Category: La Questione Assese

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Asso furoreggia in Radio!!

Asso furoreggia in Radio!!

Asso in Radio!!
Asso in Radio!!

Lunedì io ed Enzo siamo stati invitati sul pulmino di Passengers, la trasmissione del mattino di LifeGate Radio. Con Ariele ed Eleonora abbiamo raccontato dei nostri viaggi e della nostra bella Asso. Abbiamo descritto anche la nostra iniziativa «Abbraccia un cedro e mandaci una foto» che è subito piaciuta a tutti gli ascoltatori.

La nostra piccola idea è stata ripresa anche da altre radio e dai giornali e, attraverso il Tam Tam su Internet, arrivano al nostro sito un sacco di fotografie di persone che vogliono salvare la memoria degli alberi.

Salvare la memoria perchè, ahimè, i due centenari Cedri  di Asso sembrano destinati a lasciare spazio ad una rotonda e cadere nell’oblio. Forse proprio per questo durante la festa patronale di Santa Apollonia tantissimi assesi si sono fatti immortalare abbracciando le nostre piante. Molti di loro erano ignari di quello che sembra essere il loro destino. Destino contro il quale un po’ ci battiamo nel tentativo, se possibile, di scongiurarlo.

Nella grande Milano la nostra piccola Asso è consociuta ormai come la patria dei due cedri e le nostre piante sono ormai famose! Proprio questa mattina Ariele mi ha chiamato in diretta chiedendomi inanzitutto se c’erano ancora  e poi raccontando, sempre in diretta, che prima della nostra partenza per la Tanzania cercerà di arrivare con il pulmino di LifeGate Radio ad Asso, tutti assieme faremo quella che si spera non sia l’ultima foto con i Cedri.

Così il 9 Febbraio è diventata una grande festa pacifica fatta di foto ricordo degli assessi e dei loro alberi. Abbiamo anche realizzato un filmato con tutte queste foto [I cedri di Asso].

Ho anche scoperto che il nostro Sindaco, Giulia Manzeni, ha fatto un intervento in radio proprio il 9 Febbraio su Radio1 ospite del programma “Tornando a casa” condotto da Enrica Bonaccorti. Si è parlato di decisioni impopolari e di salvaguardia dell’ambiente da parte del Sindaci. Giulia ha ribadito che “in cima ai miei pensieri c’è la salvaguardia e la tutela dell’ambiente”.

Questo mi fa ben sperare. Ad Asso siamo preoccupati sia per l’abbattimento dei nostri Cedri che per la costruzione di un Supermercato sotto la famosa Cascata della Vallategna. Il nostro Primo Cittadino avrà tutto il nostro supporto se si prende carico di questo nostro slancio a salvaguardia di questi gioielli del patrimonio assese. Nel 2008 era riuscita, abbracciando un’iniziativa spontanea dei cittadini, a fermare la Cava di Scarenna, ora dobbiamo darci da fare per scongiurare il supermercato e salvare i nostri cedri, forza Giulia!!
Aggiornamento:
Niente da fare, Giulia ha espresso il suo sostegno alla realizzazione della rotonda e del supermercato. Leggi l’articolo sul Corriere della Sera

Forse non tutti hanno avuto occasione di sentirla e così qui trovate un estratto dell’intervista [Intervista al sindaco] (ho tolto le parti musicali ed il telegiornale) oppure potete trovare tutta la puntata qui [Tornando a casa]

La nostra piccola Asso è sempre più famosa!!

Davide “Birillo” Valsecchi

La Cosa Giusta: Volume III

La Cosa Giusta: Volume III

Birillo sotto il Cedro di Asso
Sotto il Cedro di Asso

L’articolo che ha pubblicato Giovanni Cristiani su La Provincia Mercoledì mi è molto piaciuto (leggi). Esprime bene quello che era lo sprito dell’iniziativa «abbraccia un cedro e mandaci una foto»: non “contro” la rotonda ma a “favore” dei cedri.

Un’iniziativa positiva che mi ha dato molta soddisfazione. Le oltre 100 foto, ed in particolare il video, sono qualcosa di bello ed importante che consegnamo al futuro di Asso, un ricordo inestimabile di cui sono molto orgoglioso. Si è palesato, senza chiasso o clamore negativo, che vi è un reale interesse, una viva attenzione per i cedri e che, grande o piccola che sia, vi è una parte del paese che vuole sapere le ragioni per cui debbano essere abbattuti e, se possibile, evitare che ciò avvenga.

C’è stato e c’è un grande entusiasmo ma ora non si deve cadere nell’errore di dividere la comunità assese in “pro e contro”. Non è ciò che voglio. Un un tale proposito sarebbe scriteriato ed  andrebbe contro quelle che sono le mie aspirazioni per il nostro paese. Radio, giornali, tv ed Internet sono tutti strumenti molto utili per confrontarsi e far conoscere la nostra amata Asso. Ringrazio tutte le testate che ci hanno dato spazio e che hanno permesso di diffondere “positività”. In particolare grazie ad Ariele e Eleonora che attraverso LifeGate Radio hanno dato vita ad una bellissima campagna a favore degli allberi. Grazie, è molto bello =)

Tuttavia non mi piacciono le cacce alle streghe e neppure l’idea di appellarsi, come proposto da qualche concittadino, a certi programmi satirici. Se Asso avesse bisogno di un “pupazzo ciccione” per risolvere i suoi guai ne rimarrei molto deluso. Gli Assesi si prendono cura di Asso!

Ora, è il caso di dirlo, “ci si è visti in faccia” ed è il momento di chiarirsi, di confrontarsi. Il futuro dei Cedri è affidato alla gente di Asso e a tutti coloro che, sempre più numerosi, si sono affezionati alle nostre piante e al nostro paese.

Davide “Birillo” Valsecchi

Il buon Ariele continua a divulgare la nostra iniziativa attraverso LifeGate Radio dando ulteriore impulso ad “Abbraccia il Cedro” che continua, sia per immortalare e difendere le nostre due piante che per dare ancora spazio allo slancio positivo che dimostrano tutte le persone che mi scrivono. Grazie, sto raggruppando tutti i vostri “abbracci a distanza” in una nuova e speciale galleria, ad ogni foto è allegata una storia che vorrei conservare. Eccone qualcuno:

Asso2010: Santa Apollonia ed i Cedri

Asso2010: Santa Apollonia ed i Cedri

Le fotografie della gente di Asso
Le fotografie della gente di Asso

“Una foto per la memoria, una foto con i nostri cedri prima che li buttino per terra. Forza, questa è l’ultima Santa Apollonia! Fatevi una foto con le nostre piante!!” Sembravo uno strillone d’altri tempi oggi tra le bancarelle e la neve rada che cadeva su Asso.

La festa del paese, Santa Apollonia, è l’occasione giusta per incontrare Asso e scattare con gli assesi qualche foto  ai nostri cedri che, aimhè, sembrano essere stati condannati a cadere entro la fine della primavera.

Niente politica, nè a favore nè contro, ma solo per salvarne la memoria perchè il paese non è incurante del cambiamento ed è una comunità molto più di quanto si creda.

“Ma davvero lo buttano giù?” Mi chiede qualcuno “Ma no, son tutte chiacchiere, cosa vuoi che buttino giù? Ma li hai visti ‘sti due alberi? Ne parlano ma come al solito non faranno niente” Aggiunge qualcun altro.

Ed io lì, pronto a ripetere come un disco rotto: “No no, questa volta fan sul serio, mi hanno detto ‘Entro la primavera’ e me lo han detto dentro il Comune. Van giù. E’ la loro ultima Santa Apollonia, o ora o mai più!”

La gente parla di firme, di referendum, si appella a questo o quel santo ma io sono qui solo per far foto e per raccontare una storia, quella della caduta dei cedri, che non è poi così “nota” come qualcuno crede. Un sacco di persone non ne sanno nulla!

Qualcuno passa ma poi scappa “No no, io non voglio mica foto, chissà cosa mi dicono poi, no no, io non ne voglio saper nulla che poi, che poi…” Rinagrazio e sorrido, sorrido anche quando uno del Comune, uno di cui mi sfugge il nome, passa e squadrandomi mormora “Parli per nulla tu, risparmiati le parole che ti conviene”. Sorrido, che ci vuoi fare, passerà anche lui come l’inverno e questo freddo pungente…

Ma nonostante il freddo mi diverto, quando capita di vedere gli assesi infervorarsi, incaponirsi e proporsi per qualcosa? “Ma no, ma sai le volte che si veniva quassotto a ballare!? Che peccato!” “Ti ricordi la Locanda, si veniva qui a giocare al biliardo e a bere la birra” “Ma non si può fare ‘na cosa simile, ma che rimane poi ad Asso?”

Alla fine passa tutta Asso, o per lo meno quella che è passata da Santa Apollonia. Non era tanto sfarzosa quest’anno la festa ma chissà, forse con la nuova grande rotonda ci sarà più gente l’anno prossimo…

Ecco le foto scattate, perdonate se son piccole e si devon guardare una ad una. Stasera chercherò di sistemarle tutte in un piccolo “filmino” in modo che gurdar le facce di Asso sia come andare al cinema. Chissà, magari le faran vedere anche quelli della nostra TV. Aggiornamento: Ecco le foto raggruppate in un video: [I Cedri di Asso]

Grazie a tutti, ho preso un sacco di freddo ma sono proprio contento di aver radunato tante foto e parlato con così tanta gente! «Abbraccia il cedro e mandaci una foto» Continua!!!

Davide “Birillo” Valsecchi

Quante sono le facce di Asso che volevano immortalarsi con il cedro? Quattro gatti? Non direi visto che solo le foto sono più di 100 ed in molte c’e’ più di una persona. Sì, c’e’ un sacco di persone che leggono le “robe” che scrivo, Signor Sindaco, ma non per questo ogni volta può telefonarmi per dirmi che non le piacciono…

La Cosa Giusta: Volume II

La Cosa Giusta: Volume II

Verità e Politica
Verità e Politica

«Consapevole delle responsabilità che assumo con la mia deposizione, giuro di dire tutta la verità, solo la verità e niente altro che la verità e di non nascondere nulla di quanto è in mia conoscenza» Questo mi hanno chiesto di giurare deponendo come testimone in un processo penale giorni fa: l’imputato è stato riconosciuto colpevole del crimine per cui era accusato e condannato al carcere ma, nascosto da anni in Brasile, resterà impunito e libero. Mi è stata chiesta Verità ma non è stata fatta Giustizia. Questo è il mondo in cui viviamo.

Oggi io ed Enzo abbiamo avuto un incontro con il Sindaco ed altri rappresentanti del Comune. Cercavamo risposte sui Cedri, sulla rotonda. Risposte al bisogno, in primo luogo personale, di capire. Giovanni, Giulia, Grazia. Persone del mio paese prima che politici: dietro pile di fogli e piantine mi spiegano, mi raccontano: “Non dirlo a me, dillo a tutti se è quello che credi” continuo a ripertemi. Il mondo si capovolge perchè le voci si moltiplicano ed il rumore aumenta. Nella mia testa c’è ancora il suono delle parole di Tiziano e Roberto. La ragione mi appare come un coniglio morto strattonato da un cerchio di lupi, io posso solo stare a guardare.

Parole, parole, parole. Abbracciare il cedro è l’unica sicurezza che ho avuto fino ad ora in questa storia. Voglio solo capire, voglio solo poter discutere su qualcosa prima che diventi inevitabile. “Tu fai politica!“, “Tu stai lasciandoti strumentalizzare!“, “Quali sono le proposte!“, “Per ogni persona contraria ce ne è una a favore!” Tentacoli oscuri mi assalgono, tutti hanno ragione, tutti hanno torto. Milioni di principi superiori si agitano, immobilizzano le mie braccia, si stringono alla gola per soffocarmi.

“Ma non esiste un pezzo di carta firmato che spieghi cosa volete fare?” Mi si risponde che convincere non è parte del loro compito, che vi è un mandato, che vi sono priorità, che tutto è scritto, tutto è stato detto, tutto è negli archivi, tutto è stato deciso. Ma io non trovo nulla. Mi viene data una lettera del Sindaco, una missiva che è stata distribuita a tutto il paese a Natale, meno di un mese fa. Scorro avido le parole in cerca di un pronunciamento, di una frase pubblica, ufficiale, formale. Cerco la parola rotonda ma trovo solo Brazzova, via Gramsci, l’agro Pastorale Pagnano-Fraino Megna ma non trovo nulla di quello che cerco!

Devi prendere una posizione, devi assumerti una responsabilità, devi dire quello che pensi, devi decidere se vuoi fare politica, devi decidere da che parte stare. Affondo tra i tentacoli, sto per morire mentre la mia volontà viene distrutta dalla mole di voci, di sorrisi, di ringhi. Sono nel nero della mia mente quando un ultimo pensiero arriva in mio soccorso “La verità ti renderà libero”. Nella mia mente la verità appare come una spada che aleggia nel nero dei mie dubbi. L’afferro e trancio tutti i tentacoli: spazzare le tenebre dell’incertezza è l’unica cosa che posso fare, l’unico mio potere. Sono di nuovo libero, libero di credere nei fatti e non nelle parole.

“Non si abbatte un beneamato cazzo finchè non vedo nero su bianco, a disposizione di tutti, una risposta firmata ad una domanda semplice: perchè?” Ecco la mia posizione. Ecco la mia scelta mentre mi aggrappo alla verità. Il primo che dice una cazzata, di qualunque fazione sia, vedrà la sua testa rotolare tranciata dalla verità. Questo sono io, quello che mi hanno insegnato e quello che ho deciso di essere.  Ho un discutibile “senso della misura” quando prendo posizione, forse, per il bene di tutti, convine che resti super-partes, che sia solo il garante delle idee di tutti.

Quando il progetto partirà faremo un’incontro pubblico per informare la popolazione ma, vedrai, sarà disertato dalla comunità salvo le solite quattro persone che vogliono fare contestazione. Non si torna indietro.” Questo è ciò che mi sento dire, tutto quello che è emerso di “quasi” certo da due ore di incontro. Non esiste discussione, le decisioni sono tutte prese: i cedri cadranno prima che sia finita la primavera, così come cadono le mie speranze che la soluzione, qualunque fosse, sarebbe stata condivisa, comunitaria.

Su tutto mi pesa l’accusa di aver raccolto una responsabilità che non mi appartiene, di aver scelto una strada che se non è sbagliata sarà per lo meno tortuosa ed osteggiata da tutti. Ho cercato solo di fare ciò che credevo giusto ma ora sono pieno di dubbi nel centro del ciclone.

Rifletto camminando verso casa quando un signore mi incrocia e mi ferma:”Tu sei quello della foto con l’albero? Vuoi venire a vedere cosa hanno fatto alla pianta dietro la fontana di Ponte Oscuro? Sono stato in Comune ma mi hanno detto le solite cose e poi non si è visto nessuno. Non so a chi altro dirlo“. Accompagno questo signore mentre ascolto quello che ha da dirmi e mi sembra di essere il Bertieri, il vecchio e storico podestà, che passeggiava per il paese annotando su un tacquino quello che diceva la gente. Riassaporo la dimensione ed il calore di vivere in un paese. Forse non è sbagliato quello che provo a fare.

Faccio qualche foto:“Vedo se posso fare qualcosa, almeno per togliere i rami che hanno lasciato appeso ai fili”. Continuo a ringraziarlo, è apparso come un segno schiarendo i miei pensieri. Fare la cosa giusta ha un peso ma mi sentirei codardo a schivarlo. Nessuno ha capito quello che sta succedendo, non hanno capito perchè abbracciamo i cedri di Asso…

…benché in pochi siano in grado di dar vita a una politica tutti, qui ad Atene, siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.” Pericle – Discorso agli Ateniesi, 461 a.C. Forse sono solo un folle, il più stupido di tutta Asso, uno sciocco tanto ingenuo da abbracciare un pensiero vecchio di 2400 anni. Mi spetta l’esilio per quello che sono?

Davide “Birillo” Valsecchi

Sulutumana: tra i cedri e la cascata

Sulutumana: tra i cedri e la cascata

Grazie ai Sulutumana!!

Fuori nevica, le strade sono invase dalla neve che comincia ad essere pesante e fradicia quando suona il telefono, è Enzo: “Birillo spicciati a venire ai cedri che ho una sorpresa per te!!”

Giacca, macchina fotografica e sono in strada. Sotto i cedri trovo il buon Enzo in compagnia di Gian Battista Galli, il cantante dei Sulutumana. Lo storico gruppo musicale è infatti da sempre impegnato nella salvaguardia del nostro territorio e “Giamba”, amico di Enzo, è venuto ad “immortalare” i nostri cedri aderendo all’iniziativa  «Abbraccia il cedro e mandaci una foto».

Foto di rito, da aggiungere a tutte quelle già fatte, e ci infiliamo al bar per ripararci dalla neve e berci una birretta facendo due chiacchiere. I Sulutumana stanno infatti organizzando un concerto pubblico per sensibilizzare la valle sulla questione “supermercato”:  è infatti al vaglio un progetto per la costruzione di un supermercato a ridosso della storica Cascata della Vallategna.

In molti si stanno attivando per scongiurare che uno spazio verde, già citato adirittura da Stendhal, diventi la sede per qualcosa che a tutti pare inadatto ed inutile. Su Facebook è nato un gruppo di discussione fondato dal Signor Teodoro Margherita che conta già oltre 500 membri  e continua a crescere: Difendiamo la Vallategna

E’ bello fare due chiacchiere con Giamba anche se mi dispiace averlo incontrato solo quando sembra che tutto debba essere travolto, che le decisioni siano state tutte già prese e non vi sia più nessuno disposto ad ascoltare i dubbi e le perplessità che sempre più persone esprimono.

Ma forse è giusto così, ci si conosce quando è giusto farlo, quando serve spingersi oltre la chiacchiera: mentre scende la neve e tutti sono chiusi in casa noi siamo sotto i cedri a tentare un ultima disperata difesa, un ultimo tentativo. Enzo e Giamba, mentre li guardo imparo qualcosa sull’arte, capisco che alle volte sono solo gli artisti a far vibrare la speranza quando tutto pare perso.

I cedri hanno due alleati potenti ma ancora molto si deve fare, tocca a noi fare il resto.

Martedì 9 Febbraio sarà la festa patronale di Asso, il paese sarà colmo di bancarelle e forse sarà l’ultima volta che potremmo vedere quelle piante il giorno di Santa Apollonia. Se siete di Asso o se un po’ vi siete affezionati a questa nostra triste storia, passate da Asso, fate una foto abbracciando quelle piante. E’ l’ultima possibilità di ricordarle prima che vegnano abbattute per un progetto che nessuno conosce fino in fondo e che convince sempre meno gente.

Grazie!

Davide “Birillo” Valsecchi

Ancora foto per i Cedri!!

Ancora foto per i Cedri!!

Asso ed i suoi cedri
Asso ed i suoi cedri

Dopo l’iniziale titubanza l’iniziativa «Abbraccia il cedro e mandaci una foto» comincia ad ingranare e giorno dopo giorno arrivano sempre più fotografie. La voce si sparge e l’interesse aumenta per questo pezzo di storia di Asso messo a rischio.

Artisti ed associazioni mi hanno scritto e presto arriveranno ad Asso per immortalarsi con le nostre vecchie piante. Mi piace! Non importano le critiche negative che sono piovute sulla testa mia e di Enzo, è bello vedere che la gente si stringe attorno ad un valore mostrando la volontà di partecipare, di condividere, di conservare.

Abbracciare l’albero è un gesto semplice, un gesto gioioso che racchiude in sè affetto ma anche la caparbietà di chi non vuole accettare senza capire. Perchè davanti ad un “non importa quante foto farete, l’albero cadrà perchè così è deciso!” non si può che essere elettrizzati nel battersi pacificamente per qualcosa di giusto: salvare la memoria, salvare lo spirito di un paese che non si lascia silenziosamente e passivamente trasformare, manipolare, snaturare. Quanto potere in un gesto semplice!

Martedì 9 Febbraio sarà la Festa Patronale di Santa Apollonia, un occasione magnifica per fare la vostra foto!! Schivando i “moccoli” io ed Enzo ronzeremo attorno alle piante pronti a farvi da fotografi se ne avrete bisogno. Che cadano o si salvino è importante dimostrare, in primo luogo a noi stessi, che questo è un paese vivo, un paese capace di rendere omaggio alla propria memoria decidendo con consapevolezza il proprio futuro.

Mi scrivono poi sempre più persone che abbracciando virtualmente l’albero. Ho persino ricevuto una mail da New York ed una da un amico dall’India. Non importa se siete lontani, se volete contribuire potete farvi una foto ad una pianta ed inviarcela: sarà un vero piacere avervi tra di noi.

Cerco di caricare le foto man mano che le ricevo e sono visibili qui: «Abbraccia il cedro e mandaci una foto»

Grazie a tutti!!

Enzo, Davide ed i due Cedri di Asso!!

La leggenda dei cedri del Libano

La leggenda dei cedri del Libano

I cedri di Asso
I cedri di Asso

Ho trovato una leggenda che parla di tre cedri del Libano e dei loro sogni prima di essere abbattuti. Visto che i cedri di Asso sembrano destinati a cadere per far posto ad una rotonda non ho potuto che essere colpito da questa storia. Ne ho trovate molte versioni ma, a furia di cercare, ne ho trovata anche una scritta da Paulo Coelho, il famoso scrittore brasiliano:

«Racconta una vecchia leggenda che nelle belle foreste del Libano antico nacquero tre cedri. Come tutti sappiamo, i cedri impiegano molto tempo per crescere e questi alberi trascorsero interi secoli riflettendo sulla vita, la morte, la natura e gli uomini. Assistettero all’arrivo di una spedizione da Israele inviata da Salomone e, più tardi, videro la terra ricoprirsi di sangue durante le battaglie con gli Assiri. Conobbero Gezabele e il profeta Elia, mortali nemici. Assistettero all’invenzione dell’alfabeto e si incantarono a guardare le carovane che passavano, piene di stoffe colorate.

Un bel giorno, si misero a conversare sul futuro. “Dopo tutto quello che ho visto – disse il primo albero – vorrei essere trasformato nel trono del re più potente della terra” “A me piacerebbe far parte di qualcosa che trasformasse per sempre il Male in Bene“, spiegò il secondo. “Per parte mia, vorrei che tutte le volte che mi guardano pensassero a Dio” fu la risposta del terzo.

Ma dopo un po’ di tempo apparvero dei boscaioli e i cedri furono abbattuti e caricati su una nave per essere trasportati lontano. Ciascuno di quegli alberi aveva un suo desiderio, ma la realtà non chiede mai che cosa fare dei sogni. Il primo albero servì per costruire un ricovero per animali e il legno avanzato fu usato per contenere il fieno. Il secondo albero diventò un tavolo molto semplice, che fu venduto a un commerciante di mobili. E poiché il legno del terzo albero non trovò acquirenti, fu tagliato e depositato nel magazzino di una grande città. Infelici, gli alberi si lamentavano: “Il nostro legno era buono, ma nessuno ha trovato il modo di usarlo per costruire qualcosa di bello!”.

Passò il tempo e, in una notte piena di stelle, una coppia di sposi che non riusciva a trovare un rifugio dovette passare la notte nella stalla costruita con il legno del primo albero. La moglie gemeva in preda ai dolori del parto e finì per dare alla luce lì stesso suo figlio, che adagiò tra il fieno, nella mangiatoia di legno. In quel momento, il primo albero capì che il suo sogno era stato esaudito: il bambino che era nato lì era il più grande di tutti i re mai apparsi sulla Terra.

Anni più tardi, in una casa modesta, vari uomini si sedettero attorno al tavolo costruito con il legno del secondo albero. Uno di loro, prima che tutti cominciassero a mangiare, disse alcune parole sul pane e sul vino che aveva davanti a sé. E il secondo albero comprese che, in quel momento, non sosteneva solo un calice e un pezzo di pane, ma l’alleanza tra l’uomo e la Divinità.

Il giorno seguente prelevarono dal magazzino due pezzi del terzo cedro e li unirono a forma di croce. Lasciarono la croce buttata in un angolo e alcune ore dopo portarono un uomo barbaramente ferito e lo inchiodarono al suo legno. Preso dall’orrore, il cedro pianse la barbara eredità che la vita gli aveva lasciato. Prima che fossero trascorsi tre giorni, tuttavia, il terzo albero capì il suo destino; l’uomo che era inchiodato al suo legno era ora la Luce che illuminava ogni cosa. La croce che era stata costruita con il suo legno non era più un simbolo di tortura, ma si era trasformata in un simbolo di vittoria.

Come sempre avviene con i sogni, i tre cedri del Libano avevano visto compiersi il destino in cui speravano, anche se in modo diverso da come avevano immaginato.»Paulo Coelho

Non sono certo bravo come Coelho ma mi piacerebbe essere in grado di fare qualcosa per quelle piante che ora sorvegliano l’ingresso di Asso, che hanno visto e vissuto le storie del nostro paese, sia quelle che conosco che quelle che sono state dimenticate. Sembra che presto saranno abbattute e se non è possibile salvarle vorrei almeno salvarne la memoria: Chi mi aiuta?

Alle elementari ricordo di aver fatto un disegno che aveva per tema il temporale. Dovevamo disegnare quello che vedavamo dalla finestra della classe, all’epoca, nel palazzo del comune: fulmini gialli, gocce di pioggia blu, la macchina del vigile ed il profilo stilizzato verde pastello dei due alberi. Questo era un temporale ad Asso 25 anni fa.

Davide “Birillo” Valsecchi

Ps. Continua il dibattito su “Assese.it” ed anche l’iniziativa «Abbraccia il cedro e mandaci una foto». Immortalatevi con le due piante!

Natura e Civiltà: Gruppo Naturalistico della Brianza

Natura e Civiltà: Gruppo Naturalistico della Brianza

Cascata della Vallategna
Cascata della Vallategna

Si fa un gran parlare ad Asso in questi giorni, c’è un clima elettrizzante. Aver creato il gruppo Assese.it mi ha permesso di affrontare tematiche nuove entrando in contatto con realtà abbastanza diverse dal solito.

Sono stato contattato da molte associazioni e tra queste ve ne è una che già conoscevo, fin da tenera età. Negli anni ’50 il giornalista svizzero Giorgio Achermann e la moglie si stabilirono a Canzo e, nel 1960, diedero vita ad un’associazione: Gruppo Naturalistico della Brianza. Mia nonna, Berta Valsecchi, era molto amica di entrambi e per questo mi iscrisse all’associazione fin da bambino.

All’epoca ero troppo piccolo per partecipare alle attività  ma ogni anno ricevevo la tessera, con tanto di nome, ed ogni trimestre, se non ricordo male, anche la rivista Natura e Civiltà. Io ero piccolo, potevo capire poco, ma  ricordo che era piena di illustrazioni, immagini di fossili, di piante e le descrizioni degli animali della nostra zona. Mi piaceva leggere quel piccolo fascicoletto, era come sentirsi tra i “grandi”.

A dimostrazione di quanto fosse attiva e viva la scena culturale dell’epoca vi è il logo dell’associazione, un immagine realizzata niente meno che dal {it:Salvatore_Fiume|Maestro Salvatore Fiume}, all’epoca infatti aveva il suo studio e la sua abitazione proprio a Canzo ed era molto amico del signor Achermann. Stupefacente la capacità di cooperare e la voglia di partecipazione alla vita della valle che permeava quegli anni.

Poi, complice l’adolescenza e la scomparsa di mia nonna, ho perso di vista sia la rivista che l’associazione. Un vero peccato a cui fortunatamente sembra abbia rimediato in questi giorni. Ho infatti preso contatto con il signor Cesare Del Corno, attuale presidente dell’associazione, ed ho scoperto il loro sito web: http://www.grupponaturalisticobrianza.it

Il Gruppo Naturalistico della Brianza è da sempre impegnato nella salvaguardia e nella valorizzazione della Cascata della Vallategna e credo sia molto interessante scoprire cosa possano raccontarci, dall’alto dei loro 50 anni di attività, su quest’angolo di Asso che racchiude storia e bellezza naturale.

Vi invito a visionare le attività dell’associazione e a seguirne l’iniziative. E’ stato un vero piacere riscorprire che una realtà a cui ero legato da bambino è ancora attiva e vigile nella salvaguardia del nostro territorio. Grazie e complimenti per il 50° di attività!!

Davide “Birillo” Valsecchi

PS: Continua l’iniziattiva “Abbraccia il cedro e mandaci una foto”, siete tutti invitati ad immortalarvi con la nostra ormai famosa coppia di alberi secolari minacciati dalla “rotonda spaziale”.

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