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L’agronomo condanna i cedri salvati dal Sovrintendente

L’agronomo condanna i cedri salvati dal Sovrintendente

Riposate in Pace
«Ne annunciano l'imminente scomparsa amici e conoscenti»

Questa è la notizia che svetta sui titoli de La Provincia di Como oggi. Cosa ne penso? Penso che mi convenga stare zitto visto che sono in mezzo alla bufera. Tuttavia un’amarezza non la posso nascondere.

La perizia è stata protocollata il 24 Luglio 2010, sono quindi due mesi che tra le mura del palazzo comunale si conosce quanto riferito dall’agronomo Giampaolo Guzzetti. Io sono un sentimentale, forse uno sciocco affascinato dalla figura di Raffaello Bertieri, il dotto podestà letterato che si prese cura di Asso nei tempi andati. Mi piace pensare che Bertieri, dopo le 2730 firme e dopo quanto fatto per quelle piante, non avrebbe avuto cuore d’affidare una simile notizia ad uno freddo articolo di giornale.

Mi piace immaginarlo nella sala comunale mentre, determinato ma conprensivo, spiega guardando in viso i suoi cittadini e fuga loro ogni dubbio mostrando quale sia la strada per il nostro paese: consola e sostiene perchè è la guida della nostra comunità, colui che rappresenta tutta Asso.

Ma le mie forse sono solo illusioni di uno sciocco romantico. Mi piace pensare che con Bertieri non ci sarebbe stato bisogno di raccogliere firme e se questo fosse il destino dei cedri sarebbe stato lui  il primo, quel giorno di Santa Appollonia, a fotografarsi con le nostre storiche piante in un ultimo saluto.

Questo è l’articolo de La Provincia che annuncia alla comunità assese il destino dei due cedri: L’agronomo condanna i cedri salvati dal sovrintendente

Davide “Birillo” Valsecchi

Ps:Ricordo a tutti che questa sera alle ore 21:00 ci sarà il Consiglio Comunale.

La Cosa Giusta: Volume V

La Cosa Giusta: Volume V

Nella foresta di spade
Nella foresta di spade

[Primo Round] Essere sotto denuncia mi pone nella curiosa condizione di “indagato”. Questo, oltre ad aprire nuovi scenari, ha un primo effetto pratico: la magistratura infatti prenderà in esame i miei scritti e, in piena libertà, deciderà come procedere ed in che direzione condurre le proprie indagini. Con una simile “attenzione” di fatto questo è il momento migliore per diventare seri e raccontare una storia interessante, che possa far comprendere meglio la realtà -quotidiana?- delle persone coinvolte, tra cui chi scrive su queste pagine.

Umberto Valsecchi, mio bisnonno e Sindaco di Asso, fece un lascito al Comune grazie al quale ogni anno viene assegnato un premio in denaro che un membro della mia famiglia provvede a consegnare nel Consiglio di Natale: il Premio Bontà. Come ogni anno ci è stato comunicato per lettera il nome della persona scelta dall’amministrazione, che per l’anno 2009 è risultato essere Maurizio Ghillioni.

Rimasi stupito leggendo quel nome e mi preoccupai, in un primo momento, di verificare le motivazioni che avevano portato ad una tanto inaspettata selezione. Essendo all’epoca in ottimi rapporti con l’Amministrazione mi è bastata una telefonata per trovarmi a colloquio nell’ufficio del Sindaco con Giovanni Conti e Giulia Manzeni per esporre i mei dubbi: per assegnare un riconoscimento al Signor Ghillioni non avrei avuto nessuna obbiezione ma, essendo un premio in denaro di 600 euro, bisogna prestare particolare attenzione nella scelta. In passato il premio era stato devoluto a volontari ed associazioni senza fini di lucro mentre assegnarlo a Ghillioni “per il prezioso servizio di informazione reso alla comunità assese” significava  assegnare di fatto un premio in denaro a Televallassina, un’emittente commerciale che, per definizione, trae guadagno dalla vendita di spazi pubblicitari… personalmente mi appariva in contrasto con gli intenti del premio!!!

Inoltre poteva prestare il fianco a feroci critiche: “un ente pubblico che usa un fondo benefico per devolvere denaro al dirigente di un’emittente televisiva è già qualcosa di estremamente discutibile”, e come non considerare il feroce clima di polemiche che stava nascendo attorno alla rotonda e al supermercato?! Ho fatto notare loro che questo avrebbe potuto screditare non solo l’amministrazione ma anche il Signor Ghillioni, la mia famiglia e l’integrità del premio stesso.

Giovanni Conti mi rispose:“Hai ragione, non ci avevamo pensato. Abbiamo dato il premio a Ghillioni perchè a noi fa le riprese del consiglio a gratis mentre agli altri comuni fa pagare l’uscita”. Rimasi di sasso: il premio che mio bisnonno aveva lasciato perchè fosse d’ispirazione veniva trasformato in banale merce di scambio.

Avvilito il giorno stesso scrissi, attraverso Facebook, a Daniele Ghillioni, figlio di Maurizio, scusandomi per le eventuali critiche che suo malgrado avrebbe potuto ricevere il padre per la scelta del Comune. Sempre via Facebook contattai Roberto Zanetti, capo dell’opposizione, pregandolo di non creare scandalo pur di conservare il buon nome del premio. Nel consiglio di Natale, furioso, chiesi a mia sorella di consegnare il premio al mio posto.

A Febbraio, poco prima che io partissi due mesi per l’Africa, cominciò la bufera che coinvolse cedri e cascata. Al mio ritorno partecipai alla Festa del Libro in qualità di autore presentando una raccolta di articoli, miei e di Giovanni Cristiani, intitolata “Cronache di Asso”, per l’occasione l’Amministrazione commissionò a Televallassina un servizio speciale sulla festa ed io mi ritrovai davanti Giovanni Conti e Maurizio Ghillioni. Guardandomi  e ridendo tenevano in mano il mio libro sulla cui copertina compaiono i due cedri di Asso: “Questo mi raccomando non lo riprendere” disse Conti. “…no, no, tranquillo. Tanto i suoi cedri durano poco” fece eco gongolando Ghillioni.

In quel momento mi sono sentito il più stupido degli ingenui,  mi ero preoccupato e scusato con loro solo per preservare il buon nome di quel premio, ora non potevo più credere che il ricordo del mio bisnonno ed il suo impegno per il paese fossero stati snaturati inconsapevolmente.

“La ringrazio per essere intervenuto nei nostri studi…”, ormai è quasi una formula d’apertura di ogni atto pubblico, tutta la politica assese si è curiosamente spostata nelle telecamere di Televallassina. Amministrazione ed opposizione rilasciano senza contraddittorio comunicati e smentite  alternandosi tra costolette di maiale in offerta e strumenti per accendere il barbecue. Salvo le astiose repliche a La Provincia sulle bacheche non esistono documenti pubblici, meno che mai è stato presentato in un incontro pubblico il progetto della rotonda come promesso nel mese di Aprile.

In questi mesi non ho mai raccontato, se non a tratti, questa storia perchè con il trambusto di cedri e cascata temevo di aggravare ulteriormente i toni della scena politica assese: oggi non sono più così sicuro di aver fatto la scelta giusta aspettando tanto a lungo.

Sul tavolo ora però c’è oltre un milione di euro in investimenti sovracomunali ed il futuro di Asso:  come si possono gestire tutti questi soldi? Mi auguro, non con lo stesso spirito con cui hanno impiegato il fondo benefico del Premio Bontà: “non ci avevamo pensato”, qui, avrebbe tutta un’altra portata!

In passato il premio bontà è stato utilizzato per sostenere l’Asilo Comunale, l’Unicef, la Parrocchia o le Associazioni del Paese. Nel 2003 il premio  Bontà fu assegnato a Luigi Manzeni per aver speso 6 mesi come volontario in Burundi costruendo una casa d’accoglienza. Il signor Luigi mi ha tolto il saluto ma  ora forse potrà comprendere perché non posso condividere le scelte del Sindaco, perchè non posso fidarmi di Giovanni Conti o dalla Tv dei trenini.

Davide “Birillo” Valsecchi

Asso. 28/09/2010

Questo è ciò che sono pronto a dichiarare a qualsiasi giudice volesse conoscere i motivi di tanto fervore da parte mia nei confronti di Conti e Ghillioni, i due che ora per Asso si vantano di avermi denunciato come “diffamatore”!

Birillo in Carcere!!!

Birillo in Carcere!!!

Ricercato
RICERCATO

Birillo finirà in carcere e butteranno via la chiave? Può essere, dipende se veramente ad Asso gli asini hanno cominciato a volare.

Ieri sono passato in Comune a lasciare il mio biglietto da visita perchè mi era giunta voce che Giovanni Conti mi stesse cercando. Dopo pranzo ho avuto una sua telefonata e quello che mi ha detto è stato piuttosto interessante.

Mi ha infatti informato di avermi denunciato per diffamazione e, non senza una certa grinta, mi ha detto: “Pagherai stavolta, perchè davanti al giudice dovrai dimostrare che ho preso tangenti o che sono un corrotto”. Decisamente io e lui non andiamo più daccordo…

Tuttavia la cosa mi ha un po’ divertito. Su Conti se ne dicono di tutti i colori da anni e spesso queste allusioni o illazioni emergono, purtroppo, non solo nelle chiacchiere di paese ma anche durante le sedute del Consiglio Comunale. Io credo di essere uno dei pochi che, nonostante il disaccordo con molte sue scelte, abbia pubblicamente etichettato, nero su bianco, tali voci come “le più incredibili leggende”, “ipotesi fantascientifiche” e letteralmente dicerie a cui Giovanni Conti potrebbe mettere fine con un approccio alla rotonda meno paternalistico e più concreto”.

Quasi lo difendo e lui mi denuncia!! Intendiamoci, non nutro più molta stima nei confronti di questa persona nè mi interessa il suo futuro politico o personale, tuttavia ritengo che  fino a quando resterà in carica queste voci nuociano al paese e soprattutto distolgano dalla vera questione che tiene banco ad Asso: “Perchè si ostina a non voler spiegere ad Asso il come ed il perchè di questa rotonda?”.

L’origine dello screzio tra me e Giovanni nasce 10 mesi fa quando, prima delle foto, prima delle 2700 firme, prima delle interrogazioni parlamentari, prima dell’intervento della sovraintendenza, prima della lettera del Ministro Bondi, ho chiesto in un incontro con l’amministrazione: “Io non sono contro la rotonda ma credo che se intendiate abbattere i cedri convenga che spieghiate bene e che siate convincenti perchè altrimenti ad Asso si arrabbieranno in molti, io per primo”. La risposta fu “no” ed il pandemonio che è venuto poi lo conoscete tutti.

Il finale della telefonata è stato un vero tripudio perchè, dopo avergli fatto presente che è dieci mesi che gli chiedo di spiegare questo progetto, ha chiuso la comunicazione con:“Io non devo spiegare niente a nessuno e comunque non posso parlare con te perchè c’è un procedimento giudiziario in corso …click!!” Lui mi denuncia, lui mi chiama, lui mi appende il telefono in faccia: se la canta e se la balla ancora una volta come gli pare.

Ora credo si andrà in tribunale. Io sono stato in tanti posti strani e a volte pericolosi ma in tribunale ci sono stato solo una volta e come testimone, questa sarebbe la prima volta da imputato ma, in fondo, credo di avere la coscienza pulita. Sopratutto perchè non sono io il responsabile di 350.000 euro della comunità e non ho problemi a rispondere a nussun tipo di domanda!!

Certo dovrò trovarmi un avvocato o due mentre  lui avrà probabilmente quelli del Comune, ma forse “Birillo: missione giustizia” sarà una grande storia, potrebbe persino diventare divertente. Forse, davanti ad un giudice, Giovanni Conti spiegarà perchè per il suo progetto è pronto a spendere 199.000 euro più due cedri “protetti” ed allo stesso tempo perchè è tanto reticente a presentare pubblicamente il progetto.

Dieci mesi fa proposi al Sindaco di scrivere una “lettera aperta alla popolazione” per spiegare la rotonda. Giovanni, in mia presenza,  lo sconsigliò perchè significava “esporsi alle critiche”. Io credo che se si è pronti a spendere tutti quei soldi si dovrebbere essere pronti a “mangiarsele” quelle critiche, non a trascinarle in tribunale…

Davide “Birillo” Valsecchi

Ps.. tutti gli articoli di “Cima” sono ripubblicati ed archivati da siti nazionali e stranieri e, per tanto, mi è impossibile modificare o alterare quanto scritto in passato. Qui trovate il pdf datato: Quando gli asini volano alto.

Quando gli asini volano alto

Quando gli asini volano alto

Le interviste di TVServa
Le interviste di TVServa

Ieri, 21 Settembre 2010, la locale TVServa ha dato prova della sua capacità comunicativa e della sua completa ipocrisia deontologia: super intervista al Sindaco Giovanni Conti.

Pardon, ex-sindaco ed attualmente vice-sindaco, che in un lungo monologo ha parlato a ruota libera della rotonda concludendo il suo intervento con un unico singolare commento sui famosi Cedri di Asso:“Credo che valga di più la vita di una persona che un pino!”

Geniale, si vede che ha studiato da geometra!! Mi aspettavo che ilgiornalista di TVServa ponesse  l’unica domanda sensata: “Prendendo atto del vincolo a tutela dei cedri posto dalla Sovraintendenza come intendete modificare il progetto per la rotonda?”. Purtroppo dopo “Buongiorno, come andiamo?” il giornalista si  è eclissato…

Se avesse fatto qualche domanda avremmo forse capito che tipo di interventi hanno preso in considerazione e cosa è emerso dai loro studi:“Credo che valga di più la vita di una persona che un pino” è un po’ elementare come concetto, specie se hai una lettera di un Sovraintendete che ti intima di preservarli e sopratutto se per rispettare tale vincolo di tutela hai speso 850 euro nel tentativo di far dichiarare “pericolanti” quelle piante.

Sappiamo tutti quanto sia importante la rotonda: io che sono cresciuto a Cranno uso l’orologio del Comune come una rotonda “da sempre”. Così fa il Sindaco, anche lei di Cranno, e così fa anche Giovanni fin dai tempi in cui del Sindaco era il moroso (… Giovanni evita per favore di puntarmi con gli abbaglianti quando passi di notte!!).

Di fatto quello spazio è già una rotonda, basterebbe intervenire per rendelo coerente con il suo scopo. Però se una rotonda è utile per tutti, una “rotatoria parabolica per camion” è semplicemente indispensabile per realizzare il contestato supermercato della Vallategna:“Credo che valga di più la nascita di un supermercato che un pino”, almeno dillo…

Non c’è altra spiegazione, un’amministrazione “normale” a questo punto proverebbe a fare più chiarezza “salvando capre e cavoli” e progettando una rotonda che tuteli i cedri così come è stato imposto loro dalla sovraintendenza. Perchè mettersi in un tale casino? Perchè accanirsi?

Ormai il dubbio è lecito, del resto i reiterati monologhi televisivi sempre privi di contraddittorio alimentano le più incredibili leggende sul perchè di tanta ostinazione. Le «male lingue» hanno ormai abbandonato, forse per assuefazione, l’ipotesi “tangenti” esplorando nuovi e “fantascientifici” scenari: sembra infatti che la teoria attualmente più in voga preveda che dietro alla realizzazione del supermercato vi sia l’interessamento di Comunione e Liberazione e che sia  quindi una forte pressione politica a stritolare le alte sfere delle nostra Amministrazione. Daltronde, dicono, quando godi dei privilegi della “tessera di socio” prima o poi devi rispondere alla “chiamata”. Ma queste, ben inteso, sono solo dicerie a cui Giovanni Conti potrebbe mettere fine con un approccio alla rotonda meno paternalistico e più concreto…

Ora, chiudendo gli occhi, ascoltate l’intervista tenendo a mente quello che avete appena letto. Non lasciate che gli occhi vi distraggano, la voce dice più di quello che spesso si crede:

Ora chiedetevi: dopo dieci mesi, cosa sapete realmente sulla rotonda? Vi hanno mostrato come è fatta? Vi hanno detto chi è il progettista? Quanto tempo ci vorrà per realizzarla o come gestiranno le 20.000 auto giornaliere durante il cantiere? Tutto ciò che sapete è che costa 350.000 euro (…curiosamente balbetta ogni volta che lo dice) e richiede l’abbattimento dei “Cedri di Asso“: due piante secolari e 290 mensilità di un lavoratore dipendente da immolare in un “atto di fede” perchè “la vita vale più di un pino“.

Voglio ringraziare poi TVServa che invade le nostre case con il suo contenuto viscido ed ammorbato di vecchio contribuendo in modo significativo alla decadente percezione della nostra valle. E’ l’unico «pifferaio magico» che permette ai topi di restare in città e rende vecchio sul nascere ogni bambino. E’ divertente inoltre vedere come siano approdati ad Internet, seguendo alle lettera i consigli che diedi loro anni fa, solo per contrastare “Difendiamo la Vallategna”, “Assoviva.info” e la piccolaCima. Proprio bravi, quest’anno quelli di  TVServa faranno il bis al premio bontà per il valido e “disinteressato” supporto offerto alla comunità…

Ed Egli disse “Vale di più una vita che un pino” ed ecco che la rotonda fu…
Gli asini volano alto ad Asso…

Davide “Birillo” Valsecchi

Asso e Canzo: due vette in Groenlandia

Asso e Canzo: due vette in Groenlandia

Groenlandia
Groenlandia

In questi giorni ad Asso c’è la tradizionale Festa del Cinghiale: fare il piendo di salamelle, polenta e cinghiale è quasi un obbligo!!

Contemporanemente a Canzo si tiene la 24ª edzione della Biofera e così, essendo mio padre di Scarenna e mia madre di Canzo Centro, prima di “abbuffarmi” ho fatto visita ai notri “cugini” al di là della Vallategna.

La Biofera è sempre una bella festa ed in questi anni si tiene nel vecchio palazzo delle “Stelline” che ospita anche la maggior parte delle Associzioni e la Bibblioteca Comunale.

Vista l’occasione sono passato a salutare nella sede CAI della sezione di Canzo. Qui, appese alle pareti, ho trovato un cimelio del passato che mi ha subito colpito: un ritaglio i giornale dell’82 che titolava «In Groenlandia ci sono due cime: una si chiama Asso ed una Canzo».

Già perchè nell’82 Ginetto Mora, decano della scuola di roccia Alto Lario di cui sono alievo, e Graziano Bianchi, storico alpinista erbese, diedero vita ad una spedizione in Gronelandia a cui prese parte anche il famoso Amborgio Fogar.

Che Fogar fosse stato ad Asso lo sapevo: avevo già sentito storie di racconti al Pedrabissi o di serate al teatro dell’oratorio ma, ad essere onesti, nell’82 ero troppo piccolo per ricordarmi tutta la storia. Sapevo che quel signore con i baffi era famoso e presentava Jonathan, il precursore di tutti i  progammi televisi di viaggi ed avventura trasemsso all’epoca su Rete4, ma non mi stupiva molto girasse per Asso: in fondo per me all’epoca  il mondo era molto grande del nostro paese!!

L’articolo, che vi ho trascritto qui di seguito, racconta del loro viaggio sull’isola artica e di come abbiano conquistato due vette battezzandole Asso e Canzo e, cosa più curiosa, lo abbiano fatto il 5 Agosto. Quella, oltre ad essere la data del mio compleanno, è anche la data in cui parecchi anni dopo il Cai Asso ha battezzato nuovamente una montagna con il nome del nostro paese: Cima-Asso. Questa volta in Pakistan e con la presenza, in qualità di matricola, anche del sottoscritto che in virtù di quella spedizione ha realizzato questo sito web.

Ancora stupito per il modo sinuoso in cui la storia si ripete vi lascio all’articolo:

Con il volo di linea Copenaghen-Milano è felicemente rientrato alla Malpensa, nei giorni scorsi, la spedizione denominata “Groenlandia ’82” che, in meno di un mese, ha conquistato ben cinque cime inviolate dell’isola artica.

A quest’impressa, ideata e voluta dal capo spedizione, il plurititolato erbese Graziano Bianchi, 45 anni, hanno preso parte altri sei compenenti: il famosissimo esploratore navigatore milanese Ambrogio Fogar 41 anni, i canzesi Ginetto Mora e Vinicio Duroni, entrambi quarantenni, il 35enne erbese Giuseppe Colombo, il milanese 33enne Marco Cipriani e Lorenzo Spallino, figlio del sindaco di Como con i suoi 22 anni.

Questa spedizione che è stato patrocianata dal Cai di Asso e di Canzo, era partita il 25 Luglio 1982 da Milano e attraverso la Danimarca, aveva raggiunto l’aereoporto militare groenlandese di Sodre Stromfjord. Da qui, in elicottero, gli scalatori brianzoli sono stati portati nel’isoletta di Umanak, indi, in peschereccio, risalendo per dieci ore i fiordi, a zig zag tra gli iceberg, sono approdati alla penisola di Akuliaresq il 31 Luglio.

Bianchi, in questa piccola baia ha fatto subito montare il cambo base, quindi il successivo Campo Uno a 950mt sul livello del mare. Dopo aver fatto qualche ricognizione di studio, Fogar e C. il 3 di Agosto hanno effettuato la prima ascensione vera e propria con la conquista di una vetta di 2100 metri, cima che è stata dedicata alla vittoria dell’Itali ai mondiali di calcio e battezzata “Azzurra ’82”.

Compiuta questa prima impresa (la cima è stata raggiunta da due cordate: Bianchi-Fogar e Mora- Colombo), Ambrogio Fogar è stato accompagnato verso l’interno della Groenlandia fino all’inizio della calotta polare e qui è stato lasciato solo.Il famoso esploratore ha così potuto compiere un largo giro in solitaria vesro l’interno, durato nove giorni.

Mentre Fogar compieva il suo allenamento, la spedizione “Vallassina”, divisa in cordate, Bianchi-Spallino e Colombo-Mora-Cipriani-Duroni, il 5 di Agosto, in dodici ore, conglieva altri tre successi, scalando tre nuove cime, tutte sui duemila metri, due delle quali sono state dedicate alla città di Asso e di Canzo.

L’ultima ascensione si è poi effettuata in data 7 Agosto in notturna, dal momento che quest’ultima cima era costituita da rocica e ghiaccio molto friabile e quindi si è pensato di operare sfruttando il freddo notturno, che oscillava dai cinque ai dodici gradi sotto lo zero, ma rendendo più sicuro e solido il terreno.

Al suo rientro Graziano Bianchi ha tenuto a precisare che tutto si è svolto come previsto, senza parcolari problemi: certo, i monti dell’Isola Artica non sono quelli del Nepala o della Cordigliera Andina, tuttavia non vanno affrontati con leggerezza e superficialità perchè presentano profondi crepacci. Federico Ciceri.

Cercherò negli archivi delle sezioni qualche informazione in più e qualche foto. E’ stato un paicere strano riscoprire una storia tanto distante ma anche tanto simile a quanto fatto in questi anni. Non si inventa nulla, si prosegue solo una tradizione, anche quando non la si conosce…

Davide “Birillo” Valsecchi

Imparare dalle Piante

Imparare dalle Piante

Il platano di Verderio
Il platano di Verderio

Si può imparare da una pianta? Comincio a credere di sì. In meno di nove mesi i Cedri di Asso mi hanno insegnato molto: in primo luogo sulle persone e sul modo di relazionarsi.

LifeGate radio che viene ad Asso, le 2734 firme raccolte e l’intervento del Sovraintendente non erano nemmeno immaginabili quando abbiamo scattato le prime fotografie abbracciati con i nostri cedri.

Se un’idea ci appassiona e condividendola con gli altri comincia a crescere diventa difficilissimo capire quanto lontano saprà arrivare. Ecco cosa ho imparato dalla storia dei cedri “senza speranza”.

La Sovraintendenza ha stabilito che sono piante importanti ma ora sta a noi, Assesi, imparare a conservarle e a valorizzarle come alberi monumentali. Per questo motivo qualche giorno fa ho proposto di coinvolgere Università ed agronomi invitandoli a “visitare” le nostre piante. Ho cominciato a scrivere e sono arrivate le prime risposte molto incoraggianti.

Una delle prime persone a rispondermi è stato il Dottor Giorgio Buizza di Lecco. Il Dottor Buizza è agronomo da oltre 35 anni ed è attualmente Presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali delle province di Como, Lecco, Sondrio nonchè Presidente della Federazione degli Ordini della Lombardia per il corrente biennio.

Confesso che di essermi stupito: cercavo un agronomo e ricevevo risposta addirittura dal loro Presidente Lombardo dell’Ordine!! Ma la cosa più stupefacente è che il Dottore non solo aveva seguito attraverso i giornali le vicende dei nostri cedri ma li aveva anche personalmente visitati come agronomo anni addietro.

Io devo ringraziare quelle due piante per le persone che mi hanno permesso di conoscere e da cui ho avuto occasione di imparare. Il Dottor Guizza, infatti, mi ha illustrato il concetto di Alberi Monumentali spiegandomi quali possono essere le problematiche legate alla loro salute e stabilità, rassicurandomi anche sugli interventi che, se necessari, potrebbero ovviare a questi problemi.

Ovviamente non si è espresso sui nostri cedri, per far ciò sarebbe necessario un sopraluogo ed un attenta analisi. Si è però dimostrato molto disponibile e ricorda i nostri cedri come due bellissime piante.

Attento all’informazione il Dottore qualche anno fa aveva tenuto a Canzo, in collaborazione con la Comunità Montana, un ciclo di quattro serate più due uscite sul territorio comunale per parlare di alberi, di verde ornamentale, di manutenzione e di conservazione. Passeggiando per Canzo ci si rende subito conto che i nostri “cugini” hanno ben imparato la lezione!!

L’ultimo argomento di cui mi ha parlato via email era la rotonda realizzata dal Comune di Verderio Sup. (LC). Grazie all’intervento congiunto dell’Amministrazione, dei progettisti e degli agronomi Verderio ha valorizzato un suo albero monumentale, un platano, costruendo la propria rotonda  senza abbaterlo. Il progetto ha trovato amministratori e tecnici sensibili e, senza aggravi di spesa,  ha regolato il traffico e conservato un elemento importante della storia del luogo.

Nei prossimi giorni cercherò di raccogliere il materiale che il dottore ha realizzato rendendolo disponibile anche su “Cima”. Certamente cercherò anche di invitare il Dottor Buizza a pranzo o cena “Dalle Zie” mostrandogli le nostre piante e chiedendo consiglio sui nostri Cedri.

Davide “Birillo” Valsecchi

Sii flessibile come il giunco

Sii flessibile come il giunco

Ieri ho pubblicato un articolo su “cima” attendendo una riposta ad una mia  email indirizzata al Professor Mario Colombo, docente del Dipartimento di  Protezione dei Sistemi Agroalimentari e Urbano e Valorizzazione delle Biodiversità dell’Università degli Studi di Milano.

Non c’è stato bisogno di attendere a lungo: il Professore, molto gentilmente, mi ha risposto subito.

In qualità di agronomo e tutore del verde, esternandosi dai ruoli istuzionali che ricopre, ha espresso tutta la sua condivisione nel sostenere la permanenza, quindi il non taglio, dei due Cedri di Asso. Grazie!!

Confesso che era parecchio tempo che non ricevevo un complimento da un Docente Universitario ed inoltre è rincuorante, dopo tutti gli epiteti  piovuti sulla testa di chi si è impegnato per le piante, ricevere la solidarietà di figure importanti.

In merito al Censimento Alberi Monumentali mi ha suggerito di rivolgermi all’Assessore Provinciale Ivano Polledrotti che, avendo le deleghe alle Comunita’ Montane, alla Protezione Civile e all’Agricoltura, coordina il Censimento.

Prontamente ho scritto anche all’Assessor Polledrotti preparando la documentazione per segnalare nel modo più preciso i nostri due cedri.

Tutta questa storia è cominciata abbracciando, senza troppa speranza, le nostre piante. Uno dopo l’altro siamo aumentati di numero diventando tanti ma, nonostante questo,  siamo sempre stati bollati come “gli ambientalisti”, sottointendendo spesso “… che non capiscono nulla!”.

2734 firme ma siamo ancora considerati come una “banda di scoppiati”, “quattro gatti che abbaiano” così come ci aporstrofò qualcuno mentre facevamo le prime foto.Ora, confesso, sono stupito dal numero di persone esperte e competenti che prestano orecchio alla nostra iniziativa.Questo mi rincuora, se fosse “una stupidata” difficilmente ci darebbero retta persone simili.

Stiamo cercando di fare la “cosa giusta” e, nella nostra inesperienza, lo stiamo facendo cercando anche il “modo giusto”.

“Sii flessibile come il giunco e paziente come il granito” mi rincuorò un giorno un tale : vedremo come andrà a finire.

Davide “birillo” Valsecchi

Censimento Alberi Monumentali

Censimento Alberi Monumentali

«Un soggetto arboreo è “monumentale” qualora presenti almeno una caratteristica che lo renda notevole sotto il profilo ambientale, paesaggistico o storico-culturale.

L’approccio alla segnalazione dell’albero monumentale dovrà considerare, in prima analisi, l’età della pianta, valutata indirettamente mediante la circonferenza, ma anche aspetti diversi quali particolari forme, il legame con la storia del territorio, ed in particolare, leggende ed aneddoti, il “luogo” in cui è inserita…insomma, tutto quello che lascia il ricordo della pianta stessa o di ciò che essa rievoca.

La monumentalità è in ogni caso svincolata da criteri ecologici, è legata, infatti,alla sensibilità dell’uomo, è un modo di percepire l’individuo vegetale non solo per il suo valore naturalistico ma soprattutto per il rapporto che esso ha con la vita dell’uomo.»

Ecco cosa si legge nella guida che introduce il censimento indetto dall’Assessore  Provinciale Alle Risorse Ambientali Mario Colombo. Il censimento, in atto da alucni anni, ha lo scopo di avvicinare i cittadini al patrimonio arboreo della Lombardia e promuovere le iniziative volte alla salvaguardia e valorizzazione dei grandi alberi lombardi.

Nella guida, realizzata da tre dottori agronomi, si legge inoltre: «Per segnalare alberi “monumentali” non occorre essere esperti botanici, occorre solo seguire poche regole e soprattutto amare la natura.»

Il Sovraintendente Alberto Artioli definì i Cedri di Asso come «piante di valenza paesaggistica» e le 2734 firme, ecco il numero esatto protocollato in Comune, rimarcano l’affetto e l’importanza sociale e storica che rivestono per la nostra valle. Detto questo direi che i cedri, con la loro altezza ed il loro diametro, possono essere a merito annoverati tra le Piante Monumentali Lombarde.

Il Professor Mario Colombo, oltre ad essere Assessore Provinciale, è un noto agronomo e professore presso il Dipartimento di  Protezione dei Sistemi Agroalimentari e Urbano e Valorizzazione delle Biodiversità dell’Università degli Studi di Milano. E’ appunto questo che mi ha permesso di imbattermi nella sua iniziativa dopo l’appello pubblicato anche su la Provincia di Como. Il signor Colombo è uno degli autorevoli esperti che ho invitato a visitare le nostre piante per insegnarci ad averne cura.

Quello che possiamo fare noi tutti è conoscere meglio quest’iniziativa dell’Amministrazione Provinciale e fornire il nostro contributo segnalando le piante ed attivando la procedura per la loro messa a tutela. Maggiori informazioni sono disponibili sul Portale Provinciale: Censimento Alberi Monumentali

Nei prossimi giorni, con l’aiuto di persone esperte, voglio compilare il modulo di richiesta e pubblicare anche qui sul sito una copia pre-compilata che aiuti anche i meno esperti ad inviare la propria segnalazione. Se i cedri  verranno tutelati dalla Provincia sarà più facile preservarli ma anche garantirne la stabilità e la salute.

Abbiamo fatto tanto per salvarli ed è giusto ora garantire il loro futuro prima che “pretestuosamente” siano dichiarate malate o pericolanti al solo fine di imporne l’abbattimento.

Davide “Birillo” Valsecchi

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