La Cosa Giusta: Volume V

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Nella foresta di spade
Nella foresta di spade

[Primo Round] Essere sotto denuncia mi pone nella curiosa condizione di “indagato”. Questo, oltre ad aprire nuovi scenari, ha un primo effetto pratico: la magistratura infatti prenderà in esame i miei scritti e, in piena libertà, deciderà come procedere ed in che direzione condurre le proprie indagini. Con una simile “attenzione” di fatto questo è il momento migliore per diventare seri e raccontare una storia interessante, che possa far comprendere meglio la realtà -quotidiana?- delle persone coinvolte, tra cui chi scrive su queste pagine.

Umberto Valsecchi, mio bisnonno e Sindaco di Asso, fece un lascito al Comune grazie al quale ogni anno viene assegnato un premio in denaro che un membro della mia famiglia provvede a consegnare nel Consiglio di Natale: il Premio Bontà. Come ogni anno ci è stato comunicato per lettera il nome della persona scelta dall’amministrazione, che per l’anno 2009 è risultato essere Maurizio Ghillioni.

Rimasi stupito leggendo quel nome e mi preoccupai, in un primo momento, di verificare le motivazioni che avevano portato ad una tanto inaspettata selezione. Essendo all’epoca in ottimi rapporti con l’Amministrazione mi è bastata una telefonata per trovarmi a colloquio nell’ufficio del Sindaco con Giovanni Conti e Giulia Manzeni per esporre i mei dubbi: per assegnare un riconoscimento al Signor Ghillioni non avrei avuto nessuna obbiezione ma, essendo un premio in denaro di 600 euro, bisogna prestare particolare attenzione nella scelta. In passato il premio era stato devoluto a volontari ed associazioni senza fini di lucro mentre assegnarlo a Ghillioni “per il prezioso servizio di informazione reso alla comunità assese” significava  assegnare di fatto un premio in denaro a Televallassina, un’emittente commerciale che, per definizione, trae guadagno dalla vendita di spazi pubblicitari… personalmente mi appariva in contrasto con gli intenti del premio!!!

Inoltre poteva prestare il fianco a feroci critiche: “un ente pubblico che usa un fondo benefico per devolvere denaro al dirigente di un’emittente televisiva è già qualcosa di estremamente discutibile”, e come non considerare il feroce clima di polemiche che stava nascendo attorno alla rotonda e al supermercato?! Ho fatto notare loro che questo avrebbe potuto screditare non solo l’amministrazione ma anche il Signor Ghillioni, la mia famiglia e l’integrità del premio stesso.

Giovanni Conti mi rispose:“Hai ragione, non ci avevamo pensato. Abbiamo dato il premio a Ghillioni perchè a noi fa le riprese del consiglio a gratis mentre agli altri comuni fa pagare l’uscita”. Rimasi di sasso: il premio che mio bisnonno aveva lasciato perchè fosse d’ispirazione veniva trasformato in banale merce di scambio.

Avvilito il giorno stesso scrissi, attraverso Facebook, a Daniele Ghillioni, figlio di Maurizio, scusandomi per le eventuali critiche che suo malgrado avrebbe potuto ricevere il padre per la scelta del Comune. Sempre via Facebook contattai Roberto Zanetti, capo dell’opposizione, pregandolo di non creare scandalo pur di conservare il buon nome del premio. Nel consiglio di Natale, furioso, chiesi a mia sorella di consegnare il premio al mio posto.

A Febbraio, poco prima che io partissi due mesi per l’Africa, cominciò la bufera che coinvolse cedri e cascata. Al mio ritorno partecipai alla Festa del Libro in qualità di autore presentando una raccolta di articoli, miei e di Giovanni Cristiani, intitolata “Cronache di Asso”, per l’occasione l’Amministrazione commissionò a Televallassina un servizio speciale sulla festa ed io mi ritrovai davanti Giovanni Conti e Maurizio Ghillioni. Guardandomi  e ridendo tenevano in mano il mio libro sulla cui copertina compaiono i due cedri di Asso: “Questo mi raccomando non lo riprendere” disse Conti. “…no, no, tranquillo. Tanto i suoi cedri durano poco” fece eco gongolando Ghillioni.

In quel momento mi sono sentito il più stupido degli ingenui,  mi ero preoccupato e scusato con loro solo per preservare il buon nome di quel premio, ora non potevo più credere che il ricordo del mio bisnonno ed il suo impegno per il paese fossero stati snaturati inconsapevolmente.

“La ringrazio per essere intervenuto nei nostri studi…”, ormai è quasi una formula d’apertura di ogni atto pubblico, tutta la politica assese si è curiosamente spostata nelle telecamere di Televallassina. Amministrazione ed opposizione rilasciano senza contraddittorio comunicati e smentite  alternandosi tra costolette di maiale in offerta e strumenti per accendere il barbecue. Salvo le astiose repliche a La Provincia sulle bacheche non esistono documenti pubblici, meno che mai è stato presentato in un incontro pubblico il progetto della rotonda come promesso nel mese di Aprile.

In questi mesi non ho mai raccontato, se non a tratti, questa storia perchè con il trambusto di cedri e cascata temevo di aggravare ulteriormente i toni della scena politica assese: oggi non sono più così sicuro di aver fatto la scelta giusta aspettando tanto a lungo.

Sul tavolo ora però c’è oltre un milione di euro in investimenti sovracomunali ed il futuro di Asso:  come si possono gestire tutti questi soldi? Mi auguro, non con lo stesso spirito con cui hanno impiegato il fondo benefico del Premio Bontà: “non ci avevamo pensato”, qui, avrebbe tutta un’altra portata!

In passato il premio bontà è stato utilizzato per sostenere l’Asilo Comunale, l’Unicef, la Parrocchia o le Associazioni del Paese. Nel 2003 il premio  Bontà fu assegnato a Luigi Manzeni per aver speso 6 mesi come volontario in Burundi costruendo una casa d’accoglienza. Il signor Luigi mi ha tolto il saluto ma  ora forse potrà comprendere perché non posso condividere le scelte del Sindaco, perchè non posso fidarmi di Giovanni Conti o dalla Tv dei trenini.

Davide “Birillo” Valsecchi

Asso. 28/09/2010

Questo è ciò che sono pronto a dichiarare a qualsiasi giudice volesse conoscere i motivi di tanto fervore da parte mia nei confronti di Conti e Ghillioni, i due che ora per Asso si vantano di avermi denunciato come “diffamatore”!

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