Moregallo

Da Isola Senza Nome.
Suddivisione Versanti (proposta)
Altitudine 1276m - Non è semplice descrivere il Moregallo, una montagna complessa che si innalza con un balzo di un chilometro dalla sponda occidentale del ramo lecchese del Lago di Como. Potremmo limitarci a poche parole, dicendo che a Sud è tutta una selva di guglie e torrioni, che a Nord Est presenta alte pareti e orridi valloni e che a Ovest, infine, è caratterizzato da ripidissimi prati e canaloni, ancora in parte da esplorare. Ma così facendo, oltre a non rendere giustizia alla morfologia del luogo, coglieremmo soltanto in parte il suo spirito: quel suo essere un piccolo mondo introverso, che nonostante la moda imperante della montagna a tutti i costi, sembra restare ai margini delle grandi rotte del turismo, dell'escursionismo e del moderno alpinismo sportivo. Insomma: siamo convinti che la vocazione del Moregallo sia quella di essere e restare una montagna per pochi, disposti a lunghe scarpinate per raggiungerne la vetta oppure per arrampicare "come una volta", sentendosi protagonisti dell'azione e non semplici fruitori di un prodotto confezionato da altri.

Etimologia

Il toponimo, secondo il "vocabolario lecchese", rimanda al latino Mons Regalis, Monte Regale, per la presenza di terreni demaniali. Probabilmente avrebbe dovuto chiamarsi Monte Moveggio come sulle antiche carte, o al più Monte Moregge in sintonia con le omonime valle e bocchetta. Invece le inevitabili confusioni topografiche diedero alla vetta il nome della vicina cima 1202m (sull'altra sponda del lago), allora nominata Monte Regale: il dialettale Mun’ Regal fu compresso, storpiato e italianizzato in Moregallo dalla faciloneria toponomastica dei decenni addietro. Dal canto suo, uno studioso di spessore come Dante Olivieri giustificava il nome riferendosi alla Valle di Moregge, che rimanderebbe a sua volta alla base Mur mucchio di pietre oppure a Morra recinto di pietre. Da non dimenticare, poi, che a Premana muregall significa muretto. Oltre alla natura rocciosa del territorio, il nome potrebbe derivare dalla diffusa presenza di massi erratici sopratutto nella valle omonima, che per il suo orientamento e conformazione fu un catino raccoglitore dei massi di gneiss trasportati dal ghiacciaio Abduano. Ipotesi ugualmente interessanti, che rendono ancora più affascinanante il nostro protagonista roccioso, che resta ben visibile dalla Brianza, da Lecco e da altre numerose località del bacino lariano.

Suddivisione Versanti

La morfologia del Moregallo è particolarmente complessa, tanto nel dettaglio quanto a livello generale. Per questo ho proposto (Davide Birillo Valsecchi) la suddivisione del Moregallo in quattro "settori" identificabili come Versanti.

  • Moregallo Versante Nord Ovest comprende tutta la Valle delle Moregge salendo dalla foce della valle nei pressi del Nautilus fino alla Bocchetta di Moregge. Da qui risale la cresta fino alla Cima per poi seguire il crinale nord scendendo verso il lago e tenendo come limite di confine l'ingresso sud della vecchia galleria del Melgone. Le pareti del Melgone e tutti i territori boscosi sovrastanti, propriamente a nord, verrebbero a far parte di questo settore.

La suddivisione è ancora una proposta ed attualmente in attesa di approvazione.

La Cartina interattiva di riferimento è questa:

https://www.google.com/maps/d/edit?mid=1ZFdKVF5Kt24uF5j7kPyLjkUwQRE&ll=45.86933024372889%2C9.347144350000008&z=14

Valle Inferno o delle Moregge

La valle che a Nord separa il Moregallo dai Corni di Canzo è solcata dal fiume Inferno. Maggiori informazioni su qui: Valle delle Moregge