Il Ritorno di Mazinga

Non è mia abitudine recensire film, specie se sono cartoni animati, ma per “Mazinga Z – Infinity” non posso che fare un’eccezione. Con Bruna e Keko, entrambi di generazioni completamente ignare della storia dei primi “Grandi Robot”, sono diventato io il “fratellino minore” accompagnato al cinema dagli adulti. Sarò chiaro: il film è costruito appositamente per annichilire fino alle lacrime i quarantenni.

Non è un film per bambini, nè un film per adulti: è un film per coloro che accettano il compromesso di abbandonarsi ad una “illusione” del loro passato, ad una favola che inconsapevolmente li ha accompagnati lungo tutta una vita. Il racconto ha tutte le “chiavi” per aprire le porte al bambino interiore, alla “piccola persona” che eravate un tempo. Vince facile, più di quanto ci si aspetti: fa leva su ricordi che nemmeno si pensava più di avere, eppure sono ancora lì, vividi e presenti in modo stupefacente. Spalanca un baule dimenticato di emozioni, speranze ed illusioni, rovesciandone il contenuto ai piedi del cinismo e del raziocinio con cui la vita vi ha reso ciò che siete oggi. Uno specchio rotto, incrinato, che mostra l’immagine sbiadita di ciò che eravamo, quasi un fantasma da un mondo parallelo.

I bambini degli anni 70 e 80 sono invecchiati e lo stesso è accaduto ai loro eroi. Come noi, ora anche loro non vivono più in un mondo “semplice”, fatto di mostri terribili ed eroismi estremi, ma in una realtà complessa, fatta di politica, di economia, di difficoltà ed opportunità quotidiane. Non sono più eroi, salvatori del pianeta: il mondo in cui vivono, ad eccezione della pubblicità, non ha più bisogno di eroi.

Poi, prevedibile come sempre, all’improvviso riappare la grande minaccia, il grande nemico dell’umanità intera: il Dottor Inferno. Ma l’umanità non è più quella della nostra fanciullezza, quella protesa verso lo spazio, la pace ed il futuro. Ora è divisa, guidata da politici spesso in disaccordo, il Dottor Inferno è bollato come “terrorista” e contro di lui si schierano gli eserciti ed i telegiornali. Il cinismo e la disillusione del Dottor Inferno vibrano pericolosamente in sintonia con il cinismo e la disillusione del quarantenne: “Se premendo un bottone poteste distruggere e ricreare l’universo intero?”

Bisogna accettare tutti i compromessi narrativi, le esagerazioni giapponesi, l’imbarazzante eroismo dell’inossidabile “BossRobot”, barattare razionalità con emozione, scienza con fantasia: ma se ci riuscite seguirete gli eroi di allora nel loro viaggio per diventare gli eroi di oggi. Il bambino di allora mostrerà al quarantenne un’altruismo ed una speranzosa visione positiva del mondo ormai sepolta e quasi perduta.

Vi ritroverete davanti dei madornali “pipponi” sull’etica, sul coraggio, sul senso della vita e della giustizia come non ne sentivate da anni. Eppure, nonostante la loro apparente banalità, ricorderete come tutto questo sia stato parte della vostra crescita, degli ideali che hanno formato la vostra acerba morale prima di lasciarvi “corrompere” dalla realtà.

Il pilota del Mazinga stretto nella dolorosa morsa dei nemici urla senza esitazione: “Bastardi, non vi permetterò di sconfiggermi!”. Incredibile. Qual è l’ultima volta che avete sognato di battervi con tale abnegazione per un bene superiore? Quand’è l’ultima volta che avete sognato di rendere il mondo un luogo migliore? Eppure un tempo anche noi eravamo così: prima di invecchiare, prima di diventare cupi “anti-eroi”, prima di accettare senza riserve il ruolo del piccolo “Dottor Inferno”.

Il finale, la conclusione, è inverosimile così come lo è una storia di robot giganti che salvano il mondo da una minaccia demoniaca, ma il turbine di colori ed emozioni ormai vi è tutto intorno. Il bambino interiore stringe la mano al vecchio bastardo, allo sfregiato e disilluso pirata dello spazio che ha perso la sua astronave, e sorridendo gli dice: “Puoi ancora essere figo, felice come lo ero io: ma in modo nuovo…” E lì, proprio in quel momento lì, gli occhi vi si appannano ed il naso inizia a colare.

Davide “Birillo” Valsecchi

Ps: i combattimenti sono una figata pazzesca!

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