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Asso: immagini dal passato

Asso: immagini dal passato

Vallategna incontaminata
Vallategna incontaminata

Finalmente posso mostrarvi una piccola anticipazione del progetto a cui io ed Enzo stiamo lavorando in preparazione del Natale: «Asso come era».

In questo articolo potete infatti vedere un piccolo filmato realizzato con le immagini  storiche di Asso. Immagini che gentilmente ci sono state concesse dalla famiglia Paredi e dalla collezione di cartoline antiche di Enzo Santambrogio.

Immagini di Asso degli anni ’20, ’30 e ’40 che saranno raccolte in un libro fotografico in bianco e nero:  un occasione per celebrare il passato glorioso del nostro paese.

Il libro ora è alle ultime fasi di preparazione e sarà disponibile tra un paio di settimane realizzata la stampa  delle prime copie. Nella pubblicazione, oltre alle foto che potete vedere nella clip, ci saranno inoltre  i commenti e le didascalie realizzate grazie alla stretta collaborazione con i “decani” di Asso.

Foto panoramiche della valle, immagini del centro storico, delle vecchie locande e del Castello, del Lambro, della Vallategna e di Ponte Oscuro. Fotografie del circuito del Lario, dei primi giri ciclistici e di personaggi famosi, come ad esempio Re Vittorio Emanuele, che vennero  in visita ad Asso.

Il libro vuole essere in primo luogo un documento storico che preservi e conservi la memoria della nostra valle, una testimonianza di ciò che non c’è più e di ciò che invece si è conservato. E’ nello spirito della “continuità” che abbiamo voluto raccogliere la memoria  dei decani del paese e trasferirla alle generazioni che verranno.

Il libro non ha uno scopo politico o polemico: io ed Enzo ci siamo dati da fare perchè ci sono valori che richiedono impegno e slancio per essere salvaguardati, occasioni e memorie che se lasciate sfumare non tornano più.

Tutti i nostri progetti sono intesi a favore della comunità tutta, per questo  qualora il Comune, l’Amministrazione o gli Assessorati volessero prendere parte all’iniziativa vi è ampia disponibilità da parte nostra nel coinvolgerli.

Come sempre, «I due di Asso», sapranno dar prova del fatto loro e porteranno a termine l’opera con la consueta romboante e roccambolesca creatività che li contraddistingue.

Vi lascio alle immagini aspettando che le prime copie del libro arrivino in paese. Buona Visione!!

Davide “Birillo” Valsecchi

Raffaello Bertieri in mostra a Parma

Raffaello Bertieri in mostra a Parma

Raffaello Bertieri
Raffaello Bertieri

Cima-Asso semina e sempre più spesso raccoglie: in queste ultime settimane grazie agli articoli che ho pubblicato in passato sono stato contattato via email  da esperti ed appassionati di tipografia proprio su Raffaello Bertieri: storico podestà di Asso e tipografo di fama nazionale ed internazionale.

Nella nostra piccola Asso questa straordinaria figura è in gran parte trascurata sebbene abbia dato un contributo fondamentale al periodo d’oro Assese trascorrendo qui gran parte della sua vita.

Negli ultimi anni è stata ripristinata la tradizionale Festa del Libro da Lui promossa nel 1927 ma, a mio avviso, si è fatto ancora troppo poco commemorare una delle figure di maggior spicco della storia assese.

A dimostrazione dell’importanza che ebbe come editore e tipografo l’AIAP, l’associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva,  in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il Museo Bodoniano ha organizzato presso il Salone Maria Luigia della Biblioteca Palatina di Parma una mostra bibliografica documentaria presentando  il lavoro di riordino degli archivi personali e professionali di Giambattista e Margherita Bodoni, Piero Trevisani e di Raffaello Bertieri. [presentazione evento]

Gli archivi di Raffaello Bertieri (1875-1941) e di Piero Trevisani (1866-1969), donati dalla vedova di quest’ultimo al Museo Bodoniano nel 1972, testimoniano la vita e l’attività professionale di due protagonisti degli studi di grafica e tipografia del ‘900.

L’archivio Bertieri delinea efficacemente l’attività del fondatore de «Il Risorgimento Grafico» (rivista tecnica di somma importanza in campo tipografico italiano), oltre a delinearne l’impegno di studioso e stampatore nella rinomata Officina milanese fondata con Piero Vanzetti.

Sono trascorsi ormai 70 anni dalla scomparsa di Bertieri e di lui ad Asso è rimasta come unica testimonianza solo la vecchia villa: non vi è una targa, una via o un archivio che ne ripercorra la vita nei lunghi anni in cui governò il nostro paese. Questo mentre la sua figura, un tempo adombrata dal periodo fascista, torna ad essere valorizzata per l’indubbio contributo portato nella stampa e nell’editoria italiana.

Nel 2008, grazie all’inestimabile impegno del Professor Nava, furono presentati molti documenti storici relativi alla figuri del Bertieri durante la IIa riedizione della Festa del Libro. Ora, grazie anche all’aiuto che sto ricevendo dalle persone conosciute via email, proveremo a costruire un archivio dedicato a Bertieri raccogliendo tutte le testimonianze Assesi e rendendole disponibili via web agli esperti e agli appassionati che stanno attivamente lavorando per sul suo operato professionale.

Ovviamente l’invito a divenire parte attiva in questa ricerca di ampio respiro è esteso anche alla nostra Biblioteca Ivano Ferrarini, all’Assessore alla Cultura e a gli assesi tutti.

Davide “Birillo” Valsecchi

Qui è disponibile una piccola biografia di Raffaello Bertieri che ho realizzato due anni fa.

A volte ritornano

A volte ritornano

Un epico dramma di avventura ed esplorazione
Un epico dramma di avventura ed esplorazione

Il Supermercato della Vallategna sotto riesame del TAR.

Come faccio a dirlo? L’Albo Pretorio è lo spazio dedicato all’affissione degli atti destinati, per legge, regolamento o disposizione comunale, alla conoscenza pubblica. Qui si trova la delibera di giunta numero 114 che riporta come il 2 Agosto la Società S.C. Evolution spa abbia fatto ricorso al Tribunale Amministrativo per l’annullamento della deliberazione di Consiglio Comunale n° 11 del 19/04/2010 avente per oggetto:“Revoca deliberazione consiliare n. 7 del 26/02/2010 avente oggetto: adozione piano attuativo in variante al P.R.G. … … per la realizzazione di una media struttura di vendita di rilevanza locale in fregio alla S.P. 41”; (leggi delibera)

Chi andava in giro raccontando che avessero accantonato l’idea di costruire il supermercato “forse” si sbagliava. Se il ricorso verrà accolto avranno il diritto di cominciare a costruire.

Ma cosa è accaduto in questi 10 mesi ad Asso? Il 23 Gennaio scattai una fotografia con i cedri di Asso, partivo per l’Africa, volevo un loro ricordo. Non mi ero reso conto di essermi imbarcato nella più incredibile delle mie avventure. In molti mi hanno imitato e così il 5 Febbraio mi presentai per un incontro con l’Amministrazione perchè, per curiosità, volevo capire meglio tutta questa faccenda della rotonda e del supermercato. Nella mia mente ci sono ricordi spaventosi di quella giornata.

Il 9 Febbraio, alla festa padronale, scattammo sotto i cedri oltre un centinaio di foto ricordo a quasi duecento persone. Non vedevo nulla di male in tutto questo.

Il 18 Febbraio il Sindaco dichiarò al Corriere della Sera: «L’ipotesi del supermercato risale a quasi otto fa anni e ci porterà in dote un parco pubblico di duemila metri quadri» [leggi] Con una fotografia aerea esaminai il terreno della Vallategna calcolando gli spazi per il parco con le coordinate GPS, due giorni dopo quella immagine finì su LaProvincia [leggi]

Il 26 Febbario LaProvincia riportò l’interrogazione che due parlamentari, Ermete Realacci presidente di Lega Ambiente e Chiara Braga, avevano presentato alla Camera sul Supermercato [leggi]. Io partii per la Tanzania il 24 Febbraio e da laggiù potevo solo ricevere, ogni due giorni, qualche ritaglio di giornale e pubblicare l’aggiornamento del nostro viaggio Avevo molto tempo per riflettere su questa storia. Il 26 Febbraio l’amministrazione approvò il progetto del Supermercato, i metri quadrati di parco erano meno di 1000 e posti dietro il parcheggio [leggi].

L’11 Marzo venne indetta un’assemblea popolare nella sala comunale. Il sindaco nei giorni precedenti annunciò che avrebbe disertato l’incontro dichiarando che non vi erano le giuste condizioni e promettendo: «Al momento debito organizzeremo un’assemblea o utilizzeremo gli organi d’informazione per rendere partecipe il pubblico di quanto avviene. Promuoveremo un’informazione adeguata nei tempi e nei modi opportuni.» [leggi]

In quei giorni partì una raccolta spontanea di firme che portò all’insperbile cifra di 2734 firme che furono poi depositate in Comune. Il gruppo musicale Sulutumana, vincitore del Premio Tenco, realizzò il 14 Marzo un magnifico concerto sotto i cedri affollando il piazzale del Comune in una giornata di festa.

Il 28 Marzo Roberto Cigardi, presidente della Commissione lavori pubblici e viabilità dell’amministrazione provinciale, dichiarò «Per la rotonda c’è una richiesta di finanziamento da parte dell’amministrazione comunale di Asso. Abbiamo già espresso la nostra posizione: se si fa il supermercato le spese per la rotonda saranno completamente a carico del Comune di Asso, altrimenti parteciperemo. Da parte nostra, come già espresso a più riprese, ci sono forti dubbi sul progetto del supermercato» [leggi].

Il 19 Aprile io ero in Tanganika ma ad Asso, dopo solo 50 giorni, l’Amministrazione bocciò il progetto del supermercato individuando un errore di tre metri nella planimetria. [leggi] Il 4 Maggio, dopo due mesi e mezzo, rientrai ad Asso.

Il 3 Giugno, inaspettatamente, il Sovrantendente dichiarò i Cedri di Asso “alberi da tutelare” [leggi]. La questione supermercato ricevette persino una lettera del Ministro Bondi [leggi] e comparve persino un decreto del Duce [leggi]. Ormai erano tutti convinti che tutto fosse finito, la gente si godeva l’estate.

Il 24 Luglio venne protocollata perizia che senza mezzi termini dichiara “pericolosi” i cedri [leggi] ed il 2 Agosto viene fatto ricorso al TAR. Ma di tutto questo si viene a conoscenza solo due mesi dopo.

Improvvisamente è come se quello avvenuto in questi 10 mesi non fosse successo, tutto è tornato esattamente come era agli inizi del 2010 in una sorta di storia circolare. Solo la nuova perizia del Dottor Guizza sembra aver riequilibrato la situazione [leggi]

Su tutto questo una grande amarezza perchè il senso di questa storia sembra sfuggire tra le maglie della burrocrazia e della politica. Tutto ciò che resta è una nuova consapevolezza, sul mio personale monolite della conoscenza ora brilla una nuova grande e luminosa verità:“La vita di una persona vale più di un pino”.

Un messaggio di una tale potenza da rendere possibile per noi tutti una nuova alba da santificare abbattendo i cedri del male: [L’alba dell’uomo all’ombra del monolite]

Davide “Birillo” Valsecchi

Il passato ritorna

Il passato ritorna

Asso 1925
La foto è scattata nel 1925 dalla parte bassa di Via Matteotti. In alto, tra le case, si riconoscono tre cedri. Quello posto all'angolo del giardino (n°4), non più esistente, è stato rimosso probabilmente in occasione dell'allargamento della strada; si riconoscono anche, indicati dalle frecce 1 e 2, i cedri oggi esistenti, corrispondneti per la loro posizione (foto Paredi)

Non è possibile non rimanere affascinati dalle foto storiche che compaiono nella nuova perizia dedicata ai Cedri di Asso, immagini del nostro paese che provengono dall’archivio storico di Giordano Paredi.

La nuova analisi del Dottor Giorgio Buizza, presidente degli agonomi della provincia di Como, Lecco e Sondrio, è stata realizzata su iniziativa del Dottor Zanetti e di Carlo Lattuada portando nuova luce sulle piante e sul loro glorioso passato.

Solitamente “Cima” non fa interviste, specie a figure politiche, ma l’impegno profuso dai “Decani” di Asso, con le loro testimonianze e le immagini raccolte, è un evento inconsueto e positivo per il nostro piccolo paese: un moto d’orgoglio da un passato che torna vivo e vibrante.

Ho potuto incontrare il Dottor Buizza durante uno dei suoi sopraluoghi qui ad Asso: una persona appassionata e resa solida da una lunga esperienza che si è dimostrata subito attenta e disponibile. Senza conoscerlo avevo già contattato il Dottore in passato (vedi articolo) ma non avrei mai sperato potesse tornare ad occuparsi delle nostre piante.

Di questo si deve in primo luogo ringraziare il Signor Zanetti che, insieme ad altri volontari, ha interpellato il Dottore per una nuova perizia ufficiale con cui replicare a quella realizzata dall’Amministrazione Comunale.

Per questo motivo ho inviato, via email, queste domande al Dottor Zanetti. Feci qualcosa di molto simile il 26 Gennaio con il Sindaco (conservo ancora l’email) ma non ottenni mai risposta.

-Signor Zanetti, perchè ha sentitio la necessità di realizzare una nuova perizia?
Abbiamo avuto forti dubbi appena abbiamo notato delle considerazioni iniziali che mi sono subito apparse di tipo “politico”, per la sottovalutazione troppo evidente anche a un profano dell’età delle piante e per più di una inesattezza che conteneva.

-La perizia potrà servire a valorizzare le nostre piante come piante monumentali lombarde? Questo riconosciemento potrà dare vantaggi al paese?
Sicuramente le piante hanno un valore monumentale sia per età che per dimensioni e spero che questo valore venga ribadito dalla Soprintendenza che del resto si è già pronunciata in proposito con una lettera al Comune in cui prescrive, nel caso si faccia la rotonda, di rispettare i cedri e, in pratica, di non danneggiarli con i lavori. Nella perizia ordinata dall’Amministrazione si dice che potrà servire a far “rimodulare” alla Soprintendenza il suo parere: in sostanza a farglielo cambiare. La speranza è che possano ancora essere testimoni, per il futuro, di eventi storici di Asso.

-L’ingresso del paese, vitale per tutte le abitazioni al di là del Lambro raggiungibili solo da Ponte Oscuro, è causa di dibattito da lungo tempo: qual’è la vostra proposta per risolvere tale problema tutelando le piante ed i pedoni che accedono alla farmacia e alla fermata del pulman?
Le proposte e le soluzioni sono molteplici. Eccone alcune: Semaforo intelligente che diventa rosso quando chi scende supera i 30 o i 50 all’ora e fa una bella foto con relativi punti tolti dalla patente a chi passa col rosso. Può anche essere a chiamata per i pedoni e sarebbero più sicuri gli incroci di via Dosso, delle Scuole e l’uscita dal campo sportivo. Il costo rispetto alla rotonda molto inferiore e il Comune incasserebbe negli anni a venire a scapito di chi non rispetta il Codice della Strada e la vita degli altri. Illuminazione forte dei passaggi pedonali e corsia centrale davanti alla farmacia con un minimo allargamento della strada. Dicono che la Provincia non permette i semafori ma basta guardarsi in giro per constatare quanti ne ha autorizzati negli ultimi tempi per motivi di sicurezza. Non li autorizza per regolare il traffico. Si poteva fare l’inverso e cioè chiedere agli Uffici specializzati in sicurezza stradale della Provincia di fare un progetto per la messa in sicurezza di tutta la strada. Avrebbe potuto essere gratuito anziché costare in totale forse più 30.000 euro come quello del Comune e probabilmente non avrebbe previsto la rotonda. Si può ancora fare se si rinuncia alla rotonda: Ah già, e i camion del supermercato??

-Se nella perizia sono emerse imprecisioni evidenti cosa garantisce l’efficacia del “progetto rotonda”? Come giudica la mancata divulgazione pubblica del progetto?
La mancata divulgazione è un’abitudine di questa Amministrazione per evitare critiche e obiezioni giustificate e motivate prima che i giochi siano fatti: meno se ne parla in paese e meglio è. A cose fatte che critichino pure chè tanto non serve più a niente. La definirei arroganza del potere e mancanza di trasparenza visto che snobbano perfino 2.734 firme protocollate in Comune di cui, tra l’altro, non viene fatta menzione nella perizia Guzzetti. Non hanno spiegato come faranno ad essere più sicuri i passaggi pedonali prima e dopo la rotonda se non viene limitata la velocità dei mezzi: invece di andare dritto verso la Croce Rossa andranno dritto verso le panchine sotto la bacheca comunale e allora sì che potrebbe scapparci il morto!

Per concludere: una volta ufficializzata sarà possibile divulgare pubblicamente questa nuova interessante perizia?
Sul nostro sito di opposizione verranno pubblicate, per correttezza e informazione completa dei cittadini, entrambe le perizie che tutti potranno vedere e scaricare (www.assoviva.info)

Grazie per le sue risposte

Davide “Birillo” Valsecchi

Asso e Canzo: due vette in Groenlandia

Asso e Canzo: due vette in Groenlandia

Groenlandia
Groenlandia

In questi giorni ad Asso c’è la tradizionale Festa del Cinghiale: fare il piendo di salamelle, polenta e cinghiale è quasi un obbligo!!

Contemporanemente a Canzo si tiene la 24ª edzione della Biofera e così, essendo mio padre di Scarenna e mia madre di Canzo Centro, prima di “abbuffarmi” ho fatto visita ai notri “cugini” al di là della Vallategna.

La Biofera è sempre una bella festa ed in questi anni si tiene nel vecchio palazzo delle “Stelline” che ospita anche la maggior parte delle Associzioni e la Bibblioteca Comunale.

Vista l’occasione sono passato a salutare nella sede CAI della sezione di Canzo. Qui, appese alle pareti, ho trovato un cimelio del passato che mi ha subito colpito: un ritaglio i giornale dell’82 che titolava «In Groenlandia ci sono due cime: una si chiama Asso ed una Canzo».

Già perchè nell’82 Ginetto Mora, decano della scuola di roccia Alto Lario di cui sono alievo, e Graziano Bianchi, storico alpinista erbese, diedero vita ad una spedizione in Gronelandia a cui prese parte anche il famoso Amborgio Fogar.

Che Fogar fosse stato ad Asso lo sapevo: avevo già sentito storie di racconti al Pedrabissi o di serate al teatro dell’oratorio ma, ad essere onesti, nell’82 ero troppo piccolo per ricordarmi tutta la storia. Sapevo che quel signore con i baffi era famoso e presentava Jonathan, il precursore di tutti i  progammi televisi di viaggi ed avventura trasemsso all’epoca su Rete4, ma non mi stupiva molto girasse per Asso: in fondo per me all’epoca  il mondo era molto grande del nostro paese!!

L’articolo, che vi ho trascritto qui di seguito, racconta del loro viaggio sull’isola artica e di come abbiano conquistato due vette battezzandole Asso e Canzo e, cosa più curiosa, lo abbiano fatto il 5 Agosto. Quella, oltre ad essere la data del mio compleanno, è anche la data in cui parecchi anni dopo il Cai Asso ha battezzato nuovamente una montagna con il nome del nostro paese: Cima-Asso. Questa volta in Pakistan e con la presenza, in qualità di matricola, anche del sottoscritto che in virtù di quella spedizione ha realizzato questo sito web.

Ancora stupito per il modo sinuoso in cui la storia si ripete vi lascio all’articolo:

Con il volo di linea Copenaghen-Milano è felicemente rientrato alla Malpensa, nei giorni scorsi, la spedizione denominata “Groenlandia ’82” che, in meno di un mese, ha conquistato ben cinque cime inviolate dell’isola artica.

A quest’impressa, ideata e voluta dal capo spedizione, il plurititolato erbese Graziano Bianchi, 45 anni, hanno preso parte altri sei compenenti: il famosissimo esploratore navigatore milanese Ambrogio Fogar 41 anni, i canzesi Ginetto Mora e Vinicio Duroni, entrambi quarantenni, il 35enne erbese Giuseppe Colombo, il milanese 33enne Marco Cipriani e Lorenzo Spallino, figlio del sindaco di Como con i suoi 22 anni.

Questa spedizione che è stato patrocianata dal Cai di Asso e di Canzo, era partita il 25 Luglio 1982 da Milano e attraverso la Danimarca, aveva raggiunto l’aereoporto militare groenlandese di Sodre Stromfjord. Da qui, in elicottero, gli scalatori brianzoli sono stati portati nel’isoletta di Umanak, indi, in peschereccio, risalendo per dieci ore i fiordi, a zig zag tra gli iceberg, sono approdati alla penisola di Akuliaresq il 31 Luglio.

Bianchi, in questa piccola baia ha fatto subito montare il cambo base, quindi il successivo Campo Uno a 950mt sul livello del mare. Dopo aver fatto qualche ricognizione di studio, Fogar e C. il 3 di Agosto hanno effettuato la prima ascensione vera e propria con la conquista di una vetta di 2100 metri, cima che è stata dedicata alla vittoria dell’Itali ai mondiali di calcio e battezzata “Azzurra ’82”.

Compiuta questa prima impresa (la cima è stata raggiunta da due cordate: Bianchi-Fogar e Mora- Colombo), Ambrogio Fogar è stato accompagnato verso l’interno della Groenlandia fino all’inizio della calotta polare e qui è stato lasciato solo.Il famoso esploratore ha così potuto compiere un largo giro in solitaria vesro l’interno, durato nove giorni.

Mentre Fogar compieva il suo allenamento, la spedizione “Vallassina”, divisa in cordate, Bianchi-Spallino e Colombo-Mora-Cipriani-Duroni, il 5 di Agosto, in dodici ore, conglieva altri tre successi, scalando tre nuove cime, tutte sui duemila metri, due delle quali sono state dedicate alla città di Asso e di Canzo.

L’ultima ascensione si è poi effettuata in data 7 Agosto in notturna, dal momento che quest’ultima cima era costituita da rocica e ghiaccio molto friabile e quindi si è pensato di operare sfruttando il freddo notturno, che oscillava dai cinque ai dodici gradi sotto lo zero, ma rendendo più sicuro e solido il terreno.

Al suo rientro Graziano Bianchi ha tenuto a precisare che tutto si è svolto come previsto, senza parcolari problemi: certo, i monti dell’Isola Artica non sono quelli del Nepala o della Cordigliera Andina, tuttavia non vanno affrontati con leggerezza e superficialità perchè presentano profondi crepacci. Federico Ciceri.

Cercherò negli archivi delle sezioni qualche informazione in più e qualche foto. E’ stato un paicere strano riscoprire una storia tanto distante ma anche tanto simile a quanto fatto in questi anni. Non si inventa nulla, si prosegue solo una tradizione, anche quando non la si conosce…

Davide “Birillo” Valsecchi

Pedrabissi:pasticceria storica di Asso

Pedrabissi:pasticceria storica di Asso

Cristiana, Giuseppe e Mario Pedrabissi

“Pedrabissi„ è la storica pasticceria nel centro storico di Asso. Giuseppe e la moglie Cristiana ridono ogni volta che, arruffato, rotolo giù dal letto e proseguo giù per il ciotolato di Asso fino al loro bancone supplicando una brioches ed un cappuccino. Ci sono mattine proprio difficili!!

Tuttavia la pasticceria di Asso, proprio in questi giorni, ha ricevuto un riconoscimento ufficiale da parte della Regione Lombardia. Infatti oggi può a diritto fregiarsi del prestigioso status di “negozio storico”, un riconoscimento dovuto all’impegno della famiglia Pedrabissi che attraverso tre generazioni si è impegnata a mantenere e conservare lo storico locale.

Se entrate da Pedrabissi potete fare un piccolo salto indietro nel tempo grazie all’arredamento in style Liberty fatto di pannelli di mogano e radica di noce intarsiata oltre al caratteristico soffitto ad archi che domina la sala da the. Giovanni, il figlio di Mario Pedrabissi è un ottimo pasticciere ed ha sempre un gran sorriso allegro, è sempre un piacere vederlo uscire dal suo laboratorio felice di salutarmi.

Si respira la storia di Asso nelle fotografie alle pareti ma l’ambiente è molto familiare ed amichevole. Alla mattina il locale è affollato di gente che fa colazione, si cede poi il posto alle chiacchiere delle signore e via via, verso sera, a chi passa per un caffè o per un aperitivo.

Lo hanno paragonato all’Harry’s Bar di Venezia o al Bar Zucca di Milano. Io non conosco molto quei posti, sono un montagnino daltronde, ma quello che posso garantirvi è la genuinità del nostro Pedrabissi, quel sapore autentico che mischia eleganza e ruvidità, quel momento d’incontro rigoroso ma allergro tra signori e  paesani come si usava una volta. E’ un buon posto.

Poi se siete golosi c’è la famosa “Torta Paradiso”, dolce creato da “nonno” Giuseppe che come pasticcere vinse nel 1937 a Milano il primo premio alla competizione “Panettone di Milano”.

Ancora complimenti alla famiglia Pedrabissi per avere saputo conservare una parte storica di Asso. Sono proprio contento che abbiamo ricevuto un riconoscimento ufficiale. Bravi!!

Davide “Birillo” Valsecchi

Asso: la frana di Scarenna

Asso: la frana di Scarenna

La frana di Scarenna
La frana di Scarenna

Questa mattina è venuta giù la montagna, letteralmente. Fortunatamente ci si può anche scherzare sopra perchè, nonostante fossero da poco passate le otto e mezza del mattino, nessuno è rimasto coinvolto nella frana che è venuta a basso tra Asso e Caslino, a fianco della palestra di roccia di Scarenna e prima del ponte nuovo.

Io ed Enzo siamo passati a fare due foto prima di pranzo. I vigili del fuoco erano ancora a far rilievi e credo che ci vorrà del tempo per sistemare quel macello. Un sperone di roccia si è lasciato andare ed ha praticamente “grattuggiato” tutto il fianco della montagna trascinando tutto sulla strada che, per via dei grossi massi, è praticamente esplosa sotto il peso. Che botta!

Bisognerà capire quando e se si potrà cominciare a sgombrare la strada dai massi e vedere che decideranno di fare poi. Enzo scherzava dicendo che è stato il contraccolpo di Haiti ma le frane, nella nostra valle, continuano ad aumentare. Se pensiamo al sasso che, proprio di rimpetto, è venuto a basso da Cranno vicino al mercato di Canzo meno di una settimana fa possiamo farci un idea dei “sassoni” che hanno cominciato a muoversi in valle.

Fino ad ora nulla di grave, fortunatamente nulla di irreparabile. La strada per Caslino c’è sempre stata , come testimonia la grotta usata dai tedeschi per presidiarne il passaggio durante la seconda guerra, non si può parlare di imprudenza nel tracciato. Tuttavia gli abitanti delle case che, senza troppa accortezza, sono state costruite a ridosso della roccia non hanno da star tranquilli:“Non l’avevate vista la montagna prima? Non vi siete mai chiesti perchè nessuno avesse costruito prima nella piana di Scarenna?”.

Speriamo bene perchè, sempre come mi ha salomonicamente fatto notare Enzo, stanno succedendo “cose strane” con tutte queste frane e di solito “non c’è due senza tre”. Serve tenere alta l’attenzione, speriamo che l’inverno finisca senza altre sorprese e che la primavera ci permetta, con calma, di capire perchè le nostre calcaree montagne appaiono così fragili quest’anno.

Davide “Birillo” Valsecchi

Achille Ratti, Alpinista, Papa ed Assese

Achille Ratti, Alpinista, Papa ed Assese

Achile Ratti in Montagna (al centro)
Achile Ratti in Montagna (al centro)

Mettiamo subito le carte in tavola: il 31 luglio 1889, all’età di 32 anni, sale il Monte Rosa sul lato orientale,  mentre il 7 agosto dello stesso anno sale il Monte Cervino.  A fine luglio 1890 scala il Monte Bianco, aprendo la via successivamente chiamata “Via Ratti – Grasselli”.

Questo è il non trascurabile curriculum alpinistico di colui che all’età di  65 anni divenne il 259° vescovo di Roma e Papa della Chiesa Cattolica: Achille Ratti, Pio XI.

Prima di diventare Papa fu collaboratore con il Club Alpino Italiano ed ebbe a dire dell’alpinismo : “non fosse cosa da scavezzacolli, ma al contrario tutto e solo questione di prudenza, e di un po’ di coraggio, di forza e di costanza, di sentimento della natura e delle sue più riposte bellezze

Achille era fortemente legato ad un suo zio, tale Damiano Ratti Prevosto di Asso dal 1860 al 1891, dal cui esempio trasse ispirazione per percorrere la carriera ecclesiastica. Potete capire perchè il futuro Papa, nato nel 1857, era così legato alla nostra Asso e vi trascorse gran parte delle sue vacanze d’infanzia.

Il legame con la nostra piccola Asso è sancito anche dalla stele di marmo che adorna l’ingresso della nostra chiesa e che recita:

“Il borgo di Asso è quasi nostra patria adottiva e il suo nome suscita nell’animo nostro dolci memorie ivi infatti fu proposto parroco un nostro zio paterno e l’attuale proposto parroco ci è pure congiunto per parentela. Ivi nella nostra fanciullezza e nostra adolescenza e ne primi tempi in cui fummo iniziati al Sacerdozio vi soggiornammo tutti gli anni nei mesi Estivi per ragioni di villeggiatura ed ivi altresì esercitammo il Sacro Ministerio sotto la disciplina del nostro Zio Paterno e ne facemmo talora le veci. E’ quindi cosa a Noi grata ora elevati per volere di Dio al Supremo Governo della Chiesa accordare ai Proposti Parroci di quel Borgo un pegno perenne del nostro memore animo.Così stando le cose colla Nostra Apostolica Autorità con effetto immediato e duraturo in perpetuo concediamo ai Propositi Parroci pro tempore nel borgo di Asso il titolo di “Monsignore” aggiungendovi l”uso delle vesti prelatizie di cui usano i Nostri Domestici Prelati. Dato in Roma presso San Pietro sotto l’Anello del Pescatore il giorno 21 del mese di Luglio dell’anno 1922 primo del nostro Pontificato.”

Il Papa Alpinista, a soli sei mesi dalla sua proclamazione, assegnò alla nostra cittadina un riconoscimento perpetuo ed elevò i nostri parroci al rango di “Monsignore” accordandogli lo stesso “grado” dei Prelati Vaticani.

Non so se si possa definire Achille un Assese ma se sulla Pietra che lui ha fatto affiggere sul Sagrato della nostra Chiesa vi è scritto “nostra patria adottiva” ed il tutto è controfirmato niente meno che con l’Anello del Pescatore credo ci sia abbastanza su cui riflettere!!!

E’ incredibile, la nostra torre è la prova che l’Imperatore Barbarossa dovette desistere dal sottomettere Asso con la forza  mentre quella stele mostra l’affetto di un Papa per il nostro borgo. Questo paese, che appare addorementato e dimentico delle figure eccellenti che ne hanno animato il passato, può vantarsi di essersi confrontato a testa alta con Imperatori e Papi!!

Questa è Asso e chiunque, assese o no, intenda parlare male della nostra “Casa” dovrà fare i conti con tutta la nostra storia, con tutto il nostro orgoglio e, in ultima istanza, con i miei scarponi.

Questo Giovedì, 22 ottobre 2009, presso la chiesetta piccolo adi Asso alle 20:45, vi sarà la presentazione del libro Achille Ratti. Il prete alpinista che diventò papa di Ronzoni Domenico.

Davide “Birillo” Valsecchi

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