta per incontrare Asso e scattare con gli assesi qualche foto  ai nostri cedri che, aimhè, sembrano essere stati condannati a cadere entro la fine della primavera.

Niente politica, nè a favore nè contro, ma solo per salvarne la memoria perchè il paese non è incurante del cambiamento ed è una comunità molto più di quanto si creda.

“Ma davvero lo buttano giù?” Mi chiede qualcuno “Ma no, son tutte chiacchiere, cosa vuoi che buttino giù? Ma li hai visti ‘sti due alberi? Ne parlano ma come al solito non faranno niente” Aggiunge qualcun altro.

Ed io lì, pronto a ripetere come un disco rotto: “No no, questa volta fan sul serio, mi hanno detto ‘Entro la primavera’ e me lo han detto dentro il Comune. Van giù. E’ la loro ultima Santa Apollonia, o ora o mai più!”

La gente parla di firme, di referendum, si appella a questo o quel santo ma io sono qui solo per far foto e per raccontare una storia, quella della caduta dei cedri, che non è poi così “nota” come qualcuno crede. Un sacco di persone non ne sanno nulla!

Qualcuno passa ma poi scappa “No no, io non voglio mica foto, chissà cosa mi dicono poi, no no, io non ne voglio saper nulla che poi, che poi…” Rinagrazio e sorrido, sorrido anche quando uno del Comune, uno di cui mi sfugge il nome, passa e squadrandomi mormora “Parli per nulla tu, risparmiati le parole che ti conviene”. Sorrido, che ci vuoi fare, passerà anche lui come l’inverno e questo freddo pungente…

Ma nonostante il freddo mi diverto, quando capita di vedere gli assesi infervorarsi, incaponirsi e proporsi per qualcosa? “Ma no, ma sai le volte che si veniva quassotto a ballare!? Che peccato!” “Ti ricordi la Locanda, si veniva qui a giocare al biliardo e a bere la birra” “Ma non si può fare ‘na cosa simile, ma che rimane poi ad Asso?”

Alla fine passa tutta Asso, o per lo meno quella che è passata da Santa Apollonia. Non era tanto sfarzosa quest’anno la festa ma chissà, forse con la nuova grande rotonda ci sarà più gente l’anno prossimo…

Ecco le foto scattate, perdonate se son piccole e si devon guardare una ad una. Stasera chercherò di sistemarle tutte in un piccolo “filmino” in modo che gurdar le facce di Asso sia come andare al cinema. Chissà, magari le faran vedere anche quelli della nostra TV. Aggiornamento: Ecco le foto raggruppate in un video: [I Cedri di Asso]

Grazie a tutti, ho preso un sacco di freddo ma sono proprio contento di aver radunato tante foto e parlato con così tanta gente! «Abbraccia il cedro e mandaci una foto» Continua!!!

Davide “Birillo” Valsecchi

Quante sono le facce di Asso che volevano immortalarsi con il cedro? Quattro gatti? Non direi visto che solo le foto sono più di 100 ed in molte c’e’ più di una persona. Sì, c’e’ un sacco di persone che leggono le “robe” che scrivo, Signor Sindaco, ma non per questo ogni volta può telefonarmi per dirmi che non le piacciono…

In diretta da LifeGate Radio

In diretta da LifeGate Radio

Benvenuto
Benvenuto

Se sei qui oggi su queste pagine forse è perchè ci hai ascoltato su LifeGate Radio con Ariel. Se questo è il motivo, bhe, Benvenuto!!

Se invece lo “spettacolino” radio ve lo siete perso o avete voglia di riascoltare quanto siamo buffi in diretta radio potete farlo qui: [LifeGateRadio: Passengers puntata 38]

Questo è quello che noi chiamiamo amichevolmente “Cima”, un blog attivo da qualche anno ormai. Un ‘esperimento web che racconta di un piccolo paese in mezzo la lago di Como, Asso, e delle avventure dei suoi abitanti in giro per il mondo. In particolare di due dei suoi soggetti più curiosi: Enzo Santambrogio e Davide Valsecchi

Se vuoi vedere le facce di questi due brutti ceffi basta che premi questo [link].

Se invece vuoi leggere qualcuna delle loro storie hai da sbizzarrirti: abbiamo tre mesi in Himalaya oppure un viaggio in Kashmir, la zona nord dell’India, ma anche avventure più “nostrane” come il giro del lago di Como in canoa con i Flaghéé o l’esplorazione dei Segreti di Venezia.

Se invece vuoi qualcosa di più fresco posso dirti che i “nostri due” stanno per partire per l’Africa e si spera non si mettano troppo nei guai esplorando le spiagge azzurre e le giungle d’alta quota della Tanzania.

Se invece vuoi incontrarli di persona li trovi Martedì 9 Febbraio in giro per Asso. E’ la festa del paese ed i due proveranno a fare quante più foto ai due cedri secolari che il Comune vuole abbattere: «Abbraccia il cedro e mandaci una foto», guarda che trovate strane hanno questi due, girare il mondo e salvare due delle piante più vecchie del loro paese!

Pensa che hanno fatto anche un libro fotografico: «Contrabbandieri del Nirvana».  Attento! Questi due sono “tipacci” con idee a piede libero ed è qui che le esprimono!! Benvenuto!

Davide “Birillo” Valsecchi e Enzo Santambrogio

Sulutumana: tra i cedri e la cascata

Sulutumana: tra i cedri e la cascata

Grazie ai Sulutumana!!

Fuori nevica, le strade sono invase dalla neve che comincia ad essere pesante e fradicia quando suona il telefono, è Enzo: “Birillo spicciati a venire ai cedri che ho una sorpresa per te!!”

Giacca, macchina fotografica e sono in strada. Sotto i cedri trovo il buon Enzo in compagnia di Gian Battista Galli, il cantante dei Sulutumana. Lo storico gruppo musicale è infatti da sempre impegnato nella salvaguardia del nostro territorio e “Giamba”, amico di Enzo, è venuto ad “immortalare” i nostri cedri aderendo all’iniziativa  «Abbraccia il cedro e mandaci una foto».

Foto di rito, da aggiungere a tutte quelle già fatte, e ci infiliamo al bar per ripararci dalla neve e berci una birretta facendo due chiacchiere. I Sulutumana stanno infatti organizzando un concerto pubblico per sensibilizzare la valle sulla questione “supermercato”:  è infatti al vaglio un progetto per la costruzione di un supermercato a ridosso della storica Cascata della Vallategna.

In molti si stanno attivando per scongiurare che uno spazio verde, già citato adirittura da Stendhal, diventi la sede per qualcosa che a tutti pare inadatto ed inutile. Su Facebook è nato un gruppo di discussione fondato dal Signor Teodoro Margherita che conta già oltre 500 membri  e continua a crescere: Difendiamo la Vallategna

E’ bello fare due chiacchiere con Giamba anche se mi dispiace averlo incontrato solo quando sembra che tutto debba essere travolto, che le decisioni siano state tutte già prese e non vi sia più nessuno disposto ad ascoltare i dubbi e le perplessità che sempre più persone esprimono.

Ma forse è giusto così, ci si conosce quando è giusto farlo, quando serve spingersi oltre la chiacchiera: mentre scende la neve e tutti sono chiusi in casa noi siamo sotto i cedri a tentare un ultima disperata difesa, un ultimo tentativo. Enzo e Giamba, mentre li guardo imparo qualcosa sull’arte, capisco che alle volte sono solo gli artisti a far vibrare la speranza quando tutto pare perso.

I cedri hanno due alleati potenti ma ancora molto si deve fare, tocca a noi fare il resto.

Martedì 9 Febbraio sarà la festa patronale di Asso, il paese sarà colmo di bancarelle e forse sarà l’ultima volta che potremmo vedere quelle piante il giorno di Santa Apollonia. Se siete di Asso o se un po’ vi siete affezionati a questa nostra triste storia, passate da Asso, fate una foto abbracciando quelle piante. E’ l’ultima possibilità di ricordarle prima che vegnano abbattute per un progetto che nessuno conosce fino in fondo e che convince sempre meno gente.

Grazie!

Davide “Birillo” Valsecchi

Pedrabissi:pasticceria storica di Asso

Pedrabissi:pasticceria storica di Asso

Cristiana, Giuseppe e Mario Pedrabissi

“Pedrabissi„ è la storica pasticceria nel centro storico di Asso. Giuseppe e la moglie Cristiana ridono ogni volta che, arruffato, rotolo giù dal letto e proseguo giù per il ciotolato di Asso fino al loro bancone supplicando una brioches ed un cappuccino. Ci sono mattine proprio difficili!!

Tuttavia la pasticceria di Asso, proprio in questi giorni, ha ricevuto un riconoscimento ufficiale da parte della Regione Lombardia. Infatti oggi può a diritto fregiarsi del prestigioso status di “negozio storico”, un riconoscimento dovuto all’impegno della famiglia Pedrabissi che attraverso tre generazioni si è impegnata a mantenere e conservare lo storico locale.

Se entrate da Pedrabissi potete fare un piccolo salto indietro nel tempo grazie all’arredamento in style Liberty fatto di pannelli di mogano e radica di noce intarsiata oltre al caratteristico soffitto ad archi che domina la sala da the. Giovanni, il figlio di Mario Pedrabissi è un ottimo pasticciere ed ha sempre un gran sorriso allegro, è sempre un piacere vederlo uscire dal suo laboratorio felice di salutarmi.

Si respira la storia di Asso nelle fotografie alle pareti ma l’ambiente è molto familiare ed amichevole. Alla mattina il locale è affollato di gente che fa colazione, si cede poi il posto alle chiacchiere delle signore e via via, verso sera, a chi passa per un caffè o per un aperitivo.

Lo hanno paragonato all’Harry’s Bar di Venezia o al Bar Zucca di Milano. Io non conosco molto quei posti, sono un montagnino daltronde, ma quello che posso garantirvi è la genuinità del nostro Pedrabissi, quel sapore autentico che mischia eleganza e ruvidità, quel momento d’incontro rigoroso ma allergro tra signori e  paesani come si usava una volta. E’ un buon posto.

Poi se siete golosi c’è la famosa “Torta Paradiso”, dolce creato da “nonno” Giuseppe che come pasticcere vinse nel 1937 a Milano il primo premio alla competizione “Panettone di Milano”.

Ancora complimenti alla famiglia Pedrabissi per avere saputo conservare una parte storica di Asso. Sono proprio contento che abbiamo ricevuto un riconoscimento ufficiale. Bravi!!

Davide “Birillo” Valsecchi

Potëmkin contro Ensemble Duomo

Potëmkin contro Ensemble Duomo

La Corrazzata
La Corrazzata

La Corazzata Potëmkin (rus. Бронено́сец Потёмкин, Bronenosec Potëmkin), è un film diretto da Sergej M. Ejzenštejn. È una delle più note e influenti opere della storia del cinema, e per i suoi valori tecnici ed estetici è generalmente ritenuto fra i migliori film di propaganda nonché una delle più compiute espressioni della settima arte (cit. Wikipedia).

Ai più questa è pellicola è nota perchè compare nel film “Il secondo Tragico Fantozzi” come esempio di un uso sbagliato, prepotente e pretenzioso della cultura su delle persone non predisposte, per competenza o volontà, a coglierne gli aspetti poetici o artistici di tale messaggio. Per di più nella pellicola di Villaggio è ben visibile l’aspetto coercitivo con cui gli impiegati sono costretti a “subire” la visione del film per la brama di Cultura di chi opera la scelte. « Per me… La corazzata Kotiomkin… è una cagata pazzesca!!! » Urlava finalmente Fantozzi.

Qualcuno ha criticato il mio pezzo “Il Massacro di Natale“, il mio scritto voleva solo avere una natura ironica in linea con il clima leggero del Natale, con il mio modo di scrivere. Aveva però un messaggio chiaro da leggere tra le righe. Oggi curiosavo sul sito del Comune in cerca di eventi da mettere in calendario (…non ricevo più gli avvisi) e credo di aver trovato una specie di volley di ritorno: “…ci hanno chiesto chi erano gli artisti che hanno preceduto…” Bene, quindi “chi fossero” lo potete trovare su www.comunediasso.it in una versione ufficiale del programma della serata. In effetti il mio racconto non avrebbe potuto esserlo, tuttavia l’elenco degli assesi premiati perchè hanno saputo distinguersi durante l’anno purtroppo ancora non c’è. Forse perchè sono di Asso, vengono dopo.

Quello che forse non è chiaro è ancora il mio messaggio. Il concerto si è tenuto prima che fossero consegnati i premi ai nostri ragazzi, questo perchè evidentemente si temeva che ci fosse una “fuga” di pubblico dopo la consegna. I due artisti invitati erano realmente due indiscutibili Maestri nella loro arte, già in passato avevano suonato ad Asso ed erano stati molto apprezzati in serate a tema. Il guaio è che quando la gente vuole “panettone e spumante“, vuole festeggiare lo spirito natalizio e fare qualche foto ai propri ragazzi che si sono distinti, non è propensa a sentirsi come Fantozzi per oltre un ora. La bravura non è messa in discussione, forse è la prevaricazione di scelta e l’inversione di priorità tra i soggetti presenti che mi ha irritato. I ragazzi sono la Cultura di un paese e per tanto vengono prima di ogni cosa, non si premiano “solo a condizione che” sopravvivano all’esclusivo Massacro di Natale.

Per di più i foresti accaniti estimatori e sostenitori di dei due artisti, appena finito il concerto si sono alzati e se ne sono andati. Nella mia mente quasi telepatia: “Ciao Ciao Asso, chissene di quelli che dovete premiare“. Forse è per questo che nutro un sano disprezzo di tutta la cultura con la K o la Q  maiuscola che sia.

Quando provi a dare una mano a qualcuno non necessariamente gliela protendi, a volte indichi qualcosa per aiutarlo. Così quando ti guardano il dito incazzandosi non puoi che rimanerne sorpreso (e divertito!). Sono un montagnino, se non ci si riesce con le buone… C’è stato qualcuno che ha scritto: «L’inferno è l’impossibilità della ragione». Questo posto è così, è l’inferno. (Soldato Chris Taylor)

Davide “Birillo” Valsecchi

ps. Il 2010 è l’anno della Tigre nel calendario cinese, significa che il 2009, l’anno del paziente Bue, è finito. Felicitazioni =)

Fiaccole nella notte

Fiaccole nella notte

Fiaccole nella notte assese
Fiaccole nella notte assese

Giammario mi urla “Davide!! Davide!! Dove sei?!” Io sto avanti a lui qualche decina di metri lungo il sentiero, nella neve, nel buio di questa notte fradicia. “Comandi!!” gli urlo di risposta.

Mi si avvicina, mi da una pacca sulla spalla ridendo e mi dice di accendere lungo il sentiero le altre torce che ho in spalla.

Okay, vuol dire che mi ci vorrà un po’ di più a raggiungere la croce illuminata, a raggiungere la cima di Megna dove ci aspettano gli altri di questa fiaccolata invernale.

Appoggio l’intera fascina di fiaccole ad una fiamma e le accendo tutte assieme. In questa notte buia sotto la pioggia sono il signore del fuoco.

Illumino il sentiero e tutta la nostra montagna brilla. Di fronte a noi i “cugini” di Canzo fanno lo stesso dal Cornizzolo. Mi avvio verso la cima dove qualcuno si è messo a distribuire il te caldo. E’ una notte strana, sono due ore che camminiamo in mezzo alla neve sotto una pioggia battente. Sono fradicio in tutti i mie strati e muoio dal caldo nonostante il freddo.

L’orizzonte ha un colore rossastro ed il cielo crea un costrasto spaventoso con le montagne nere di fronte a noi, nuvole e foschia avvolgono tutto risplendendo di luce riflessa come la neve che imbianca nella notte i prati a valle. Strano posto, strana magia.

E’ la fiaccolata invernale di Asso. Una ragazza legge una preghiera pre-confezionata dal monsignore che non si è fatto vedere, qualcuno abbozza una canzone. Chi doveva esserci c’è, gli assenti sono un dettaglio trascurabile per questa compagine bagnata che ha sfidato il buio e la pioggia.

Freddo, neve, pioggia, salita e “puciacca” illuminata dalle torce attraverso il bosco. Una signora, venuta da Bergamo, canta a perdi fiato mentre scendiamo a valle. Si diverte davvero, bene così. Davvero bene così.

[Ascolta la sveglia che suona] Apro gli occhi. Dove sono? Mmm, ora ricordo. “Ciao, sono qui. Mi fai entrare?”. Bagnato dalla testa ai peidi mi ero presentato davanti alla sua porta con la neve ancora attaccata alla giacca, la faccia coperta dal blu del berretto che stinge.

Lei mi ha aperto la porta ridendo. Fortunato bastardo che sei Birillo. Mi sono liberato del peso ormai opprimente del giaccone inzuppato e, via via, di ogni altro umido pezzo del mio infangato equipaggiamento. Mezz’ora prima ero riuscito, in extremis, a recuperare in trattoria una scodella calda di trippa e fagioli, le Zie mi avevano aperto mentre facevano le pulizie prima di chiudere.

Doccia calda e rolling stones in sottofondo. Il freddo e l’umido scivolano via. “Non ho il pigiama…” Le dico sorridendo come uno stupido, indossando solo un’asciugamano stile tarzan. Ride, mi piace quando ride: “Tanto non ti serve”. Mi piace questa ragazza, tanto anche.

Buongiorno. Bill Withers mi dà la sveglia con un classico degli anni settanta: Ain’t no Sunshine When She’s Gone. Se questo è profumo di caffè sono morto. Sì, sono morto, ma qualcuno deve essersi sbagliato. Sono finito in un paradiso di lenzuola ruvide e non all’inferno.

Rubo un ultimo bacio, un biscotto e sono di nuovo fuori, sotto la pioggia. Di nuovo in un umido inferno d’incertezze. Mi piacerebbe accendermi una sigaretta ma fumare non fa parte dei miei vizi. “Devi fare attenzione a quello che scrivi, non puoi dire sempre quello che pensi senza filtri. Prima o poi qualcuno si incazzerà sul serio”. Un buon consiglio va sprecato se non lo si contraddice.

Cammino sotto la pioggia, non sono di certo un budda in contemplazione amico mio, sono una scelta non priva di rischi. La vita è troppo breve e la sento troppo fragile per soffocarla ancora di più. Ignorato o disprezzato non fa differenza amico mio, specie per le balle di paese. Abbiamo tutti un’etichetta ed una scadenza…

Non ho idea di chi legga il “ciarpame” che scrivo, per me è come parlare ad una radio in mezzo al deserto. Non ho idea di chi Tu sia mentre leggi, spero che questo sia quello che stavi cercando, l’illusione di cui avevi bisogno. E’ parte di quel poco che posso offrirti, altro non ho…

In caso contrario: Bhe, non avertene a male. Probabilmente questo non è il tuo posto, probabilmente hai ragione tu, probabilmente non me ne frega un gran che…

Auguri
Davide “Birillo” Valsecchi

Le Stelle di Asso ed il Massacro di Natale

Le Stelle di Asso ed il Massacro di Natale

Super Sprea!!
Super Sprea!!

Sarò onesto, ogni anno partecipo al Consiglio di Natale di Asso perchè il mio bis-nonno, Umberto Valsecchi, fece un lascito alla comunità che permette ogni anno di assegnare un piccolo premio. Questo vuol dire che per me non c’è scampo, per commemorare il gesto del mio progenitore, che fu anche sindaco di Asso, devo per forza presenziare al Massacro di Natale.

Forse è la mia ancor giovine età a pregiudicarmi la comprensione ma questo è quello che è successo, o per lo meno il mio punto di vista: prima una serie di interminabili ed infiniti discorsi sull’anno trascorso, poi le poesie sulla deriva dello spirito del Natale. Poesie stilisticamente molto belle ma la cui poetica, intrisa di scontata pietà natalizia, mi ricordava le  “brioche” di Maria Antonietta. Ma è stato all’ingresso di “piffero e ghitarra” che la mia volontà era prossima a cedere.

Io ero lì. Fuori i fiocchi cadevano fitti sulle strade ed Asso era ormai coperta di neve, dentro,  nell’orribile acustica della sala consiliare, si spandevano le note di un’interminabile serie di canzoni nostalgiche e melanconiche del ‘900 spagnolo e brasiliano il cui nesso natilizio scivolava inafferrabile come l’attenzione del sottoscritto.

La Corazzata Potëmkin, ecco dove mi trovavo, fermo sulla scalinata di Odessa mentre i soldati dello Zar avanzavano lentamente ma inesorabilmente lungo le scale: ecco il Massacro di Natale. Offrivo il mio petto alle loro baionette ma quei dannati soldati contiuavano a scendere senza mai arrivare a colpirmi trapassandomi le carni e dando una pietosa fine a quell’agonia infinita: che palle!!

Recriminavo con me stesso per l’infinito, ma silenzioso, coro di “bestemie” con cui stavo salutando l’avvento del Natale quando finalmente è calato  il silenzio. Finalmente il momento che stavo aspettando, il vero motivo per cui ho disertato con piacere una mostra e due cene a cui ero stato “caldamente” invitato. Asso celebra la sua piccola ma grande campionessa, la Capitana Azzurra della Nazionale Italiana Femminile di Basket under 18: Laura Spreafico!!

Eccola lì. Sempre più donna ma emozionata come una ragazzina davanti al suo paese. Si è battuta con le migliori coetanee di tutto il mondo ma ora lascia trasparire l’emozione e l’orgoglio con cui riceve il piccolo premio che meritatamente e doverosamente la nostra comunità le tributa. Brava Brava Brava!

Dopo due ore da nosocomio per anziani finalmente una realtà vera, giovane e vincente di Asso. Io non capisco un accidenti di Basket ma lei è per me la Pulzella d’Orléans, Giovanna D’arco, la stella della Senna, lady Oscar e Gigi la trottola tutti insieme! Con Lei anche un’ altra gloria azzurra tutta assese, il veterano (si fa per dire è giovanissimo anche lui) Alain Pini, azzurro e maestro di sci a soli 23 anni.

Bravi ragazzi, siete l’orgoglio di un paese che dalla vostra passione può e deve trarre un esempio per tutti. Grazie!

Davide “Birillo” Valsecchi

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