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Blog-O-Sphere

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From the first information center of iranian cartoonists on the web
From irancartoon.com, the first information center of iranian cartoonists on the web

Con il termine blogosfera si intende un insime di blog fortemente interconnessi. Un Blog è considerato un “diario in rete” ma, francamente, questa definzione è ormai piuttosto datata.

Il termine Blog deriva dall’inglese web-log dove “web” sta per “rete” e log sta per “logbook“, il registro di navigazione delle vecchie navi. Spesso “Cima”, specie durante i Flaghéé, è stato un registro di navigazione nel senso più stretto del termine ma mi piace pensare che sia lo strumento per un esplorazione condivisa che spazi su più fronti.

Un motore di ricerca può comprendere il contenuto di un articolo, come fa con gli ormai oltre 600 post di “Cima”, ma non può comprenderne il senso generale che li unisce nè gli intenti della persona o delle persone che hanno generato quel contenuto o quell’informazione.

Per essere più chiari: spesso mi ritrovo a cercare qualcosa di interessante da leggere su Internet, sia perchè ho voglia di conoscre che per ammazzare il tempo, e non trovo nulla che riesca a soddisfarmi. Quando succede questo apro “a caso” la wikipedia e comincio a spulciare i vari articoli. Tuttavia anche la casualità ha un limite: aprendo il dizionario a caso prima o poi si finisce per trovare più o meno sempre le stesse pagine.

Spesso non è l’informazione in sè ma l’interpretazione della stessa sotto un punto di vista diverso dal nostro quello chedi cui realmente siamo alla ricerca.

Per questo motivo vorrei affidarmi al motore di ricerca più potente in circolazione: la vostra mente ed il vostro senso critico. Vorrei infatti raccogliere i link dei blog che seguite in modo da creare una blogosphere più piccola ma allo stesso tempo più fruibile. Suggeritemi cosa leggere, cosa recensire e “chi” o “cosa” seguire partendo dalla vostra interpretazione di quello che è il messaggio di “Cima“: trovate affinità e create legami.

Inizialmente vorrei seguire tre principali rami:

  • Local, i blog locali sul nostro territorio (anche e sopratutto blog personali)
  • Cultural, i blog che offrono spunti interessanti per conoscere (…anche ridere)
  • Natural, i blog legati all’ambiente e al mondo che ci circonda

I tre rami possono intersecarsi ed un blog può avere più aspetti a cui riferirsi: l’importante è cominciare a conoscersi.  I blog possono essere anche stranieri ed in lingue diverse, troveremo lo stesso il modo di renderli accessibili anche a chi non conosce la lingua.

Vi ringrazio anticipatamente perchè conto che l’esperimento, piano piano, darà risultati interessanti sopratutto in ambito locale. E’ tempo di spingersi oltre =)

[Per segnalare un blog basta inserirlo nei commenti qui sotto]

Davide “Birillo” Valsecchi

Flaghéé the Movie

Flaghéé the Movie

Le Bandiere del Lario
Le Bandiere del Lario

In attesa di annunciare la prossima spedizione dei Flaghéé (ormai ci siamo quasi!) eccovi una breve clip realizzata con gli scatti della mia piccola, e ormai sempre più ammaccata, fotocamera digitale.

La musica è quella degli insuperabili Lynyrd Skynyrd con Sweet Home Alabama: credo che sia quanto di meglio possa descrivere la magnifica sensazione che si prova “vagabondando” sul nostro lago!

Se volete riscoprire il nostro precedente viaggio o seguirci nel prossimo potete farlo qui: www.flaghee.it
Le Bandiere del Lario sono di nuovo in viaggio!!

Davide “Birillo” Valsecchi

Le Belle Arti salvano i Cedri

Le Belle Arti salvano i Cedri

Gli assei ed i Cedri
Gli assei ed i Cedri

“Che serata! Indimenticabile, tanta gente e composta, attenta ad ascoltare per ore.  Non so se vinceremo, ma stiamo promuovendo un movimento grande, determinato che cresce ogni giorno. I ragazzini mi fermano per strada e mi chiedono gli adesivi. Questa si chiama gioia, festa permanente!”

Ecco quello che mi scrisse, mentre ero in Africa con Enzo, Teodoro Margherita dopo la serata d’incontro che si era tenuta nella Sala del Consiglio Giovedì 11 Marzo e che anticipava il concerto sotto i Cedri dei Sulutumana Domenica 14.

Questa mattina mia sorella mi ha chiamato al telefono mentre andava al lavoro: «Hey, Birillo!! Comprami La Provincia che sulla locandina c’è scritto “Asso: le belle arti salvano i Cedri”!!». Quello che riporta il giornale, La Provincia di Como, oggi è qualcosa che ho appreso anche io con enorme entusiasmo solo ieri.

Giovanni Cristiani, il giornalista di Asso per La Provincia, ha infatti intervistato Alberto Artioli, il Sovraintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Provincia di Como. La sopraintendenza ha infatti “prescritto l’amministrazione comunale di Asso a rivedere il progetto presentato per la rotonda in modo da salvaguardare le piante secolari”.  In poche parole ora i nostri cedri sono salvaguardati dalle Belle Arti e non possono più essere abbattuti!! (leggi l’articolo!!)

In questo momento di concitazione io vedo nelle parole del Sopraintendente due grandissime vittorie: la prima è che gli assesi hanno saputo valorizzare qualcosa che appartiene al loro paese, i Cedri. La seconda è che hanno saputo impegnarsi insieme per il proprio paese.

La vera vittoria non è solo aver salvato i cedri ma è che a farlo siano stati tutti gli assesi che hanno firmato le petizioni, che hanno abbracciato le piante, che hanno partecipato alle iniziative nate in paese dandosi da fare ognuno secondo i propri talenti ed i propri mezzi.

I due magnifici cedri sono ora il simbolo dell’impegno civico, ciò che deve essere il vanto e la vera bellezza del nostro paese!!

L’amministrazione ha spesso vissuto queste iniziative come un confronto personale trincerandosi “dietro le carte” come se gli assesi, maggioranza o minoranza che siano, fossero avversari politici anzichè concittadini. Ora i fatti sono questi:“Gli assesi si sono espressi ed hanno saputo farsi ascoltare, è giunto il momento di starli a sentire e di coinvolgerli nelle scelte”.

Ora, che abbiamo girato le carte in tavola, è tempo di affrontare in maniera corretta il problema: la sicurezza. I cedri non si toccano sopratutto perchè dovevano essere abbattuti per i motivi sbagliati: la rotonda, quella rotonda, non è la soluzione al problema.

Forse agevolerà i camion, quando e se gli assesi lasceranno costruire un supermercato sotto la Valletegna, ma non tutela affatto i cittadini e la sicurezza della strada. Senza ipocrisie e falsi giri di parole: l’ultimo assese ucciso sulla provinciale era Fabrizio Crippa. Io sono quello che l’ha trovato, dopo giorni, senza vita in mezzo ai rovi in cui era stato scaraventato da un auto pirata e, quando abbracciavo i cedri, avevo quel ricordo ben chiaro nella mia mente.

Pagnano, la galleria, l’incrocio di Valbrona, il Comune, la curva del “Ciccio” e la curva di Santa Marta: ecco i punti critici e pericolosi della viabilità assese. Ho prestato servizio per oltre dieci anni nella nostra Croce Rossa, conosco gente di tutte le generazioni che ha “bussato” in macchina sul muro del Comune ma ci sono state vittime e feriti su tutto il tratto di Provinciale che attraversa Asso.

Abbattere i cedri, stravolgere l’immagine e la storia del paese, concentrare tanti soldi in un intervento che non è in grado di tutelare realmente tutti noi significa agire senza aver compreso l’ampiezza del problema. Se dobbiamo spendere, se dobbiamo “batterci“, lo faremo ma solo a condizione che il problema sia affrontato in modo chiaro e condiviso da tutta la nostra comunità. Niente più dictat: “Io ho vinto le elezioni, io ho il consenso, io decido senza spiegare niente a nessuno”. Abbiamo dimostrato che questo “da noi” non funziona più, è tempo di collaborare tutti insieme!!

…benché in pochi siano in grado di dar vita a una politica tutti, qui ad Atene, siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.” Pericle – Discorso agli Ateniesi, 461 a.C. / Birillo – Discorso agli Assesi, 2010 d.C.

Ora godiamoci la bellezza della primavera sulle piante che abbracciano l’ingresso del nostro paese: un “trionfo” tutto assese!!

Davide “Birillo” Valsecchi

Sulutumana: tra i cedri e la cascata

Sulutumana: tra i cedri e la cascata

Grazie ai Sulutumana!!

Fuori nevica, le strade sono invase dalla neve che comincia ad essere pesante e fradicia quando suona il telefono, è Enzo: “Birillo spicciati a venire ai cedri che ho una sorpresa per te!!”

Giacca, macchina fotografica e sono in strada. Sotto i cedri trovo il buon Enzo in compagnia di Gian Battista Galli, il cantante dei Sulutumana. Lo storico gruppo musicale è infatti da sempre impegnato nella salvaguardia del nostro territorio e “Giamba”, amico di Enzo, è venuto ad “immortalare” i nostri cedri aderendo all’iniziativa  «Abbraccia il cedro e mandaci una foto».

Foto di rito, da aggiungere a tutte quelle già fatte, e ci infiliamo al bar per ripararci dalla neve e berci una birretta facendo due chiacchiere. I Sulutumana stanno infatti organizzando un concerto pubblico per sensibilizzare la valle sulla questione “supermercato”:  è infatti al vaglio un progetto per la costruzione di un supermercato a ridosso della storica Cascata della Vallategna.

In molti si stanno attivando per scongiurare che uno spazio verde, già citato adirittura da Stendhal, diventi la sede per qualcosa che a tutti pare inadatto ed inutile. Su Facebook è nato un gruppo di discussione fondato dal Signor Teodoro Margherita che conta già oltre 500 membri  e continua a crescere: Difendiamo la Vallategna

E’ bello fare due chiacchiere con Giamba anche se mi dispiace averlo incontrato solo quando sembra che tutto debba essere travolto, che le decisioni siano state tutte già prese e non vi sia più nessuno disposto ad ascoltare i dubbi e le perplessità che sempre più persone esprimono.

Ma forse è giusto così, ci si conosce quando è giusto farlo, quando serve spingersi oltre la chiacchiera: mentre scende la neve e tutti sono chiusi in casa noi siamo sotto i cedri a tentare un ultima disperata difesa, un ultimo tentativo. Enzo e Giamba, mentre li guardo imparo qualcosa sull’arte, capisco che alle volte sono solo gli artisti a far vibrare la speranza quando tutto pare perso.

I cedri hanno due alleati potenti ma ancora molto si deve fare, tocca a noi fare il resto.

Martedì 9 Febbraio sarà la festa patronale di Asso, il paese sarà colmo di bancarelle e forse sarà l’ultima volta che potremmo vedere quelle piante il giorno di Santa Apollonia. Se siete di Asso o se un po’ vi siete affezionati a questa nostra triste storia, passate da Asso, fate una foto abbracciando quelle piante. E’ l’ultima possibilità di ricordarle prima che vegnano abbattute per un progetto che nessuno conosce fino in fondo e che convince sempre meno gente.

Grazie!

Davide “Birillo” Valsecchi

Ancora foto per i Cedri!!

Ancora foto per i Cedri!!

Asso ed i suoi cedri
Asso ed i suoi cedri

Dopo l’iniziale titubanza l’iniziativa «Abbraccia il cedro e mandaci una foto» comincia ad ingranare e giorno dopo giorno arrivano sempre più fotografie. La voce si sparge e l’interesse aumenta per questo pezzo di storia di Asso messo a rischio.

Artisti ed associazioni mi hanno scritto e presto arriveranno ad Asso per immortalarsi con le nostre vecchie piante. Mi piace! Non importano le critiche negative che sono piovute sulla testa mia e di Enzo, è bello vedere che la gente si stringe attorno ad un valore mostrando la volontà di partecipare, di condividere, di conservare.

Abbracciare l’albero è un gesto semplice, un gesto gioioso che racchiude in sè affetto ma anche la caparbietà di chi non vuole accettare senza capire. Perchè davanti ad un “non importa quante foto farete, l’albero cadrà perchè così è deciso!” non si può che essere elettrizzati nel battersi pacificamente per qualcosa di giusto: salvare la memoria, salvare lo spirito di un paese che non si lascia silenziosamente e passivamente trasformare, manipolare, snaturare. Quanto potere in un gesto semplice!

Martedì 9 Febbraio sarà la Festa Patronale di Santa Apollonia, un occasione magnifica per fare la vostra foto!! Schivando i “moccoli” io ed Enzo ronzeremo attorno alle piante pronti a farvi da fotografi se ne avrete bisogno. Che cadano o si salvino è importante dimostrare, in primo luogo a noi stessi, che questo è un paese vivo, un paese capace di rendere omaggio alla propria memoria decidendo con consapevolezza il proprio futuro.

Mi scrivono poi sempre più persone che abbracciando virtualmente l’albero. Ho persino ricevuto una mail da New York ed una da un amico dall’India. Non importa se siete lontani, se volete contribuire potete farvi una foto ad una pianta ed inviarcela: sarà un vero piacere avervi tra di noi.

Cerco di caricare le foto man mano che le ricevo e sono visibili qui: «Abbraccia il cedro e mandaci una foto»

Grazie a tutti!!

Enzo, Davide ed i due Cedri di Asso!!

Natura e Civiltà: Gruppo Naturalistico della Brianza

Natura e Civiltà: Gruppo Naturalistico della Brianza

Cascata della Vallategna
Cascata della Vallategna

Si fa un gran parlare ad Asso in questi giorni, c’è un clima elettrizzante. Aver creato il gruppo Assese.it mi ha permesso di affrontare tematiche nuove entrando in contatto con realtà abbastanza diverse dal solito.

Sono stato contattato da molte associazioni e tra queste ve ne è una che già conoscevo, fin da tenera età. Negli anni ’50 il giornalista svizzero Giorgio Achermann e la moglie si stabilirono a Canzo e, nel 1960, diedero vita ad un’associazione: Gruppo Naturalistico della Brianza. Mia nonna, Berta Valsecchi, era molto amica di entrambi e per questo mi iscrisse all’associazione fin da bambino.

All’epoca ero troppo piccolo per partecipare alle attività  ma ogni anno ricevevo la tessera, con tanto di nome, ed ogni trimestre, se non ricordo male, anche la rivista Natura e Civiltà. Io ero piccolo, potevo capire poco, ma  ricordo che era piena di illustrazioni, immagini di fossili, di piante e le descrizioni degli animali della nostra zona. Mi piaceva leggere quel piccolo fascicoletto, era come sentirsi tra i “grandi”.

A dimostrazione di quanto fosse attiva e viva la scena culturale dell’epoca vi è il logo dell’associazione, un immagine realizzata niente meno che dal {it:Salvatore_Fiume|Maestro Salvatore Fiume}, all’epoca infatti aveva il suo studio e la sua abitazione proprio a Canzo ed era molto amico del signor Achermann. Stupefacente la capacità di cooperare e la voglia di partecipazione alla vita della valle che permeava quegli anni.

Poi, complice l’adolescenza e la scomparsa di mia nonna, ho perso di vista sia la rivista che l’associazione. Un vero peccato a cui fortunatamente sembra abbia rimediato in questi giorni. Ho infatti preso contatto con il signor Cesare Del Corno, attuale presidente dell’associazione, ed ho scoperto il loro sito web: http://www.grupponaturalisticobrianza.it

Il Gruppo Naturalistico della Brianza è da sempre impegnato nella salvaguardia e nella valorizzazione della Cascata della Vallategna e credo sia molto interessante scoprire cosa possano raccontarci, dall’alto dei loro 50 anni di attività, su quest’angolo di Asso che racchiude storia e bellezza naturale.

Vi invito a visionare le attività dell’associazione e a seguirne l’iniziative. E’ stato un vero piacere riscorprire che una realtà a cui ero legato da bambino è ancora attiva e vigile nella salvaguardia del nostro territorio. Grazie e complimenti per il 50° di attività!!

Davide “Birillo” Valsecchi

PS: Continua l’iniziattiva “Abbraccia il cedro e mandaci una foto”, siete tutti invitati ad immortalarvi con la nostra ormai famosa coppia di alberi secolari minacciati dalla “rotonda spaziale”.

Abbraccia il cedro e mandaci una foto

Abbraccia il cedro e mandaci una foto

Il dibattito sulla Rotonda e sul destino dei Cedri di Asso continua. Il Gruppo Assese, www.assese.it, continua aumentare in numero così come i pareri e le domande espresse. Alla discussione si è aggiunto anche uno dei rappresentanti eletti di Asso e spero che anche altri aderiscano rendendo il confronto completo ed efficace.

Tuttavia il destino di quelle piante ancora non mi è chiaro. In un paese ognuno di noi vale “uno”. Questo è il bello o il brutto della democrazia ed il vero motivo perchè un paese debba essere unito.

Nel dubbio, sopratutto perchè io ed Enzo siamo in partenza, abbiamo deciso, inizialmente solo per ridere, di farci un paio di foto con i cedri: “Chissà, magari quando torniamo non ci saranno già più”.

L’idea però ci è sembrata divertente e così abbiamo cercato di coinvolgere anche altre persone: che quei giganti cadano o veglino su Asso altri 100 anni poco importa, noi siamo qui oggi e l’occasione di farsi una foto con un pezzo di storia Assese è unica.

Abbraccia il cedro e mandaci una foto!!

La mia email la conoscete, davide@cima-asso.it, fatevi una bella foto e mandatemela, sarà mia premura raccoglierle e renderle tutte disponibili qui su “Cima” per il futuro. Fra qualche anno, riguardando quelle foto, le vostre facce o quelle piante, nessuno di noi sa cosa si potrà provare. In fondo fare una foto oggi è facilissimo, potete anche fare le boccacce che preferite. Sbizzarritevi!

Siamo una comunità piccola e forse quei cedri, così vecchi, non sono poi così importanti ma, e questi sono “ma” che contano, se dobbiamo cambiare, se dobbiamo trasformare Asso in qualcosa di nuovo, non vedo perché non conservare un ricordo di ciò che siamo oggi. Magari è proprio attraverso l’affetto verso questi ricordi che possiamo imparare il giusto cambiamento per Asso.

«Quante volte ho ascoltato la voce degli alberi e quante volte mi hanno reso calmo e felice con la loro saggezza, frutto di una vita lunga più della nostra, e di una meditazione che a noi non è concessa perché non siamo liberi come loro.»

Aspetto le vostre facce con il cedro!! Ciao e Grazie a tutti!!

Ecco il primo video realizzato con tutte le foto che abbiamo fatto il giorno di Santa Apollonia: [I Cedri Asso]

Davide “Birillo” Valsecchi

Fiaccole nella notte

Fiaccole nella notte

Fiaccole nella notte assese
Fiaccole nella notte assese

Giammario mi urla “Davide!! Davide!! Dove sei?!” Io sto avanti a lui qualche decina di metri lungo il sentiero, nella neve, nel buio di questa notte fradicia. “Comandi!!” gli urlo di risposta.

Mi si avvicina, mi da una pacca sulla spalla ridendo e mi dice di accendere lungo il sentiero le altre torce che ho in spalla.

Okay, vuol dire che mi ci vorrà un po’ di più a raggiungere la croce illuminata, a raggiungere la cima di Megna dove ci aspettano gli altri di questa fiaccolata invernale.

Appoggio l’intera fascina di fiaccole ad una fiamma e le accendo tutte assieme. In questa notte buia sotto la pioggia sono il signore del fuoco.

Illumino il sentiero e tutta la nostra montagna brilla. Di fronte a noi i “cugini” di Canzo fanno lo stesso dal Cornizzolo. Mi avvio verso la cima dove qualcuno si è messo a distribuire il te caldo. E’ una notte strana, sono due ore che camminiamo in mezzo alla neve sotto una pioggia battente. Sono fradicio in tutti i mie strati e muoio dal caldo nonostante il freddo.

L’orizzonte ha un colore rossastro ed il cielo crea un costrasto spaventoso con le montagne nere di fronte a noi, nuvole e foschia avvolgono tutto risplendendo di luce riflessa come la neve che imbianca nella notte i prati a valle. Strano posto, strana magia.

E’ la fiaccolata invernale di Asso. Una ragazza legge una preghiera pre-confezionata dal monsignore che non si è fatto vedere, qualcuno abbozza una canzone. Chi doveva esserci c’è, gli assenti sono un dettaglio trascurabile per questa compagine bagnata che ha sfidato il buio e la pioggia.

Freddo, neve, pioggia, salita e “puciacca” illuminata dalle torce attraverso il bosco. Una signora, venuta da Bergamo, canta a perdi fiato mentre scendiamo a valle. Si diverte davvero, bene così. Davvero bene così.

[Ascolta la sveglia che suona] Apro gli occhi. Dove sono? Mmm, ora ricordo. “Ciao, sono qui. Mi fai entrare?”. Bagnato dalla testa ai peidi mi ero presentato davanti alla sua porta con la neve ancora attaccata alla giacca, la faccia coperta dal blu del berretto che stinge.

Lei mi ha aperto la porta ridendo. Fortunato bastardo che sei Birillo. Mi sono liberato del peso ormai opprimente del giaccone inzuppato e, via via, di ogni altro umido pezzo del mio infangato equipaggiamento. Mezz’ora prima ero riuscito, in extremis, a recuperare in trattoria una scodella calda di trippa e fagioli, le Zie mi avevano aperto mentre facevano le pulizie prima di chiudere.

Doccia calda e rolling stones in sottofondo. Il freddo e l’umido scivolano via. “Non ho il pigiama…” Le dico sorridendo come uno stupido, indossando solo un’asciugamano stile tarzan. Ride, mi piace quando ride: “Tanto non ti serve”. Mi piace questa ragazza, tanto anche.

Buongiorno. Bill Withers mi dà la sveglia con un classico degli anni settanta: Ain’t no Sunshine When She’s Gone. Se questo è profumo di caffè sono morto. Sì, sono morto, ma qualcuno deve essersi sbagliato. Sono finito in un paradiso di lenzuola ruvide e non all’inferno.

Rubo un ultimo bacio, un biscotto e sono di nuovo fuori, sotto la pioggia. Di nuovo in un umido inferno d’incertezze. Mi piacerebbe accendermi una sigaretta ma fumare non fa parte dei miei vizi. “Devi fare attenzione a quello che scrivi, non puoi dire sempre quello che pensi senza filtri. Prima o poi qualcuno si incazzerà sul serio”. Un buon consiglio va sprecato se non lo si contraddice.

Cammino sotto la pioggia, non sono di certo un budda in contemplazione amico mio, sono una scelta non priva di rischi. La vita è troppo breve e la sento troppo fragile per soffocarla ancora di più. Ignorato o disprezzato non fa differenza amico mio, specie per le balle di paese. Abbiamo tutti un’etichetta ed una scadenza…

Non ho idea di chi legga il “ciarpame” che scrivo, per me è come parlare ad una radio in mezzo al deserto. Non ho idea di chi Tu sia mentre leggi, spero che questo sia quello che stavi cercando, l’illusione di cui avevi bisogno. E’ parte di quel poco che posso offrirti, altro non ho…

In caso contrario: Bhe, non avertene a male. Probabilmente questo non è il tuo posto, probabilmente hai ragione tu, probabilmente non me ne frega un gran che…

Auguri
Davide “Birillo” Valsecchi

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