Escursioni Luglio 2021 (1a Parte)

Escursioni Luglio 2021 (1a Parte)

Notturna ai Funghi di Rezzago – Croce Pizzallo

Dopo aver riunito il gruppo ad Asso siamo saliti a Rezzago, attraversare il centro storico del piccolo paese, per risalire poi la Valle dei Morti dove, accanto ad un grosso masso erratico, fu costruito un lazzaretto. Lungo la Val di Balcon abbiamo osservato i due grandi “Funghi di Terra”: le “piramidi di erosione” sono imponenti strutture nate dal connubio geologico tra gli “erranti” – trasportati per centinaia di chilometri dal ghiacciaio – e l’erosione ad opera della pioggia dei terreni morenici – anch’essi frutto del passaggio del ghiacciaio. Ci siamo quindi inoltrati tra i grandi castagni di Enco per guadagnare la cima della Croce Pizzallo passando da Piazza Dorella. Il panorama circostante, avvolto nelle luci del tramonto – abbracciava tutto il triangolo lariano spingendosi ad Est oltre il lago, raggiungendo le due Grigne, il Resegone ma anche il distante Legnone. Scendendo verso dosso mattone ci siamo imbattuti in sei grossi cinghiali. Con la dovuta prudenza, senza attirarne l’attenzione, siamo riusciti ad avvicinarci abbastanza per osservarli in sicurezza, raggiungendo al contempo anche la sommità del Dosso Mattone. Abbiamo poi proseguito la nostra escursione verso i “tre sassi” e l’alpe del Ginestrino facendo ritorno a Rezzago dalla strada di Enco. Lucciole e stelle hanno accompagnato il nostro cammino fino ai caratteristici lampioni arancioni che illuminano le strette viuzze delle medioevali Corti di Rezzago.

Notturna nelle Moregge

Le previsioni meteo oscillavano compulsive tra “pioggerellina leggera” e “Allerta Gialla!”. La Valle delle Moregge, una delle valli più selvatiche e meno antropizzate di tutto il Lario, è davvero un pessimo posto per farsi sorprendere da un violento temporale. Ad aumentare le incertezza anche un imprevisto: l’uscita dalla vecchia galleria del Melgone è stata nuovamente bloccata – lo abbiamo scoperto solo al secondo cancello – rendendo impossibile un giro ad anello sfruttando il “sentiero della scaletta”. Abbiamo provato a rimontare sul “sentiero della finestra”, ma due alberi abbattuti rendevano ulteriormente complessa una linea di salita già impegnativa ed esposta a precipizio sull’acqua. Respinti dal rischio e dalle difficoltà non abbiamo potuto altro che ritornare sui nostri passi e ripiegare sul Sentiero del 50° OSA. L’afa, dopo un scroscio di pioggia, era soffocante rendendo ulteriormente gravosa la già ripida salita tra l’erba alta. Partiti da quota 200 – la riva del lago – abbiamo raggiunto quota 550 sotto l’imponente Parete Nord del Moregallo. Prima di abbandonare il sentiero per immergersi completamente nella valle delle Moregge, viste le facce e l’incertezza del tempo, ho indetto una votazione: 9 voti su 9 – il mio compreso – hanno optato per un fresco bagno nelle acque del lago ed una bicchierata al Rapanui! In montagna non sempre si vince, l’importante è non perdere: un’escursione densa di imprevisti e magra di conquiste si è rivelata una serata tra le più divertenti e piacevoli da trascorrere tutti insieme. Il Moregallo non regala mai nulla, ma il gruppo è stato ottimo!

Notturna al Corno Orientale

Il fascino del giorno che incontra la notte, vissuto tra le montagne, è riuscito – almeno in parte – a resistere al richiamo della Nazionale di calcio impegnata nella semifinale degli Europei. Con un piccolo gruppo abbiamo risalito, avvolti nel placido silenzio che avvolge al tramonto i vecchi castani, la val Cerrina. Giunti quasi al suo culmine siamo stati accolti da un capriolo maschio che fieramente rivendicava il proprio primato sul territorio: “Ma abbaia?” Sì il capriolo “abbaia”, emette un suono cupo e roco che ricorda quello del cane. Il termine corretto è “scrocchio”, in parte è un segnale d’allarme ed in parte un “chivalà” che l’animale lancia verso chi entra nel suo territorio. Giunti poi a Pianezzo, mentre le nuvole grigie si tingevano di arancione, ci siamo diretti alla Parete Fasana ed alla Forra dei Corni. La profonda ”trincea di roccia” che separa la Parete Fasana dal Gruppo dei Pilastri è una piccola meraviglia sorprendentemente poco nota a molte delle persone che sono già salite in precedenza ai Corni. Dalla cima del Corno Orientale, dopo i saluti di rito e qualche pezzo di focaccia farcita, ci siamo goduti la notte ed il brillare delle luci sottostante. Verso le undici e mezza, rientrando alle macchine tra le strade di paese, abbiamo potuto ascoltare – dalle finestre aperte e dalle televisioni a tutto volume – anche lo svolgersi dei Calci di Rigori e la vittoria della Nazionale. Sembra che le nostre notturne portino fortuna anche agli azzurri!

Notturna al Monte Oriolo

L’Oriolo, con i suoi 1101 metri, è il meno conosciuto e probabilmente frequentato dei tra i monti che circondano la conca di Crezzo (Megna, Oriolo e Castel di Leves). Tuttavia offre la possibilità di un percorso ad anello inaspettatamente suggestivo e panoramico. Si può infatti attraversare i boschi del versante Est, abbondanti di grandi alberi e grossi massi erratici di granito, per poi percorrere da Sud verso Nord il lungo crinale: solitarie radure offrono scorgi insoliti, per via della posizione dell’Oriolo, sulle montagne e le valli circostanti. L’itinerario, impegnativo ma non particolarmente faticoso, permette poi di allungarsi verso il Castel di Leves prima di fare ritorno alle sponde del Laghetto di Crezzo da cui si è partiti. Le fotografie, con la fioca luce di questi piovosi giorni di luglio, non rendono giustizia al panorama. Un’escursione interessante da riproporre nelle diverse livree stagionali.

Calendario Notturne Agosto 2021

Calendario Notturne Agosto 2021

“Il giorno è abbagliato; la notte è dei sogni e solo i crepuscoli sono chiaroveggenti per gli uomini.” (Pirandello). L’idea di andare in montagna di notte è nata dall’opportunità di evitare il caldo estivo, così come dalla volontà di fuggire al fresco dopo una lunga giornata di lavoro. Poi però si è trasformata in qualcos’altro, in un’esperienza inaspettatamente più profonda. Quando il rossastro orizzonte del tramonto lascia spazio ai colori sempre più tenui del crepuscolo si riesce a percepire tutta la magica complessità del passaggio tra il giorno e la notte. Scritta così, in un articolo per il web, può sembrare una banalità ma quei momenti, vissuti sulle montagne, hanno davvero un inconsapevole ma importante impatto sul nostro agire, sul rapporto con ciò che ci circonda. Il tramonto è un momento di festa, di saluto, il sole infiamma il cielo e gli spiriti. Quando poi sparisce il mondo si acquieta, le piante – dai girasoli alle più primitive felci – reclinano il capo, gli uccelli ammorbidiscono il proprio canto, ogni creatura vivente sembra cambiare lentamente il proprio equilibrio. Anche osservando i membri del gruppo appare evidente come, senza apparente ragione, persino i più caciaroni e chiassosi diventino più quieti, maggiormente predisposti all’ascolto anzichè al fiume di parole e pensieri che li ha accompagnati fino a quel momento. Perchè il crepuscolo non è nè giorno nè notte, non è neppure tramonto, ormai passato. Ciò che accade subito dopo lo scomparire del sole è ciò che fotografi e poeti chiamano l’ora blu: conservando il ricordo del giorno anticipa, lentamente ed in modo sfumato, ciò che accadrà durante la notte. Gli animali più grandi lasciano il proprio riparo nel bosco e si mostrano ai margini dei prati, dei pascoli o delle radure. Pur un momento possiamo sbirciare nel buio senza bisogno di altra luce se non il tenue riflesso che solo gli occhi, dopo millenni di evoluzione, sanno cogliere. Sospesi in un territorio di confine che percepiamo inaspettatamente familiare. Poi inizia la notte e tutto cambia nuovamente: il cielo si riempie di stelle ed i prati di lucciole, il bosco si anima di rumori, suoni, versi, movimento. La notte è viva, caotica e agitata più di quanto si sarebbe portati a credere! La notte modifica ancora il nostro modo di rapportarci con il mondo circostante: può sembrare assurdo ma con il buio la nostra percezione della fatica cambia, in meglio! Nonostante il percorso sia lo stesso e sia necessario uno sforzo aggiuntivo nel gestire e controllare i propri passi, il nostro incedere diventa più leggero e deciso, meno faticoso e più appagante. Qualcosa di atavico si sveglia, vibra, rendendoci parte di quel mondo oscuro e tenebroso che ci circonda. Nel corso di qualche ora si è quindi travolti da un turbine continuo di cambiamenti, tanto nel mondo circostante quanto nel nostro modo di essere. L’itinerario più semplice, quello apparentemente più banale nella brutale luce del sole, si trasforma in un viaggio elettrizzante, denso di incertezza e meraviglia. 

Il calendario delle uscite di Agosto punta quindi ad amplificare questo tipo di esperienza proponendo tre escursioni settimanali (Martedì, Giovedì e Sabato) prevalentemente nel Triangolo Lariano, un territorio dove montagne e lago vivono uno speciale equilibrio simbiotico. Le escursioni durano tra le quattro e cinque ore, iniziano con il sole e si concludono con il buio. L’impegno fisico varia a seconda delle mete, solo in alcuni casi è severo, nella maggior parte degli itinerari basta un minimo di presenza fisica ed esperienza per partecipare. Scarpe buone, una luce affidabile e tanta voglia!! 

Davide “Birillo” Valsecchi
Accompagnatore di Media Montagna Collegio Guide Alpine Lombardia

DataMetaPartenzaDifficoltà
Martedì 3 AgostoValbrona – Corno Orientale da Oneda e Cerrina19:30Intermedia
Giovedì 5 AgostoValbrona – Anello Caprante – Sasso della Cassina19:30Facile
Sabato 7 AgostoOnno – Sentiero degli Ulivi n°716:00Impegnativa
Martedì 10 AgostoBarni – Giro del Castel Di Leves19:30Intermedia
Giovedì 12 AgostoBrogno – Nuvolone19:30Intermedia
Sabato 14 AgostoCrevenna – Sentiero delle Scale – Valle Bova16:00Intermedia
Martedì 17 AgostoCanzo – Val Ravella ed il Fö19:30Intermedia
Giovedì 19 AgostoCivate – San Pietro al Monte dal Buco della Sabbia19:30Intermedia
Sabato 21 AgostoSomana – Anello Zucco Sileggio16:00Impegnativa
Martedì 24 AgostoLasnigo – Monte Megna da Crezzo19:30Intermedia
Giovedì 26 AgostoSormano – Palanzone dalla Colma19:30Intermedia
Sabato 28 AgostoCaslino – Monte Puscio e Croce Pessina16:00Intermedia
Martedì 31 AgostoRezzago – Funghi di Terra e Croce Pizzallo19:30Intermedia

Le escursioni sono organizzate e condotte da un membro abilitato del Collegio delle Guide Alpine di Lombardia. Il costo è di 20€ per escursione a persona. E’ possibile attivare un abonamento anticipato di 100€ per partecipare a tutte le uscite del mese (compatibilmente con le proprie capacità). Obbligatoria la prenotazione.

Per informazioni o dettagli potete contattarmi via Telegram, via WhatsApp o via Email. Per essere costantemente aggiornati sulle attività di LarioTrek.it è ora disponibile un nuovo gruppo Telegram: “[ʎ]LarioTrek: Le notturne del Tasso”

Notturne di Giugno (2a parte)

Notturne di Giugno (2a parte)

Giunto Luglio possiamo “archiviare” le escursioni notturne della seconda metà di Giugno: impegnative ma piacevoli serate trascorse tra i monti del Triangolo Lariano in compagnia di nuove e consolidate amicizie. Sono molto soddisfatto delle attività fin qui svolte, di come sia stato possibile mostrare angoli poco noti del nostro territorio nell’inconsueta veste notturna. Credo che il calendario di Luglio sia altrettanto interessante, così come è interessante la crescita del gruppo. Crescita che probabilmente permetterà, ad Agosto e Settembre, di affrontare salite via via sempre più impegnative ed appaganti verso le “vette esterne” del Lario.

Notturna al Palanzone

Il temporale, nonostante le previsioni, incalzava da sud, scuro, carico di pioggia e di lampi. Sotto una tettoia, con una fetta di torta alla carota in mano, abbiamo atteso scoprisse le sue carte, mostrasse le proprie intenzioni. Il fronte si è spezzato, una parte ha infilato il ramo comasco del lago, l’altro ha sbattuto contro il Cornizzolo ed ha piegato verso Lecco per incunearsi tra il Moregallo e le Grigne prima di risalire verso nord. Sopra di noi un surreale cielo azzurro in una luce cupa. Attraverso il bosco, evitando la cresta, abbiamo raggiunto – senza una goccia di pioggia – la Braga di Cavallo ed il Monte Croce: l’ultimo piccolo strappo per l’obelisco del Palanzone era davanti a noi ma, alle sue, spalle una seconda perturbazione avanzava da sud. Lo spettacolo attorno a noi, circondati da un turbinio di nuvole e colonne d’acqua, era sufficientemente affascinante …da rinunciare alla cima ripiegando sui nostri passi. Sulle creste erbose, come la Dorsale Lariana o il Cornizzolo, i temporali sono significativamente pericolosi ed i fulmini una minaccia reale e difficilmente controllabile. Ieri sera però, con pazienza ed attenzione, siamo riusciti ad addentrarci in sicurezza nel cuore “asciutto” di quella natura inquieta. Grazie a Luca ed Alba per essersi fidati ed affidati alla guida.

Notturna al San Primo

L’obbiettivo era cogliere la “Super Luna” schivando il temporale! Con accortezza abbiamo lasciato che la perturbazione ci superasse per poi inseguirne la coda lungo la ripida Cresta Sud del SanPrimo: 700 metri di dislivello, fortunatamente all’asciutto, ma sferzati dal vento lungo il ripido crinale erboso. Una salita impegnativa premiata, poco prima della vetta, con il sorgere della Super Luna! Non davo particolare credito a questo evento ma ho dovuto ricredermi: la Luna, all’orizzonte mentre nasceva, appariva sensibilmente più grande così come il suo intenso colore rosso era assolutamente sorprendente. Un gran bello spettacolo che ci siamo goduti dalla cima. La discesa, nel riflesso di una Luna ormai tornata candida ma sempre luminosissima, lungo il crinale del Monte Lot. Menzione d’onore ad Alessandro: partito da Saronno ha raggiunto la Colma in bicicletta, ha effettuato la salita ed ha fatto rientro a casa sempre in bicicletta!! Grazie anche ad Alessandra per le foto! Un escursione faticosa ma davvero piacevole.

Notturna alla Croce Pizzallo e Barzaghino

La partita della Nazionale contro l’Austria ha provocato qualche defezione ma, anche a ranghi ridotti, abbiamo dato vita ad un’interessante escursione serale. Partiti da Asso lungo la fresca Valle Bassa abbiamo raggiunto Rezzago ed il Lazzeretto della Madonna della Buona Morte. Da qui, dopo una ripida visita ai “funghi di terra”, Piazza Dorella e la Croce del Monte Pizzallo. Nonostante la bassa quota, al limite dei mille metri, la calura era tenuta a bada dalla brezza serale. Il panorama, nelle luci oblique del tramonto, appariva morbido e sfumato come in un dipinto. Forse non è un caso che Segantini abbia vissuto nella vicina Caglio. La nostra escursione è poi proseguita attraverso Dosso Mattone verso la cima del Monte Barzaghino. Per la discesa, ormai in notturna, verso Caslino e quindi Asso, abbiamo superato gli impegnativi sentieri attraverso i crinali rocciosi del Barzaghino. Particolare attenzione in questi tratti che, non particolarmente tecnici, hanno numerosi passaggi esposti nel vuoto. Due piccole ma panoramiche cime in poco meno di 5 ore per 11 Chilometri ed 800 metri dislivello. Bene!

Notturna al Castel di Leves

L’escursione voleva essere una piacevole camminata che, da Barni, risaliva placidamente a Magreglio attraversando poi i boschi del Sentiero del Tivano. Raggiungendo, con dislivello minimo, la cima del Castel di Leves, pulpito roccioso che si innalza verticale sopra Onno ed il lago dirimpetto alle Grigne. Il gruppo però era “carico e veloce” e così abbiamo inserito una seconda cima, il Monte Oriolo: poco frequentato si innalza tra il Castel di Leves ed il Crinale del Monte Megna. La sua cima, in una posizione interessante, purtroppo non offre un gran panorama per via della fitta vegetaziona, tuttavia la scelta si è rivelata azzeccata! Dopo aver fatto visita al “Castanun de Buncava”, un castagno secolare di sei metri di diametro, ci siamo immersi nel buio del bosco e, in meno di un ora, ci siamo imbattuti in caprioli, mufloni, lepri, una volpe ed una quantità – inquietante – di cinghiali: davvero molti incontri, spesso decisamente ravvicinati! Alle undici, superato il “funtanele” (uno degli ultimi abbeveratoi pubblici della Vallassina), ci siamo goduti il centro storico di Barni sorseggiando una birretta all’ultimo baretto ancora aperto. Ottimo Martedì sera!

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Notturne di Luglio

Notturne di Luglio

“Diventerà più facile?” “Ogni volta diventerà un po’ più facile, ma devi continuare a farlo: questa è la parte difficile”. Il calendario delle escursioni Notturne di Giugno ha preso avvio prima con due uscite settimanali per poi aumentare a tre: Martedì, Giovedì e Sabato. Il crepuscolo e la notte offrono adeguata protezione dalla calura del giorno permettendo di camminare, di muoversi, finalmente di andare! Le montagne, semi-deserte la sera, offrono spazio per la mente, offrono la libertà necessaria per allargare i propri orizzonti. Sì, sono davvero soddisfatto delle attività di Giugno, soprattutto perchè vedo entusiasmo e soddisfazione tra i partecipanti. La sera abbiamo a disposizione una finestra temporale abbastanza stretta, quattro o cinque ore di cui metà al buio, spesso al termine di lunghe e pesanti giornate lavorative. Gli itinerari devono quindi essere scelti con attenzione, bilanciando tempistiche e difficoltà, puntanto al contempo ad obiettivi che siano appaganti e di soddisfazione. Tutto questo dà vita ad escursioni spesso inconsuete, tanto nelle linee che nell’approccio, intense ma non estenuanti. Partecipando con costanza diventano una salutare forma di allenamento all’aria aperta i cui benefici sono subito evidenti: le gambe, il fiato, la testa, tutto “gira” sempre meglio. La fatica iniziale lascia sempre più spazio al puro divertimento, alla gioia di vagare liberi. Per questi motivi ho ulteriormente arricchito di uscite il calendario di Luglio ed ho anche pensato di creare una specie di “abbonamento” che permetta, compatibilmente con le proprie capacità ed il proprio allenamento, di partecipare al maggior numero possibile di uscite. Gli itinerari nella maggior parte dei casi sono abbastanza impegnativi ma, con un po’ di volontà, sono accessibili anche ai meno allenati. Le salite, anche quanto intense, non sono mai troppo prolungate e questo rende lo sforzo accettabile, in molti casi persino godibile. L’impegno tecnico, percorrendo sentieri ben battuti, è abbastanza contenuto, anche al buio. Le escursioni del Sabato, sfruttando le maggiori ore di luce, sono un po’ più lunghe ed hanno itinerari più ampi: diluendo lo sforzo permettono di raggiungere mete interessanti che, con tempistiche più ristrette, risulterebbero troppo pesanti. Questo mese ho inoltre voluto inserire anche due itinerari “fuori scala”, sia per l’impegno tecnico che fisico. In entrambi i casi la meta è la vetta del Moregallo con due approcci però completamente differenti. La prima uscita per *Esperti* risale infatti la Valle delle Moregge seguendo itinerari che non compaiono sulle carte, privi di segnaletica e scarsamente frequentati. Un viaggio, oltre mille metri di dislivello, fuori sentiero in una delle zone più selvagge ed incontaminate dell’Isola Senza Nome e del territorio lariano. La seconda uscita invece percorre itinerari noti e ben segnati ma con un alto coefficiente di difficoltà tecnica: si percorre infatti dapprima il sentiero delle Vasche per poi risalire il Canalone Belasa. Mille metri di dislivello lungo percorsi di tipo EE, quà e là attrezzati con tratti di catene, che impongono padronanza e lucidità su passaggi tra i sassi e la roccia. Ovviamente per partecipare a queste due uscite sarà necessario valutare insieme la propria idoneità. Quindi sì, il calendario di Luglio vuole sfuggire al caldo, evitare affollamenti ed estenuanti spostamenti in automobile, offrire il giusto appagamento tanto ai partecipanti saltuari quanto a quelli più costanti. Salvo cataclismi si va con qualsiasi tempo, non c’è numero minimo, cercheremo mantenere il gruppo compatto ma non troppo numeroso (8/10 partecipanti). Se avete domande o dubbi non esitate a scrivermi e a chiedere. Ci si vede in Montagna!

Davide “Birillo” Valsecchi

GiornoDataMetaPartenzaDifficoltà
Giovedì1 LuglioRezzago – Funghi di Terra e Croce Pizzallo19:30Intermedia
Sabato3 LuglioMoregallo dalla Val Moregge17:00(ESPERTI)
Martedì6 LuglioValbrona – Corno Orientale da Oneda e Cerrina19:30Intermedia
Giovedì8 LuglioCanzo – Giro dello Spaccasassi e “Sass da Prera”19:30Intermedia
Sabato10 LuglioValmadrera – Sentiero Geologico Alto e Monte Rai17:00Intermedia
Martedì13 LuglioBarni – Giro del Castel Di Leves19:30Intermedia
Giovedì15 LuglioLasnigo – Oriolo e Castel Di Leves da Crezzo19:30Intermedia
Sabato17 LuglioMandello – Rosalba dal Manavello17:00Intermedia
Martedì20 LuglioCivate – San Pietro al Monte dal Buco della Sabbia19:30Intermedia
Giovedì22 LuglioValbrona – Val Cerrina da Visino19:30Intermedia
Sabato24 LuglioValmadrera – Moregallo dal Sentiero Vasche e dal Canalone Belasa17:00(ESPERTI)
Martedì27 LuglioLasnigo – Monte Megna da Crezzo19:30Intermedia
Giovedì29 LuglioSormano – Palanzone dalla Colma19:30Intermedia
Sabato31 LuglioBallabio – Due Mani17:00Intermedia
Contatti: Davide “Birillo” Valsecchi +39 392 027 2612 – info@lariotrek
Accompagnatore di Media Montagna Collegio Guide Alpine Lombardia
20€ per escursione a persona.
100€ abbonamento anticipato per tutte le uscite del mese (compatibilmente con le proprie capacità)
Notti di Giugno

Notti di Giugno

Le prime escursioni notturne di questo mese, complice anche la fine del coprifuoco, hanno riportato il piacere di camminare insieme nell’appagante quiete serale che avvolge le montagne. Grandi spazi, orizzonti infuocati dal tramonto o illuminati dalla città. Il corpo e la mente ritrovano – finalmente – il giusto equilibrio dopo lunghissimi mesi incerti e difficili. Non è la normalità a cui eravamo abituati, ma è qualcosa su cui tutti noi possiamo costruire una nuova e ritrovata felicità.

Notturna al Corno Orientale

Notturna al Moregallo

Notturna Croce di Megna

Le Notturne del Tasso

Le Notturne del Tasso

“Because the night belongs to us” cantava Patty Smith sul testo di Bruce Springsteen, ma la notte tra le montagne è spesso ancora un Tabù. L’oscurità diviene un confine invisibile e spesso invalicabile capace di separare il giorno, che appartiene agli escursionisti o più semplicemente ai gitanti, e la notte, che appartiene al mondo selvatico ed alle creature che lo popolano. Indubbiamente le montagne di notte si trasformano, indossano una coltre di magia che avvolge ogni cosa: la vista perde la propria efficacia mentre ciò che ci circonda si addensa di rumori e suoni misteriosi. L’Alpinismo, il regno dell’alta quota, conosce bene la notte: le cordate che procedono sul ghiacciaio al buio rubando ore all’alba, prima che il sole scaldi la neve. L’Escursionismo vive invece le “notturne” spesso solo come una stravaganza, un’eccentrica occasione per osservare le luci delle città dall’alto brindando a tarda ora. Spesso queste “fracassone” comitive riconoscono della notte solo il buio, non ne comprendono il silenzio o l’intrinseco mistero. Certamente si va in montagna per divertirsi, ma per divertirsi pienamente credo sia importante acquisire consapevolazza del luogo e del momento in cui ci si trova, altrimenti sarebbe meglio divertirsi altrove. Esistono posti ben più confortevoli per una gradevole bicchierata con gli amici. No, per me andar per monti la notte è come immergersi nelle acque buie del lago, significa lasciarsi avvolgere, ascoltare e, con un po’ di pratica, diventare parte di quel mondo selvatico e notturno che mi circonda. Inevitabilmente, se in compagnia di qualche buon amico, si finirà con fare un po’ di piacevole “caciara”, ma l’esperienza, nella sua interezza, sarà incentrata sull’ascolto, sull’osservazione, nell’incedere silenzioso tra le ombre in cerca del mistero “extra-mondo” che ancora non abbiamo colto. Ovviamente con il buio tutto diventa più complesso, cambia il modo in cui camminiamo, persino il modo in cui appoggiamo i piedi. Anche i luoghi che credevamo familiari di giorno diventano degli sconosciuti capaci di ingannare e burlarsi del nostro senso d’orientamento. Con una buona pila, o una potente frontale, possiamo far finta che sia come andar per monti durante il giorno, ma si rischia così di perdere la vera essenza della notte. No, andare in montagna di notte non è semplice, ma possibile imparare a farlo e, con adeguata pratica, questo può spalancare davanti a noi un mondo sconfinato ed inaspettato, una realtà in grado di influire in modo intenso sul nostro rapporto con il mondo naturale. La notte crea necessità a cui rispondere con virtù.

Come Accompagnatore di Media Montagna del Collegio delle Guide Alpine di Lombardia ho stilato un piccolo calendario di uscite per il Mese di Giugno, incentrato proprio sulle escursioni notturne così come ve le ho descritte. Traendo spunto dalla Speleologia, dove i neofiti sono chiamati da subito a procedere attraverso il buio, credo sia un ottimo approccio per insegnare le basi ai principianti così come un’opportunità speciale per chi ha già esperienza “diurna”. Le giornate di inizio estate, illuminate fino a tardi, permettono inoltre di bilanciare un’escursione sul confine tra giorno e notte: si parte con la luce, si rientra con il buio. Questo ci permetterà , senza puntarsi la frontale in faccia, di conoscerci, di discutere insieme delle attività che svolgeremo PRIMA che il buio trasformi tutto ciò che ci circonda (e forse anche un pochino noi stessi!). In particolare ho previsto un’escursione dall’impegno moderato, il martedì, ed una fisicamente più impegnativa, il giovedì. Probabilmente organizzerò anche delle escursioni la domenica sera interamente dedicate all’osservazione degli animali al crepuscolo, ma vista la particolarità e le peculiarità di questo tipo di attività sarà necessaria un po’ di pratica prima di potervi prendere parte. 

Per partecipare il Martedì è sufficiente un equipaggiamento base, che verificheremo insieme, ed una buona dose di impegno: di notte tutto il gruppo deve rimanere compatto ed unito, per questo è importante avere la volontà e la consapevolezza per affrontare le prime difficoltà. Per partecipare alle escursioni del Giovedì è necessaria una buona preparazione fisica ed è preferibile anche prendere prima parte a qualche escursione del Martedì. Per informazioni e chiarimenti sono a disposizione, non esitate a contattarmi (anche ad insistere se tardassi nel rispondervi!)

Il costo di partecipazione è di 20 euro a persona. Salvo significative condizioni metereologiche avverse le uscite sono confermate indipendentemente dal numero minimo di partecipanti: anche in pochissimi ma si va! Il numero massimo di partecipanti invece, visto la natura dell’attività, sarà comunque circoscritto. Niente cani (per loro, così come per il loro conduttore, la notte rischia di diventare troppo pericolosa), niente bambini o minorenni (probabilmente avranno questa possibilità a fine settembre), niente rompiscatole (la notte è un piacevole abbraccio in cui rilassarsi tutti insieme).

In linea di massima la partenza è prevista indicativamente per le ore 19:00 mentre il rientro è previsto per le ore 22:00/23:00. Il coprifuoco-covid è infatti esteso alla Mezzanotte dal 7 Giugno mentre verrà probabilmente rimosso dal 21 Giugno. Per ogni uscita, tenendo conto della situazione meteo, sarà fornito via via il dettaglio degli orari e degli aspetti organizzativi.  

GiornoDataDestinazioneDifficoltà
Martedì 8 giugnoCorno Orientale da Oneda    Intermedia
Giovedì10 giugnoMoregallo lungo la Cresta Sud-EstImpegnativa
Martedì 15 Giugno Monte Megna da Crezzo Intermedia
Giovedì17 GiugnoCornizzolo dalla Val PessoraImpegnativa
Martedì22 GiugnoPalanzone dalla Colma di SormanoIntermedia
Giovedì24 GiugnoSan Primo dalla Direttissima Sud Impegnativa
Martedì29 GiugnoCastel di Leves da MagreglioIntermedia

Equipaggiamento base: obbligatori scarponi o scaproncini dal collo alto, niente scarpette da ginnastica o da corsa. Al buio è difficile valutare distanze ed appoggi, è quindi importante proteggere le caviglie da storte o urti. Doppia pila frontale. Non importa che siano di buona marca, importa che le batterie siano cariche e siano due, in modo da avere un valido e rapido backup in caso di bisogno. Ni notte fa freschino, serve qualcosa nello zaino per coprirsi all’occorrenza, sopratutto quando non si cammina. Non serve una giacca da neve, ma di certo un maglioncino leggero. Una maglietta di ricambio: in salita fa caldo e si suda, in discesa bisogna coprirsi e restare asciutti. Un K-Way o una mantellina per riparsi dalla pioggia o anche solo dal vento. Un thermos con qualcosa di caldo è sempre piacevole, così come qualcosa di buono da smangiucchiare. A seconda delle proprie esigenze anche una piccola scorta d’acqua da bere. L’equipaggiamento giusto è qualcosa di estremamente persole, specifico per le proprie caratteristiche. Qualcuno ha biosgno di quasi niente, altri hanno l’assoluta necessità di avere qualcosa di particolare. Quindi non abbiate imbarazzo o titubanze nel farmi domande: siamo stati tutti principaianti ed il mio ruolo è insegnarvi ad essere autonomi anche in questi aspetti.

Aggiornamenti dal Bosco

Aggiornamenti dal Bosco

Nella nuova “casetta nel bosco” ancora non abbiamo una connessione stabile, quindi posso scrivere poco e pubblicare ancor meno (ancora per un po’!). Tuttavia la mia fototrappola, notte dopo notte, “cattura” momenti di vita raccontando quello che spesso non riusciamo a vedere nel bosco. In particolare tendo il mio tecnologico agguato nei passaggi obbligati che si creano sulla scogliera del Sasso della Cassina tra i boschi di Garavina ed i prati di Caprante. A valle della scogliera il passaggio è bloccato dal Lago e dalla Statale Lariana, per questo gli animali devono crearsi vere e proprie strade sfruttando le “debolezze” delle strutture rocciose. Strade comuni che uniscono animali di taglia e forma spesso differente. Ho infatti osservato cinghiali, mufloni, caprioli ma anche animali più piccoli come la faina.

Ecco un capriolo maschio, con delle belle corna, che esce dal bosco dopo una notte di intensa pioggia.

Ecco invece una bella coppia di mufloni maschi che, quasi guardando in camera, ci offre un ottimo primo piano delle corna e del pelo ormai quasi completamente cambiato.

Berto il cinghiale! Credo che questo giovane esemplare sia uno dei cuccioli in cui mi sono imbattuto il passato febbraio. Praticamente mi sono immprovvisamente ritrovato ad un metro da una “nidiata” di cuccioli: in quell’occasione la mamma di Berto, fortunatamente, non si è fatta vedere (o forse mi ha visto correrre via con tanta foga che ha desistito dal caricarmi!!).

Infine una scattante faina ripresa mentre corre a terra in un passaggio ben segnato dagli zoccoli di un ampia varietà di animali.

Nota a margine: il trasloco è concluso, quindi ora posso finalmente organizzare meglio il mio tempo e pianificare il calendario per le prossime escursioni. A presto!

Davide “birillo” Valsecchi

La Tana della Volpe

La Tana della Volpe

I miei tentativi di immortalare un tasso sono ancora infruttuosi: solo una volta, nel maggio del 2013, durante una salita notturna al Cornizzolo con mio fratello, mi è riuscito di “catturarlo” in foto (in coda potete trovare uno di quegli scatti). Ora vorrei però riuscire a realizzare un video e così, armato della mia nuova fototrappola, ho iniziato a “tenere d’occhio” tutte le possibili tane nei dintorni di Caprante. Molte di queste tane – relativamente vicine all’uomo – sono tane secondarie, spesso abbandonate oppure utilizzate solo temporaneamente o in specifici periodi dell’anno. Tuttavia, mentre mi occupo del trasloco e dei lavori di ristrutturazione, sono abbastanza vicine e decisamente comode per le mie ricerche. Il problema è che queste tane, salvo chiari segni nelle immediate vicinanze, possono essere abitate tanto da un tasso quanto da una volpe. In questo caso è toccata la volpe! 

La tana è scavata in uno strato sabbioso tra due strati di roccia calcarea. La zona infatti è quella delle vecchie miniere abbandonate del liscione dove un tempo, proprio sfruttando la geologia della zona, cavano la sabbia creando tunnel sotterranei tra queste “pareti parallele”. Se ci fate caso sono riuscito a prenderla quando “esce” e quasi mai quando “entra” nella tana. Questo perchè devo ancora imparare – con la pratica – a migliorare i settaggi ed i sensori in relazione allo scenario, tuttavia come primi risultati sono incoraggianti. 

Qualche sera prima, sempre tenendo d’occhio una tana realizzata in una catasta abbandonata di vecchi tronchi di pino, ho “catturato” non una ma ben due volpi. La prima, sempre per una questione di settaggi, appare da subito “in scena”, la seconda vi entra subito dopo. Mentre la seconda è in primo piano si possono osservare, in alto a sinistra, gli occhi della prima che brillano. 

Infine, per consolarmi, ecco una delle foto scattate ad un tasso nel lontano maggio di sette anni fa. 

Davide “Birillo” Valsecchi 

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