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Asso Odissea Cedri: luci nel buio

Asso Odissea Cedri: luci nel buio

... accusato di Stregoneria
... accusato di Stregoneria Vodoo

Ed egli disse: “Vale più la vita di una persona che un pino” e a quelle parole nubi tetre colme di rabbia e sdegno si accalcarono nel cielo della Vallassina.

Questo non fu l’inizio, questo fu solo il momento culmine della grande crisi dei Cedri di Asso: il tempo dei grandi proclami in televisione mentre le carte e le perizie, ancora tutte segretate, raccontavano storie diverse e spesso tanto lontane dalla realtà da apprire ridicole per quanto ipocrite.

«Gli alberi non hanno nulla – dice ora il Vice Sindaco Giovanni Continessuna malattia occulta, questo è un bene perchè se le piante sono in salute si può realizzare la rotonda in sicurezza.»

Solo la scorsa estate era pronto a scommettere, nero su bianco, che le piante fossero sue coetanee e che  assolutamente non vi era alternativa al loro abbattimento per la suprema salvezza dei cittadini di Asso: chi non avesse compreso l’importanza di queste due non-verità era uno sciocco ed un irresponsabile, un facinoroso ambientalista dedito solo all’opposizione di una sublime e coscienziosa maggioranza ( …prima delle 2700 firme raccolte i contrari erano “i quattro gatti delle piante”)

Pare che oggi “Il Vice”, visto il vento che ha preso a tirare all’alba delle prossime elezioni, abbia cambiato idea e che ora sia Lui il paladino degli alberi: “il lupo perde il pelo ma non il vizio”, staremo a vedere.

Su La Provincia di Como un nuovo articolo racconta di come Venerdì siano intervenuti nuovamente gli agronomi per ulteriori accertamenti. Questa volta il Comune di Asso non ha incaritato il Dott. Guzzetti, che aveva precedentemente espresso considerazioni clamorosamente sbagliate, ma ha interpellato lo studio del Dott. Buizza.

Il dottor Buizza  è l’agronomo che ha aiutato l’opposizione e gli “irriducibili” nello sconfessare la funesta perizia che condannava ingiustamente i cedri. E’ il presidente degli agronomi di Como, Lecco e Sondrio ed un esperto di tutela e conservazione di Piante Monumentali: una nuova e gradita garanzia in questa odissea.

Morale della Favola: «“I cedri hanno sessantanni” e “non esiste soluzione alternativa all’abbattimento dei cedri” sono ormai evidentemente due non-verità in buona parte rettificate anche dal loro enunciatore: Giovanni Conti. Se non erano bugie erano perlomeno stupidaggini proclamete come verità per un anno intero: ora, prima di “appuntarsi medaglie” per i nuovi lavori della rotonda, dovrebbe quantomeno scusarsi per aver ripetutamente offeso chi in passato ha costantemente cercato di mostrare quanto fosse in errore. Inoltre, dopo tutto questo, deve ancora dimostrare di essere all’altezza e di essere persona affidabile prima di iniziare quest’opera così “radicale” per le piante ed il paese».

Davide “Birillo” Valsecchi

Esercitazione di Logica Booleana applicata ai Cedri:

George Boole
George Boole

Giovanni Conti dichiarò a La Provincia di Como sull’edizione del 6 Maggio 2010 “Quando scrive Valsecchi è a mio parere offensivo e privo di senso”. Formalmente la ricerca della verità non è mai offensiva nè tantomeno priva di senso.

Una bugia (lie) è un’affermazione intenzionalmente falsa. Una non-verità (not true) è un affermazione che, sebbene data per vera, in un secondo tempo si è mostrata per quello che  è: un falso (false).

L’algebra astratta di Boole, nota anche come logica Booleana, è una branca della matematica che permette   l’elaborazione di espressioni nel’ambito del calcolo proposizionale aventi come operatori solo le variabili di verità booleane 1 e 0, vero e falso.

Nel linguaggio comune quando una non-verità viene individuata, laddove non persistano gli elementi che permettano di etichettarla come bugia, viene gergalemente etichettata come “idiozia” specie quando, alla luce dei fatti, la falsità diviene ovvia in contrapposizione alla veemenza con cui era stata espressa.

“I cedri hanno sessantanni” e “non esiste soluzione alternativa all’abbattimento dei cedri” sono ormai evidentemente due non-verità in buona parte rettificate anche dal loro enunciatore.

Per questo motivo non è possibile affermare che vi fosse una volontà mendace nelle  non-verità proclamate da Giovanni Conti, tuttavia emerge che gran parte di quello che ha detto per oltre un anno in merito ai cedri o alla rotonda si è rivelato falso o quanto meno non vero se non addirittura stupido.

Ora la domanda è: davvero è possibile fidarsi?

Asso Scuola Rugby

Asso Scuola Rugby

Scuola Rugby Asso
Scuola Rugby Asso

Quando ero piccolo spesso trascorrevo l’estate in Friuli ed un giorno, più o meno quando avevo undici anni, arrivò in vacanza il nipote del mio vicino, un signore gentile ed anziano.

Suo nipote aveva ventidue anni, si chiamava Danilo ed era un gigante, un bergamasco enorme che giocava nella nazionale di Rugby italiana.

Insieme a lui era arrivata anche la sua morosa: un pazza simpaticissima! Io non ne capivo molto di femmine all’epoca ma tutti erano “incredibilmente” gentili e lusinghieri con lei e per questo credo fosse decisamente bella.

Danilo era un ragazzo sempre sorridente ma di fatto era un trattore inarrestabile: non avevo mai visto nessuno così forte ed allo stesso tempo atletico prima di allora. Conoscevo boscaioli, muratori, corridori di montagna e atleti di Judo o di sci di fondo: lui era tutto in un uno in mix esplosivo.

Fu un estate divertente, trascorsa insieme al gigante buono in mille avventure. Da allora il rugby, con le sue  regole ed il suo inimitabile stile, hanno sempre avuto un posto nel mio cuore sebbene da noi non ci sia mai stata la possibilità di praticare o imparare tale nobile sport.

Quando la scorsa settimana sono andato a trovare i ragazzi del laboratorio di giornalismo delle scuole medie di Asso mi hanno mostrato la bozza del loro articolo che è stato pubblicato ieri su Il Giorno e che è dedicato ai giocatori di Rugby di Lecco.

Qui potete trovare il loro articolo: Quando il Rugby è modo di stare al mondo

Sorpreso ho chiesto loro perché si fossero interessati al rugby e loro mi hanno risposto:”Lo facciamo anche noi!!”. Non hanno idea della piccola felicità delle pungente invidia che mi hanno dato.

Il professor Maurizio Ballabio (“un grande!”), che ho incontrato per la prima volta alla Canottieri di Como durante il primo viaggio dei Flaghéé, ha infatti organizzato dei corsi di Rugby pomeridiani per i ragazzi. Cogliendo l’occasione ho chiesto ai ragazzi di scrivermi una piccola presentazione del corso.

Eccola:

Quest’anno anche la Scuola Media di Asso ha organizzato un corso di rugby grazie alla passione del professore di Educazione Fisica, Maurizio Ballabio, un vecchio rugbysta. Gli allenamenti si tengono quasi tutti i mercoledì, di pomeriggio, al campo. Qui, noi ragazzi ci alleniamo facendo passaggi, placcaggi e altri esercizi e – alla fine – una piccola partitella tra di noi. Venerdì 25 marzo faremo un’amichevole a Como.

Noi ragazzi ci divertiamo ma ci vuole molta serietà e grinta, soprattutto quando bisogna placcare un avversario molto forte. Qualche settimana fa sono venuti a trovarci al Laboratorio di Giornalismo alcuni giocatori del Rugby Lecco 1975  che ci hanno parlato di questo sport e della loro passione per il rugby. Ne abbiamo fatto un articolo che uscirà sul quotidiano IL GIORNO del 23 aprile.

Carlo Acquistapace, Francesco Canali, Piercarlo Lattuada bloggiornalismo.scuoleasso.it

Che aspettate, il Rugby vi aspetta!!

Davide “Birillo” Valsecchi

Ad Asso piccoli giornalisti da record

Ad Asso piccoli giornalisti da record

Attraverso internet il mondo è a portata di mouse e ci si può trasformare in giornalisti, intervistando migliaia di persone
Attraverso internet il mondo è a portata di mouse e ci si può trasformare in giornalisti, intervistando migliaia di persone

Sono rientrato da poco meno di una settimana dalla Tanzania e mi sto aggiornando un po’ su quello che è successo mentre ero via.

Sfogliando gli archivi dei quotidiani on line mi sono imbattuto in un articolo pubblicato su LaProvinciaDiComo dai piccoli giornalisti del laboratorio delle scuole Medie di Asso.

Con molto piacere lo ripropongo anche qui:

Ad Asso giornalisti da record intervistano 12mila persone

L’anno scorso noi ragazzi del Laboratorio di Giornalismo della Scuola Media di Asso abbiamo creato  bloggiornalismo.scuoleasso.it, di cui tutti siamo stati molto entusiasti. Numerosi sono gli iscritti e scopo principale è pubblicare articoli e commentare quelli  altrui aggiungendo notizie inerenti l’argomento.

Il Laboratorio di Giornalismo quest’anno si occupa principalmente di interviste. La prima è stata dedicata a due ragazzi di Asso, Enzo Santambrogio e Davide “Birillo” Valsecchi che si sono recati in Tibet con quaranta bandiere con scritto delle preghiere preparate dai ragazzi del Setificio di Como perché, secondo una tradizione tibetana, il sole e la pioggia le scoloriscono, diffondendo al mondo buoni auspici, la seconda a Luca Piergiovanni e ai Podcast.

Davide e Enzo ci hanno informato che erano pronti per un viaggio in Africa, in Tanzania. Così siamo riusciti a farci portare in viaggio con loro – noi e la nostra prof. Giulia Caminada – rimanendo in contatto ogni settimana con uno scambio epistolare via blog. Siamo arrivati alla quarta lettera dove ci informano che hanno incontrato Marco Pugliese del portale African Voices.

Loro gli hanno parlato di noi e Marco aprirà il portale a dieci nostre domande sull’Africa.  Tempo dieci giorni vedremo le risposte che potranno pervenirci da più punti di vista, da ogni parte del mondo e dalle dodicimila persone della piattaforma. Costruiremo così una mega intervista. Niente male per aver iniziato il nostro lavoro di giornalisti da poco più di un anno!

E ora che aspettate? Correte su bloggiornalismo.scuoleasso.it e www.cima-asso.it

Debora Faravelli, Scuola Media di Asso, bloggiornalismo.scuoleasso.it
(articolo pubblicato su LaProvinciaDiComo)

Direi che i piccoli giornalisti si sono dati un gran da fare e le risposte dal portale sono già in arrivo. Non resta che aspettare che i ragazzi realizzino il loro articolo. Bravi!

Davide “Birillo” Valsecchi

2011: I Cedri nello Spazio

2011: I Cedri nello Spazio

La foto proiettata nello spazio
La foto proiettata nello spazio

Sono appena rientrato dalla Tanzania e con una certa trepidazione ho chiamato il mio amico Giulio Malinverno, Ingegnere Aerospaziale e membro della squadra di ‘Cima’: “Come è andata? E’ tornato?”

Per scaramanzia avevo taciuto tutto fino al definitivo rientro dello Shuttle Discovery dalla missione STS-133, l’ultimo volo di questa storica astronave in servizio dal 1984 e che vanta al suo attivo 39 missioni spaziali ed alcuni importanti primati.

Il Discovery ha portato in orbita il modulo Leonardo realizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana per la ISS, la Stazione Spaziale Internazionale. Con sé aveva però anche un piccolo pezzo della nostra Asso.

La NASA, l’ente spaziale americano,  aveva infatti dato vita ad un’iniziativa per commemorare questo storico veivolo. Prima del decollo infatti erano state raccolte e selezionate via Internet un’ampio numero di immagini che sarebbero state portate in orbita dal Discovery durante la sua ultima missione attorno alla Terra.

Grazie all’impegno di Giulio anche noi siamo riusciti ad inserire una foto tra le tante decollate con lo shuttle. Giulio infatti ha consegnato alla storia una fotografia che lo ritrae insieme alla sua famiglia (ed il fido cane Carlotta) in posa proprio davanti ai nostri cedri nella storica giornata di Santa Apollonia del 2010.

Ora, che lo shuttle è rientrato alla base completando la sua missione posso mostrarvi il certificato “Face in Space” che Giulio ha ricevuto della NASA. Per un attimo l’intero lo spazio ha potuto osservare la piccola navicella costruita dall’uomo e le immagini che aveva portato con sè, contemplando, oltre a Carlotta, anche il più grande tra i due ultra centenari Cedri di Asso.

Un anno fa volevano abbatterli, grazie all’aiuto di tutti hanno raggiunto persino lo spazio!!

Davide “Birillo” Valsecchi

Certificato NASA
Certificato NASA

Ps: Grazie ancora Ing.

In viaggio verso un posto chiamato Casa

In viaggio verso un posto chiamato Casa

Dar Es Salam Airport
Dar Es Salaam Airport

“Tafadali one Cheeseburger and one safari beer. And  Sir, please, take care of my luggage while I’m in wash room. ‘saante…”

Tradotto dall’Inglese/Swahili suona più o meno come “per piacere un panino, una birra safari e, per favore, dia un occhio alla mia roba mentre sono al bagno. Grazie”.

Pisciare in fretta sperando di ritrovare il proprio equipaggiamento uscendo dal bagno del lodge dell’aeroporto: questo è il primo dei piccoli inconvenienti del viaggiare in solitaria.

Già, perché questa volta rientro alla base da solo e, dopo tanto tempo, mi ritrovo a “pascolare” per un aeroporto senza il mio buon vecchio socio.

Enzo “Santos” Santambrogio si è infatti fermato a Zanzibar ben oltre la data di rientro, probabilmente  fino alla fine del mese.

L’ultima sera che abbiamo trascorso insieme era ubriaco di vino bianco, una specie di miraggio per i 40 giorni precedenti, e si era tuffato nudo nella piscina di uno dei più ricchi investitori dell’isola che ci aveva gentilmente invitato nella sua lussuosa villa per festeggiare un compleanno.

La cosa divertente è che quando mi sono avvicinato (più che altro per sincerarmi che non cominciasse a galleggiare a pancia sotto) era persino  riuscito a convincere la donna di un altro italiano, uno dall’aspetto vagamente furioso, a tuffarsi così come mamma l’aveva fatta nella piscina con lui.

Enzo ha ancora le foto di quando mi riportò in camera, trascinandomi per un piede in condizioni penose, alla fine di una festa alla Fenice di Venezia: direi che ora siamo pari…

Ma in fondo va bene: si è dato un gran da fare in queste settimane ed ora si trova tra persone amiche che hanno la mia piena fiducia e che si prenderanno cura di lui ( …non che non se la sappia cavare ma mi piace pensare di non averlo lasciato solo). Dopo tre anni di guai è giusto che si goda un po’ di quiete!

Enzo si ferma sulle sponde dell’oceano per svolgere altri piccoli lavori in ferro e per gettare, forse, le basi per una collaborazione che lo avvicinerà sempre di più all’Africa: non ha bisogno di me e così sono andato a farmi un “giroingiro” come ai vecchi tempi.

Davide “Birillo” Valsecchi

Asso chiama Zanzibar #06

Asso chiama Zanzibar #06

I ragazzi di BlogGiornalismo
I ragazzi di BlogGiornalismo

Asso incontra l’Africa – [In collaborazione con il laboratorio di giornalismo della Scuola Media di Asso coordinato dalla Professoressa Giulia  Caminada ecco i nostri racconti di viaggio dedicati ai giovani giornalisti]

I giovani giornalisti di Asso mi hanno inviato le domande per gli amici di “African Voices”, il portale dedicato all’Africa, a chi ci vive, a chi ci lavora e a chi l’ha nel cuore.

Con queste domande i giovani di Asso intendono capire ed esplorare il grande continente con l’aiuto e la collaborazione di quanti (…e parrebbero essere tanti!!) sapranno condividere con loro la propria conoscenza e le proprie esperienze.

Ora la palla passa a Marco Pugliese, colui che ha dato vita e che gestisce “African Voices”. Ora tocca a lui coordinare i suoi oltre dodicimila lettori cercando le risposte per questi giovani ansiosi di imaparare.

Ecco le domande:

1- Seguiamo in televisione i fatti che hanno coinvolto negli ultimi giorni il nord Africa. Sappiamo che in Africa si stanno combattendo molte guerre da più parti. Ci piacerebbe capire la situazione attraverso persone che vivono queste ore drammatiche.

2- L’Africa ha un’agricoltura povera, conosciamo il commercio equo-solidale e sappiamo che il sottosuolo è ricco di molti prodotti naturali che sono venduti dai capi degli stati africani alle multinazionali mentre la popolazione rimane in situazione di difficoltà di sussistenza. Perché gli abitanti non si ribellano a questa situazione?

3- Quando pensiamo all’Africa pensiamo alla fame e a bambini che non riescono a diventare grandi per la malnutrizione. Com’è la situazione reale legata alla mancanza di cibo e di acqua? Questa situazione è legata all’Africa nera o è generalizzata?

4 – Una grande piaga dell’Africa è l’aids. La popolazione ha paura di contrarre questa malattia? Ci sono dei piani dei governi per migliorare la situazione?

5 – Negli ultimi anni si è assistito ad un forte aumento del fenomeno dell’immigrazione clandestina. Molti immigrati giungono sulle nostre coste attraverso imbarcazioni gestite dalla criminalità organizzata, rischiando anche di morire durante il viaggio della speranza. Nel nostro mondo, molti vengono spesso sfruttati nel campo della prostituzione, dello spaccio di droga, furti o accattonaggio, lavoro nero, ecc. Chi emigra perché lo fa? Cosa spera di trovare?

6 – Sappiamo che in Africa non ci sono le città, o meglio, le città africane non sono come quelle europee che conosciamo. Come sono le città africane? In quale parte dell’Africa le popolazioni vivono ancora nelle tribù? Come si svolge la vita tribale?

7 – Crediamo che il Sud Africa sia un’area ricca per i diamanti e le ricchezze del sottosuolo. È vero? La ricchezza ricade sulla popolazione? Esiste ancora nel Sud Africa la segregazione razziale?

8 – Ci sono molti parchi nazionali? Se si, quali animali o vegetali vi sono? C’è il divieto di caccia? Com’è la situazione dei rinoceronti a lungo sterminati per prelevare a loro il corno? È vero che molte sono le persone che muoiono schiacciate dagli elefanti in corsa?

9 – C’è un genere che si chiama “musica africana” e “arte africana”? Che tipo di musica o di arte è?

10- Ci interessa conoscere monili, gioielli e oggetti ornamentali che indossano uomini o donne nelle diverse tribù e che fanno parte della loro tradizione culturale. Ci sono popolazioni che si decorano il corpo colorandolo in vario modo?

Extra – Diteci dell’Africa quello che volete dirci. Quest’ultima è una domanda aperta. Sarà una domanda che formuleremo alla fine, dopo aver letto quello che avrete voluto scriverci.

Le foto de “Il Napoletano”

Le foto de “Il Napoletano”

Il Napoletano
Il Napoletano

Come avrete letto qualche giorno fa abbiamo incontrato un nuovo amico che, amichevolmente, chiamiamo “Il Napoletano” nelle nostre storie. Abbiamo cominciato a parlavi di lui quando si è piantato un grosso amo da pesca in un dito ed ha dovuto sperimentare gli ospedali africani per estrarlo.

Io lo chiamo “Il Napoletano” soprattutto per omettere nei mei articoli il suo vero nome, per conferirgli un’aura di mistero ma anche per lascairgli un po’ di riservatezza.

In realtà “Il Napoletano” è uno volto molto noto dello spettacolo che ha lavorato sia per la televisione che per il cinema realizzando diversi Film italiani sopratutto negli anni ’80 / ’90. Ma non è qui per far spettacolo: è un “soggetto” più che originale e la sua grande passione è la pesca.

Per questo motivo ora è qui con noi in cantiere per pescare ma anche  per collaborare alla decorazione di alcune parti del resort per cui Enzo sta realizzando il cancello. Il Napoletano si definisce un “semplice imbianchino” ma in realtà è un ottimo ed appassionato decoratore. Orbene, visto che non mi va di rompergli le scatole mettendo il suo nome su Internet continuerò a chiamarlo “Il Napoletano” anche se per questo non smette di ridere quando legge i miei articoli.

L’altro giorno, quando i ragazzi del laboratorio di giornalismo delle scuole di Asso hanno mandato un sacco di accorati messaggi per la brutta ( …e buffa ) vicenda dell’amo, “Il Napoletano” ne è rimasto colpito ed ha deciso di sdebitarsi per la gentilezza preparando un regalo.

Di comune accordo ho chiesto lui di fotografare ciò che in una giornata l’avesse colpito in modo da avere un punto di vista nuovo con cui mostrare l’Africa, o quanto meno quella che ci circonda, ai ragazzi del laboratorio.

La nostra linea Internet è abbastanza limitata ma con un po’ di pazienza sono riuscito a caricare sul sito un po’ delle sue foto. Ecco il regalo de “Il Napoletano” per i ragazzi della scuola di Asso:


Davide “Birillo” Valsecchi

Asso chiama Zanzibar #05

Asso chiama Zanzibar #05

L'ombra del cancello realizzato da Enzo
L'ombra del cancello realizzato da Enzo

[In collaborazione con il laboratorio di giornalismo della Scuola Media di Asso coordinato dalla Professoressa Giulia  Caminada ecco i nostri racconti di viaggio dedicati ai giovani giornalisti]

Cari Davide e Enzo,
siamo in aula informatica e anche qui piove. E’ una giornata grigia ma nell’aula si avvertono i colori dei nostri pensieri. Infatti il Laboratorio di giornalismo ci sta prendendo molte energie perchè – per come ogni giornalista che si rispetti – il lavoro aumenta di settimana in settimana… scriviamo due volte al mese sul quotidiano la Provincia di Como, abbiamo da fare quattro pagine in tre mesi sul quotidiano IL GIORNO, lavoriamo per un giornalino che si chiama L’EDICOLA che distribuiscono mensilmente e gratuitamente in giro per bar e negozi, ad aprile registreremo il nostro primo podcast  e il blog da controllare e nutrire di notizie…

Sono appena entrate nell’aula la giornalista e la fotografa de IL GIORNALE DI ERBA. Abbiamo così raccontato a loro della lettera che ci avete appena inviato e che abbiamo appena letto insieme e loro publicheranno un articolo sulla nostra corrispondenza sul giornale di sabato prossimo. Come potete vedere siamo molto impegnati! Dobbiamo pensare e scrivere, scrivere e pensare e qualche volta sembra una grande corsa con le parole. Però bello! Bello perchè da cosa nasce cosa e quando le cose prendono una certa piega bisogna imparare a essere all’altezza delle situazioni, bisogna prepararsi per affrontarle.

Eravamo  col fiato sospeso mentre leggevamo dell’intervista che avremmo potuto fare a Marco Pugliese e alle 12.000 persone di “African Voices”, il portale di Marco, e ci ha molto entusiasmato comprendere che fanno riferimento al portale appassionati che vivono, lavorano o semplicemente amano l’Africa.

Ci ha fatto molto piacere che voi abbiate contattato Marco parlandogli di noi, dicendogli che siamo in viaggio con voi e naturalmente ci interessa tentare il nuovo esperimento.  Bloggiornalismo comporrà una lettera indirizzata ad “African Voices” proponendo una decina di domande che Marco provvedrà a presentare ai suoi utenti ponendole al centro di un piccolo dibattito, proprio come da piano concordato. Aspetteremo le varie risposte e realizzeremo un’intervista a 12.000 persone scoprendo un intero continente attraverso esperienze concrete di persone reali. Abbiamo deciso di parlarne insieme e di darvi le domande non prima di martedì prossimo.

Ora vi lasciamo, fra poco torneremo a casa ma la testa dovrà continuare a funzionare… Vi sembra facile avere l’impegno di dover pensare a quale domande è più opportuno mettere sul portale?

Noi di bloggiornalismo.scuoleasso.it: Carlo, Giandomenico, Andrea, Edoardo, Eleonora, Simona, Francesco, Martina, Giulia, Debora, Ines, Piercarlo, Michela, Gloria, Jessica, Martina, Francesca, Lucia, Giovanni, Aisha, Martina, Cristina, Dalila,  profcamiNada.


Come promesso eccovi una foto del cancello di Enzo che, pole pole (piano piano), sta prendendo forma. Per adesso dovrete accontentarvi di questa piccola anteprima dove si vede il disegno d’ombra che traccia il sole del pomeriggio. Spero che vi piaccia perchè c’è ancora molto lavoro da fare per ultimarlo e rifinirlo. Riuscite a capirne le figure dall’ombra?

Se siete invece preoccupati per le sorti de “il napoletano preso all’amo” posso dirvi che sta bene e che gli ho chiesto di prepararvi una sorpresa per rigraziarvi dei messaggi che gli avete inviato.

Davide “Birillo” Valsecchi ed Enzo Santambrogio

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