Corni: Antivigilia 2017

«Purple haze, all in my brain. Lately things they don’t seem the same» All’inzio era un’avventura, ora è una tradizione e, come tutte le tradizioni, si inizia celebrando al bar! I Tassi fanno rendez vous alla “Taverna del Luf” a Valbrona: servono un paio di birre e del formaggio sardo per organizzare le squadre. Poi tutti su per Oneda e da qui fino al rifugio SEV. Pianezzo è un deserto fatto di tenebra e silenzio, la neve del versante Nord una lastra di ghiaccio su cui pattinare. Ma all’orizzonte la Crestina Osa è già illuminata, stessa cosa la Croce di Megna: è l’antivigilia e tutte le montagne iniziano a brillare nella notte. Noi siamo quelli dei Corni.

Il ghiaccio può essere un problema e quindi, visto che io – piacevolmente – ormai conto poco o nulla, chiamo i capitani a consiglio. Ci sono tre rappresentanti di tre diverse scuole d’alpinismo lombardo ed un membro del soccorso speleo: “Okay, io porto la batteria su per il caminetto. Sta a voi decidere se fare la ferrata o meno. Non ho idea se ci sia ghiaccio in cresta, tenete a mente che con voi avete due matricole che non l’hanno mai fatta di notte”. Un tempo dovevo ringhiare ordini, ora mi basta ascoltare le loro scelte. “Tranquillo: diamo un occhiata e decidiamo sul da farsi. Comunque ci vediamo in cima”. Sogghigno ed ammicco a Teo “Io però mi prendo lo Speleo… che da solo mi metto nei guai”. Lui se la ride ed aiuta la “Cottolz”, la matricola della mia squadra, ad infilarsi l’imbrago.

Il bosco è ghiacciato e scivoloso, ma il caminetto è pulito ed anche la cresta è libera: è la prima volta che Valentina viene in montagna con noi, avevamo preso tutte le precauzioni del caso ma è salita senza difficoltà. Attacco la batteria alle nostre “tamarre e cangianti luci a led” illuminando la Croce del Corno Occidentale. Poi, al riparo del vento, ci sdraiamo al riparo sotto la cresta, dove è possibile osservare l’uscita della ferrata.

La pianura è un oceano di luci a cui le montagne sembrano rispondere orgogliose. Cornizzolo, Megna, Moregallo, Corno Rat, Medale, Barro… lucine allineate salgono verso le cime penintenti. Noi siamo stravaccati nell’erba circondati dalle tenebre: quassù l’unica luce è la nostra.

Non fa particolarmente freddo e chiacchieriamo aspettando gli altri. Sono la “generazione delle origini”, la prima dei Tassi del Moregallo. Quando li ho conosciuti, anni fa proprio qui ai Corni, non avevano mai fatto una ferrata in vita loro nè sapevano fare un nodo di corda. Che strano viaggio abbiamo fatto insieme: ora sono pieni di “patacche” mentre io sono rimasto lo stesso strambo di sempre, ma siamo ancora qui, ai Corni, insieme. Abbastanza per rubare un sorriso compiaciuto nella notte.

Poi finalmente arrivano. “Birillo, i regalini dei tuoi amici brillano al buio” Sghignazza il primo stringendomi la mano. Rido divertito facendogli l’occhiolino “Pazienza amico mio, ci vuole pazienza in queste cose: la faccenda la chiudiamo alla luce del sole”. Volano pacche ed abbracci prima della consueta foto tutti insieme. Poi via, il gruppo scende giù per il caminetto mentre io e Brex ci attardiamo aiutando Valentina a scendere.

Un banale inconveniente rende comica la situazione. “L’ABC Teo! Mi sbagli l’ABC! Così gli altri penseranno che facciamo tardi perchè sono io quella imbranata!!” Scoppio a ridere per quella che è probabilmente la frase dell’anno mentre la giovane matricola si prende gioco con veemenza dei due veterani del gruppo! Benvenuta nei Tassi Cottolz!

Finalmente al bivacco della SEV ci trinceriamo dietro bottiglie, panettoni e fette di salame: ora è davvero natale!!

Due ore dopo, svuotate le bottiglie, la nostra brigata traballa, oscilla e barcolla affrontando al buio una “complicata” discesa. Io mi ritrovo disteso su lastra di ghiaccio infinita, aggrovigliato in cinquanta metri di corda, mentre inspiegabilmente cerco di avanzare nuotando a rana. Nel bosco luci che ridono e rotolano tra i rami cercando maldestramente di tagliare i tornanti ghiacciati. Chissà, forse questa ciurmaglia è la vergogna dell’Isola, può essere, ma di certo è il mio orgoglio. Buon Natale Tassi!

Davide “Birillo” Valsecchi

Un sentito ringraziamento alla Società Escursionisti Valmadrera che gestisce il rifugio è che ha realizzato il piccolo ma accogliente bivacco che anche quest’anno ci ha permesso di festeggiare. Grazie e tanti auguri!

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