Cena Sociale Cai Asso 2008

Cena Sociale Cai Asso 2008

Bruno e MariateresaEd è andata anche la cena del 2008, ma quest’anno si festeggiavano alcuni dei mebri piu’ anziani del nostro Cai Asso.

Nella foto infatti si vede il nostro Bruno, che ha ricevuto l’aquilotto d’oro per il suo 50° anno di iscrizione al Cai Asso.
Sempre nella foto anche Mariateresa, una delle donne storiche della nostra sezione.

Quando, ad otto anni, mi iscrissi al mio primo corso di alpinismo giovanile era lei a tenermi d’occhio e a prendersi cura di me alle passeggiate. Aveva un gran da fare visto quanto ero un disperato!!

Mentre Bruno riceveva l’aquilotto tra gli applausi non ho potuto fare a meno di soffermarmi a guardare le piu’ di cinquanta persone presenti alla cena. La maggior parte di loro c’era quando ero un bambino e continua ad esserci dopo tanti anni. Ora  si sono aggiunti anche i loro figli e per qualcuno anche i nipoti.

Io ho cominciato ad otto anni mentre mio fratello minore, di sedici anni, ha fatto la sua prima salita a due anni dentro uno zainetto. Mia sorella ha pure trovato il moroso nel Cai, se l’è poi sposato ed adesso ha “in cantiere” di farmi zio. Facce e persone che vedo da sempre, di cui conosco le famiglie e le storie. Solo ora, con un po’ di anni alle spalle, mi rendo conto di quanto importate sia stato per tutti noi fare parte di questo piccolo gruppo di amici.

Perchè il Cai è anche questo, una mezza famiglia allargata che ha visto passare generazioni intere trovando la spinta per rinnovarsi ad ogni passaggio, senza disperdersi. Credo questo sia il miglior vanto della nostra sezione e la forza che ancora tiene unito il nostro gruppo.

Alla cena erano presenti come graditi ospiti anche il Sindaco Giulia Manzeni e l’Assessore alla cultura Imogene Pina. Spero si siano divertite ed abbiamo potuto cogliere ed apprezzare lo spirito della nostra famiglia/sezione.

A conclusione della serata, aiutato dalle mie efficenti vallette di 5 e 8 anni, ho inscenato il solito “cinema” della lotteria con tanto di estrazioni e chiamata dei numeri con suspance. Forse un po’ buffo ma il compione ha ormai il sapore di una tradizione, di un ritorno a casa.
Un grazie al Cai di Asso per tutta la strada fatta assieme.

Super Baraldi: votate lo scribacchino!!

Super Baraldi: votate lo scribacchino!!

Gas Stop“Nella vita se non hai un gilet di iguana e la faccia tosta per portarlo conviene che ti tieni stretto un paio di amici fidati”. Ecco perchè io mi tengo stretto “il Baraldi“, lo scrittore più “PULP” di tutta la comasca.

Il nostro eroe si è lanciato nel concorso Italians: una giornata nel mondo” , organizzato dal Corriere della Sera e Rizzoli libri per i dieci anni del forum di Beppe Severgnini, ed ha passato la prima selezione accedendo alla votazione pubblica.

Il concorso è un esercizio collettivo di scrittura: scegli un’ora della tua giornata da italiano all’estero e raccontatela in duemila caratteri. Massimo ha snocciolato la sua storia in duemila colpi:

Hank Williams al chiar di luna in vallata elvetica con benzinaio
Massimo Baraldi

Ore 21. Vallata elvetica spersa nel nulla. Sferzato dai colpi della fame guido malvolentieri, che ormai sono al volante da ore. Hank Williams in sottofondo non aiuta… è su da quando son partito, ma non ho voglia di mettermi a spulciare i cd e così lo lascio cantare in pace. Scorgo un benzinaio ancora aperto, decido che se ci tengo ad arrivare a casa almeno gli appetiti dell’automobile sarebbe saggio placarli e accosto. Il tipo mi tiene d’occhio dal gabbiotto mentre traffico col serbatoio, fingo di non badarci. Sembra felice di aver compagnia, si slunga pure tutto per vedere meglio. Dal canto suo, la cassiera trattiene uno sbadiglio mentre poco dopo mi consegna lo scontrino. Ho ormai raggiunto la portiera quando lo sento trotterellare alle mie spalle. «Signore! Hey, Signore!» chiama forte, «Posso permettermi di chiederLe se, secondo Lei, la sicurezza è un qualcosa che si acquisisce col tempo? O ce la portiamo in noi dalla nascita?» l’interlocutore deve essersi reso conto del mio sguardo perplesso, perché si affretta ad aggiungere: «Sì, intendo la nostra sicurezza interiore. Sto facendo una mia indagine, personale. Giusto per capire, sa.» Io non è che sappia bene cosa rispondergli… però, lui appoggiato alla sua pompa, io al cofano, ce ne stiamo un pò lì a chiacchierare. Coppie di fari beccheggiano solitarie nella notte intorno a noi e il mio stomaco ogni tanto sottolinea qualche concetto con un sordo brontolio. La luna ci sbircia di sottecchi, pur seguitando a farsi i fatti suoi.

Ora sta a noi darci da fare, al Baraldi sto giro non basta il gilet di iguana, serve che un paio di amici lo tirino fuori dai guai. Se passa anche la seconda selezione il suo racconto entrerà a far parte della raccolta che Il 3 dicembre diventerà un e-book scaricabile gratuitamente dalla rete: “Italians, una giornata nel mondo“. Una Polaroid di parole, un’istantanea della nuova diaspora italiana. VOTA QUESTO RACCONTO

Kailash, il centro tibetano dell’Universo

Kailash, il centro tibetano dell’Universo

KailashOra voglio raccontarvi la nascita di un idea, il germoglio da cui un idea trae origine.

Una piccola pianta che accudita con speranza forse sboccierà dando in dono il frutto della conoscenza.

Un frutto da assoporare quando sulla pelle senti la polvere del mondo, quando  sporco, livido ed arruffato attraversi con lo sguardo gli spazi sconfinati sentendo la vibrante scintilla della tua vita brillare come mai altrove.

Un frutto da assaporare sentendo il centro caldo dell’universo danzare con la propria sconsiderata follia.

Un attimo nell’immenso dello spazio e del tempo che appartiene solo a te, alla tua vita e ad ogni passo con cui l’attraversi:

La montagna più sacra del mondo si trova in Tibet. E’ il Monte Kailash, 6.714 m, una montagna venerata da oltre mezzo miliardo di persone in India, Tibet, Nepal e Bhutan, sacra ai fedeli di quattro religioni.

Per i tibetani di fede Bon, il Kailash è il “gigante di cristallo” sul quale Thonpa Shenrab, il fondatore della religione Bön, discese sulla Terra dal cielo. Essi  chiamano il Kailash con due nomi differenti: Tise “Gioiello di neve glaciale” e Kang Rimpoche, che è il titolo riservato ai lama di massimo rango, ossia ai sommi sacerdoti buddisti.

Gli induisti lo considerano la dimora di Shiva che vi risiede insieme alla consorte Parvati. Per i buddisti è la dimora della divinità tantrica Chakrasamvara e della sua consorte Vajravarahi. Gli jainisti lo adorano come Monte Ashtapada, il luogo dove il grande saggio e fondatore della religione Rishabanatha ricevette l’illuminazione.

Situato sull’Altopiano del Tibet dietro la catena principale dell’Himalaya il monte Kailash si erge solitario nel punto più elevato dell’altopiano del Tibet poco toccato dalle  piogge monsoniche, si staglia  contro un cielo limpido, ed è considerato il “centro dell’Universo”

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Corsi invernali della Scuola Alto Lario

Corsi invernali della Scuola Alto Lario

Al via i corsi invernali della Scuola Alto Lario, la prestigiosa scuola di alpinismo e sci alpinismo nata in seno alle sezioni del Cai Asso, Cai Canzo e Cai Cantù.

L’attività dei sui corsi abbracciano tutte le discipline della montagna, lo scialpinismo, l’alpinismo classico con le salite di ghiaccio e misto e l’alpinismo su roccia.

E’ stato pubblicato il nuovo calendario per il corso di Scialpinismo SA1 2009:

Il corso di scialpinismo SA1 rappresenta il primo livello dei corsi di scialpinismo; lo scopo del corso è avvicinare gli utenti della montagna che amano lo sci alla pratica dello scialpinismo.

Si rivolge a tutti gli sciatori che desiderino evadere dalla folla delle località sciistiche per godere di un po’ di montagna incontaminata.

E’ necessario avere raggiunto un discreto livello di tecnica sciatoria che consenta un controllo degli attrezzi in tutte le condizioni tenendo in considerazione che qualche volta un “deciso” spazzaneve può risolvere la situazione.

Normalmente gli itinerari previsti per questo corso comportano un dislivello medio, si comincia con poco per arrivare a fine corso a salire 1000/1200m al massimo, è quindi necessario un normale livello di allenamento fisico; chi frequenta abitualmente la montagna anche come semplice escursionista può già ritenersi idoeo.

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EICMA2008: Donne e Motori…

EICMA2008: Donne e Motori…

EICMAC’è un luogo dove due delle più grandi passioni di un uomo vengono decisamente soddisfatte. Le passioni sono le donne e i motori. Il luogo è EICMA, il 66° Salone del Ciclo e Motociclo, che si sta svolgendo in questi giorni alla Fiera di Rho-Pero, Milano.

Ho accompagnato ieri, giorno riservato agli operatori del settore, i miei ragazzacci-futuri-meccanici (per chi non lo sapesse sono un prof!) in quell’orgia di gambe e due ruote che è il salone.

Ho dovuto tener a bada dieci adolescenti armati di macchinette digitali e foto-telefonini in piena tempesta ormonale scatenata dalle carene di bolidi da 180 cavalli cavalcati provocatoriamente da sorridenti modelle più o meno discinte.

Come motociclista ho apprezzato la nuova due cilindri naked di casa Suzuki, la “Gladius“,una inaspettata e bellissima Ducati “Streetfighter“, una nuda cattiva con il motore della 1098, un vero mostro!

Poi, da vero laghèè, mi sono inginocchiato davanti alle novità presentate dalla “nostra” Guzzi.

La casa di Mandello si è presentata all’EICMA con nuovi colori per la superfashion naked “Griso“,  con una nuova versione dell’endurona “Stelvio“,  con la nuova e grintosissima “1200 sport“, ma soprattutto con una meravigliosa versione cafèracer della rinnovata “V7“, che attiriva tutti gli obiettivi dei fotografi presenti.

Il salone apre al pubblico oggi e si conclude domenica. Se siete appassionati di due ruote o di belle fanciulle o di entrambi, non perdete l’occasione di rifarvi gli occhi!!

Per info: www.eicma.it

IV Novembre 1918 – “…è finita!”

IV Novembre 1918 – “…è finita!”

Ricorre quest’anno il 90° anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale proclamata dal celebre discorso del Generale Armando Vittorio Diaz, capo supremo dell’esercito Italiano. Il testo di quel discorso, chiamato Bollettino della Vittoria e fuso nel bronzo delle artiglierie catturate al nemico, è esposto in tutte le Caserme e i Municipi d’Italia.

Libri che raccontino questa storia ce ne sono centinaia mentre i testimoni di quell’epoca ormai non ci sono piu’. Ed allora voglio raccontarvi cosa mi ha mostrato un testimone silenzioso in grado di resistere anche al passare del tempo. Molte delle mie estati in gioventù le ho trascorse in Carnia, una regione del Friuli al confine con l’Austria, a due ore di cammino dal confine e a due passi dalle sorgenti del famoso Piave, il fiume su cui “fu fermato lo straniero“.

Le Alpi Carniche, maestose ed imponenti nei loro duemila metri di roccia, sono il testimone di quei tre lunghi anni in cui nemici si scontrarono Italiani ed Austriaci. Ancora oggi esplorando le valli ed i ghiaioni di confine si possono trovare le vecchie trincee, scavate a colpi di piccone della roccia viva, unico riparo dal freddo e dal nemico. Si trovano tra i sassi, dopo oltre 50 anni, cumuli di suole di scarpe e lattine di metallo, ammucchiate appena fuori un riparo. Stufe e pezzi di cucine da campo sparsi nella ghiaia, schegge di bombe e chilometri di filo spianto arrugginito.

Mi arrampicavo sulle pareti per infilarmi nelle bocche di lupo delle trincee più in alto per trovare in queste buie grotte artificiali i resti delle postazioni di artiglieria. Ed i cimeli che allora mi sembravano un piccolo tesoro ora sono un macabro monito.

Tra quelle gole, quando è periodo di caccia, l’eco di uno sparo rimbalza sulla roccia e continua a rimbalzare estendendosi sinistro all’orizzonte. Non oso immaginare quale fosse il rumore terribile di una battaglia, con spari, esplosioni e grida, che rieccheggiavano tra quelli valli e quale potesse essere, in quel caos infernale, il cuore di un giovane dentro la trincea, fermo ad aspettare il fischio dell’assalto. Alzarsi ed uscire, per offrire il “petto al nemico”.

Lassù combattevano con il Carcano Mod 91, una carabina con l’otturatore a mano, ricaricavano ad ogni colpo e si lanciavano all’assalto con l’arma bianca, la baionetta. I feriti venivano curati tra i sassi e portati a valle, vivi o morti, dai muli. E sulla montagna si vedono i segni della fame e del freddo. Segni che non scompaiono così in fretta come la memoria.

Io non sono un pacifista, non ne ho l’indole. Ma credo che coloro che si riempiono la bocca dovrebbero salire qualche volta lassù, portare il loro “culo grasso” sulle montagne e vedere dove la gioventù di allora sostenne per tre anni un guerra terribile, combattendo con coraggio uno scontro inutile tra i nobili d’Europa.

In ricordo e con gratitudine ai caduti e ai combattenti della Prima Terribile Guerra Mondiale.

Una canzone dei Dropkick Murphys in memoria dei caduti della Prima: The Green Fields Of France [qui trovate la traduzione di questa canzone scozzese].
…And I see by your gravestone you were only 19
When you joined the glorious fallen in 1916,
Well, I hope you died quick and I hope you died clean
Or, Willie McBride, was it slow and obscene?
100° Articolo di Cima-Asso.it

100° Articolo di Cima-Asso.it

Statistiche Cima-AssoEcco a Voi il CENTESIMO articolo pubblicato dal sito Cima-Asso.it. EVVIVA!!

“Cima”, come lo chiamiamo amichevolemente noi, è nato il 16 Maggio 2008 sulla spinta del Clamoroso successo della Giornata del FAI ad Asso. Con la preziosa collaborazione di Ivan ho cominciato a scrivere la storia e le gesta di Asso. Più scavavo e più meraviglie tornavano alla luce.

Ed ora, nella furia di scrivere e raccontare, abbiamo collezionato in soli SEI mesi oltre 100 articoli sul nostro Paese e sulle persone che lo animano.

Del nostro piccolo sito cittadino hanno scritto in maniera lusinghiera i giornali locali, è giunto il momento di snocciolare qualche numero per capire dove sia arrivato:

In questi sei mesi, principalmente estivi, abbiamo avuto la bellezza di 1.698 Visitatori Unici Assoluti per un totale di oltre 9.330 Visite.
Ogni giorno abbiamo il 60% di visitatori di ritorno (gli affezionati!!) e siamo attivamente indicizzati dai principali motori di ricerca.

Ma ciò che più mi inorgoglisce è la mappa nella foto. Mostra la provenienza, approssimativa, dei visitatori sul territorio Italiano. Le storie di Asso sono state viste da oltre 208 Città Italiane e da oltre 26 nazioni straniere. I dati sono forniti e certificati dal servizio statistico Google Analitycs e sono quindi estremamente attendibili.

I grafici mostrano che dopo il periodo estivo (in cui le persone sono in vacanza e non davanti al pc!!) il numero di visite sta crescendo in modo vertiginoso e “Cima” sembra destinato a raddoppiare questi già impressionanti numeri entro Natale.

Guarda tu che casino che ho messo in piedi!! Vai Cima!! Tirati dietro tutta Asso!!!

Un grazie a tutte le persone che mi hanno aiutato e si sono rese disponibili con racconti e foto. Un grazie alle “Zie” che hanno creato l’ambiente ideale per la nascita di quest’avventura.
Gita ad Alba, culla del Cioccolato

Gita ad Alba, culla del Cioccolato

Cioccolato di AlbaL’Assessorato al Turismo e Tempo Libero del Comune di Asso organizza per Domenica 16 Novembre 2008 una gita ad Alba per conoscere la storia e visitare il Museo del Cioccolato.

Alba è la culla del cioccolato. Correvano gli anni quaranta, un uomo di nome Pietro Ferrero percorreva la strada che da casa sua portava alla piccola fabbrica di Via Rattazzi, dove ogni mattina l’antenato della Nutella (la crema Gianduja) veniva prodotta da rudimentali macchinari. Nacque così nel 1946 la Ferrero.

Il Museo del Cioccolato di Alba propone una mostra golosa, un viaggio nella storia del cioccolato, dai Maya che scoprirono il seme della pianta del cacao, divenuto poi la bevanda degli dei, alla Nutella o alla Sacher: tutto questo e molto altro si può trovare nella mostra ”Cioccolato. Dai Maya al XX Secolo” aperta presso la Fondazione Ferrero di Alba (Cuneo) e curata da Andreina d’Agliano e Fabrizia Lanza.

La mostra punta a raccontare il cioccolato come passione tra le più diffuse e contagiose, come sensuale godimento e ”bruno piacere” che, racchiuso in una tazza dorata, sta in mano alla bella dama del dipinto di Emilio Rizzi scelto, non a caso, a simbolo della mostra.

Ma il cioccolato non è il solo polo del successo di Alba, perché condizioni atmosferiche, climatiche e geografiche la rendono sede perfetta e inimitabile della Fiera del Tartufo. Situata in un punto perfetto, bacino di raccolta delle produzioni di tutta la Langa cuneese, Alba gode e smercia, come un magazzino delle meraviglie, tutto ciò che di vino, formaggi e tartufi offre la zona.

Per informazioni e prenotazionei rivolgersi a: Comune di Asso Ufficio Segreteria Tel. 031/673915 – 031/673916
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