Corno Ratt

Da Isola Senza Nome.
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Corno Ratt, dettaglio Via Dell'Oro
Corno Ratt dai Prati di San Tomaso, sullo sfondo tramonto su Moregallo

Il Corno Ratt si innalza come divisorio fra la Valle del Gaton e la Valle Sambrosera. La sua parete Sud Est, ben visibile da Valmadrera, domina costantemente la mulattiera che sale a San Tomaso diventandone nel tempo un'icona inconfondibile. I Versanti occidentale e nord-occidentale sono coperti da rigogliosi e a volte scoscesi boschi che negli anni hanno fornito legna da ardere e da costruzione agli abitanti del posto. Il versante sud orientale eè dominato dalla inconfondibile parete che ha visto generazioni di alpinisti cimentarsi sulle sue rocce. nel 1940 la sua prima ascensione fu un avvenimento per tutta Valmadrera, che ne seguì la scalata con vivo interesse. Con il passare degli anni l'evoluzione tecnica dell'arrampicata e le mode che ne condizionano inevitabilmente i comportamenti, hanno trasformato la parete in una struttura di arrampicata moderna fra le più belle della Lombardia. Questo non toglie che chi vuole percorrere le vie classiche lo possa ancora fra grazie ad una convivenza tra il moderno ed il classico non sempre facile, ma in qualche modo accettata e salvaguardata.

Sasso GG Osa

Piccolo avancorpo della parete SE del Corno Ratt. Qui la partenza della Ferrata del Trentennale Osa e di alcuni monotiri. E' possibile aggirarlo attraverso un sentiero che sulla destra, viso alla parete, risale di lato.

Ferrata del Trentennale Osa

L'itinerario attrezzato percorre la cresta spartiacque tra la Valle del Gaton e la Valle di S.Antonio detta anche Valle Sambrosera, e collega la cima del Corno Ratt al Corno Orientale. La prima parte del percorso si svolge sulla parete S del Corno Ratt con un itinerario attrezzato con funi, catene e pioli, molto esposto e adatto ad escursionistiche abbiano già esperienza di salite su ferrata. La seconda parte si svolge per boschi e brevi tratti di roccia, anch'essi con catene. La Cresta collega i due Corni e si conclude salendo lo spigolo di roccia che delimità l'anticima del Corno Orientale. Lungo l'itinerario, sopratutto nella seconda parte, c'è ampia possibiltà di uscita dalle difficoltà verso sentieri più semplici.

Anfiteatro

L'afiteatro è un settore posto a sinistra della parete del Corno Rat ed è raggiungibile salendo il canale a sinistra del secondo tratto di ferrata. Il canale d'accesso è oggi infestato dalla vegetazione, la corda fissa che una tempo ne facilitava la salita è ormai marcia ed insicura, spesso la pioggia ammassa materiale e sassi instabili. Si raccomanda la massima prudenza nel canale e lo si sconsiglia a chi non abbia adeguata esperienza su questo tipo di terreno. Giunti nell'Anfiteatro si può accedere ad alcune vecchie vie sportive il cui stato è assolutamente da verificare. Volendo, seguendo la cresta a sinistra dell'anfiteatro, si può affrontare una breve salita di III°+ su roccia marcia che permette di raggiungere la cresta. Volendo si può rientrare verso il terzo tratto di ferrata seguendo una cengia ed il sentiero di fuga.

Il Giardino del Ratt

Il secondo tratto della ferrata porta all'anticima del Corno Ratt, un'ampio falso piano caratterizzato da piante e sassi che porta alla muraglia finale ed al terzo tratto di ferrata: è un oasi davvero particolare tra le rocce. Molte delle vie d'arrampicata, in particolare la via Dell'Oro, giungono fino qui. Un sentiero di fuga, sul lato sinistro dell'attacco della terza parte della ferrata, permette di accedere ed uscire da questa zona semplicemente a piedi. Ci sono molte rocce interessanti, specie sul lato destro. Il vero e grosso problema, aggirandosi in questo luogo, è il pericolo concreto di far cadere sassi lungo la parete della ferrata o delle vie sottostanti. Quindi l'esplorazione di questi spazi è assolutamente sconsigliabile nei giorni di 'affollamento' del Corno.

Nota Birillo: sulla muraglia finale ho arrampicato in libera un paio di volte, la roccia è bellissima ma lo sviluppo è ridotto e spesso è invasa dai rovi. Purtroppo il concreto pericolo dei sassi ha spesso limitato le mie esplorazioni.(Attenzione: C'è sempre più gente di quanto si creda sul Ratt)

Traverso delle Capre

ATTENZIONE: itinerario esplorativo e pericoloso. Rimontati sulla cima del Sasso GG Osa si prosegue verso sinistra, faccia alla parete del Corno Ratt, superando l'attacco del secondo tratto di ferrata ed il canale d'accesso all'Anfiteatro. Si supera alla base del Pilastro Cosma e Damiano attraversando un'ampia cengia spesso martoriata dai detriti e dagli alberi caduti. Attraversando sempre in orizzontale sulle rocce si giunge ad un inquietante salto verticale verso il basso. Osservando con attenzione si può scorgere come le capre abbiamo tracciato un ingegnoso ed articolato itinerario attraverso la vegetazione e le rocce verticale. Il traverso, in un susseguirsi di sali e scendi, si sviluppa per quasi duecento metri in orizzontale terminando sui prati che cingono il Corno Ratt al di sopra della grande cascata. La forte esposizione e la precarietà dell'itinerario lo rendono scosigliato a chiunque non abbia chiara idea della pericolosa ravanata in cui si sta infilando.

I Giardini Pensili

Il versante Sud del Corno Ratt è caratterizzato da risalti di ottima roccia costellati però da rigogliosi boschi e da varia vegetazione. Su questi speroni di roccia affioranti Roberto Mandelli, aiutato a volte dal fratello Gian Maria Mandelli e da Gabriele Crippa, ha inventato numerosi itinerari che nella totalità dei casi di percorrono in stile classico e con pochissimo materiale. I pochi riferimenti lasciati sulla roccia evidenziano il carattere esplorativo che hanno e che devono mantenere queste vie, che possono essere una valida alternativa a zone molto più frequentate e attrezzate. Il Traverso delle Capre attraversa questo versante permettendo eventuali vie di uscita.Maggiori dettagli sulla pagina specifica: I Giardini Pensili

Pilastro Cosma e Damiano

A sinistra dell'imbotto del canale che porta all'Anfiteatro si innalza un pilastro infestato dalla vegetazione. Verso la fine degli anni '70 si sono cimentate su queste rocce due cordate chiamandolo con il nome "Pilastro Cosma e Damiano". La prima cordata composta da Felice Vassena e Vittorio Rusconi ha scalato praticamente la via più logica, di seguito Vittorio Rusconi e Giulio Oreggia hanno compiuto una variante bassa dello stesso itinerario, integrandolo. Difficoltà di IV e V grado per uno sviluppo di 60 metri.

Nota del Birillo: la base del pilastro è intensamente protetta da una fitta muraglia di rovi. La roccia alle spalle appare buona ma l'accesso richiede una decisa opera di giardinaggio e strumenti adeguati. Con Mattia Ricci abbiamo trovato una cengia, scivolosa ma libera dai rovi, che da sinistra permette di raggiungere il pilastro a metà della sua altezza. Stavamo rientrando da una ripetizione della Dell'Oro e non abbiamo tentato la salita dei rimanenti trenta metri che appaiono di roccia buona. I vecchi raccontano che la roccia sia generalmente buona, il grado contenuto e la possibiltà di proteggersi buona: il problema è che sulla cima del pilastro c'è materiale instabile di ragguardevoli dimensioni. Questo è il motivo per cui il Pilastro, nonostante le buone prospettive, non goda di alcuna popolarità.

Falesia Santomas

La felesia si raggiunge da San Tomaso seguendo il sentiero che porta al Corno Ratt ed è ben visibile poco dopo aver attraversato il torrente sulla sinistra (Cartello). Attrezzata da Domenico Chindamo e Lorenzo Baronio. Fix con catene alle soste, 18 metri (6b+/7a+)

Le Rocce degli Elfi

Situate in località "Piazza Balcon"... continuo dopo: Bruna chiama la cena!