Notturna alla Venticinquennale

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Prima a mangiare in trattoria dalle “Zie” e poi in marcia attraverso la buia foresta dei Corni di Canzo. Sul sentiero un’eterea ombra bianca attraversa il fascio di luce della mia frontale: un capriolo salta attraverso i rami mostrando la sua sagoma per il tempo di un lampo.

Fa un freddo becco! Coperti siam coperti ma il vento picchia in faccia con folate gelide. Ci imbraghiamo, controlliamo l’equipaggiamento e poi su, lungo la ferrata del Venticinquennale dei Corni di Canzo.

Al buio sembra completamente diversa. Certo, i passaggi più noti sono sempre quelli, ma gli altri sono tutti da riscoprire. Appigli nuovi che si stagliano tra le ombre ed appigli vecchi che scompaiono nel buio: sembra di salire per la prima volta ed è una sensazione davvero piacevole!

Tutto attorno un’isola di buio che galleggia tra le luci vibranti della pianura e, sopra di noi, un universo di stelle! Venere e Marte brillano e da qualche parte anche gli altri pianeti si stanno allineando: forse non è la fine del mondo ma da quassù lo spettacolo è mozzafiato!

Fabrizio si gira sulla roccia, dopo aver ammirato ciò che ci circonda si ferma e mi guarda con gli occhi lucidi: “comincio ad essere stufo di doverti ringraziare!”. Ghigno un po’: credo che tutti prima o poi dovrebbero sentirsi liberi in quel modo sotto le stelle.

Appena arriviamo in cresta il vento “polare” che scende dalle Grigne ci investe gelido. Tutto è ghiacciato e qua e là c’è ancora qualche accumulo della tenue nevicata di Lunedì. Ci sediamo e cercando riparo scattiamo qualche foto. Traffico con i diaframmi ed i tempi di esposizione ma mi gelano le dita e ripiego su qualche soluzione rapida.

Un’autoscatto e poi giù, lungo la cresta. Scendere si rivela come sempre la parte più difficile. Su quel versante il sole quasi non batte più e regna il freddo ed il ghiaccio che ha reso il ghiaione un unico compatto blocco di roccia.

A valle, ormai all’una di notte, c’è il tempo per una birretta al “Fuego” (l’ultimo fusto della birra dell’Oktoberfest) e poi tutti a nanna. Dicono che oggi nevica: bhe, io ve lo dico, sto week-end io lo passo al caldo in baracca!

Ciao

Davide

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