Birillo è impazzito…

Quello che non vi abbiamo mostrato..

Quello che non vi abbiamo mostrato..

“Birillo è impazzito o forse ha bevuto….”. Io cito De Gregori ed Ale è in Brasile, in fondo tutto può succedere.

Da quando siamo partiti dall’Italia vi abbiamo raccontato ciò che di bello abbiamo avuto la fortuna di incontrare ma non tutto qui è rose e fiori. Mancano meno di tre settimane all’eclissi di Varanasi, è ora di dare uno sgurado anche a quello che abbiamo un po’ nascosto perchè c’è molto da imparare .

Non siamo più tra i monti, siamo in un ex colonia inglese, un guazzabuglio religioso che da poco più di cinquant’anni è diventata una repubblica laica e democratica. Non mi basterebbe una vita per capire l’India, non sono qui per abbracciare la loro cultura ma per capire cosa ha valore nella nostra. Questo è qualcosa che posso fare.

Il mio ultimo articolo, Il peso della realtà, ha scatenato un mezzo putiferio, mi sono piovute addosso tonnellate di critiche da una schiera di benpesanti indignati. Non sono un catalogo turistico, non sono qui a stampare cartoline.Non mi interessa fare il turista, fare un paio di foto, allungare qualche rupia ai mocciosi per pulirmi la coscienza e raccontarvi qualche favola su un mondo esotico.Racconto quello che vedo e quello che ho di fronte agli occhi ora non mi piace.Credo vi sia una profonda lezione da apprendere, qualcosa che è importante trasmettere.

Potete infilarvi un vestito tradizionale indiano e farvi qualche bella foto trendy da utilizzare per il vostro profilo di facebook (Ndr. mi piace il tuo Francesca) ma non venite a raccontarmi stupidaggini. Mi sono arrivate citazioni colte, “cibo per la mente” dite. Ottimo, io ho servito i “bocconi amari”:

“Te la prendi con povera gente che non conosce altra realtà!”. Balle! Siamo nel 2009, qui come in Italia le principali aziende sul territorio sono le società di telecomunicazione che gesticono telefonia mobile, internet e persino la televisione svolgendo un ruolo importante nel costume locale. Qui c’è gente che dorme per strada ma quasi tutti hanno un telefonnino e vedono oltre 100 canali da tutto il mondo sul satellite. Non è mancanza di informazione, non è neppure ignoranza. E’ mancanza di cultura, nel senso proprio della parola. Il loro sviluppo è stato così repentino che non hanno avuto il tempo materiale per formarsi una propria, hanno tutto e subito e ci sono centinaia di aziende pronte a venderglielo senza che siano pronti ad usarlo in modo consapevole.

Non ci credete? Facciamo un esempio: la plastica. Io sono nato quando la plastica cominciava ad essere il materiale maggiormente utilizzato negli oggetti di uso comune. Lentamente e gradatamente sono stati introdotti questi nuovi materiali nel nostro modo di vivere ma nonostante siano passati 30 anni il nostro paese non ha ancora sviluppato una “cultura” adatta a gestire i rifiuti. Abbiamo fatto progressi come il riciclaggio e la raccolta differenziata ma la cronaca ci mostra quanto ancora siamo in dietro.

In India hanno quanto di meglio la tecnologia possa offrire eppure in nessuna delle città che ho visitato hanno un sistema per la raccolta dei rifiuti. Il che si traduce nella più immediata e banale delle esigenze: mancano i cestini dell’immondizia. Qualche imbecille mi ha scritto che non è importante un bidone attaccato ad un palo di fronte ad una civiltà millenaria. Studipo bastardo hai idea di cosa significhi? Siginifica che due miliardi di persone, pesantemente corteggiate dall’economia consumistica, getta a terra qualsiasi tipo di contenitore plastico un attimo dopo che ha finito di consumare, senza la benchè minima remora morale o etica. Trovi le bottiglie di plastica che galleggiano nelle fontane dei templi!!

Significa che ad ogni angolo di strada ci sono mucche, corvi, cani randagi e pantegane che ruminano l’immondizia ammassata.Quando diventa troppa i locali gli danno semplicemente fuoco con tutto ciò che ne consegue. Da quando sono sceso dai monti non ho incontrato un fiume che non sembrasse una discarica galleggiante. La maggior parte della gente vive in mezzo a sporcizia ed inquinamento, questo senza considerare le malattie endemiche di questa parte del pianeta.Immaggina la sanità e l’istruzione in uno scenario simile? Ma non è povertà, tenere pulito non è una cosa da ricchi!!

“Questa è l’India, se non ti piace tornatene a casa”. Quella che voi chiamate tolleranza e soldarietà io la chiamo ipocrisia!! Posso dirvi che a loro non interessa la pietà degli illuminati nostalgici occidentali e la prova ne è l’articolo che abbiamo avuto sul Greater Kashmir. Il giornalista era annoiato a morte finchè non ho tirato fuori la parola “garbage”, immondizia. A qul punto ci ha dato metà della seconda pagina!! Sono consapevoli del problema ma spesso non sanno come affrontarlo.Il governo, spaventato da questo fenomeno, ha vietato l’uso dei saccheti di plastica per la spesa ma non è servito ad arginare la montagna di spazzatura che imperversa.La gente non se ne preoccupa. Il giornalista era felicissimo che uno straniero dicesse: “Abbiamo avuto lo stesso problema, anche noi stiamo cercando di risolvero”.Era un buon esempio da proporre.

Ma la domanda è:“stiamo veramente cercando di farlo?”.Ciò che spaventa è che i problemi che affliggono questo paese sono gli stessi che abbiamo noi, solo in modo spaventosamente più grande. Sono così enormi che è impossibile non vederli e presto l’onda tornerà alla sua origine per il semplice fatto che siamo una minoranza e che l’onda l’abbiamo creata noi. Gli indiani faranno la loro strada ma noi? Quando parlo di tradizioni parlo delle cose più semplici che formano il nostro stile di vita e a cui spesso non facciamo caso. Dannazione io non ce le voglio le mucche mangia-rumenta fuori casa!! Nè i balletti in mezzo alle sparatorie nei film o il faccione da elefate di Ganesh che pubblicizza il sapone!! (Povero Ganesh, che strana vita la sua)

Ci imitano in tutto, specie nelle cose sbagliate (spendono spropositi in cosmetici per sembrare bianchi!!). L’unico modo per aiutarli in concreto è provare noi per primi ad essere un esempio virtuoso.Significa capire cosa c’è di buono e di importante nella nostra cultura, smettere di “abbaiare” e darsi da fare in modo pratico perchè diventino dei valori veri.Ormai da noi siamo abituati che giusto e sbagliato non contano più molto, l’importante è non essere quello che paga il conto. Il guaio è che questi paesi, letamente ma inesorabilmente, il “check” ce lo stanno già preparando.

Io resto sempre il solito Birillo, il montagnino ignorante che scrive su internet, provo a fare del mio meglio nel raccontare quello che vedo. Anche da qui vedo chiaramente che nonostante vi infiliate le penne nel culo non siete pavoni, smettetela di fare la ruota. La zuppa che va bene per tutti di solito non piace a nessuno, se non vi soddisfa la mia cucina andatevene in un altro ristorante. Non ho la pretesa di accontentarvi tutti…

Chiedo scusa a tutti gli altri, non è mi abitudine lasciarmi andare alla polemica.

Davide “Birillo” Valsecchi

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