Category: La Questione Assese

CIMA-ASSO.it > asso > La Questione Assese
AAA Agronomo cercasi per i Cedri di Asso

AAA Agronomo cercasi per i Cedri di Asso

Vi sembrano malati?
Vi sembrano malati?

Il paese è piccolo e la gente mormora. Così si viene a sapere che i misteriosi individui che giorni fa si aggiravano attorno ai Cedri di Asso erano periti intervenuti su richiesta del Comune: studiavano lo stato di salute delle piante.

Fin qui nulla di male ma, siccome Asso è divisa tra Montecchi e Capuleti, ora i sostenitori della rotonda si aggirano sussurrando per le strade con uno strano ghigno:”Gli esperti hanno detto che i Cedri sono al termine del loro ciclo vitale, che sono a rischio crollo e che per questo andranno abbattuti. Ben vi stà, alla fine avete perso lo stesso!” Litgano con le piante e se ne vantano persino: gente strana alle volte in giro per Asso!

Solo due anni fa una perizia privata li definiva in ottima salute, che sia lo stress ad aver  nuociuto tanto alle piante? Già perchè è curioso che all’improvviso le due piante, dopo essere state poste sotto tutela dalla Sovraintendenza [articolo] ed aver bloccato il progetto della rotonda, siano diventate improvvisamente fragili: sarebbero infatti in ottima salute ma con una limitata prospettiva di vita (…e ci credo visto che ci si accanisce per tagliarle!!)

Birillo ma tu ci credi?”. In realtà mi viene da ridere, è come chiedere una diagnosi al “suteramort”, il becchino, dopo che già ha incassato in anticipo i soldi dai famigliari del paziente e scavato la fossa in un giorno di sole torrido. Cosa volete risponda? “Se l’è minga mort, speri che ‘l crèpa!”. (Se non è morto spero che crepi)

Quindi, per star sicuri, converrebbe avere un giudizio esterno, magari imparziale, che ci raccontasse un po’ come stanno davvero le nostre piante prima che la loro ennesima condanna a morte sia affissa senza contraddittorio sulle Bacheche Comunali di Asso.

Serve un  Agronomo, magari anche più di uno, che si presti a testare il polso dei Cedri di Asso e a fornire pubblicamente il suo responso. In fondo io credo che quelle piante qulache simpatia l’abbiano riscossa  (2600 fime…), un esperto disposto a darci una mano lo si potrebbe trovare.

Dove lo cerchiamo? In Italia abbiamo 22 Facoltà Univerisitarie di Agraria, tutte con docenti e ricercatori esperti: Torino, Milano, Udine, Padova, Bologna, Pisa, Perugia, Viterbo, Firenze, Piacenza, Parma, NapoliCatania, Ancona, Foggia, Regio Calabria, Potenza, Campobasso, Sassari, Teramo e Modena.

Oggi comincio a scrivere alle Facoltà. Se gli Agronomi non bastassero possiamo contattare anche gli Architetti del paesaggio e gli Ingegnieri di naturalistica e pianificazione territoriale. Hanno tutti una qualifica sufficiente ad esprimersi sui nostri Cedri. Mi aiutate a fare girare la voce?

Forse, dopo che la Sovraintendenza ha deciso di tutelarle, possiamo convincere qualche Ateneo ad adottare le nostre piante e ad insegnarci come salvaguardarle: che gemellaggio incredibile sarebbe quello suggellato dai nostri Cedri!!

Davide “Birillo” Valsecchi

[L’iniziativa è stata riportata anche da La Provincia di Como]

Giovanni Cristiani: lettera a La Provincia

Giovanni Cristiani: lettera a La Provincia

Da qualche giorno, in collaborazione con le Associazioni di cui siamo diventati amici durante l’ultimo viaggio dei Flaghéé, sto pubblicando la “Giuda alla discesa dell’Adda”. Oggi, mi scuso con i lettori di “Cima”, vorrei invece intervenire a favore di un mio concittadino con una lettera indirizzata alla redazione de La Provincia di Como:

Buongiorno,
mi chiamo Davide Valsecchi, sono un cittadino di Asso, ho ricevuto la benemerenza cittadina  nel 1999 e dallo scorso anno sono vice presidente del Cai-Asso.

Ogni giorno passo davanti agli ormai famosi Cedri di Asso e, di rimpetto, mi imbatto nella bacheca del Comune dove da qualche tempo  un terzo dello spazio è dedicato alle copie a colori degli articoli del Vostro Giornale: l’Amministrazione assese, nota in passato per non essere celere nelle comunicazioni ufficiali, ora si dà un gran da fare nell’ evidenziare in pennarello le parti dei Vostri articoli che “paiono giocare” a loro favore in questa strana gara che sembra essere diventa la politca assese.

Dopo essersi trincerati per mesi dietro ostinati silenzi sembrano aver iniziato a fare comunicazione sebbene prevedibilmente di parte e non certo a favore della chiarezza (rotonda e supermarket non sono mai comparsi in quella bacheca nonostante fossero sulla bocca di tutti). Tuttavia la lettera che ora svetta sugli articoli, indirizzata alla Vostra Redazione e firmata da Giulia Manzeni, mi sembra avere persino, dal punto di vista professionale, un chiaro carattere intimidatorio nei confronti di Giovanni Cristiani, vostro corrispondente di Asso.

Io scrivo per un sito web che godeva di ottimi rapporti con l’Amministrazione, almeno fino a quando non ho sollevato pubblicamente dubbi sull’abbattimento dei Cedri: da allora i rapporti non sono diventati freddi ma addirittura apertamente ostili.

Per esperienza ho appreso che ad Asso è meglio che non si discuta troppo di cosa accade, che le decisioni siano prese “a porte aperte ma a platea vuota” preservando il tacito consenso ed evitando fastidiose domande. Per questo quella lettera mi appare come l’ennesimo tentativo di azzittire ogni contraddittorio: un gesto a mio avviso bieco che non onora certo il paese di cui faccio parte.

Ho letto la vostra replica ma vi scrivo per rimarcare tutta la mia solidarietà a Giovanni Cristiani ricordadoVi che anche grazie a Lui e al Vostro Giornale la nostra valle ha ancora la possibiltà di dare voce al dissenso espresso dalle oltre 2600 firme raccolte in difesa della Cascata della Vallategna, dei Cedri e del territorio della Vallassina.

Probabilmente l’Amministrazione non consegnerà a Cristiani l’annuale premio in denaro “Alla Bontà”, come invece ha fatto mesi fà per il proprietario di TVS, ma non ritengo assolutamente che il Vostro giornalista, e mio concittadino, si stia comportando in modo deontologicamente scorretto nel raccontare le cronache di Asso: purtroppo troppo spesso sono i fatti ed i toni a sollevare inquietanti dubbi. Premiare “certi” giornalisti e diffidarne “altri” non è mai un buon segno, specie in una piccola “democrazia” comunale.

A nome mio e di tutti coloro che hanno a cuore Asso vi prego quindi di continuare a seguire le vicende del mio paese e di quest’Aministrazione che mentre recita la parte della vittima è sempre più aggressiva nei confronti di chi manifesta il proprio dissenso e sempre più distante dalla volontà cittadina.

Vi ringrazio

Davide Valsecchi

Ecco gli articoli in questione:

IO Meg@loman_e

IO Meg@loman_e

Megaloman
Megaloman

Quanto influisce sulla percezione di noi stessi il giudizio degli altri? Siamo come ci vedono o ci lasciamo condizionare?

“Cima” è un’esperimento che condivido con voi giorno per giorno e non ho assolutamente idea di dove ci condurrà. Scivo perchè questo è il modo per me più congeniale di comunicare. Se avessi più esperienza nell’audio o nel video “Cima” sarebbe una radio o una web-tv.

Un sito web non è in broadcasting, non tramette via etere a tutti. Per sapere cosa scrivo devi “venirmi a cercare”, devi compiere il primo passo. “Se scrivo sciocchezze semplicemente non verrà nessuno a leggerle” ho sempre creduto ma, con il tempo, ho scoperto che “essere pubblico” ha dei risvolti a cui non avevo assolutamente pensato.

Quando ho aperto “Cima” mi sentivo come il ragazzo indiano che,nel telefilm “Un medico tra gli orsi”, gestiva la radio di un paese sperduto sulla costa dell’Alaska: mi piaceva pensare che ognuno di noi potesse diventare un personaggio nella grande commedia di un piccolo borgo.  Mi divertiva e mi diverte ancora questo progetto.

Ma più Cima diventava conosciuta più avvertivo un malumore serpeggiante tra coloro che non volevano essere disturbati. Quando poi ho preso posizione in alcune scelte di Asso  si è letteralmente aperto il cielo. Rispetto alle 2700 persone che hanno firmato io ho solo un megafono più grande per farmi ascoltare ma, in ultima analisi,  si deve sempre e comunque accenderlo per ascoltare cosa ho da dire. Poi le idee, se sono buone, vanno da sole…

L’altro giorno ha avuto uno scambio di email con “il Direttore” di TVServa. Candidamente mi ha confidato che il servizio sulla Festa del Libro era stato commissionato dal Comune e che quindi, a suo dire, non c’era nulla di male. Peccato che in pratica abbiano trasformato un evento storico di Asso in una merchetta politica. Mi ha invitato a   starmene zitto e, come se non bastasse, ha attaccato una tirata infinita accusandomi di voler diventare famoso, di essere presuntuoso e di essere un megalomane, bla bla bla…

Ovviamente l’ho mandato a quel paese all’istante ma sta di fatto che qualche dubbio mi è venuto e così ho telefonato ad Ivan: “Hey Ciccione, senti un po’, uno mi ha detto che sono un megalomane. Tu che dici, ha ragione?” Ivan, che è uno dei miei più preziosi amici, ha cominciato a rispondermi: “Birillo, diciamo si e no, non credo di potertelo spiegare a parole ma se vuoi posso usare un suono. Tu sei così: YAAAAAAAAARRRRRGGHHH!!”

Sono scoppiato a ridere quando si è messo a scimmiottare il grido di un Diavolo della Tasmania lanciato a folle velocità contro gli avversari. “Non sei propriamente megalomane ma sei uno che quando parte si lancia come un pazzo contro l’ostacolo totalmente incurante di quanto male potrai farti. Quando poi hai messo tutto sotto sopra ti fai venire i dubbi camminando sui detriti.” Fino alla questione dubbi l’idea di essere un megalomane cominciava a piacermi. “Ma è bene o male?” Gli ho chiesto.  “E’ quello che sei: ogni tanto fai dei disastri ogni tanto fai delle cose buone. Approposito, lo hai mandato a quel paese il tipo?”.

Lezione: se decidi di comunicare, di dare vita a qualcosa che ti permetta di superare i limiti in cui ognuno di noi è chiuso salterà su qualcuno che ti dirà che vuoi diventare famoso, che sei un esibizionista e che lo fai per turbi secondi fini. Prima che tu te ne renda conto queste critiche legheranno le tue braccia, le tue gambe e cercheranno di tapparti la bocca allontandoti dai tuoi propositi iniziali. Io sono Leone ascendente Leone, grazie Ivan per avermi tolto, ancora una volta, la spina che mi impediva di camminare.

TVServa ha perso TUTTA la sua autorevolezza il giorno in cui è stato ritrovato “Gigio” ed ha toccato il massimo del servilismo e dell’ipocrisia. E’ inoltre vergognoso che una TV commerciale abbia ricevuto dei soldi a titolo di benemerenza da un fondo pubblico: il Premio alla Bontà (premio a Cittadino o Cittadina Assese che si sia distinto per atti di bontà, di onestà, di coraggio, di retta condotta) istituito dai miei bis-nonni è stato trasformato in una marchetta dell’Amministrazione. SEICENTO EURO sottratte ai volontari per farcire la cronaca di Asso di spot pubblicitari a pagamento mentre indorano la pillola per l’Amministrazione. E’ inutile che oggi, incastrati tra il servilismo e gli sponsor, cerchino di rimediare strizzando l’occhio ad entrembe le parti .

Per “il Direttore” di TVServa: “Sei come un treno, puoi muoverti solo sui binari che altri hanno tracciato per te ed il massimo a cui puoi aspirare è di non arrivare troppo in ritardo.”

Ti è chiaro il mio pensiero ora? Buona giornata…

Davide “Birillo” Valsecchi

Ecco dai ruggenti anni settanta: [Megaloman il supereroe fiammeggiante]
E che ne dite del “Groove” anni ’70 di [I-Zenborg]

Ora tocca al Castello

Ora tocca al Castello

La Rocca di Asso
La Rocca di Asso

Ieri mi trovavo a Dervio in visita ad una scuola di vela per ragazzi. Il sole splendeva ed il lago era magnifico. Il clima estivo riempiva l’aria di entusiasmo e positività mentre i locali sulla spiaggia erano tappezzati di volantini e depliant per pubblicizzare concerti, incontri e feste.

Ero solo dall’altro lato del lago ma lontano milioni di chilometri dall’opprimente cappa di sfiducia e rassegnazione che spesso aleggia come un’impalpabile nebbia sopra Asso. Lontano dai campanilismi tra associazioni, da vecchi arcigni ancorati alle poltrone del potere, dai sorrisi viscidi che scintillano osceni negli spot politici di TVServa.

Ieri respiravo aria nuova sul Lago e, per un attimo, ho accarezzato l’idea di scomparire e ricomparire in un altro luogo. Un nuovo inizio in un paese privo dei miasmi, della bruttura, dell’ipocrisia che molesta Asso.

Poi ho ricevuto una lettera. In realtà non proprio indirizzata a me (per fortuna!! sarebbe da nascondersi sotto i sassi!!) ma che di sicuro ci riguarda tutti. Una missiva firmata dal Ministro della Cultura Sandro Bondi all’attenzione del Comune di Asso: (testo integrale)

Con riferimento all’interrogazione indicata in oggetto relativa alla realizzazione di un supermercato in prossimità della cascata della Vallategna, si osserva quanto segue. Ad avviso dei competenti Uffici di questo Ministero, la zona interessata dall’intervento è estremamente vulnerabile dal punto di vista paesaggistico; pertanto la competente Soprintendenza è in attesa di visionare la documentazione relativa al progetto richiesta al Comune di Asso per poter esprimere le proprie valutazioni. Tale documentazione al momento non è ancora pervenuta; pertanto la Soprintendenza di Milano il 4 marzo 2010 ha reiterato la richiesta di trasmissione della documentazione progettuale evidenziando che dal 10 gennaio 2010, ai sensi dell’articolo 146 d.lgs. n. 42 del 2004 qualsiasi progetto che si voglia intraprendere sulle aree sottoposte a vincolo paesaggistico deve ottenere il parere preventivo e vincolante da parte della Soprintendenza non essendo più sufficiente l’esame dell’Ufficio basato sul mero controllo della legittimità degli atti relativi alle autorizzazioni paesaggistiche.

In pratica il Ministro rimarca il valore paesaggistico della cascata e ricorda al Comune che, contrariamente a quanto da loro fatto fino ad oggi, qualsiasi intervento in quell’area va preventivamente approvato dalla Sopraintendenza. Se dovessi parafrasarla in dialetto potrei usare una strofa di una poesia che Riccardo Borzatta scrisse per i nostri cedri: “Sìndich e amiis del sìndich: metii cò!”

A Gennaio sembrava che la storia del paese fosse già scritta: giù i cedri entro marzo, inizio dei lavori della rotonda ed inizio dei lavori del supermercato. Chiunque dubitasse veniva azzittito ed additato in malo modo. Oggi la Sovraintendenza ha intimato la salvaguardia dei Cedri e da Roma il Ministro alla Cultura ha  richiamato tutti alla tutela della Cascata della Vallategna. Un’inversione totale ed assoluta del destino, due autorevolissimi schiaffi ad un sistema che perdura da anni.

Il cambiamento in atto ad Asso è così radicale ed epocale che nemmeno l’enorme quantità di screzi ed ipocrisie che ancora mi irritano potrebbe allontanarmi da questo momento e da questo paese. Io sono un semplice cronista di una storia che diviene giorno dopo giorno sempre più affascinante, una storia che vede tutti protagonisti nella Valle e che sono felicissimo di raccontare. Cercare di screditare me o “Cima” significa solo azzittire una voce in un coro sempre più ampio.

I Cedri centenari, la Cascata di Stendhal: due momuenti di Asso che sembravano persi, due risultati insperati, due salvataggi in extremis da consegnare al futuro del nostro paese. Io dico che funziona, io dico che stiamo imparando, io dico: “non c’è due senza tre”. C’è ancora un importantissimo pezzo di storia cittadina da salvare: Il Castello di Asso.

Il Castello fu eretto nel XII secolo sulle fondamenta di un Castrum dell’Esercito Romano. La sua storia è intimamente legata a quella di Asso e degli assesi e del loro borgo medioevale. E’ uno degli ultimi castelli nella Vallassina ma oggi il suo futuro è ancora incerto. Quanti di Voi hanno mai avuto il privilegio di ammirare Asso dall’alto della sua torre? Quanti paesi hanno un castello con una storia quasi millenaria? Quanti hanno abbandonato alla decadenza un simile patrimonio?

Il Castello in larga misura appartiene oggi ad una società edile di Como. Il 15 Aprile del 2009 veniva pubblicato su La Provincia questa dichiarazione: «Da circa una settimana sono partiti i lavori per un restauro conservativo della struttura – spiega il geometra Mario Tavecchio dell’Ufficio tecnico di Asso – Il progetto è stato valutato dalla sovrintendenza e ha superato l’iter usuale attivato in questi casi per dare avvio ai lavori. L’intervento per ora riguarda solo la parte strutturale ed è conservativo, sarà quindi rifatto il tetto, verranno messe in sicurezza e sistemate le mura. Il borgo tornerà insomma allo stato originario con l’utilizzo dei materiali e delle soluzioni già presenti». Ecco l’articolo integrale.

Oggi è passato più di un anno, i lavori proseguono ma è quasi impossibile sapere cosa succeda sotto il bozzolo di ponteggi che avvolge di bianco il borgo del Castello.  Dopo i radicali e repentini STOP inflitti a progetti ormai approvati come la Rotonda ed il Supermercato vi è più di un motivo per dubitare e cercare chiarezza. Io a a priori non metto mai in dubbio  la buona fede ma sono anche convinto che chi non ha nulla da nascondere non tema alcuna domanda: spiegateci gentilmente cosa accadrà al nostro Castello Medioevale.

I cedri e la rotonda dimostrano che, “con le buone o le cattive”, abbiamo imparato a trovare le nostre risposte e a farci ascoltare fin dalle massime autorità dello Stato. Riusciremo ad avere sul Castello un confronto e non il consueto scontro?

Davide “Birillo” Valsecchi

Cronache di Asso: dalla Cascata ai Cedri

Cronache di Asso: dalla Cascata ai Cedri

Un diaro-documentario su Asso
Un diaro-documentario su Asso di G.Cristiani e D.Valsecchi

Dopo «Due di Asso» ecco il secondo libro che presentiamo all’edizione 2010 della Festa del Libro di Asso: Cronache di Asso – Dalla Cascata ai Cedri.

Il titolo preannuncia quello che è il contenuto di questo nuovo libro incentrato sulle vicende che hanno coinvolto negli ultimi anni queste due aree del paese.

Per raccontare questo spaccato di storia ho chiesto aiuto a Giovanni Cristiani: anche lui vive ad Asso ed è un giornalista de La Provincia di Como che si dedica proprio al nostro territorio.

Utilizzando sopratutto i suoi articoli pubblicati nel corso degli anni abbiamo ricostruito un diario cronologico di ciò che è stato “detto e fatto” sui due argomenti più scottanti della nostra piccola Asso che, anche grazie all’attenzione dedicata dal quotidiano locale La Provincia, sono divenuti una battaglia sociale che ha coinvolto centinaia di persone.

Articoli di giornale e schegge dal Web, una visione analitica ed una passionale dei fatti: ragione e sentimento, ecco gli ingredienti che compongono Cronache di Asso.

Dopo la raccolta firme (oltre 2700) ed il recente pronunciamento a tutela dei Cedri da parte della Sovraintendenza provinciale è forse giunto il momento di riscoprire il passato e costruire una visione d’insieme di tutta questa vicenda proprio attraverso le dichiarazioni dei suoi protagonisti.

Nell’Aprile del 2003, ad esempio, si poteva leggere sul giornale dichiarazioni di questo genere:
«Di sicuro in quest‘area non sorgerà nessun supermercato – esordisce il sindaco Giovanni Conti, commentando alcune voci circolanti da diverso tempo – Nel caso qualcuno voglia costruire un ristorante dovrà lasciare a verde la fascia antistante la cascata. Questa zona resterà aperta al pubblico e l‘Amministrazione in carica deciderà come sfruttarla, mantenendola comunque verde».

Ipse dixit, ai posteri l’ardua sentenza. Lungi da noi fare “dietrologia” animata dal “senno di poi“, tuttavia crediamo sia importante capire, anche attraverso l’autorevolezza delle dichiarazioni rilasciate a suo tempo ai giornali, quale sia stata l’evoluzione della “questione assese“.

Cronache di Asso sarà presente alla Festa del Libro e disponibile anche via Internet grazie a Ilmiolibro.it: Cronache di Asso.

Una volta Giovanni Conti dichiarò a La Provincia: “quando scrive Valsecchi mi pare offensivo e privo di senso“. Mi fece riflettere quella frase ed è per questo che ho deciso di dare spazio alle dichirazioni di tutti i protagonisti cercando di coglierne il “senso“. Esplorare le parole disseminate nel tempo per capire perchè ad Asso negli ultimi 7 anni sia diventato prioritario, Amministrazione dopo Amministrazione, battersi per costruire due supermercati ed una rotonda.

A Voi lettori il piacere di dare la caccia e trovare  questo “senso” attraverso le pagine di questo diario-documentario dedicato ad Asso.

Davide “Birillo” Valsecchi

Le Belle Arti salvano i Cedri

Le Belle Arti salvano i Cedri

Gli assei ed i Cedri
Gli assei ed i Cedri

“Che serata! Indimenticabile, tanta gente e composta, attenta ad ascoltare per ore.  Non so se vinceremo, ma stiamo promuovendo un movimento grande, determinato che cresce ogni giorno. I ragazzini mi fermano per strada e mi chiedono gli adesivi. Questa si chiama gioia, festa permanente!”

Ecco quello che mi scrisse, mentre ero in Africa con Enzo, Teodoro Margherita dopo la serata d’incontro che si era tenuta nella Sala del Consiglio Giovedì 11 Marzo e che anticipava il concerto sotto i Cedri dei Sulutumana Domenica 14.

Questa mattina mia sorella mi ha chiamato al telefono mentre andava al lavoro: «Hey, Birillo!! Comprami La Provincia che sulla locandina c’è scritto “Asso: le belle arti salvano i Cedri”!!». Quello che riporta il giornale, La Provincia di Como, oggi è qualcosa che ho appreso anche io con enorme entusiasmo solo ieri.

Giovanni Cristiani, il giornalista di Asso per La Provincia, ha infatti intervistato Alberto Artioli, il Sovraintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Provincia di Como. La sopraintendenza ha infatti “prescritto l’amministrazione comunale di Asso a rivedere il progetto presentato per la rotonda in modo da salvaguardare le piante secolari”.  In poche parole ora i nostri cedri sono salvaguardati dalle Belle Arti e non possono più essere abbattuti!! (leggi l’articolo!!)

In questo momento di concitazione io vedo nelle parole del Sopraintendente due grandissime vittorie: la prima è che gli assesi hanno saputo valorizzare qualcosa che appartiene al loro paese, i Cedri. La seconda è che hanno saputo impegnarsi insieme per il proprio paese.

La vera vittoria non è solo aver salvato i cedri ma è che a farlo siano stati tutti gli assesi che hanno firmato le petizioni, che hanno abbracciato le piante, che hanno partecipato alle iniziative nate in paese dandosi da fare ognuno secondo i propri talenti ed i propri mezzi.

I due magnifici cedri sono ora il simbolo dell’impegno civico, ciò che deve essere il vanto e la vera bellezza del nostro paese!!

L’amministrazione ha spesso vissuto queste iniziative come un confronto personale trincerandosi “dietro le carte” come se gli assesi, maggioranza o minoranza che siano, fossero avversari politici anzichè concittadini. Ora i fatti sono questi:“Gli assesi si sono espressi ed hanno saputo farsi ascoltare, è giunto il momento di starli a sentire e di coinvolgerli nelle scelte”.

Ora, che abbiamo girato le carte in tavola, è tempo di affrontare in maniera corretta il problema: la sicurezza. I cedri non si toccano sopratutto perchè dovevano essere abbattuti per i motivi sbagliati: la rotonda, quella rotonda, non è la soluzione al problema.

Forse agevolerà i camion, quando e se gli assesi lasceranno costruire un supermercato sotto la Valletegna, ma non tutela affatto i cittadini e la sicurezza della strada. Senza ipocrisie e falsi giri di parole: l’ultimo assese ucciso sulla provinciale era Fabrizio Crippa. Io sono quello che l’ha trovato, dopo giorni, senza vita in mezzo ai rovi in cui era stato scaraventato da un auto pirata e, quando abbracciavo i cedri, avevo quel ricordo ben chiaro nella mia mente.

Pagnano, la galleria, l’incrocio di Valbrona, il Comune, la curva del “Ciccio” e la curva di Santa Marta: ecco i punti critici e pericolosi della viabilità assese. Ho prestato servizio per oltre dieci anni nella nostra Croce Rossa, conosco gente di tutte le generazioni che ha “bussato” in macchina sul muro del Comune ma ci sono state vittime e feriti su tutto il tratto di Provinciale che attraversa Asso.

Abbattere i cedri, stravolgere l’immagine e la storia del paese, concentrare tanti soldi in un intervento che non è in grado di tutelare realmente tutti noi significa agire senza aver compreso l’ampiezza del problema. Se dobbiamo spendere, se dobbiamo “batterci“, lo faremo ma solo a condizione che il problema sia affrontato in modo chiaro e condiviso da tutta la nostra comunità. Niente più dictat: “Io ho vinto le elezioni, io ho il consenso, io decido senza spiegare niente a nessuno”. Abbiamo dimostrato che questo “da noi” non funziona più, è tempo di collaborare tutti insieme!!

…benché in pochi siano in grado di dar vita a una politica tutti, qui ad Atene, siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.” Pericle – Discorso agli Ateniesi, 461 a.C. / Birillo – Discorso agli Assesi, 2010 d.C.

Ora godiamoci la bellezza della primavera sulle piante che abbracciano l’ingresso del nostro paese: un “trionfo” tutto assese!!

Davide “Birillo” Valsecchi

La rana nel pozzo

La rana nel pozzo

Swami Vivekananda
Swami Vivekananda

“C’era una volta una rana che viveva in un pozzo. Era lì da tanto tempo. Era nata in quel pozzo ed era cresciuta fino a diventare una rana adulta che ogni giorno ripuliva l’acqua dai vermi e dai microbi che vi si trovavano. Vivendo in questo modo, era diventata bella grassa e lustra. Un bel giorno, una tartaruga, che invece viveva nel mare, passò di lì e cadde nel pozzo.

«Da dove vieni?». «Dal mare». «Dal mare? È grande così?» e la ranocchia fece un salto. «No, amica mia, è molto più grande!». «Allora è grande così» e la rana fece un altro salto, più grande. «Amica mia — rispose la tartaruga — come puoi paragonare il mare al tuo piccolo pozzo?». «Allora dev’essere grande così!» e la rana si mise a saltare da un estremo all’altro del pozzo. «Che assurdità voler paragonare il mare a un pozzo!». «No — pensò la ranocchia che abitava il pozzo —, niente può essere più grande del mio pozzo. Questa tartaruga è una bugiarda: cacciamola via!».

Questo è sempre il lato difficile delle cose. Io sono un indù; mi accoccolo nel mio piccolo pozzo personale, e credo che il mondo intero sia lì. Il cristiano si accomoda nel suo piccolo pozzo e anche lui crede che quello sia l’intero universo. Il musulmano si chiude nel suo piccolo pozzo e anche lui crede che non esista altro al mondo”.

Questo è un passaggio del discorso di Swami Vivekananda, un filosofo e religioso indiano, che presenziò nel 1893 al Parliament of the World’s Religions, primo storico incontro mondiale tra i rappresentanti di tutti le fedi.

Questa favoletta mi  mi è venuta in mente leggendo, sul giornale di ieri,  una dichiarazione del vice sindaco Giovanni Conti: “Non credo si dovrebbe scherzare quando si parla comunque di religione. Quando scrive Valsecchi è a mio parere offensivo e privo di senso”. Ognuno di noi fa quello che può, ti prego di non offenderti se non capisci il senso di quello che scrivo…

Davide “Birillo” Valsecchi

Siamo tornati!!

Siamo tornati!!

Ecco una foto che non speravo di poter fare!!
Ecco una foto che non speravo di poter fare!!

Grazie all’aiuto di tutti abbiamo ritrovato i nostri Cedri tornando a casa.

Li avevano dati per “spacciati” entro Aprile ma qualcosa è andato storto o forse, più probabilmente, le cose hanno cominciato a funzionare per il verso giusto.

La condanna, però, è stata solo posticipata a quest’estate ma le nostre piante, ormai abituate ad vivere sotto costante minaccia, continuano a godersi la nuova primavera. Cadranno per dare spazio alla “rotonda a supporto del supermercato“? Non lo so, questo dipende da tutti noi.

Grazie a tutti, mandateci altre foto e firmate le petizioni per le nostre piante. Finchè restano in piedi nulla è ancora perduto!!

Grazie Asso!!

Davide “Birillo” Valsecchi

Ps. Ho potuto vedere questo filmato:  TVS – Asso Vs Canzo.

Non so cosa faranno gli altri, ma noi continueremo a tenere d’occhio quello che succede a “casa nostra”. E’ incredibile quanta arroganza e mancanza di stile possa esibire chi si è sempre sottratto al confronto diretto.

Credo che “regaleremo un libro di galateo a natale” sia il momento più basso mai raggiunto dalla politica assese. Forse prima di incartarlo dovrebbe dargli una scorsa…

Il campanilismo tra Asso e Canzo è atavico ma oggi, mio malgrado, sono costretto a ringraziare e a scusarmi con i “cugini” di Canzo a nome di tutti coloro che si sono pentiti della “scelta” fatta nelle urne. Purtroppo sì, è anche colpa nostra. Stiamo cercando di rimediare…

Theme: Overlay by Kaira