Isola Senza Nome

Da Isola Senza Nome.
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Isola Senza Nome
Eugenio Fasana, il "Sensei"
Walter Bonatti a Valmadrera con Vassena G, Osio R, Amigoni G, Panzeri M, Magistis G, Mandelli G
I confini dell'Isola
L'Isola dalla Cresta Segantini in Grignetta
I territori dell'Isola
Ingresso Grotta dei Tassi (Moregallo)

"L'Isola è la nostra casa, la pianura ed i laghi segnano i suoi confini. Ragazzo guarda all'orizzonte, ad oriente verso il grigio abbagliante delle Grigne, ad occidente verso la splendente muraglia bianca del Monte Rosa. A sud le punte del Resegone ed il miraggio delle Città. A Nord, oltre il culmine del Lario, la grandezza delle Alpi. Noi non siamo circondati, no, noi siamo al centro di ogni cosa. Qui, sull'Isola, viviamo in un mondo speciale, intriso di mistero e avventura. Ed ora, ragazzo, vieni con me. C'è ancora molto da fare: dobbiamo riunire le Tribù, fondare una Nazione..." - Il viaggio del Nostromo

(Prefazione di Mirella Tenderini): Quanto si ritirò l'enorme massa di ghiaccio che nel Quaternario aveva occupato tutto il territorio percorso oggi dall'Adda scavando il letto del lago più profondo della cerchia alpina, emerse a ovest del lago di Lecco un massiccio calcareo nettamente staccato dal resto dei rilievi che si estendono ancor di più a occidente verso il lago di Como propriamente detto e che formano con esso quello che veniva chiamato fino ai primi del Novecento il gruppo "dei Monti Lambrani o di Vall'Assina". Il gruppo omogeneo che a sé stante non ha un suo nome, ma è facilmente identificabile a vista avvicinandosi a Lecco da Milano lungo una delle strade che portano a Erba o ad Oggiono; oppure dalla riva opposta del lago - dalla strada che porta a Mandello, o meglio ancora dalla cima del San Martino o del Coltignone, o da uno dei belvedere che dai Piani dei Resinelli si affacciano sul lago. Guardando una cartina l'identificazione è ancora più facile, seguendo il tracciato viario da Lecco verso nord lungo la riva ovest del lago fino ad Onno, girando a sud per la Valbrona e giù ad Asso, Canzo, Eupilio e Pusiano e poi a est a toccare Suello, Civate e Valmadrera per tornare a Lecco. E' un massiccio di modeste dimensioni e di ancor più modeste altezze. I due punti culminanti, le cime del Corno Occidentale di Canzo e quella del Moregallo - collegate tra loro da un'esile cresta tanto aerea da procurare a chi la percorre emozioni dolomitiche - misurano soltanto, rispettivamente, 1371 e 1276 metri, ma le pareti precipitano talmente ripide a valle da dare a tutto il gruppo un aspetto severo, da grande montagna. Questa impressione è però fugata dalla prossimità del Resegone, e da quella ancora più incombente delle Grigne, ed è sopratutto la vicinanza di queste ultime e delle loro pareti e guglie ardite che ha distolto per molti anni la maggior parte degli alpinisti dall'Isola Senza Nome, meta però da sempre di escursionisti. Tutta la zona è stata molto frequentata fin dall'inizio del Novecento, grazie alla rete ferroviaria che già allora collegava la citta di Lecco a Como, a Milano, a Bergamo e, via Colico, a Chiavenna e a Sondrio. Meta favorita dei comaschi e dei milanesi, oltre che dei lecchesi e degli abitanti dei villaggi più vicini, erano i Corni di Canzo, dove vennero aperte anche le prime vie su roccia e che erano facilmente accessibili da Canzo, da Valbrona e anche da Valmadrera.

Il grande alpinista Eugenio Fasana, parlando proprio dei Corni di Canzo, li paragonava alle Dolomiti, e non solo per il tipo di roccia che è pressoché il medesimo. Valutando il dislivello, e soprattutto l'impegno tecnico necessario per risalirle queste pareti, diceva non avessero nulla da invidiare a quelle più celebrate del Trentino e perciò non erano da considerarsi nemmeno Dolomiti in miniatura.

Valmadrera è la capitale alpinistica dell'Isola Senza Nome (e a dirlo è un Assese!), per questo è interessante, per tutta l'Isola, la domanda che fu fatta a Walter Bonatti: "Perchè proprio Valmadrera?" Bonatti lo spiegò con parole semplici: "Sono arrivato come in tanti altri posti, per una serata. Ma solo qua - dice, e nel raccontare sorride - non m'è più riuscito di ripartire: ho conosciuto gente speciale, un ambiente speciale. Grande amore per la montagna, ma anche grande disponibilità e apertura. E poi valori precisi ed in qualche modo omogenei in tutto l'ambiente di là dalle identità e dalle personalità individuali: coerenza, rifiuto di certi compromessi purtroppo molto di moda per quanto sviliscano il senso vero dell'alpinismo. Io ho scoperto tutte queste cose qui ed è per questo che scappo a Valmadrera, quando e appena riesco: per stare con gli amici, per andare con loro in montagna, per chiacchierare di cose qualunque." (da Vertice 1988)

Unire le Tribù

Lo scopo di questo sito è quello di riunire le Tribù dell'Isola Senza Nome in un unica temibile Nazione. Fornire loro gli strumenti per conoscersi, per condividere le ricerche, le esplorazioni, le scoperte. Un luogo di incontro dove conservare la conoscenza e la storia, così come fino ad oggi hanno fatto i "saggi anziani" ed i loro preziosissimi libri. Un luogo dove raccogliere nuove avventure, nuovi racconti. Nuove amicizie, nuove cordate. I territori inesplorati e verticali del Moregallo Orientale, le gole e le muraglie sconosciute del Corno Birone, gli anfratti dimenticati dei Corni, il gelido buio dei Pilastri del Belasa. E ad Oriente i grandi prati dell'Isola Occidentale, lo Scalfin del Diavul, la grande grotta che ancora non si trova. Ogni volta che credi di aver scoperto tutto, l'Isola riesce a sorprenderti, ma forse è proprio questo che ci rende orgogliosi di esserne parte. Che siate indigeni o foresti qui poco conta, ciò che importa davvero è ciò che fate e soprattutto come lo fate: l'Isola ha le sue regole, se saprete comprenderle e farle vostre siete per certo i benvenuti!

I confini dell'Isola Senza Nome

L'Isola Senza Nome si innalza indipendente tanto sulla pianura, quanto sul lago e sulle valli. Per riconoscerne i confini basta osservare le montagne che ne determinano la forma. Sono, partendo da Est, il Moregallo, i Corni di Canzo, il Monte Prasanto, il Monte Rai ed il Cornizzolo. I comuni coinvolti dal territorio dell'isola sono, in senso orario, Asso, Canzo, Valbrona, Mandello del Lario, Civate, Suello, Cesana Brianza, Pusiano ed Eupilio. Le valli principali sono (da sistemare) la Valle Ravella, la Valle dell'Oro, la Valle delle Moregge ecc..

ARGOMENTI:

I monti principali dell'Isola senza nome sono (da Est ad Ovest):

Possono essere elencate anche il Ceppo dell'Angua, il Monte Pesora, il Ceppo della Bella Donna, la Forcellina e diverse strutture rocciose del Moregallo Orientale (Corno di Braga, Parete Nord, Parete Tempo Perduto, ecc..)

Molte aree dell'Isola sono spesso poco frequentate, poco conosciute oppure tanto inaccessibili da non essere ancora raggiunte dall'uomo. Queste zone, sopratutto sul Moregallo o sul Corno Birone, sono i territori d'avventura dell'Isola. Questa sezione raccoglie testimonianze, appunti e rilievi di coloro che si avventurano in questi luoghi.

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Questo portale è stato creato il Primo Luglio 2017 da Davide Birillo Valsecchi, Nostromo dei Tassi del Moregallo, ed è ospitato sul sito Cima-Asso.it. Per ora, sotto la supervisione degli "anziani" dell'Isola, sono Birillo ed i Tassi a condurre le danze. Nel futuro speriamo che ogni paese ed ogni differente attività o associazione possa avere un proprio coordinatore all'interno del progetto.

Le regole non scritte che valgono sull'Isola Senza Nome valgono anche in questo spazio virtuale. Siete per tanto inviati ad iscrivervi con il vostro vero nome e a comportarvi qui così come fareste nella realtà: quelli che appartengono all'Isola sono persone concrete... temibili e concrete.