Escursionismo Avanzato 2022

La Sezione di Asso del Club Alpino Italiano propone per i propri iscritti un ciclo di escursioni sezionali sulle montagne del territorio lariano. Le escursioni, che si svolgeranno tra Marzo e Maggio, sono rivolte ai soci che hanno già un’adeguata esperienza di montagna e che vogliono riprendere a partecipare, dopo il lungo stop dovuto alla pandemia, alle attività della sezione.
Partendo dalle montagne di casa, i Corni di Canzo, si affronteranno escursioni via via più impegnative fino a raggiungere i tremila metri del Monte Ligoncio. Gli itinerari si sviluppano in un ambiente progressivamente più severo, attraverso percorsi di tipo EE (Escursionisti Esperti) e EEA (Escursionisti Esperti con Attrezzatura). Le salite saranno caratterizzate da dislivelli importanti, da affrontare con l’attitudine alpinistica che anima la nostra associazione.
La partecipazione è gratuita e riservata ai Soci CAI maggiorenni (anche di altre sezioni) in regola con l’iscrizione per l’anno 2022. I partecipanti dovranno essere in buona salute, adeguatamente equipaggiati e dovranno presentare la propria richiesta di partecipazione entro Venerdì 18 Marzo.
Calendario Escursioni
- Domenica 27 Marzo Sentiero Delle Vasche – EEA Corno Rat – EEA Corno Occidentale Quota Massima: 1376m Dislivello: 1327m Sviluppo: 11.19 km Difficoltà: EE -EEA
- Domenica 10 Aprile EEA Anticima Ocone – Monte Ocone – Camozzera – Spedone Quota Massima: 1356m Dislivello: 849m Dislivello: 9.72 km Difficoltà: EE -EEA
- Domenica 24 Aprile Rif. Menaggio – EEA Grona – Bregagno Quota Massima: 2107m Dislivello: 1413m Sviluppo: 13.41 km Difficoltà: EE – EEA
- Domenica 8 Maggio Cainallo – Bietti – Cavallo – EEA Carbonari – Grignone – Bogani Quota Massima: 2410m Dislivello: 1372m Sviluppo: 13.86 km Difficoltà: EE – EEA
- Sabato 21 Maggio – Domenica 22 Maggio 2Giorni – Val dei Ratti – Ligoncio Quota Massima: 3033m Dislivello: 2436 m Sviluppo: 20.91 km Difficoltà: EE – A – I+ – F+
Per partecipare
La partecipazione è gratuita e riservata ai Soci CAI maggiorenni (anche di altre sezioni) in regola con l’iscrizione per l’anno 2022. I partecipanti dovranno essere in buona salute, adeguatamente equipaggiati e presentare la propria richiesta di partecipazione entro Venerdì 18 Marzo presso la sede del CAI Asso. Nel modulo di partecipazione, che trovate allegato, sono posti alcuni quesiti necessari per inquadrare la preparazione e l’esperienza del partecipante.
Per informazioni e contatti
Coordinatore e CapoGita di questo ciclo di escursioni è Davide Valsecchi: Consigliere Cai Asso e AMM Collegio Guide Alpine Lombardia: è’ possibile contattarlo via email, davide@cima-asso.it, oppure via cellulare/whatsapp al numero 3920272612
Il venerdì sera la sede Cai, al 2° piano del palazzo della Biblioteca di Asso, è aperta dalle ore 21:00 alle 22:30. Altri contatti utili:
- Presidente Sezione: Pozzi Alberto 339 -1793366
- Segreteria: Rocca Annalisa 338 – 7421092
- Tesseramento: Rossetti Simone 329 – 1452101











Mentre cammino squilla il cellulare: “Sei in montagna?” chiede mio padre. “Sì, sto andando al Palanzone con la squadra.” rispondo io. “Palanzone? Ma è roba da pensionati!” Abbozza lui “Già, da pensionati…” replico senza fermarmi mentre cammino nella neve vergine. Lui: “A che punto sei?” Io: “Bhe, sono a metà strada. Siamo partiti da Scarenna, mi ci vuole ancora un po’…” Lui: “Da Scarenna!? Ma sei fuori? Ci vuole una giornata da Scarenna!!” Io: “Già – sogghigno compiaciuto – in effetti è una roba da pensionati…“
Corno Rat, uno sperone di roccia posto sul versante Orientale del Gruppo dei Corni di Canzo. Non supera i 784 metri di quota: questo lo rende un “ottimo posto” quando è in inverno ed una specie di inferno rovente durante l’estate. La ferrata del Corno Rat è una specie di test, una prova o forse un’iniziazione. In particolare il primo tratto, che risale il Sasso OSA, è stata la bestia nera di più di un neofita e riesce ad esigere rispetto anche da chi ha qualche pratica in più.
Quando la squadra si mette in marcia una pioggerellina leggera sembra intenzionata a rinforzare, ma è solo quando mancano un paio di curve a Pianezzo che il cielo decide di darci una bella sciacquata. Mantelline e copri-zaini: risaliamo fino al rifugio della SEV barricandoci attorno alla stufa. «Bene Signori, oggi una lezione tra le più difficili: vita da rifugio!» Qualcuno, che se la ghigna, mi sfotte alludendo ai quattro giorni in cui sono rimasto bloccato alla Capanna Margherita. Alle volte capita…
La compagnia trascorre al caldo una piacevole ora gingillandosi tra asole e trefoli. Poi, quando sembra iniziare a spiovere, ci rinfiliamo le giacche e torniamo fuori tra la nebbia. Allegri, sebbene un po’ infreddoliti, attraversiamo fino al crocefisso di legno arrivando all’attacco della Ferrata del Venticinquennale. «Che si fa? Saliamo?» Domandano «Manco per sogno! La placca forse è abbastanza asciutta ma ascolta le tue mani: lo senti il freddo? Lo senti come l’umidità morde le dita? Con la roccia viscida devi lavorare tutto di braccia e ti garantisco che con questo freddo umido la catena e la roccia ti gelano via le dita in cinque minuti. Niente gambe e niente braccia: solo guai! Per affrontare la ferrata ora devi essere capace e devi pedalare come si deve. Se restiamo dentro più di un ora o qualcuno si blocca sono rogne vere e per tutti.»
«Quello che va su deve tornare giù, preferibilmente tutto intero!» Con una corda da 50 attrezziamo una fissa che scende lungo il percorso affrontato in salita. Qualcuno si auto assicura con un nodo machard, lo stesso usato per le calate in doppia, mentre per chi è più titubante stendiamo una calata con una statica da 30. Mentre osservo Franco manovrare il barcaiolo non posso che apprezzare come, nonostante il cattivo tempo, tutte queste manovre siano un’esperienza anche più importante delle “semplice” ferrata. «Presidente, ti dirò, queste uscite sbarazzine mi piacciono parecchio. Stanno imparando molto e soprattutto tutta roba che torna sempre buona». Anche lui è soddisfatto di come abbiamo dato una svolta alla giornata. Certo, c’è un po’ di delusione per la mancata salita in ferrata ma la squadra è comunque entusiasta e la cosa mi galvanizza. La pioggia comincia a mischiarsi a spruzzate di neve ed i Corni diventano piacevolmente Alpinistici: mi piace!
Ritornati alla Sev ci infiliamo a tavola: brasato, coniglio, polenta e vino rosso. Mi piace anche questo! Il clima è di festa, si fantastica, si fanno piani e si raccontano storie. Per qualche ora sembra di essere tornati all’epoca d’oro!!

«Guarda che spettacolo la mia maglietta dei Led Zeppeling!!» I ragazzi sono così: passano le generazioni, cambiano le sfumature, ma la “bella gioventù” resta sempre la stessa. Per me il loro sguardo pulito e la loro genuina volontà sono davvero uno stimolo corroborante.
