Canalone Belasa

Da Isola Senza Nome.
Canalone Belasa
Luigi Anghileri, detto "Barba", "Luisin", "Belasa"
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Canalone sul Versante Sud-Est del Monte Moregallo, risale da Sambrosera fino ai Pilastri del Moregallo e prosegue fin sotto la cima.

Difficoltà di tipo escursionistico: E E (escursionisti esperti) con qualche passaggio in roccia che raggiunge il IV° U.I.A.A. (ora attrezzato con catena). Dislivello: 400 mt. circa.

Tempo di salita: dall’imbocco alla cresta sommitale 1h. Il canalone porta in maniera veloce e diretta sulla vetta del Moregallo sfruttando l’alveo di un possibile deflusso d’acqua.

Prima ascensione: non si conoscono i nomi dei primi salitori, si conosce tuttavia il nome di Luigi Anghileri “Belasa” che è stato colui che ha più volte percorso questo interessante itinerario e l’ha fatto conoscere ad una ristretta cerchia di amici. Ora in ricordo dell’amore che Luisin aveva per le montagne valmadreresi e in particolare per il M. Moregallo si propone di chiamare questo canalone con il suo sopranome “Belasa”.

Relazione tecnica: con il sentiero numero 7 raggiungere l’acqua di Sambrosera, alla destra del “fontanino” una segnaletica indica d’inoltrarsi nel selvaggio versante S.E. del Moregallo e da lì è un facile collegamento alle nuove vie d’arrampicata in falesia tracciate sulle guglie che caratterizzano la fascia centrale del gruppo. Prendere il ramo destro del canalone che costeggia tutta la struttura superando delle strozzature rocciose alte fino ad 8 mt. Dette strozzature si devono superare obbligatoriamente, essendo impossibile deviarle sui fianchi. (difficoltà massima IV°). Ora sono state attrezzate con catene, rendendo così più agevole sia la salita come la discesa lasciando a chi non vuole usarle le stesse difficoltà.

Verso la fine dell’itinerario s’incontrano dei tratti pericolosi per le cadute di pietre, perciò e meglio abbandonare il canalone e prendere una traccia di sentiero (bolli rossi) che porta alla cresta sommitale. Da qui si puo raggiungere con comodo sentiero n.6 la vetta del Moregallo, oppure ritornare al sentiero n.7 all’altezza della bocchetta di Val Puma.

Lo Spirito del Barba

Roberto Mandelli ricorda l'amico in un racconto intitolato "Lo Spirito del Barba":

«Qui il cielo è limpido; infilandomi le ballerine sui piedi nudi, un brivido di freddo mi percorre la schiena, il posto è di quelli che mi fanno turbinare in testa un sacco di vecchi ricordi. In particolar modo quello di un caro amico del quale, quando mi trovo qui, mi sembra di avvertire ancora la presenza. Oggi il mio compagno non è più quello di tanti anni fa, purtroppo ci ha lasciati da oltre quindici anni, con lui scorrazzavamo in lungo e in largo per queste gole molto prima che altri si accorgessero della loro esistenza e venissero ad incatenarle. In quegli anni, pochi, a ragione si avventuravano per questi canali ed il motivo non erano le difficoltà alpinistiche. Per questo, chi si avvicina deve avere lo spirito ed il rispetto giusti per questi ambienti, anche se non siamo sulle Dolomiti o in qualche profondo vallone alpino, ma più semplicemente in uno stupido canalone che abbiamo proprio sopra casa.»


Riferimenti

Racconti ed immagini da Cima-Asso.it sul Belasa: