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Imparare dalle Piante

Imparare dalle Piante

Il platano di Verderio
Il platano di Verderio

Si può imparare da una pianta? Comincio a credere di sì. In meno di nove mesi i Cedri di Asso mi hanno insegnato molto: in primo luogo sulle persone e sul modo di relazionarsi.

LifeGate radio che viene ad Asso, le 2734 firme raccolte e l’intervento del Sovraintendente non erano nemmeno immaginabili quando abbiamo scattato le prime fotografie abbracciati con i nostri cedri.

Se un’idea ci appassiona e condividendola con gli altri comincia a crescere diventa difficilissimo capire quanto lontano saprà arrivare. Ecco cosa ho imparato dalla storia dei cedri “senza speranza”.

La Sovraintendenza ha stabilito che sono piante importanti ma ora sta a noi, Assesi, imparare a conservarle e a valorizzarle come alberi monumentali. Per questo motivo qualche giorno fa ho proposto di coinvolgere Università ed agronomi invitandoli a “visitare” le nostre piante. Ho cominciato a scrivere e sono arrivate le prime risposte molto incoraggianti.

Una delle prime persone a rispondermi è stato il Dottor Giorgio Buizza di Lecco. Il Dottor Buizza è agronomo da oltre 35 anni ed è attualmente Presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali delle province di Como, Lecco, Sondrio nonchè Presidente della Federazione degli Ordini della Lombardia per il corrente biennio.

Confesso che di essermi stupito: cercavo un agronomo e ricevevo risposta addirittura dal loro Presidente Lombardo dell’Ordine!! Ma la cosa più stupefacente è che il Dottore non solo aveva seguito attraverso i giornali le vicende dei nostri cedri ma li aveva anche personalmente visitati come agronomo anni addietro.

Io devo ringraziare quelle due piante per le persone che mi hanno permesso di conoscere e da cui ho avuto occasione di imparare. Il Dottor Guizza, infatti, mi ha illustrato il concetto di Alberi Monumentali spiegandomi quali possono essere le problematiche legate alla loro salute e stabilità, rassicurandomi anche sugli interventi che, se necessari, potrebbero ovviare a questi problemi.

Ovviamente non si è espresso sui nostri cedri, per far ciò sarebbe necessario un sopraluogo ed un attenta analisi. Si è però dimostrato molto disponibile e ricorda i nostri cedri come due bellissime piante.

Attento all’informazione il Dottore qualche anno fa aveva tenuto a Canzo, in collaborazione con la Comunità Montana, un ciclo di quattro serate più due uscite sul territorio comunale per parlare di alberi, di verde ornamentale, di manutenzione e di conservazione. Passeggiando per Canzo ci si rende subito conto che i nostri “cugini” hanno ben imparato la lezione!!

L’ultimo argomento di cui mi ha parlato via email era la rotonda realizzata dal Comune di Verderio Sup. (LC). Grazie all’intervento congiunto dell’Amministrazione, dei progettisti e degli agronomi Verderio ha valorizzato un suo albero monumentale, un platano, costruendo la propria rotonda  senza abbaterlo. Il progetto ha trovato amministratori e tecnici sensibili e, senza aggravi di spesa,  ha regolato il traffico e conservato un elemento importante della storia del luogo.

Nei prossimi giorni cercherò di raccogliere il materiale che il dottore ha realizzato rendendolo disponibile anche su “Cima”. Certamente cercherò anche di invitare il Dottor Buizza a pranzo o cena “Dalle Zie” mostrandogli le nostre piante e chiedendo consiglio sui nostri Cedri.

Davide “Birillo” Valsecchi

Sii flessibile come il giunco

Sii flessibile come il giunco

Ieri ho pubblicato un articolo su “cima” attendendo una riposta ad una mia  email indirizzata al Professor Mario Colombo, docente del Dipartimento di  Protezione dei Sistemi Agroalimentari e Urbano e Valorizzazione delle Biodiversità dell’Università degli Studi di Milano.

Non c’è stato bisogno di attendere a lungo: il Professore, molto gentilmente, mi ha risposto subito.

In qualità di agronomo e tutore del verde, esternandosi dai ruoli istuzionali che ricopre, ha espresso tutta la sua condivisione nel sostenere la permanenza, quindi il non taglio, dei due Cedri di Asso. Grazie!!

Confesso che era parecchio tempo che non ricevevo un complimento da un Docente Universitario ed inoltre è rincuorante, dopo tutti gli epiteti  piovuti sulla testa di chi si è impegnato per le piante, ricevere la solidarietà di figure importanti.

In merito al Censimento Alberi Monumentali mi ha suggerito di rivolgermi all’Assessore Provinciale Ivano Polledrotti che, avendo le deleghe alle Comunita’ Montane, alla Protezione Civile e all’Agricoltura, coordina il Censimento.

Prontamente ho scritto anche all’Assessor Polledrotti preparando la documentazione per segnalare nel modo più preciso i nostri due cedri.

Tutta questa storia è cominciata abbracciando, senza troppa speranza, le nostre piante. Uno dopo l’altro siamo aumentati di numero diventando tanti ma, nonostante questo,  siamo sempre stati bollati come “gli ambientalisti”, sottointendendo spesso “… che non capiscono nulla!”.

2734 firme ma siamo ancora considerati come una “banda di scoppiati”, “quattro gatti che abbaiano” così come ci aporstrofò qualcuno mentre facevamo le prime foto.Ora, confesso, sono stupito dal numero di persone esperte e competenti che prestano orecchio alla nostra iniziativa.Questo mi rincuora, se fosse “una stupidata” difficilmente ci darebbero retta persone simili.

Stiamo cercando di fare la “cosa giusta” e, nella nostra inesperienza, lo stiamo facendo cercando anche il “modo giusto”.

“Sii flessibile come il giunco e paziente come il granito” mi rincuorò un giorno un tale : vedremo come andrà a finire.

Davide “birillo” Valsecchi

Censimento Alberi Monumentali

Censimento Alberi Monumentali

«Un soggetto arboreo è “monumentale” qualora presenti almeno una caratteristica che lo renda notevole sotto il profilo ambientale, paesaggistico o storico-culturale.

L’approccio alla segnalazione dell’albero monumentale dovrà considerare, in prima analisi, l’età della pianta, valutata indirettamente mediante la circonferenza, ma anche aspetti diversi quali particolari forme, il legame con la storia del territorio, ed in particolare, leggende ed aneddoti, il “luogo” in cui è inserita…insomma, tutto quello che lascia il ricordo della pianta stessa o di ciò che essa rievoca.

La monumentalità è in ogni caso svincolata da criteri ecologici, è legata, infatti,alla sensibilità dell’uomo, è un modo di percepire l’individuo vegetale non solo per il suo valore naturalistico ma soprattutto per il rapporto che esso ha con la vita dell’uomo.»

Ecco cosa si legge nella guida che introduce il censimento indetto dall’Assessore  Provinciale Alle Risorse Ambientali Mario Colombo. Il censimento, in atto da alucni anni, ha lo scopo di avvicinare i cittadini al patrimonio arboreo della Lombardia e promuovere le iniziative volte alla salvaguardia e valorizzazione dei grandi alberi lombardi.

Nella guida, realizzata da tre dottori agronomi, si legge inoltre: «Per segnalare alberi “monumentali” non occorre essere esperti botanici, occorre solo seguire poche regole e soprattutto amare la natura.»

Il Sovraintendente Alberto Artioli definì i Cedri di Asso come «piante di valenza paesaggistica» e le 2734 firme, ecco il numero esatto protocollato in Comune, rimarcano l’affetto e l’importanza sociale e storica che rivestono per la nostra valle. Detto questo direi che i cedri, con la loro altezza ed il loro diametro, possono essere a merito annoverati tra le Piante Monumentali Lombarde.

Il Professor Mario Colombo, oltre ad essere Assessore Provinciale, è un noto agronomo e professore presso il Dipartimento di  Protezione dei Sistemi Agroalimentari e Urbano e Valorizzazione delle Biodiversità dell’Università degli Studi di Milano. E’ appunto questo che mi ha permesso di imbattermi nella sua iniziativa dopo l’appello pubblicato anche su la Provincia di Como. Il signor Colombo è uno degli autorevoli esperti che ho invitato a visitare le nostre piante per insegnarci ad averne cura.

Quello che possiamo fare noi tutti è conoscere meglio quest’iniziativa dell’Amministrazione Provinciale e fornire il nostro contributo segnalando le piante ed attivando la procedura per la loro messa a tutela. Maggiori informazioni sono disponibili sul Portale Provinciale: Censimento Alberi Monumentali

Nei prossimi giorni, con l’aiuto di persone esperte, voglio compilare il modulo di richiesta e pubblicare anche qui sul sito una copia pre-compilata che aiuti anche i meno esperti ad inviare la propria segnalazione. Se i cedri  verranno tutelati dalla Provincia sarà più facile preservarli ma anche garantirne la stabilità e la salute.

Abbiamo fatto tanto per salvarli ed è giusto ora garantire il loro futuro prima che “pretestuosamente” siano dichiarate malate o pericolanti al solo fine di imporne l’abbattimento.

Davide “Birillo” Valsecchi

AAA Agronomo cercasi per i Cedri di Asso

AAA Agronomo cercasi per i Cedri di Asso

Vi sembrano malati?
Vi sembrano malati?

Il paese è piccolo e la gente mormora. Così si viene a sapere che i misteriosi individui che giorni fa si aggiravano attorno ai Cedri di Asso erano periti intervenuti su richiesta del Comune: studiavano lo stato di salute delle piante.

Fin qui nulla di male ma, siccome Asso è divisa tra Montecchi e Capuleti, ora i sostenitori della rotonda si aggirano sussurrando per le strade con uno strano ghigno:”Gli esperti hanno detto che i Cedri sono al termine del loro ciclo vitale, che sono a rischio crollo e che per questo andranno abbattuti. Ben vi stà, alla fine avete perso lo stesso!” Litgano con le piante e se ne vantano persino: gente strana alle volte in giro per Asso!

Solo due anni fa una perizia privata li definiva in ottima salute, che sia lo stress ad aver  nuociuto tanto alle piante? Già perchè è curioso che all’improvviso le due piante, dopo essere state poste sotto tutela dalla Sovraintendenza [articolo] ed aver bloccato il progetto della rotonda, siano diventate improvvisamente fragili: sarebbero infatti in ottima salute ma con una limitata prospettiva di vita (…e ci credo visto che ci si accanisce per tagliarle!!)

Birillo ma tu ci credi?”. In realtà mi viene da ridere, è come chiedere una diagnosi al “suteramort”, il becchino, dopo che già ha incassato in anticipo i soldi dai famigliari del paziente e scavato la fossa in un giorno di sole torrido. Cosa volete risponda? “Se l’è minga mort, speri che ‘l crèpa!”. (Se non è morto spero che crepi)

Quindi, per star sicuri, converrebbe avere un giudizio esterno, magari imparziale, che ci raccontasse un po’ come stanno davvero le nostre piante prima che la loro ennesima condanna a morte sia affissa senza contraddittorio sulle Bacheche Comunali di Asso.

Serve un  Agronomo, magari anche più di uno, che si presti a testare il polso dei Cedri di Asso e a fornire pubblicamente il suo responso. In fondo io credo che quelle piante qulache simpatia l’abbiano riscossa  (2600 fime…), un esperto disposto a darci una mano lo si potrebbe trovare.

Dove lo cerchiamo? In Italia abbiamo 22 Facoltà Univerisitarie di Agraria, tutte con docenti e ricercatori esperti: Torino, Milano, Udine, Padova, Bologna, Pisa, Perugia, Viterbo, Firenze, Piacenza, Parma, NapoliCatania, Ancona, Foggia, Regio Calabria, Potenza, Campobasso, Sassari, Teramo e Modena.

Oggi comincio a scrivere alle Facoltà. Se gli Agronomi non bastassero possiamo contattare anche gli Architetti del paesaggio e gli Ingegnieri di naturalistica e pianificazione territoriale. Hanno tutti una qualifica sufficiente ad esprimersi sui nostri Cedri. Mi aiutate a fare girare la voce?

Forse, dopo che la Sovraintendenza ha deciso di tutelarle, possiamo convincere qualche Ateneo ad adottare le nostre piante e ad insegnarci come salvaguardarle: che gemellaggio incredibile sarebbe quello suggellato dai nostri Cedri!!

Davide “Birillo” Valsecchi

[L’iniziativa è stata riportata anche da La Provincia di Como]

Giovanni Cristiani: lettera a La Provincia

Giovanni Cristiani: lettera a La Provincia

Da qualche giorno, in collaborazione con le Associazioni di cui siamo diventati amici durante l’ultimo viaggio dei Flaghéé, sto pubblicando la “Giuda alla discesa dell’Adda”. Oggi, mi scuso con i lettori di “Cima”, vorrei invece intervenire a favore di un mio concittadino con una lettera indirizzata alla redazione de La Provincia di Como:

Buongiorno,
mi chiamo Davide Valsecchi, sono un cittadino di Asso, ho ricevuto la benemerenza cittadina  nel 1999 e dallo scorso anno sono vice presidente del Cai-Asso.

Ogni giorno passo davanti agli ormai famosi Cedri di Asso e, di rimpetto, mi imbatto nella bacheca del Comune dove da qualche tempo  un terzo dello spazio è dedicato alle copie a colori degli articoli del Vostro Giornale: l’Amministrazione assese, nota in passato per non essere celere nelle comunicazioni ufficiali, ora si dà un gran da fare nell’ evidenziare in pennarello le parti dei Vostri articoli che “paiono giocare” a loro favore in questa strana gara che sembra essere diventa la politca assese.

Dopo essersi trincerati per mesi dietro ostinati silenzi sembrano aver iniziato a fare comunicazione sebbene prevedibilmente di parte e non certo a favore della chiarezza (rotonda e supermarket non sono mai comparsi in quella bacheca nonostante fossero sulla bocca di tutti). Tuttavia la lettera che ora svetta sugli articoli, indirizzata alla Vostra Redazione e firmata da Giulia Manzeni, mi sembra avere persino, dal punto di vista professionale, un chiaro carattere intimidatorio nei confronti di Giovanni Cristiani, vostro corrispondente di Asso.

Io scrivo per un sito web che godeva di ottimi rapporti con l’Amministrazione, almeno fino a quando non ho sollevato pubblicamente dubbi sull’abbattimento dei Cedri: da allora i rapporti non sono diventati freddi ma addirittura apertamente ostili.

Per esperienza ho appreso che ad Asso è meglio che non si discuta troppo di cosa accade, che le decisioni siano prese “a porte aperte ma a platea vuota” preservando il tacito consenso ed evitando fastidiose domande. Per questo quella lettera mi appare come l’ennesimo tentativo di azzittire ogni contraddittorio: un gesto a mio avviso bieco che non onora certo il paese di cui faccio parte.

Ho letto la vostra replica ma vi scrivo per rimarcare tutta la mia solidarietà a Giovanni Cristiani ricordadoVi che anche grazie a Lui e al Vostro Giornale la nostra valle ha ancora la possibiltà di dare voce al dissenso espresso dalle oltre 2600 firme raccolte in difesa della Cascata della Vallategna, dei Cedri e del territorio della Vallassina.

Probabilmente l’Amministrazione non consegnerà a Cristiani l’annuale premio in denaro “Alla Bontà”, come invece ha fatto mesi fà per il proprietario di TVS, ma non ritengo assolutamente che il Vostro giornalista, e mio concittadino, si stia comportando in modo deontologicamente scorretto nel raccontare le cronache di Asso: purtroppo troppo spesso sono i fatti ed i toni a sollevare inquietanti dubbi. Premiare “certi” giornalisti e diffidarne “altri” non è mai un buon segno, specie in una piccola “democrazia” comunale.

A nome mio e di tutti coloro che hanno a cuore Asso vi prego quindi di continuare a seguire le vicende del mio paese e di quest’Aministrazione che mentre recita la parte della vittima è sempre più aggressiva nei confronti di chi manifesta il proprio dissenso e sempre più distante dalla volontà cittadina.

Vi ringrazio

Davide Valsecchi

Ecco gli articoli in questione:

Ora tocca al Castello

Ora tocca al Castello

La Rocca di Asso
La Rocca di Asso

Ieri mi trovavo a Dervio in visita ad una scuola di vela per ragazzi. Il sole splendeva ed il lago era magnifico. Il clima estivo riempiva l’aria di entusiasmo e positività mentre i locali sulla spiaggia erano tappezzati di volantini e depliant per pubblicizzare concerti, incontri e feste.

Ero solo dall’altro lato del lago ma lontano milioni di chilometri dall’opprimente cappa di sfiducia e rassegnazione che spesso aleggia come un’impalpabile nebbia sopra Asso. Lontano dai campanilismi tra associazioni, da vecchi arcigni ancorati alle poltrone del potere, dai sorrisi viscidi che scintillano osceni negli spot politici di TVServa.

Ieri respiravo aria nuova sul Lago e, per un attimo, ho accarezzato l’idea di scomparire e ricomparire in un altro luogo. Un nuovo inizio in un paese privo dei miasmi, della bruttura, dell’ipocrisia che molesta Asso.

Poi ho ricevuto una lettera. In realtà non proprio indirizzata a me (per fortuna!! sarebbe da nascondersi sotto i sassi!!) ma che di sicuro ci riguarda tutti. Una missiva firmata dal Ministro della Cultura Sandro Bondi all’attenzione del Comune di Asso: (testo integrale)

Con riferimento all’interrogazione indicata in oggetto relativa alla realizzazione di un supermercato in prossimità della cascata della Vallategna, si osserva quanto segue. Ad avviso dei competenti Uffici di questo Ministero, la zona interessata dall’intervento è estremamente vulnerabile dal punto di vista paesaggistico; pertanto la competente Soprintendenza è in attesa di visionare la documentazione relativa al progetto richiesta al Comune di Asso per poter esprimere le proprie valutazioni. Tale documentazione al momento non è ancora pervenuta; pertanto la Soprintendenza di Milano il 4 marzo 2010 ha reiterato la richiesta di trasmissione della documentazione progettuale evidenziando che dal 10 gennaio 2010, ai sensi dell’articolo 146 d.lgs. n. 42 del 2004 qualsiasi progetto che si voglia intraprendere sulle aree sottoposte a vincolo paesaggistico deve ottenere il parere preventivo e vincolante da parte della Soprintendenza non essendo più sufficiente l’esame dell’Ufficio basato sul mero controllo della legittimità degli atti relativi alle autorizzazioni paesaggistiche.

In pratica il Ministro rimarca il valore paesaggistico della cascata e ricorda al Comune che, contrariamente a quanto da loro fatto fino ad oggi, qualsiasi intervento in quell’area va preventivamente approvato dalla Sopraintendenza. Se dovessi parafrasarla in dialetto potrei usare una strofa di una poesia che Riccardo Borzatta scrisse per i nostri cedri: “Sìndich e amiis del sìndich: metii cò!”

A Gennaio sembrava che la storia del paese fosse già scritta: giù i cedri entro marzo, inizio dei lavori della rotonda ed inizio dei lavori del supermercato. Chiunque dubitasse veniva azzittito ed additato in malo modo. Oggi la Sovraintendenza ha intimato la salvaguardia dei Cedri e da Roma il Ministro alla Cultura ha  richiamato tutti alla tutela della Cascata della Vallategna. Un’inversione totale ed assoluta del destino, due autorevolissimi schiaffi ad un sistema che perdura da anni.

Il cambiamento in atto ad Asso è così radicale ed epocale che nemmeno l’enorme quantità di screzi ed ipocrisie che ancora mi irritano potrebbe allontanarmi da questo momento e da questo paese. Io sono un semplice cronista di una storia che diviene giorno dopo giorno sempre più affascinante, una storia che vede tutti protagonisti nella Valle e che sono felicissimo di raccontare. Cercare di screditare me o “Cima” significa solo azzittire una voce in un coro sempre più ampio.

I Cedri centenari, la Cascata di Stendhal: due momuenti di Asso che sembravano persi, due risultati insperati, due salvataggi in extremis da consegnare al futuro del nostro paese. Io dico che funziona, io dico che stiamo imparando, io dico: “non c’è due senza tre”. C’è ancora un importantissimo pezzo di storia cittadina da salvare: Il Castello di Asso.

Il Castello fu eretto nel XII secolo sulle fondamenta di un Castrum dell’Esercito Romano. La sua storia è intimamente legata a quella di Asso e degli assesi e del loro borgo medioevale. E’ uno degli ultimi castelli nella Vallassina ma oggi il suo futuro è ancora incerto. Quanti di Voi hanno mai avuto il privilegio di ammirare Asso dall’alto della sua torre? Quanti paesi hanno un castello con una storia quasi millenaria? Quanti hanno abbandonato alla decadenza un simile patrimonio?

Il Castello in larga misura appartiene oggi ad una società edile di Como. Il 15 Aprile del 2009 veniva pubblicato su La Provincia questa dichiarazione: «Da circa una settimana sono partiti i lavori per un restauro conservativo della struttura – spiega il geometra Mario Tavecchio dell’Ufficio tecnico di Asso – Il progetto è stato valutato dalla sovrintendenza e ha superato l’iter usuale attivato in questi casi per dare avvio ai lavori. L’intervento per ora riguarda solo la parte strutturale ed è conservativo, sarà quindi rifatto il tetto, verranno messe in sicurezza e sistemate le mura. Il borgo tornerà insomma allo stato originario con l’utilizzo dei materiali e delle soluzioni già presenti». Ecco l’articolo integrale.

Oggi è passato più di un anno, i lavori proseguono ma è quasi impossibile sapere cosa succeda sotto il bozzolo di ponteggi che avvolge di bianco il borgo del Castello.  Dopo i radicali e repentini STOP inflitti a progetti ormai approvati come la Rotonda ed il Supermercato vi è più di un motivo per dubitare e cercare chiarezza. Io a a priori non metto mai in dubbio  la buona fede ma sono anche convinto che chi non ha nulla da nascondere non tema alcuna domanda: spiegateci gentilmente cosa accadrà al nostro Castello Medioevale.

I cedri e la rotonda dimostrano che, “con le buone o le cattive”, abbiamo imparato a trovare le nostre risposte e a farci ascoltare fin dalle massime autorità dello Stato. Riusciremo ad avere sul Castello un confronto e non il consueto scontro?

Davide “Birillo” Valsecchi

Cronache di Asso: dalla Cascata ai Cedri

Cronache di Asso: dalla Cascata ai Cedri

Un diaro-documentario su Asso
Un diaro-documentario su Asso di G.Cristiani e D.Valsecchi

Dopo «Due di Asso» ecco il secondo libro che presentiamo all’edizione 2010 della Festa del Libro di Asso: Cronache di Asso – Dalla Cascata ai Cedri.

Il titolo preannuncia quello che è il contenuto di questo nuovo libro incentrato sulle vicende che hanno coinvolto negli ultimi anni queste due aree del paese.

Per raccontare questo spaccato di storia ho chiesto aiuto a Giovanni Cristiani: anche lui vive ad Asso ed è un giornalista de La Provincia di Como che si dedica proprio al nostro territorio.

Utilizzando sopratutto i suoi articoli pubblicati nel corso degli anni abbiamo ricostruito un diario cronologico di ciò che è stato “detto e fatto” sui due argomenti più scottanti della nostra piccola Asso che, anche grazie all’attenzione dedicata dal quotidiano locale La Provincia, sono divenuti una battaglia sociale che ha coinvolto centinaia di persone.

Articoli di giornale e schegge dal Web, una visione analitica ed una passionale dei fatti: ragione e sentimento, ecco gli ingredienti che compongono Cronache di Asso.

Dopo la raccolta firme (oltre 2700) ed il recente pronunciamento a tutela dei Cedri da parte della Sovraintendenza provinciale è forse giunto il momento di riscoprire il passato e costruire una visione d’insieme di tutta questa vicenda proprio attraverso le dichiarazioni dei suoi protagonisti.

Nell’Aprile del 2003, ad esempio, si poteva leggere sul giornale dichiarazioni di questo genere:
«Di sicuro in quest‘area non sorgerà nessun supermercato – esordisce il sindaco Giovanni Conti, commentando alcune voci circolanti da diverso tempo – Nel caso qualcuno voglia costruire un ristorante dovrà lasciare a verde la fascia antistante la cascata. Questa zona resterà aperta al pubblico e l‘Amministrazione in carica deciderà come sfruttarla, mantenendola comunque verde».

Ipse dixit, ai posteri l’ardua sentenza. Lungi da noi fare “dietrologia” animata dal “senno di poi“, tuttavia crediamo sia importante capire, anche attraverso l’autorevolezza delle dichiarazioni rilasciate a suo tempo ai giornali, quale sia stata l’evoluzione della “questione assese“.

Cronache di Asso sarà presente alla Festa del Libro e disponibile anche via Internet grazie a Ilmiolibro.it: Cronache di Asso.

Una volta Giovanni Conti dichiarò a La Provincia: “quando scrive Valsecchi mi pare offensivo e privo di senso“. Mi fece riflettere quella frase ed è per questo che ho deciso di dare spazio alle dichirazioni di tutti i protagonisti cercando di coglierne il “senso“. Esplorare le parole disseminate nel tempo per capire perchè ad Asso negli ultimi 7 anni sia diventato prioritario, Amministrazione dopo Amministrazione, battersi per costruire due supermercati ed una rotonda.

A Voi lettori il piacere di dare la caccia e trovare  questo “senso” attraverso le pagine di questo diario-documentario dedicato ad Asso.

Davide “Birillo” Valsecchi

Le Belle Arti salvano i Cedri

Le Belle Arti salvano i Cedri

Gli assei ed i Cedri
Gli assei ed i Cedri

“Che serata! Indimenticabile, tanta gente e composta, attenta ad ascoltare per ore.  Non so se vinceremo, ma stiamo promuovendo un movimento grande, determinato che cresce ogni giorno. I ragazzini mi fermano per strada e mi chiedono gli adesivi. Questa si chiama gioia, festa permanente!”

Ecco quello che mi scrisse, mentre ero in Africa con Enzo, Teodoro Margherita dopo la serata d’incontro che si era tenuta nella Sala del Consiglio Giovedì 11 Marzo e che anticipava il concerto sotto i Cedri dei Sulutumana Domenica 14.

Questa mattina mia sorella mi ha chiamato al telefono mentre andava al lavoro: «Hey, Birillo!! Comprami La Provincia che sulla locandina c’è scritto “Asso: le belle arti salvano i Cedri”!!». Quello che riporta il giornale, La Provincia di Como, oggi è qualcosa che ho appreso anche io con enorme entusiasmo solo ieri.

Giovanni Cristiani, il giornalista di Asso per La Provincia, ha infatti intervistato Alberto Artioli, il Sovraintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Provincia di Como. La sopraintendenza ha infatti “prescritto l’amministrazione comunale di Asso a rivedere il progetto presentato per la rotonda in modo da salvaguardare le piante secolari”.  In poche parole ora i nostri cedri sono salvaguardati dalle Belle Arti e non possono più essere abbattuti!! (leggi l’articolo!!)

In questo momento di concitazione io vedo nelle parole del Sopraintendente due grandissime vittorie: la prima è che gli assesi hanno saputo valorizzare qualcosa che appartiene al loro paese, i Cedri. La seconda è che hanno saputo impegnarsi insieme per il proprio paese.

La vera vittoria non è solo aver salvato i cedri ma è che a farlo siano stati tutti gli assesi che hanno firmato le petizioni, che hanno abbracciato le piante, che hanno partecipato alle iniziative nate in paese dandosi da fare ognuno secondo i propri talenti ed i propri mezzi.

I due magnifici cedri sono ora il simbolo dell’impegno civico, ciò che deve essere il vanto e la vera bellezza del nostro paese!!

L’amministrazione ha spesso vissuto queste iniziative come un confronto personale trincerandosi “dietro le carte” come se gli assesi, maggioranza o minoranza che siano, fossero avversari politici anzichè concittadini. Ora i fatti sono questi:“Gli assesi si sono espressi ed hanno saputo farsi ascoltare, è giunto il momento di starli a sentire e di coinvolgerli nelle scelte”.

Ora, che abbiamo girato le carte in tavola, è tempo di affrontare in maniera corretta il problema: la sicurezza. I cedri non si toccano sopratutto perchè dovevano essere abbattuti per i motivi sbagliati: la rotonda, quella rotonda, non è la soluzione al problema.

Forse agevolerà i camion, quando e se gli assesi lasceranno costruire un supermercato sotto la Valletegna, ma non tutela affatto i cittadini e la sicurezza della strada. Senza ipocrisie e falsi giri di parole: l’ultimo assese ucciso sulla provinciale era Fabrizio Crippa. Io sono quello che l’ha trovato, dopo giorni, senza vita in mezzo ai rovi in cui era stato scaraventato da un auto pirata e, quando abbracciavo i cedri, avevo quel ricordo ben chiaro nella mia mente.

Pagnano, la galleria, l’incrocio di Valbrona, il Comune, la curva del “Ciccio” e la curva di Santa Marta: ecco i punti critici e pericolosi della viabilità assese. Ho prestato servizio per oltre dieci anni nella nostra Croce Rossa, conosco gente di tutte le generazioni che ha “bussato” in macchina sul muro del Comune ma ci sono state vittime e feriti su tutto il tratto di Provinciale che attraversa Asso.

Abbattere i cedri, stravolgere l’immagine e la storia del paese, concentrare tanti soldi in un intervento che non è in grado di tutelare realmente tutti noi significa agire senza aver compreso l’ampiezza del problema. Se dobbiamo spendere, se dobbiamo “batterci“, lo faremo ma solo a condizione che il problema sia affrontato in modo chiaro e condiviso da tutta la nostra comunità. Niente più dictat: “Io ho vinto le elezioni, io ho il consenso, io decido senza spiegare niente a nessuno”. Abbiamo dimostrato che questo “da noi” non funziona più, è tempo di collaborare tutti insieme!!

…benché in pochi siano in grado di dar vita a una politica tutti, qui ad Atene, siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.” Pericle – Discorso agli Ateniesi, 461 a.C. / Birillo – Discorso agli Assesi, 2010 d.C.

Ora godiamoci la bellezza della primavera sulle piante che abbracciano l’ingresso del nostro paese: un “trionfo” tutto assese!!

Davide “Birillo” Valsecchi

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